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L’isola che non c’è di Anna Paola Pizzocaro

luglio 17, 2012 Mariapia Bruno

Ci aveva già stupito con Preghiere non risposte Anna Paola Pizzocaro (1974), la giovane artista milanese trapiantata a New York che aveva scelto come ambientazione per i suoi scatti un appartamento contemporaneo un po’ noir, abitato da animali non proprio domestici (orsi polari, fenicotteri), e invaso dalle acque di un onirico diluvio universale. Questa volta il set dei suoi ultimi lavori fotografici si sposta in una terra incantata, un eden lontano dalla catastrofe del post-diluvio, che non a caso prende il nome dell’isola che non c’è, dove volava Peter Pan, Neverland. Il tempo di mai – cosi si intitola la retrospettiva visibile dal 3 al 31 agosto 2012 nella sede di Fienilarte a Pietrasanta – è un vero e proprio viaggio fiabesco nel “luogo del dopo”, dove indigeni e pochi sopravvissuti al diluvio metropolitano si incontrano in un istante che ci riporta sia al passato che al futuro facendoci riflettere sul nuovo mondo che potrebbe iniziare. Anche i titoli delle sue opere calzano a pennello a quello che è un vero e proprio sogno metafisico.

 

Ne sono un intrigante esempio gli scatti Farsi cullare dai fiocchi di neve nel superbo silenzio (2012) e Lettere mai inviate cadono come petali di un fiore (2012), dove una fanciulla addormentata sollevata da forze invisibili, fluttua nell’aria lasciandosi accarezzare dal silenzio della natura incontaminata che la circonda. E con questa preghiera indiana, che Anna Paola sceglie per arricchire il suo percorso, <<Se non lascerai inaridire il tuo cuore, se farai delle piccole gentilezze ai tuoi simili, essi ti risponderanno con affetto. Ti doneranno pensieri amichevoli. Più uomini aiuterai, più saranno i buoni pensieri che ti verranno rivolti.  Il fatto che ci siano degli uomini ben disposti nei tuoi confronti, vale più d’ogni ricchezza>>, gli indigeni accolgono noi uomini sperduti nelle terre da loro abitate.

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Tempi Motori – a cura di Red Live

La Casa spagnola debutta nell’affollato segmento delle Sport Utility con una vettura concreta e gradevole esteticamente. Entry level la 3 cilindri 1.0 TSI da 115 cv, top di gamma la 2.0 TDI da 190 cv. Trazione anteriore o integrale e cambio manuale o DSG.

È stata l’ultima due ruote motrici a conquistare il Mondiale Rally. Mossa da un 4 cilindri 2.0 supercharged da 205 cv, era una vera e propria vettura da corsa targata. Alla trazione posteriore abbinava raffinate sospensioni a triangoli sovrapposti.

Grazie alla trazione integrale, la versione sportiva della wagon ceca scatta da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi contro gli 8,0 secondi della “sorella” 2WD. Confermato il 2.0 TDI da 184 cv. Prezzi da 34.350 euro.

Sorpresa durante alcuni collaudi la versione wagon coupé dell’ammiraglia tedesca. Adotterà il medesimo pianale della berlina e i motori più performanti in gamma. Debutto atteso entro il 2017.

Contenuti tecnologici, stile e design identificano la nuova gamma di biciclette creata dalla collaborazione tra i due storici marchi

Speciale Nuovo San Gerardo