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Bologna. Sì all’aborto, no alle preghiere. «Andremo in San Petronio con spermicidi e profilattici»

luglio 10, 2014 Redazione

La minaccia dei collettivi di sinistra che contestano i gruppi di preghiera della comunità Papa Giovanni XXIII e l’obiezione di coscienza del personale medico

Oggi sul Resto del Carlino di Bologna si riportano le minacce del coordinamento “Yo decido” che ieri, durante un’assemblea, ha paventato l’idea di «andare domenica mattina in San Petronio con lubrificanti, spermicidi e profilattici». Questo per contestare la preghiera per la vita organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. La minaccia, racconta il quotidiano locale, è stata pronunciata da Gemma, un’aderente al collettivo “Sinistra, classe rivoluzione”, che fa parte del coordinamento.
All’assemblea hanno partecipato anche l’avvocato ed ex assessore comunale Milli Virgilio, sindacalisti e ostetriche, nonché la presidente del consiglio comunale Simona Lembi (Pd).

NO ALLE PREGHIERE. Si è parlato anche del personale che fa obiezione di coscienza. Secondo i partecipanti, una sostanziale ingiustizia che obbliga a un carico di lavoro più pesante chi invece pratica interruzioni di gravidanza. Virgilio ha suggerito di chiedere alla Regione Emilia-Romagna i numeri esatti delle strutture che non praticano l’aborto e di quanti siano gli obiettori «nel caso si possa verificare un’interruzione di pubblico servizio».
Per quel che riguarda i momenti di preghiera, questi non dovrebbero essere più permessi. Secondo Lembi non ci dovrebbe essere «alcun tipo di manifestazione davanti al Sant’Orsola».

(la foto in pagina fa riferimento ad un altro episodio accaduto a Bologna nel dicembre 2013 – ve ne avevamo parlato qui)

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36 Commenti

  1. ldg scrive:

    Una volta fare irruzione nei locali di una “parte avversa” era sinonimo di fascismo o sbaglio? Vuoi manifestare? Fallo come gli altri sono liberi di farlo. Ma non sopraffare o torna il manganello…

    • Menelik scrive:

      No, oggi non funziona.
      Funzionava una volta, quando c’era l’altra generazione, quella che la seconda guerra ed il fascismo/comunismo l’hanno vissuto, anche se da semplici spettatori e non attori.
      Oggi funziona solo che tu mi dai una manganellata, ed io di rimando te ne do un’altra.
      Lo so che è brutto, ma le cose stanno così.
      Non mi stupisce che invadano le chiese, anche durante le funzioni.
      Quello che bisogna contrapporre, è una contrapposizione altrettanto vivace ed energica.
      Mi dispiace ancora, ma le cose stanno così.
      E’ solo questione di arrendersi ad un passato che non c’è più, ed entrare nella forma mentale di una contrapposizione, purtroppo, di tipo moderno.
      Col vecchiume non si va più da nessuna parte, anzi, si va solo nel dimenticatoio.
      Oggi è così, o accetti e controbatti, o ti tocca subire, e subire implica andare all’estinzione.
      Senza alternativa, non hai scelta.

      • Stefano scrive:

        Che facciano come vogliono, anche interrompere la messa. Che facciano pure questa contrapposizione di tipo “moderno” (meglio maleducato).
        Si resisterà anche a questo, come sempre. E poi almeno per una volta potranno dire di essere entrati in chiesa… anche se a viso coperto (di cosa hanno paura, che li si spruzzi con un po’ di acqua santa?!?)

        • Menelik scrive:

          …ma il fatto è che loro faranno come vogliono, fin tanto che non troveranno una opposizione altrettanto risoluta.
          Quella dell'”occupazione” dei consultori è una scusa, un pretesto banale.
          Vogliono boicottare le funzioni.
          Dovranno trovare chi li contrappone.
          Se lo facessero nella mia parrocchia, io non resto fermo sul mio banco.
          Mi alzo e vado a cercare di strappare lo striscione.
          Silenziosamente, senza urlare, ma mi muovo per sabotare l’affissione dello striscione ed impedire di farsi fotografare.
          E spero anche che si alzino altri con me.
          Ma non sto fermo.
          Cerco di fare passivamente l'”effetto muro”, con le gambe per spostarmi e tallonarli ad ogni passo che fanno, e le mani per attaccarmi allo striscione e cercare di strapparlo, rovinandogli la foto provocatoria di “vittoria” in ogni caso.
          Sarà poco, ma tanti pezzi di muro uniti per le braccia, fanno un muro difficilmente valicabile.

          • Stefano scrive:

            No, non si tocca nessuno. La chiesa è aperta a tutti.
            Vengono per manifestare; non gli si fa caso, si pazienta. Si resiste.
            Loro non si sono ancora resi conto che la Chiesa (intesa come popolo) è capace di resistere a qualsiasi cosa (son 2000 anni che resiste al mondo). E non ha mai vacillato. E quando stava in silenzio la sua resistenza era ancora più forte. Loro urlano perché hanno paura (di un grumo di cellule sempre secondo loro), e sperano così di risolvere il problema che in realtà essi stessi creano. Non sono nemici, sono solo persone, e se oltrepassano i limiti gli si ricorda che la gente maleducata non piace a nessuno

            • giovanni scrive:

              Bravo Stefano così si fà!!! Poi esci e vai alla pasticceria all’angolo e prendi pasticcini per tutti.

          • giovanni scrive:

            Menelik mi dispiace ma devo contraddirti, ma le cose non funzionano come dici tu. Faccio un esempio. Se partecipi ad una manifestazione delle “Sentinelle in piedi”, e ti arriva una manganellata da un gay, non puoi reagire altrimenti ti denunciano per omofobia! HAI CAPITO!!!!!

      • LUCA scrive:

        mi piacerebbe invadessero la chiesa dove sono io a messa. non si risparmierebbero diversi calci in culo…

  2. Hector Hammond scrive:

    La solita democrazia dei demoKratici …

  3. michele scrive:

    Facciamo i cordoni sul sagrato, come fanno, spesso rimettendoci, i cattolici latinoamericani per difendere le chiese dai fanatici abortisti. In America è già un classico di certe manifestazioni concludere con una profanazione.

    • Hector Hammond scrive:

      Sarà il momento in cui verrà fuori la tiepidezza di molti cattolici e prelati , meglio così. Prima o poi si dovrà venire ad un chiarimento tra le varie anime del popolo cattolico.

  4. beppe scrive:

    che ne dite di schierare un po’ di CRISTIANI DAL VISO INESPRESSIVO armati di rosario? anche senza autorizzazione cee ( scusate, cei)?

    • Menelik scrive:

      Si, la seconda fila, però.
      La prima fila, è meglio come ha suggerito Michele: un muro di persone massicce, abituate a martelli e picconi e ferri, uniti stretti per le braccia come anelli di una catena.
      Tutto all’insegna della non-violenza, ma risoluti a creare un muro valicabile solo ed esclusivamente ricorrendo a mezzi violenti da parte loro, con l’accortezza di avere anche cinepresa pronta per “lavorare” dopo.
      Vedrai che gli aggressori ci restano di stucco.
      Quando la situazione incomincia a degenerare, la forza pubblica non può non intervenire.

      • Gelatino scrive:

        Niente di nuovo. Già nel secolo passato in Spagna avevano assaltato e profanato chiese, conventi, sacerdoti, suore, laici. Niente di nuovo…sempre i soliti.

        Vediamo se in difesa si formeranno dei cordoni umani di credenti e/o atei. Del resto per partecipare all’eventuale cordone basta il coraggio e il sale in zucca.
        Sperando sempre che qualche alto prelato della Cei non li definisca “visi inespressivi”. Sognando (tanto non costa nulla) che qualche altro prelato si unisca al cordone e sia disposto a prendersi insulti, sberleffi, sputi, spintoni e quant’altro.

        Scrivete su google “Atacan Catedral de Posadas en Argentina. Agreden y vejan a sus defensores.”

      • paolo scrive:

        il guaio di una invasione in Chiesa è il pericolo che corre il Corpo di Cristo. La funzione puoi provare a disturbarla, ma se solo pensano di avvicinarsi al tabernacolo rischiano davvero che una croce di legno gli finisca sulla schiena a 90 all’ora! E sarà il prete a farlo. Solo due settimane fa il prete ha rincorso la questuante che aveva preso la particola e poi si era girata per andarsene e l’ha costretta a comunicarsi davanti a lui. Resta uno dei peccati più gravi che si possano commettere e, giusto perchè lo sappiano, non verrebbe tollerato minimamente.
        Dopo facciamo resistenza passiva, ma dopo.

  5. angelo scrive:

    SCHIFOSI DITTATORI.
    Le sinistre anatagoniste (spesso spalleggiate anche dalle sinistre “normali”) ormai hanno gettato la maschera. Una volta sembrava gente che, sia pure in modo “eccessivo”, voleva la libertà di manifestare le proprie idee e lottare contro ogni forma di “repressione”.
    Invece si svela che i veri repressori e dittatori sono loro. A loro non interessa più manifestare le proprie idee, gli interessa solo impedire le idee degli altri. Solo puro fascismo.
    Il bello è che poi strillano contro la Chiesa, tirando in ballo “crociate” ed “inquisizione”……
    Ma loro sono molto peggio della inquisizione. Sono una regressionie alle epoche in cui non esisteva libertà di pensiero e di espressione; e già il fatto di pensarla in modo diverso wera un crimine.
    Se fossimo in un paese libero e democratico (veramente, e non per finta, come adesso) questa gente solo per il fatto di aver minacciato di occupare le Chiese (o qualsiasi altra cosa), anche se non l’ hannno ancora fatto, dovrebbero finire in galera. Così come ci vanno quei politici che potrebbero commettere o reiterare reati, anche se non sono stati ancora condannati.
    Ma, come al solito, ci sono 2 pesi e 2 misure….
    Comunque le stesse cose che capitano a Bologna capitano a Milano, dove le femmiste (e i femministi) di via dei Transiti (un centro sociale okkupato abusivamente e protetto dalla giunta Pisapia, che nel 2011 ha votato mozioni per evitare lo sgombero e per mantenerle in un edificio che occupavano illegalmente) tutte le volte che ci troviamo noi della “NO194″ vengono ad insultarci, provocarci, cercare di distruggere i cartelli, rifarci il verso, ecc. ecc. E pensare che siamo autorizati dalla questura, mentre loro no…..
    Ma per loro la legge e il diritto non valgono. Vale solo la prepotenza. Sono nazisti allo stato puro (tanto che promuovono al soppressione di esseri umani e vogliono licenziare anche quelli che fanno obiezione di coscienza).

    • Menelik scrive:

      Mi trovi d’accordo in tutto quello che hai scritto, caro Angelo, fuorché una cosa:

      “……..questa gente solo per il fatto di aver minacciato di occupare le Chiese (o qualsiasi altra cosa), anche se non l’ hannno ancora fatto, dovrebbero finire in galera. Così come ci vanno quei politici che potrebbero commettere o reiterare reati, anche se non sono stati ancora condannati…..”

      Su questo no, perché in un caso non si può fare un processo all’intenzione, anche se le intenzioni sono schifose. E nell’altro caso, fin tanto che uno non è stato condannato, c’è la presunzione di innocenza.
      Caso mai c’è la carcerazione preventiva (non so se sia il termine giuridico esatto) per la reiterazione del reato e l’occultamento delle prove o di fuga, ma finché la condanna non passa in giudicato, almeno in teoria uno è innocente.
      Bisogna entrare nell’ordine di idee di difenderci, tutto qua, con metodi passivi ma risoluti.
      Rendergli difficile il raggiungimento dei loro progetti.

      • gabriele scrive:

        Codice Penale
        Art. 405 Turbamento di funzioni religiose del culto cattolico
        Chiunque impedisce o turba l’esercizio di funzioni, cerimonie o pratiche
        religiose del culto cattolico, le quali si compiano con l’assistenza di un
        ministro del culto medesimo o in un luogo destinato al culto, o in un luogo
        pubblico o aperto al pubblico, e’ punito con la reclusione fino a due anni.
        Se concorrono fatti di violenza alle persone o di minaccia, si applica la
        reclusione fino a tre anni.
        Basterebbe questo se polizia e magistratura facessero il loro dovere.
        NON PREVALEBUNT.

    • Menelik scrive:

      Certo che mi hai fatto pensare:
      che abisso corre tra la mia realtà e quella di una grande città.
      Io sono abituato a piccoli centri, paesetti di 2000 abitanti al massimo e frazioni di quattro case sparse nei campi dove la gente quando ha finito di lavorare per terzi, lavora a casa in proprio.
      Certe volte non mi rendo nemmeno conto di come possano accadere simili bestialità.
      Se lo facessero qui, viene fuori un tafferuglio, che devono intervenire i carabinieri prima che qualcuno degli aggressori si trovi qualche occhio pisto o qualche labbro gonfio, e le parole grosse volano.

  6. beppino scrive:

    La nuova società dell’umanità di paglia…
    1) lottare per ottenere la negazione della possibilità di fare obiezione di coscienza (eliminare gli embrioni NON può NON essere fatto, basta considerarlo alla stregua di prevenzione sanitaria e basta che lo faccia qualcun altro…);
    2) inventarsi la sega mentale dell’interruzione di pubblico servizio (quando fa comodo… così da scaricare sulle leggi che regolano la convivenza civile la poco “ricercata” attività di ostruzione e fare quello che é più di comodo, cioé lavarsene le mani…);
    3) lavorare per acquisire il divieto di pregare in pubblico sull’argomento (c’é il rischio di dar fastidio a “coscienze” probabilmente già debolucce…);
    4) opposizione strenua alle manifestazioni contro i procurati aborti (se andiamo avanti così diventerà l’unico effettivo argomento per il quale vige “a priori” il DIVIETO di manifestazione…);
    5) no a filmati troppo esplicativi sulla tecnicità dei procurati aborti (altrimenti si introduce una implicita violenza psicologica…).
    La nuova dittatura dell’agire ignavo, la vittoria (finale) dell’umanità di paglia… Del resto non poteva essere altrimenti… visto l’argomento.

    • Giuseppe scrive:

      Preghiera a Gesù – di Giuseppe Monno

      O Signore Gesù, Verbo di Dio, per il quale tutto fu fatto, in principio, per mezzo tuo; proteggici dal maligno e guidaci nella lotta contro il peccato. Vieni in aiuto di tutti gli uomini, i quali, Dio Padre, il Santo dei Santi, ha fatto per l’immortalità, li fece a immagine della propria natura; li condusse fuori dal paese d’Egitto, liberati dalla schiavitù, li ha nutriti di manna, che essi non conoscevano e che neppure i loro padri avevano mai conosciuto, per fargli capire che l’uomo non vive di solo pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. O Signore Gesù, tu che sei la via, la verità e la vita, tu che hai detto: « Chi crede in me non morrà in eterno », corri, se vuoi, in soccorso alla nostra preghiera, e non permettere che il maligno ci separi da te, e che noi veniamo gettati via come il tralcio che secca, poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano; tu, che solo, hai parole di vita eterna, manda su di noi il consolatore, lo spirito di verità, perché dimori in noi e sia in noi. Così, o Signore Gesù, la tua guida invincibile ci preservi dalla fiamma che brucia in eterno; tu che sei la luce che splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno vinta; a te ci affidiamo in tutto ciò che è buono, tu che sei nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo; perché fosti tu, che con la tua Santa Croce hai redento il mondo, fosti tu a schiacciare la testa del serpente antico, tu hai vinto la morte, sei tu che hai detto: « Ho il potere di dare la vita e di riprenderla di nuovo »; a noi, che con te siamo morti, e siamo stati liberati dall’influsso degli spiriti di demòni che dominano questo mondo, concedici, con il dono della tua grazia, di non permettere mai che cadiamo nelle grinfie dell’antico nemico, omicida fin dal principio; colui che si traveste da angelo di luce e che seduce tutta la terra. Tu lo vedesti cadere dal cielo come una folgore, sconfitto in virtù del tuo sangue d’agnello, e per questo si rallegrarono i cieli, e quanti in essi vi abitano; guai, invece, fu per la terra e per il mare, perché pieno di furore fu per noi uomini, questo antico nemico. Per questo, tu, hai detto noi: « Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi! ». O Signore Gesù, tu che chiami amici tutti coloro che osservano i tuoi comandi; tu che hai dato noi un comandamento nuovo: « Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi », ancora, insistenti ti chiediamo di esaudire questa nostra preghiera; tu, che ci hai comprati a caro prezzo, ti preghiamo ascoltaci; tu, che per quel grande amore verso tutti noi, fosti flagellato, poi, crocifisso, ti preghiamo, ascoltaci; tu, che sei risorto dai morti, e sei assiso alla destra del Padre, ti preghiamo, ascoltaci; e come quel centurione, che pieno di fede in Israele, ti disse: « Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di soltanto una parola e il mio servo sarà guarito », anche noi, consci di aver peccato contro il Padre e contro di te, ti chiediamo perdono, e ti supplichiamo, ascoltaci. Amen.

  7. lucillo scrive:

    L’obiezione di coscienza è nata come tutela della libertà degli operatori sanitari che, introdotta l’interruzione volontaria di gravidanza, si sarebbero trovati ad essere obbligati ad agire contro coscienza o a perdere il lavoro, essendone mutati i doveri DOPO che si erano inseriti nella professione a determinate condizioni, e che magari da lungo tempo operavano con coscienza e diligenza. Nel momento in cui lo stato riconosce la libertà della donna, a determinate condizioni, di interrompere la gravidanza, si presentava un conflitto fra libertà ottimamente risolto dal diritto all’obiezione.
    Ma se questo era vero in quel momento, oggi non lo è più. Se lo stato riconosce il diritto all’interruzione di gravidanza deve anche tutelarne l’effettività (praticabilità concreta). Tutti i NUOVI operatori di ginecologia dovrebbero ORA essere obbligati a fornire TUTTE le prestazioni che il servizio sanitario prevede. Sapendolo in anticipo, e non per una legge improvvisamente cambiata, chi non è d’accordo non ha da fare altro che scegliersi in tempo ed in tutta libertà una differente specializzazione.
    L’obiezione di coscienza avrebbe dovuto essere nel tempo sempre più residuale per estinzione progressiva degli obiettori, invece accade il contrario.
    Quindi è vero che la presenza degli obiettori nelle strutture pubbliche è una sorta di occupazione delle stesse a lesione delle donne che vogliono operare un diritto riconosciuto dall’ordinamento italiano, ma è anche vero che è lo stato stesso che per primo consente tale lesione lasciando operare l’obiezione di coscienza anche ai nuovi operatori.

    • Grillo Parlante scrive:

      Bravo, non ti resta che cambiare il nome della specializzazione in ginecologia in “corso avanzato per aspiranti boia”, così invece che medici con la fissa del giuramento di Ippocrate hai la possibilità di formare gente preparata alla bisogna.

    • beppino scrive:

      ***… tutti i NUOVI operatori di ginecologia dovrebbero ORA essere obbligati a fornire TUTTE le prestazioni che il servizio sanitario prevede…***

      Se ora il procurato aborto é permesso é perché ora c’é una legge che lo rende giuridicamente lecito e ufficialmente attuabile. La preclusione a monte delle giuste e sacrosante scelte di intraprendere il percorso professionale del medico… questo sarebbe, ad esempio, una delle tante obiettive conseguenze di questa considerazione che non sta in piedi gia’ di suo. Siamo tornati alla camera dei fasci e delle corporazioni…

  8. lucillo scrive:

    Cari Furbettini Grillo e Beppe.
    Magari se calmate il vostro furore iconoclasta potreste provare a ragionare nel merito.
    Che vi piaccia o no siamo in uno stato democratico. Precisando che io sono molto deluso della maggioranza dei voti democraticamente espressi dai cittadini italiani negli ultimi venti anni – a partire da quelli probabilmente assegnati a quel brav’uomo solo un po’ ingrafato di Berlusconi, fino a quelli dati al suo degno successore san.matteo.da.florenzia – tuttavia riconosco piena legittimità alle singole leggi ed al sistema tutto: semmai lavoro politicamente per cambiarlo, ma non mi sogno minimamente di stabilire con criteri extrapolitici o addirittura extragiudiziari cosa è legalmente disponibile al cittadino italiano votante.
    Politicamente e civilmente le vostre interpretazioni del giuramento di Ippocrate, o di come fare a distinguere un parlamento democratico da una camera dei fasci, sono semplicemente nulle, tralasciando perdere quanto siano ridicole da un punto di vista argomentativo, se non altro per la sovrapposizione di piani che non riuscita ad evitare.
    NON esiste un punto di vista morale normativo per la totalità della popolazione (a meno che non vi piacciano gli stati islamici ammazzacristiani… e ricordo bene quando su “Il Sabato” che pure io diffondevo si sprizzava di gioia per la rivoluzione komeinista… la prova della potenza politica della religione!!!).
    Siamo in Italia, un Italia che per tante cose non mi piace. Ma ci sono io, ci siete voi. E fino a quando non diventerà la Repubblica Cristo-Islamista di CL il diritto generale di cittadinanza, e le sue specifiche espressioni nelle specifiche norme – quelle che ci piacciono come quelle che non ci piacciono – è assolutamente prevalente su tutti i gusti e legittimissime scelte personali dei singoli cittadini.
    Bene combattere politicamente (magari con modalità un po’ più dignitose e corrette dell’invito all’astensione) per portare avanti uno specifico punto di vista, totalmente inaccettabile che i cittadini non possano realmente esercitare ciò che la legge riconosce loro come diritto.

    • Grillo Parlante scrive:

      Caro Lucitrullino, anche se sei tanto insipiente quanto arrogante, lascia che ti spieghi che ci sono un sacco di cosette sulle quali, in uno stato civile e democratico, una maggioranza di rincoglioniti fortunatamente non ha voce in capitolo.
      Una di queste tante cosette è appunto la deontologia professionale del medico, il quale intraprende gli studi con lo scopo di salvare la pelle alla gente e non per farla fuori.
      Quando l’Italia diventerà uno stato totalitario come il III Reich tu sarai probabilmente servito di tanti medici aguzzini stile Mengele, e noi saremo in campo di concentramento o sui monti col mitra in mano.

    • giovanna scrive:

      Suppongo che ragionare con te, caro Lucillo, di cosa sia la “coscienza” e del motivo per cui uno decide di diventare medico, sia completamente inutile . Tantomeno capiresti il paragone con le leggi naziste.
      Colpisce piuttosto il livore espresso , aumentando il carico di tracotanza, dopo essere entrato a gamba tesa con argomentazioni francamente estremiste ed espresse con boria incredibile , rispetto alle miti parole dei suoi interlocutori.
      Ma poi vorrei sapere dove sono tutte queste donne che vogliono abortire e non ci riescono: a me risulta che i numeri degli aborti siano agghiaccianti e questo “problema” proprio non si pone nella realtà.
      Il problema vero è che la vita di queste donne è rovinata, forse di più di quella dei loro figli.
      Tutta questa propaganda strumentale per rovinare altre mamme e altri figli, complimenti.
      Se impegnassi un milionesimo della tua rabbia per aiutare degli esserti umani sofferenti, non sarebbe meglio? In primis per te, che bene bene non sei messo.

      • lucillo scrive:

        Senza alcuna ironia e con reale rispetto: chi se ne frega.
        Il tema NON è cosa io o tu o l’altro o pippo o pluto o paperino riteniamo giusto. Il tema è il rapporto fra cittadino e stato e l’unico sistema non violento, o per lo il meno violento, per trovare il migliore o meno peggiore bilanciamento fra idee (ma anche interessi, aspirazioni, credenze, ecc) differenti è la democrazia; a meno che, appunto, non si abbia a modello gli stati islamici ammazzacristiani in nome del Vero (Dio, Credo, Stato o quel che si voglia superiore ed in fondo indifferente all’umano, quello concreto). Tale bilanciamento, sempre un compromesso in quanto tale pieno di imperfezioni, è anche fra idee e persone, gruppi differenti, sviluppi economici, migrazioni ecc è la normalità della storia: o si va a compromesso e bilanciamento, o si va a violenza, con tutti convinti di avere ragione e di stare agendo per il bene dell’umanità… anche quando quel pezzo di umanità non è d’accordo, o manco lo sa (boko aram, tanto per dirne una, ma anche pol pot e la lunga sequela di tali situazioni e personaggi).
        E la democrazia o la eserciti, tutta e senza altre (presunte) tutele morali e/o valoriali, o semplicemente non c’è.
        I bilanciamenti e compromessi non stanno nelle idee, di nessun tipo: politiche, morali, religiose, artistiche e quant’altro. I bilanciamenti si esprimono nelle leggi che una comunità si da, si da democraticamente cioè a maggioranza. E le leggi democraticamente approvate – sempre provvisorie – costituiscono il momentaneo ma cogente bilanciamento che costituisce l’insieme dei dovere, ma anche dei diritti!, della comunità. Fra questi, oggi e qui, il diritto delle donne a determinate condizioni, di interrompere la gravidanza. E se oggi e qui è un diritto, esso deve essere protetto e reso effettivo, come tutti i diritti, al di la di quello che altri del tutto legittimamente ne pensino.

        • Grillo Parlante scrive:

          Come dicevo prima, dai tuoi commenti si evince che in realtà tu di democrazia e di Stato tu ne sai solo straparlare, e che sei talmente supponente da credere di poter supportare le asinerie con la boria di un bel “chi se ne frega”.
          Quella che tu descrivi non è la democrazia come la si intende negli stati civilizzati, ma una sorta di dittatura della maggioranza di cui francamente su due piedi non saprei neanche trovare esempi attuali o storici.
          Il problema è che per renderti conto delle bischerate che scrivi dovresti studiare un bel po’ ma i saputelli come te credono di saper già tutto e non possiedono l’umiltà necessaria a mettere in discussione le loro granitiche ma fallaci certezze.
          Nella misura in cui l’aborto è un diritto (misura ben più circoscritta in effetti di quanto ritiene lo sia la vulgata sinistroide) lo Stato intervenga per tutelarlo, ma non certo a spese di uno dei diritti fondamentali del cittadino, ovvero l’obiezione di coscienza all’omicidio di un innocente.
          Vedrai che basterà sventolare qualche banconota che gli obiettori di comodo ci mettono poco a diventare assassini per vocazione.

        • Paolo scrive:

          “La persona (definizione dell’essere umano, e solo lui, dal concepimento alla morte naturale, nota mia) è un’isola che le leggi dello stato devono solo lambire, non sommergere”
          Arturo Carlo Jemolo

          • lucillo scrive:

            Lo stato (perché di questo stiamo parlando, essendo questo il tema originario dell’articolo al di la di qualche fanatico invasore di cattedrali) non fornisce definizioni (per fortuna!) ma è la forma di convivenza che si da una comunità. Le modalità specifiche di tale convivenza sono determinate – o comunque rese espliciti – innanzitutto dagli ordinamenti e dalle leggi. E qui ci tengo a rientrare sul tema della coscienza del medico di cui ha parlato Giovanna.
            Nella comunità stato con le sue leggi i ruoli dei singoli non sono interamente affidati alle caratteristiche ed alle credenze individuali di ognuno di essi: vale per in ingegnere che deve costruire un ponte mettendo le colonne a giusta distanza (non ne mette meno perché gli piace di più, e neanche in abbondanza perché crea uno spreco); vale per un macchinista che è pregato a rallentare in certi tratti a rallentare per non farci schiantare tutti e chi se ne frega se lui pensa che tanto li si può correre di più. Vale anche per il medico. Non sono degli artisti che producono quello che vogliono, quando vogliono, come vogliono e poi lo propongono al pubblico che deciderà che è bello e quindi compra la loro opera oppure la ignora e dovranno fare qualcosa d’altro per vivere. Sono all’interno di una comunità con la quale fanno un patto – un contratto – in base al quale in cambio di alcuni benefici a partire dallo stipendio, cedono e/o utilizzano una parte del proprio sapere e del proprio tempo per svolgere una funzione che la comunità ritiene utile e necessaria; cosa sia utile e necessario avere, e cosa no, la comunità stato lo stabilisce appunto con i suoi ordinamenti e le sue leggi, e si organizza affinché i cittadini possano fruire di tali opere.
            Se vuoi far parte di tale sistema cedi un po’ del tuo sapere, del tuo tempo ed anche delle tue convinzioni e della tua coscienza; non sei obbligato a fare il medico ginecologo, puoi fare l’ortopedico, o l’ingegnere o il macchinista ferroviere… o anche l’artista. A me come cittadino (magari messo anche un po’ male) non interessa cosa pensi, ma che tu sia efficace al 100% rispetto al contratto che tu, ma anche io in modalità differente, abbiamo in atto con la comunità. E il tuo dovere lo devi fare tutto e con coscienza, non con libertà di coscienza e secondo i tuoi rispettabilissimi gusti e convincimenti.
            Perché in questo contesto si pone un problema, quello della coscienza, che in altri ambiti normalmente non si pone? Perché un istituto nato per tutelare delle persone al momento di un cambio delle norme stato erroneamente esteso agli operatori che successivamente hanno fatto un contratto come ginecologi.
            Un altro caso in cui le norme hanno giustamente lasciato libertà di coscienza era l’obiezione al servizio militare obbligatorio. Era possibile farla (con difficoltà) ma poi non potevi chiedere il porto d’armi: la comunità riconosce l’eccezione allo standard per ragioni di coscienza, ma bisogna essere conseguenti fino in fondo.

            • Grillo Parlante scrive:

              Se hai scritto tutto ‘sto minestrone per sostenere che l’obiezione di coscienza riguardo all’aborto è un fatto confessionale ti sbagli di grosso.
              Tale obiezione di coscienza trova ragion d’essere nella deontologia della professione medica la quale, per quanto se ne sa, sconsiglia vivamente di ammazzare gli innocenti.
              Poi, come ti ripeto, di volenterosi Mengele ne trovi quanti ne vuoi.
              Se ci sono “medici” dediti al commercio degli organi o dei figli in provetta, vuoi che non se ne trovino di assassini di bambini?

          • maria mazzola scrive:

            Gesù Ha detto: “Il vostro parlare sia sì, sì, no, no” non esistono compromessi e, nel Tempio, per cacciare i mercanti, usò anche Lui le maniere forti. Preghiamo perchè ci aiuti ad essere veramente cristiani con passione.

  9. mariobon489 scrive:

    Avviso ai naviganti. E’ la seconda volta che tento di postare un commento. Premetto che di quelli già pubblicati ne ho letti moltissimi assai più “pepati” dei miei. Entrambe le volte il commento è stato rifiutato tramite un avviso in inglese, comparso improvvisamente, da cui, data la mia scarsa conoscenza della lingua, evinco solo che “non è gradito” Non pensavo davvero fossimo già arrivati a questo punto. Adesso proverò a pubblicare questo commento. Se mi riesce. (Ma voi come avete fatto?)

  10. mariobon489 scrive:

    Il sottoscritto, persona dalla mente assai semplice e dai (pochi) ragionamenti, ma lineari, da tutto questo bla-bla arriva a capire una cosa. Anzi due. 1) L’obietto degli anni 60/70 avverso il servizio militare rifiutavano anche solo il rischio di spegnere una vita umana. Nobile principio, tanto più che la coerenza nel perseguire questo obbiettivo aveva come contropartita alcune sgradevoli conseguenze. Gli obbiettori di oggi, analogamente, si rifiutano di spengere una vita umana, ma vengono osteggiati proprio da coloro che ieri si rifiutavano di imbracciare un fucile. Ne consegue che, come logica conseguenza, chi vuole praticare l’aborto considera il feto non una vita in nuce, bensì un informe ammasso di cellule (per valutare la “nobiltà” degli intendimenti di questi signori è sufficiente considerare uno dei loro principali crucci: gli obbiettori aumentano il loro carico di lavoro!). Mi piacerebbe da loro sapere quando, cioè in quale preciso momento considerano il feto come una vita a tutti gli effetti. E’ una trasformazione che avviene poco alla volta (e se sì, quando è il momento in cui, praticando l’aborto, non si corre il rischio di usccidere una persona, ma solo un ammasso di cellule) oppure avviene di colpo, all’improvviso, e la domanda è sempre quella. Quando? E perché in quel momento e non in un altro? E chi lo decide? Chiunque comprende che è la domanda (o le domande) da un milione di dollari, e mi piacerebbe ottenere delle risposte. Sensate.

  11. GABRIELA scrive:

    Se hanno così ragione in quello che stanno facendo, perchè si coprono il volto? Non ho mai visto a coloro che difendono la vita pregare col volto coperto…. Già da piccoli quando sapevamo di aver fatto qualcosa di sbagliato, ci nascondevamo….. loro???

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