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Perché ci scandalizziamo per i costi degli F35 e non per quelli dell’aborto?

Costo IVG (interruzione volontaria Gravidanza) comprensivo di intervento e degenza: 760 €.
(Fonte: Vita di donna Associazione Onlus)

 

N° IVG anno 2009: 118.579
(Fonte: Ministero della salute)
760€ x 118.579 = 90.120.040€

 

Costo F 35 ad esemplare: 99.000.000€
(Fonte: Sole24ore – 16/Ott/2012)

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30 Commenti

  1. Mappo scrive:

    Tra l’altro c’è da dire che mentre nel tempo i costi per singolo esemplare dell’F35 andranno a calare, come succede per ogni sistema d’arma durante la produzione, il costo di un aborto crescerà comunque a causa degli aumenti del costo del lavoro degli addetti, del costo dei farmaci e degli strumenti ecc. ecc.

  2. hainoi scrive:

    …ve lo dico io perchè – perchè abortire è un diritto sancito da una legge, mentre avere altri cacciabombardieri per difendersi da nulla è uno spreco puro.
    Però, visto l’accanimento del ministro Mauro – rilanciato da voi – nel difendere questo acquisto, viene da chiedersi se per caso la CdO o il vaticano non abbiano qualche interesse economico in ballo.
    Secondo me, sì.

    • sambino scrive:

      Un genio. Hai dimenticato il complotto delle scie chimiche e le multinazionali che hanno voluto l’11 settembre per rubare il petrolio al medio oriente..
      Ma a parte ciò, credo che un ministro della difesa ne sappia qualcosina di più di te e me in merito alla possibilità o meno di doversi difendere da “nulla”..
      Secondo me, sì.

    • giovanni scrive:

      Prendiamo per buono che gli f35 sono uno spreco , non servono a nulla e che restano inutilizzati. In questo caso non ci neanche vittime. Mentre per l’aborto le vittime ci sono, e anche tante!!! Solo in italia 120.000 all’anno, ti sembrano poche?

  3. Avion scrive:

    Eh, ma gli F35 servono a uccid… oh, wait.

    • ftax scrive:

      Magari gli F35 servono anche a difender…da chi vuole attacc… come tutte le arm…possono essere male, ma certe volt…ci vogliono purtroppo anche quelle…oh, yes.

  4. Giava scrive:

    E se io mi scandalizzassi di entrambi?
    E se mi facesse ribrezzo porre l’abominio dell’aborto sul piano economico?
    E se rispondessi che purtroppo i costi di F35 no si limitano all’acquisto (che tra l’altro è un costo “marginale) ma agli enormi costi di manutenzione, addestramento del personale di volo ed a terra, esercitazione ed altro ancora? Ma lo sapete (ho letto ma non risordo la fonte) che 1 ora di volo di un F35 costa circa 2.000 euro?
    E se i ministri CLni scegliessero di NON acquistare questi inutili strumenti di morte e dirottare metà del risparmio al buono scuola o alla prevenzione dell’aborto? Non sono forse questi PRINCIPI NON NEGOZIABILI (da voi tanto sbandierati in campagna elettorale)?
    Spiace molto ma da sedicenti cattolici ci si aspettava un po’ più di coerenza e coraggio (o anche questo è colpa della sinistra)?

  5. Giava scrive:

    Correggo e integro il post precedente

    E se io mi scandalizzassi di entrambi?
    E se mi facesse ribrezzo porre l’abominio dell’aborto sul piano economico?
    E se rispondessi che purtroppo i costi di F35 non si limitano all’acquisto (che tra l’altro è un costo “marginale”) ma vi sono notevoli costi di manutenzione, addestramento del personale di volo ed di terra, esercitazioni ed altro ancora? Ma lo sapete (ho letto ma non risordo la fonte) che 1 ora di volo di un F35 costa circa 2.000 euro?
    E se i ministri CLni ed i tanti cattolici di questo governo scegliessero di NON acquistare questi inutili strumenti di morte e dirottare metà del risparmio al buono scuola o alla prevenzione dell’aborto? Non sono forse questi PRINCIPI NON NEGOZIABILI (da voi tanto sbandierati in campagna elettorale)? O i principi non negoziabili devono essere sempre a carico della scuola pubblica! O sono solo il pretesto per prendere voti in campagna elettorale.
    Spiace molto ma da sedicenti cattolici ci si aspettava un po’ più di coerenza e coraggio (o anche questo è colpa della sinistra)?

    • giovanni scrive:

      Teoricamente il tuo discorso non fa una grinza. Probabilmente al ministro ciellino, il potere gli ha dato alla testa, e, da sostenitore dei buoni scuola, e da sicuro antiabortista, è diventato un guerrafondaio e un sostenitore dell’aborto. Pensi che sia vero questo? Oppure, da ministro della difesa ha ritenuto opportuno, l’acquisto (considerata per esempio la situazione in medio oriente e non solo quella! ) di questi f35 per difendersi?

    • ftax scrive:

      Combattere il nazismo e il fascismo con le armi (strumenti di morte!) fu un atto scandaloso e incoerente con i PRINCIPI NON NEGOZIABILI…o no?
      PS. è il moralismo dei farisei che ha mandato a morte nostro Signore.

      • giovanni scrive:

        Con altri esempi, anche se non con la stessa chiarezza, nel mio messaggio esprimevo lo stesso concetto di Ftax, e voi me lo avete censurato. Bohhh!!!

      • Giava scrive:

        La tentazione di risponderLe a tono è forte; proverò con calma a chiarire alcuni punti:
        – il fascismo è caduto perchè ha perso l’appoggio della gran parte della popolazione che aveva portato al potere Mussolini, non certo per le armi; e se tanti cristiani (purtroppo anche tanti Pastori della Chiesa Romana) avessero rifiutato la cultura della violenza di tale regime, avesso urlato contro l’inevitabilità della guerra, non avessero chiuso gli occhi davanti alle violenze ed il cuore allo Spirito, penso che non ci sarebbe stato bisogno di altro sangue per abbattere quei regimi;
        – se la vita è sacra, è sacra sempre, dal concepimento alla sua morte naturale; se si fanno eccezioni allora tutto poi è giustificabile, l’aborto, l’eutanasia e quant’altro: non vedo differenze tra i favorevoli all’aborto e chi prepara la guerra;
        – mi risponda, sig. Ftax: per abbattere i regimi comunisti, han fatto più tutte le armi di Reagan o le parole, la tenacia e l’esempio di un Papa polacco? E senza colpo ferire…
        – i farisei non erano moralisti (“insulto” inventato dai cllini per giustificare ogni atto del proprio gruppo dirigente) ma ipocriti; e cos’è l’ipocrisia? Forse (ma faccio esempi a caso) dichiararsi contro l’aborto e fare campagna elettorale e sostenere al Governo chi ha praticato l’aborto sul proprio figlio perchè malformato? O formare un Governo e condividere il potere con chi l’aborto lo ha legalizzato? O avere il Governo negli ultimi 18 anni senza far nulla per cambiare o attenuare questa orribile legge? O fare voto di povertà, non avere proprietà personali e fare vacanze extra lusso a spese altrui ed utilizzare come se fosse proprio una barca formalmente intestata ad altri (così è salvo il voto)?
        Certamente io sono moralista (ma nessuno sa spiegarmi cosa voglia dire per voi) come sono eretico pauperista (così mi avete definito per aver invitato alcuni leader di CL ad una maggior moderazione, poi è venuto Papa Francesco …) ma Cristo condanna l’ipocrisia … ed io ne vedo tanta in giro …

        • Giava scrive:

          @Ftax
          “Non si può andare con auto costose. La macchina – ha spiegato – è necessaria per fare tanto lavoro, ma prendetene una umile. Se ne volete una bella pensate ai bambini che muoiono di fame”
          Ora andate a dire a Papa Francesco che è moralista, e spiegate anche a lui le ragioni per le quali un consacrato va a fare vacanze in yacht di lusso o in resort a migliaia di euro al giorno, o un ministro cattolico non si oppone all’acquisto di caccia da guerra a 99 milioni l’uno!
          Grande Papa, grazie di esistere

          • giovanni scrive:

            Giava, non possiedo una auto costosa, non vado a fare vacanze di lusso, (quest’anno non ci vado proprio!) abito in un normale appartamento di 85 metri. Dopo aver subito due furti in casa, più uno non riuscito, ho deciso di spendere qualche migliaio di euro per una porta blindata e alcune inferriate alle finestre. Invece di usare questi soldi per proteggermi, avrei preferito usarli per i bambini che muoiono di fame.

            • Giava scrive:

              Tutta la mia solidarietà per il trauma ed il danno che sicuramente i furti subiti hanno comportato.
              Non mi pare la stessa cosa, tuttavia, installare una porta blindata o le sbarre alle finestre per proteggere sè ed i propri cari, e l’acquisto di caccia bombardieri.

              • giovanni scrive:

                ….è veroooooo !!! Invece degli f35 potremmo installare delle sbarre al confine, oppure sperare che chi ci potrebbe assalire si convinca che noi stiamo lavorando per la pace e la giustizia

        • H.Hesse scrive:

          “il fascismo è caduto perchè ha perso l’appoggio della gran parte della popolazione che aveva portato al potere Mussolini, non certo per le armi;”
          Ebbene signori, questi sono gli effetti collaterali della legge Basaglia.

        • Fabio Massimo scrive:

          Caro Giava, in chiusura del tuo commento, chiedi una definizione del termine “moralista” e del termine “pauperista”.

          Mi assumo l’onere di dartele entrambi.

          “Moralismo” è l’atteggiamento di colui che è incoerente (o ipocrita, se vuoi) per due motivi:
          1) perché usa il “giudizio morale” come clava per colpire non il comportamento immorale ma le persone (e, quando ciò è fatto da un sedicente cristiano: è doppiamente odioso, poiché significa -in sostanza- sbugiardare Gesù quando Egli dice “chi è senza peccato scagli la prima pietra”)
          2) perché, pur usando il “giudizio morale” (e magari pure come “clava” contro il peccatore, invece che contro il peccato), rifiuta al tempo stesso l’idea stessa di peccato e di Morale assoluta. E questo è tipico di certi “moralisti” laicisti, alla maniera dei “giacobini” tanto per intenderci.
          Per costui non esiste un Dio che è Padre Creatore Onnipotente (poiché l’unico dio ammissibile è quello che facciamo esistere noi come “ente supremo” o “grande architetto dell’universo”: che ha creato -e magari neanche tutto- e poi si è disinterassato della sua creazione, lasciando che procedesse per conto suo. Così come fa un orologiaio col suo orologio), ergo non esiste alcuna Legge Naturale iscritta dal Padre nelle nostre stesse coscienze e nei nostri stessi cuori, per quanto “annebbiati” dal Peccato Originale; vieppiù, non può esistere una Morale assoluta che si fonda, oltre che sulla Legge Naturale, anche sul Decalogo da Lui svelatoci e che si perfeziona nella Legge Evangelica del Dio fattoSi Uomo il cui Nome è Gesù; né tantomeno esiste e può esistere una vera Chiesa fondata DA e SU di Lui, Gesù, vero Uomo e vero Dio.
          Però, tuttavia, esiste per i “moralisti” una “morale” (non si capisce poggiata su cosa) che, proprio in virtù delle “deficienze” suddette: scade rapidissimamente in quell’arma di offesa e di omicidio psicologico e spirituale che è il “moralismo”, appunto.
          Il “moralismo” di coloro che condannano Berlusconi come “puttaniere” ma mai si sognerebbero di ammettere che andare con le prostitute è un “peccato” (peraltro, se si è coniugati, triplo: contro sé stessi, contro la propria moglie, contro la prostituta stessa)

          “Pauperismo” è l’atteggiamento di colui che assolutizza la povertà come via di salvezza e che arriva quindi ad idolatrarla: perdendo di vita che la Via di salvezza (oltre che la Verità e la Vita) è Gesù e non un’ipostatizzata “povertà”.
          E tale idolatria è spesso e volentieri a sua volta ipocrisia: come appunto era ipocrisia quella dell’Iscariota di fronte allo “spreco” di quasi un litro di prezioso balsamo usato da Maria Maddalena per ungere i Piedi e il Capo di Colui che a distanza di qualche giorno Si sarebbe lasciato ungere col Suo Stesso Sangue, per la Salvezza e la Redenzione nostra.
          Il “pauperista” (in quanto ipocrita) Iscariota si “dispiacque” e addirittura si arrabbiò di fronte a quello “spreco” (sia del balsamo che dello stesso prezioso vaso in alabastro: che la Maddalena, ricolma d’amore nei confronti dell’Amore fattoSi Carne, non esitò a rompere, per farne uscire più facilmente il balsamo residuo): appellandosi, pauperisticamente in quanto ipocritamente, al fatto che balsamo e vaso si sarebbero potuti vendere per farne “elemosina ai poveri”.

          “Pauperismo” è il voler imporre (arrivando al delirio di farlo “per legge”) agli altri la beatitudine evangelica della povertà, che è “in” spirito e “di” spirito. Quindi un crimine grave contro la libertà dei figli di Dio.

          “Pauperismo” è l’altra faccia dell’ “edonismo” del ricco epulone: tanto quello considerava irrinunciabili (e non condivisibili) con gli altri e col povero Lazzaro le sue ricchezze, tanto il “pauperista” considera così importante la ricchezza al punto da caratterizzare ogni suo atto per la rinuncia ad essa. In termini psicologici: se il ricco epulone era “dipendente” dalla ricchezza, il pauperista è “contro-dipendente”. E ricadiamo, nuovamente, nel campo dell’idolatria.

          Gesù invita chi vuole mettersi alla Sua sequela (per essere co-redentore e co-salvatore: ossia Suo co-adiutore) e non semplicemente beneficiare della Salvezza da Lui apportata (per godere della quale non è necessario vivere un’intera vita di Santo: bensì è sufficiente pentirsi, di vero cuore, anche nell’ultimo istante di vita terrena. E accogliere, di vero cuore benché nell’ultimo istante di vita, la Sua proposta di Salvezza: ossia la Sua stessa Persona): a fare “bene i calcoli”, così come li fa il progettista di una torre prima di dare avvio alla costruzione della stessa, o come li fa un re prima di impegnare in battaglia il suo esercito contro quello di un re avversario.
          E, il calcolo da farsi, per coloro che vogliono mettersi alla Sua piena sequela (anzitutto i consacrati ma l’invito di Gesù non si limita soltanto a loro: perché si può essere alla Sua piena sequela anche come laici) è quello di “lasciare tutto”.

          E “lasciare tutto”, per i consacrati non può avere significato solo figurato ma DEVE avere significato anche letterale (poiché i Vescovi, con i presbiteri a loro soggetti, hanno gli Apostoli come modello in quanto sono degli Apostoli i legittimi successori. E gli Apostoli, a parte Giuda Iscariota, non si arricchivano in alcun modo con le somme ingentissime di denaro che gli passavano tra le mani).
          Laddove “lasciare tutto”, per un laico che voglia mettersi pienamente alla sequela di Gesù: potrà anche solo significare essere spiritualmente e mentalmente libero dalla ricchezza posseduta.
          Il che significa essere pronto in qualsiasi momento a disfarsene, completamente, se ciò è Volontà di Dio.
          Nella consapevolezza che qualsiasi ricchezza materiale che non sia concretamente utilizzata a costruire la vera ricchezza (che è Là dove tarme e ladri non possono intaccarla): è, nel caso migliore, “legame” e “legaccio”. Quindi, dannosamente inutile e inutilmente dannosa, per chi aspiri al Regno dei Cieli.

          “Lasciare tutto”, delle proprie ed individuali (presenti e/o future) ricchezze materiali, è un conto.
          Deprivare la Chiesa delle Sue ricchezze materiali, quella Chiesa che appartiene solo a Dio, in quanto Sua Sposa e che è chiamata ad essere simbolo anche materiale della Sua Gloria (e uno sposo integrale di “madonna povertà” come Francesco di Assisi, che aveva “lasciato tutto” in tutti i sensi possibili, per essere completamente libero di servire Gesù e di mettersi, da consacrato, alla Sua piena sequela: non lesinava certo sullo splendore e sulla ricchezza dell’apparato liturgico. E sarebbe inorridito ad usare un Calice di legno, per accogliere Colui che in ogni Sacrificio Eucaristico Si ridona nuovamente e nel modo più inimmaginabilmente completo che vi sia. E che solo Dio poteva pensare), ha un altro significato, ben diverso dal “lasciare tutto” del singolo servo di Dio.

          Un significato che pare (e il cuore e la mente di per sé si rifiuterebbero di prenderla in considerazione, questa eventualità) essere molto più “aderente” a quell’invito dell’Iscariota ad omettere di recare onore (anche MATERIALMENTE espresso: poiché, in quanto cristiani e cattolici, siamo -o dovremmo essere- ben consapevoli dell’importanza fondamentale ed irrinunciabile sia della materia che della carne. Entrambi sprezzate ed odiate dal luciferino gnosticismo, che si “atteggia” -sulle orme del padre della menzogna che ne è ispiratore e che non a caso è detto anche “la scimmia di Dio”- a veramente “spirituale” laddove è semplicemente “omicida” del Progetto di Dio. Che prevede l’unione indissolubile tra Spirito e Carne, culminante nella Resurrezione in Corpo Glorioso) a Colui che Si dona a noi, in Corpo Sangue Anima e Divinità, da quella notte del Giovedì Santo: a favore di una ipocrita e “pauperistica”, appunto, “donazione” ai “poveri”.

          Sperando di esserti stato utile,
          ti ringrazio per l’attenzione e ti saluto in Gesù e Maria.

          Maranathà

  6. Gianmario Gatti scrive:

    Cara Giava, per uno vecchio come me risponderti senza averti davanti e’ davvero difficile e magari ti conosco. Comunque ci provo: PaoloVI in occasione della giornata mondiale della Pace diede questo messaggio ” Se vuoi la pace lavora per la giustizia” ora come può’ nascere veramente la pace, cioè l’ inutilità degli F 35, dentro una cultura di morte di cui l’ aborto e’ uno dei segni? Quanto a come scrivi ” sedicenti cattolici” hai ragione: ci provo ma sono l’ ultimo, però ciò che è stato affascinante e lo è ancora del cristianesimo e’ che ti aiuta a guardare come stanno veramente le cose: non c’ e’ giustizia in una cultura della morte quindi non c’ e’ pace, soprattutto dentro di me. Scusa l’ inadeguatezza di queste parole, ciao.

    • Giava scrive:

      Invece La ringrazio per le parole profonde ed il tono cortese; purtroppo non credo che ci conosciamo. Concordo pienamente con Lei su quanto ha detto: non c’è pace senza giustizia.
      E la costruzione della giustizia procede contemporaneamente alla costruzione della pace.
      E costruire la giustizia vuole dire anche (ma non solo) costruire una giustizia sociale, lavorando per la redistribuzione del reddito a favore dei poveri, perchè si creino le condizioni affinchè tutti possano godere dei diritti fondamentali (una casa, un lavoro, l’istruzione, la salute, ecc…), perchè nessuna coppia venga lasciata sola nel momento della difficoltà con un sostegno concreto, e tanto altro ancora.
      Ed è proprio in quest’ottica che trovo assurda e folle questa spesa.
      Queste sono idee di sinistra? Non mi importa: per me sono le mie idee (e sono certo di essere in buona compagnia con ben altri e più luminosi Testimoni della Pace)

      • beniamino lori scrive:

        Concordo al 100 % con Giava. Finalmente parole cristiane su questo giornale che troppo spesso sembra ignorare quelle parole di papa Francesco che mettono sotto accusa le ipocrisie di tanti. Non vi piace questo papa? Rassegnatevi alle decisioni dello Spirito Santo.

    • giovanni scrive:

      Ma se uno pensa che le parole sono inadeguate , perchè le dice?

    • Fabio Massimo scrive:

      Caro Gianmario,
      personalmente ho interpretato il suo articolo (che è poi un’immagine arricchita da qualche calcolo significativo e che qualcuno ha già fatto notare essere sotto-stimato, per quanto riguarda le spese dello Stato per adempiere alla richiesta di sopprimere i concepiti nel grembo delle loro madri. Che sono colpevolmente tenute nella disinformazione da parte di quello stesso Stato, circa le possibili conseguenze organiche e psicologiche dell’aborto volontario. Disattendendo quindi qualsiasi tipo di “consenso informato”) come invito ad essere conseguenti e coerenti (e quindi: integri), quando si chiede giustizia.

      Se, quindi, siamo spinti a chiedere giustizia e a chiedere conto ai nostri “parlamentari” del motivo per cui hanno approvato una spesa di svariati miliardi di euro per dei caccia da guerra (che sono impiegabili, peraltro, solo e soltanto in guerre cosiddtte “convenzionali” o in quelle che sono orwellianamente dette “operazioni di polizia internazionale”: e non certo in operazioni di difesa da commando terroristici, che pur dall’11/9 ad oggi ci hanno ossessivamente detto essere diventato il nemico numero uno) in un momento in cui i nostri “conti” sono così disastrati che è un problema persino trovare i due miliardi necessari ad annullare l’iniqua IMU sulla prima casa: allora non possiamo voltare la faccia dall’altra parte quando siamo interpellati da coloro che ci chiedono conto dell’ingiustizia e della violenza perpetrata sistematicamente ed ubiquitariamente (e, vieppiù, col consenso e con l’aiuto ed il finanziamento di quello stesso Stato che dice di essere “senza soldi”) ai danni degli ultimi tra gli ultimi: ossia coloro che, pur già esseri umani, non sono ancora usciti dal canale del parto e sono quindi ancora dipendenti per la loro vita dalle loro madri, che li ospitano nel loro utero fino al compimento del loro sviluppo prenatale.

      Gesù dice: “beati coloro che hanno fame e sete di Giustizia perché saranno sfamati e dissetati”.

      Ma è vera fame e vera sete di Giustizia quella di coloro che chiedono conto dell’ingiustizia (che è indiscutibilmente tale) della spesa per gli F35 e poi considerano l’aborto volontario un “diritto acquisito”?

      Ma, d’altro canto: è vera fame e vera sete di Giustizia quando, pur considerando l’aborto volontario come omicidio (come indiscutibilmente è, in quanto soppressione della vita di un appartenente al genere umano: ed è bene mettere in conto che tale affermazione sarà ragione sufficiente per essere denunciati e portati nei tribunali, a breve), non abbiamo esitazione ad accettare come dolorosamente inevitabili gli “effetti collaterali” delle missioni fatte da quegli stessi F35 (e che sono le morti, e nei modi più atroci, di uomini, donne e di bambini che dalla pancia delle loro mamme sono già usciti: che avrebbero voluto soltanto vivere in pace le loro vite)?

      Tra l’altro, ho già constatato più di una volta che costoro che appartengono a questa seconda fattispecie (aborto volontario=omicidio ET “la democrazia si esporta con le armi”), sul tema dell’aborto volontario arrivano ad un doppio salto carpiato: l’aborto volontario è sì omicidio ma la 194/78 (che quell’omicidio permette e “legalizza”: e che la logica di base impone di definire “omicida”) è il “male minore”.
      Quando non effettuano addirittura il triplo salto carpiato di considerarla una “buona legge”, purtroppo ancora “male applicata”.
      Laddove, invece, l’unica maniera limpida, chiara, coerente ed integra di essere anti-abortisti è quella di impegnarsi perché l’omicida legge 194/78 (che è “legge” solo apparentemente ma non in essenza: perché non è vera legge ciò che “legalizza” ciò che è intrinsecamente illegittimo) sia rimossa, senza se e senza ma, dal nostro ordinamento giuridico.

      La verità, così come la giustizia, se si decide di servirla: va servita come una sposa. E, possibilmente, sposa cristiana, e non musulmana.
      Quindi, si deve avere con lei un rapporto di fedeltà monogamica ed integrale, all’insegna dell’onore e del rispetto: tutti fondati sull’amore. Ed essere disposti a morire per lei, se e quando occorre.

      Le alternative a questo tipo di rapporto, con la verità (e la giustizia): sono trite e tristi, sebbene comunemente e massivamente applicate, specialmente nei nostri tempi e specialmente quanto più si sale nella cosiddetta “scala sociale”.

      Se la verità (e la giustizia) non si considera come sposa, e sposa cristiana: la si finirà per considerare come amante, se non come escort.
      Da frequentare quando e come si vuole, se non da pagare all’occorrenza.
      Scendendo ancora più in basso: la si considererà come preda di guerra, da violare ripetutamente e senza pietà.

      Che la verità (e la giustizia) sia considerata non sposa ma amante, escort o preda di guerra, da coloro che non si dicono cristiani poiché non credono (ancora: e la speranza è che arrivino a farlo quantomeno nell’ultimissimo istante di vita, quando si vede la Realtà per quella che E’) nella Verità fattaSi Carne: è comprensibile, per quanto doloroso.

      Ma che siano sedicenti cristiani (e vieppiù: cattolici. Che, fra i cristiani, siamo quelli che godiamo della pienezza del Deposito della Fede e dei Tesori di Grazia amministrati dalla Chiesa, fondata DA e SU Gesù) a rapportarsi alla verità (ed alla giustizia) come ad un’amante o ad un’escort o ad una preda di guerra, invece che come ad una sposa cristiana: è parte integrante del Mistero d’Iniquità in via di manifestazione da duemila anni a questa parte.
      E che oggi, sotto i nostri occhi, sta arrivando alla sua piena manifestazione.

      Quindi, le chiedo conferma, Gianmario, circa il fatto che il suo “articolo” volesse essere un tacito invito ad essere coerenti ed integri nel richiedere e nel difendere la verità e la giustizia, quando sentiamo dentro di noi che di esse è fatta strame.

      Coerenza ed integrità sia per i cristiani (e cattolici) che non rinunciano ad affermare che l’aborto volontario è omicidio, sia per coloro che (non ancora cristiani o allontanatisi da anni dalla Casa del Padre) che hanno fin troppo chiara l’ingiustizia insita nell’acquisto degli F35 (così come nella TAV imposta agli abitanti della Val Susa)

      Grazie in anticipo per la sua risposta,
      che Dio ci benedica.

  7. giuliano scrive:

    L’ABORTO SERVE AFFERMA IL SIG SARTI, FORSE IL BAMBINO ABORTITO NON SAREBBE D’ACCORDO. Uccidere un essere umano indifeso e innocente è un diritto, afferma il sig Sarti, perché mai è un diritto, un pensa ?? poiché lo permette la LEGGE afferma sempre il sig Sarti, e perché la LEGGE lo ha permesso ?? ma è ovvio, perché è un diritto,. Questo è il capolavoro di pensiero delle persone (soprattutto di sinistra) nell’anno 2013. Povero paese, finirà male poiché ci sono molti sig Sarti in circolazione

    • Fabio Massimo scrive:

      Però, Giuliano, così come non si può richiedere a tutte le donne in pericolo di vita l’eroismo di Santa Gianna Beretta Molla;
      allo stesso modo non si può richiedere a tutti la forza spirituale, morale ed intellettuale di fare la differenza tra ciò che è “legale” e ciò che è “legittimo”.

      E’ proprio per questo motivo che le leggi sono realmente tali se sono conformi (o comunque non contradditorie) rispetto alla Legge Naturale.
      Laddove una legge “legalizza” ciò che è intrinsecamente illegittimo: a cascare dentro il tranello sono tutti coloro che “non ce la fanno” a fare la differenza suddetta, tra “legale” e “legittimo”.

      Motivo per cui c’è un solo modo realmente coerente ed integro di essere anti-abortisti, in una Nazione dove l’aborto volontario sia stato “legalizzato”: ed è quello di impegnarsi, secondo le proprie possibilità, perché una simile pseudo-legge sia rimossa dall’ordinamento giuridico.

      Ti segnalo, a questo proposito, l’esistenza di una iniziativa refendaria tesa a ripristinare la tutela giuridica del diritto alla vita di chi la vita ce l’ha già, per quanto ancora nascosto e in via di sviluppo nel grembo materno:
      no194.org

  8. Leonardo scrive:

    M permetto di correggere l’Autore del pezzo sui costi dell’aborto. Le tabelle DRG del 2009 danno come costo medio la cifra di 1287,57 €, per un totale di 152.678.218 €. Tale cifra viene fuori moltiplicando il numero degli aborti dichiarati dal Ministero con i costi dei relativi codici DRG (380 e 381) regione per regione.

  9. H.Hesse scrive:

    Dagli interventi dei vari commentatori contrari all’acquisizione dei oramai famosi F35 non si comprende bene se essi considerino questa operazione un cattivo (o poco chiaro) affare sul piano tecnico-economico oppure credano che l’Italia possa fare a meno di questo e di qualunque altro sistema d’arma.
    Nel primo caso, se ne potrebbe anche discutere, ma siccome nessuno dei commentatori ha le carte in regola per fare la minima obiezione sia tecnica che economica su questa specifica operazione, io passerei oltre.
    Nel secondo caso rammento sommessamente che se un cristiano ha l’obbligo di perseguire la pace con accanimento e senza disperazione, è anche vero che ha anche il triste dovere della difesa passiva e attiva dell’incolumità propria, dei suoi familiari e del suo Paese.
    A tale compito mi pare arduo si possa adempire compiutamente limitandosi a sventolare bandiere iridate, e chi lo pensa è inevitabilmente da iscrivere nell’interminabile lista dei cretini.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Debutta a Parigi la nuova gamma elettrica della city car tedesca. Il motore a zero emissioni eroga 82 cv ed è disponibile sia per la biposto fortwo coupé/cabrio sia per la cinque porte forfour. Autonomia di 160 km e ricarica più rapida che in passato.

La berlina sportiva del Tridente può ora contare su dotazioni multimediali e di sicurezza allineate alle rivali tedesche. Il V6 3.0 biturbo della versione d’ingresso a benzina eroga 350 cv anziché i precedenti 330 cv. Debuttano i pacchetti Luxury e Sport.

Il contest musicale King Of The Flow accompagna al debutto la crossover compatta giapponese. Tra chi voterà uno degli artisti protagonisti c'è in palio proprio una Toyota C-HR

La Casa svedese torna a proporre una wagon di grandi dimensioni (4,96 metri). Al design ricercato e ai sistemi di sicurezza d’ultima generazione si affiancano moderni quadricilindrici sovralimentati a benzina e gasolio. La guida è un’esperienza sensoriale fatta di lusso e sostanza.

L'Honda X-ADV potrebbe diventare capostipite di un nuovo genere: quello degli scooter medi con vocazione da giramondo. Nelle piccole cilindrate, però, il matrimonio tra scudo e tassello funziona già da molto tempo, come insegna il Booster

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