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Formatori e apprendisti fianco a fianco. La ricetta svizzera sull’apprendistato

marzo 26, 2015 Diana Larenza

Fare-apprendistatoSpesso sentiamo parlare di “modello duale” con riferimento al sistema di alternanza tedesco, al quale ci si dovrebbe ispirare. Il nostro nuovo racconto riparte, invece, dalla vicina Svizzera, il cui sistema – nella sostanza – non ha nulla da invidiare al primo.

La formazione professionale in Svizzera si svolge secondo un consolidato schema, che prevede una suddivisione degli studi tra banchi e azienda. In particolare i giovani svizzeri, dai 16 anni in su, possono scegliere se affrontare una istruzione liceale o un corso, biennale o quadriennale, per l’ottenimento dell’attestato di formazione pratica (due anni di scuola in alternanza) o dell’attestato federale di capacità (a seguito di positivo superamento di 4 anni di corso, sempre in alternanza). Grande rilievo assume anche la Formazione professionale superiore, sovrapponibile, ma non del tutto equivalente, al nostro apprendistato di III livello.

giovane-lavoro-shutterstock_259129838Pioniere nella costruzione di un ponte tra scuola e mondo dell’impresa è il “progetto APRIS“, che riesce a mettere in contatto Italia e Svizzera, per sviluppare un buon modello di apprendistato. In particolare, l’obiettivo dell’iniziativa è quella di creare un serbatoio di conoscenze a disposizione di imprese e studenti, tanto italiani quanto della Confederazione elvetica.

Dall’insieme di realtà aziendali che si occupano di formare i futuri lavoratori, una delle più interessanti è sicuramente +GF+ Machining Solutions. Leader mondiale nell’offerta di macchine e soluzioni per l’automazione, ha deciso di scommettere sull’apprendistato. Formare i giovani sotto il profilo personale, tecnico e professionale è infatti l’obiettivo del Centro di formazione interaziendale Agie Charmilles SA, con i suoi 50 apprendisti e 4 formatori.

Abbiamo dunque intervistato nove giovani apprendisti di questa azienda di successo, che descrivono con entusiasmo l’esperienza di formazione e lavoro che stanno vivendo, frutto indubbiamente di un sistema aziendale e nazionale che funziona.

Alla domanda “Ti ritieni soddisfatto dell’esperienza che stai vivendo?”. Tutti i ragazzi intervistati rispondono in modo affermativo. Capiamo perché!

Partendo dall’inizio di questa avventura, i giovani ticinesi ci raccontano di essere entrati in contatto con la realtà di +GF+ Machining Solutions, grazie ad un efficiente sistema di collegamento tra il mondo della scuola e quello del lavoro.

Hanno intrapreso infatti questa strada, grazie ai consigli degli orientatori professionali, un prezioso servizio offerto dalle scuole medie, oppure forti dell’esperienza di stage eseguiti tempo prima.

La giornata tipo di Yanick, Daniel, Cristian, si svolge nell’arco di otto ore presso il centro di formazione degli apprendisti, o presso un reparto di produzione. I giovani, dopo la fase formativa, imparano a pianificare il lavoro alternando momenti di progettazione al PC a momenti di fabbricazione alle macchine utensili.

Oltre alla formazione trasversale, in azienda, la formazione specifica riveste un ruolo importantissimo. Il piano formativo è scritto ed in continuo aggiornamento: all’apprendista è infatti richiesto di compilare un fascicolo personale all’interno del quale annoterà tutti i processi produttivi che apprende, in modo da averli a disposizione in qualunque momento, come fosse un personale “diario di bordo” della vita professionale in azienda.

Seguiti costantemente dal tutor, una figura “indispensabile per la corretta formazione pratica” dice Kevin, neo diciottenne con la passione dell’hockey, i ragazzi percepiscono una serie di vantaggi dall’esperienza di apprendistato. Michele, anche lui 18 anni, conferma che questa modalità formativa è “un ottimo bilancio fra teoria e pratica, per apprendere al meglio”; gli fa eco Giovanni, appassionato di calcio, che dice: “Unisci la pratica con la teoria, ma soprattutto sei costantemente coinvolto nel mondo del lavoro”.

Proseguire gli studi approfondendo la pratica del lavoro risulta essere il nodo focale di questa esperienza.

Gli apprendisti, imparano, in questo modo, ad orientare al meglio le scelte per il proprio futuro. Come Massimo, 18 anni, attualmente si occupa del disegno di pezzi di macchine e sogna di diventare progettista meccanico; o Aaron, entusiasta della sua esperienza, sogna di diventare meccanico di elicotteri. C’è anche chi, dopo l’apprendistato, vuole proseguire con gli studi, come Mattia, che parlando del suo futuro dice: “Vorrei fare un bachelor presso la SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana) e poi un master in un politecnico o all’estero”.

Accompagnando la teoria alla pratica sin da giovanissimi e seguiti da un team di formatori esperti, gli apprendisti della +GF+ Machining Solutions, si mostrano pienamente soddisfatti del presente e ben orientati su quello che faranno “da grandi”.

La trasformazione dell’apprendistato coinvolge anche i tutor aziendali. È il caso di Mario, assunto a tempo pieno insieme ad altri tre colleghi. Elettrotecnico di formazione, ma formatore di professione, ha come suo impegno quotidiano quello di accompagnare i ragazzi nel percorso di formazione. Così descrive se stesso in questo momento: “sono prima un formatore, poi, anche un elettrotecnico”.

Le parole dei ragazzi, ma anche dei loro tutor sembrano così confermare, ancora una volta, come l’apprendistato possa essere un modello virtuoso di inserimento dei giovani sul mercato e nel mondo del lavoro.

Diana Larenza 
ADAPT Junior Fellow

Foto giovane al lavoro da Shutterstock

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