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Fare orazione. O di come si abbronza l’anima al sole dello Spirito Santo

luglio 29, 2016 Pippo Corigliano

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Pubblichiamo la rubrica di Pippo Corigliano contenuta nel numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti)

La formazione religiosa mi fu data da mia zia in Calabria nell’estate che precedette la prima comunione, a sette anni. Poi la scuola ha aggiunto la nozione di peccato mortale, che si verifica se c’è «materia grave, piena avvertenza, deliberato consenso».

Non capivo bene il significato delle parole ma averle imparate a memoria mi è servito per chiarire progressivamente le idee, con annessa paura dell’inferno. Poi c’è stata la parentesi adolescenziale di abbandono della pratica religiosa fino alla riscoperta di un mondo nuovo, affettuoso, familiare, dove Dio era diventato “papà” e non il controllore giudice.

Nella scoperta della parolina “abbà-papà” era inclusa una pratica che non conoscevo: l’orazione mentale. «Mi hai scritto: “Pregare è parlare con Dio. Ma, di che cosa?”. Di che cosa? Di Lui, di te: gioie, tristezze, successi e insuccessi, nobili ambizioni, preoccupazioni quotidiane…, debolezze! E atti di ringraziamento e suppliche: e Amore e riparazione. In due parole: conoscerlo e conoscerti: “stare insieme!”». E ancora: «Non sai pregare? Mettiti alla presenza di Dio, e non appena comincerai a dire: “Signore, … non so fare orazione! …”, sii certo che avrai cominciato a farla» (Punti 91 e 90 di Cammino).

Lungo la mia vita “ho fatto orazione” ogni giorno in modo diverso. In quest’ultimo periodo è aumentata la fiducia nella provvidenza di Dio e diminuita quella in me stesso. Parlo al Signore dei miei amici e di me. Ascolto. Lascio che il sole dello Spirito Santo abbronzi la mia anima.

Foto tramonto da Shutterstock

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La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Svelata la concept che anticipa la nuova WRC del Double Chevron, attesa ai vertici del Campionato mondiale rally 2017. Esteticamente simile a una Gruppo B degli Anni ’80, può contare su di un 1.6 turbo benzina da 380 cv.

La concept spagnola ama l’off road. Al 2.0 TDI da 190 cv si accompagnano il cambio a doppia frizione DSG, le 4WD e un allestimento estetico degno di una 4x4 nuda e pura. Potrebbe derivarne una versione di serie.

Debutta la variante tutto terreno della wagon tedesca. Può affrontare facili sterrati grazie all’assetto regolabile, all’altezza da terra superiore allo standard e a protezioni specifiche. Motori turbodiesel di 2,0 e 3,0 litri da 195 e 258 cv.

Il lieve restyling della berlina/wagon nipponica porta in dote una superiore insonorizzazione dell’abitacolo e il sistema di gestione dell’erogazione G-Vectoring Control. Confermati i propulsori, arricchito il capitolo sicurezza.

Un'aerodinamica di nuova generazione caratterizza il telaio della nuova top di gamma del marchio veneto. Tecnologia Balanced Design, manubrio integrato e freni direct mount per un prezzo che parte da 4.600 euro

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