tempi.blog di Giovedì 18 Marzo 2010 

 

Liberalizziamo le intercettazioni

Postato il 15 Mar 2010 da Rodolfo Casadei

Non c'è reato, il magistrato non poteva farlo e l'eventuale segreto istruttorio è stato palesemente violato, eppure le intercettazioni della Procura di Trani che coinvolgono il presidente del Consiglio Berlusconi terranno banco fino al giorno delle elezioni, dopodichè probabilmente sfumeranno nel nulla e tutto tornerà come prima. Cioè i Pm di Trani che hanno violato tutte le procedure possibili resteranno al loro posto, Berlusconi riprenderà ad affermare che è necessaria una legge contro le intercettazioni selvagge, altri Pm si sbizzarriranno in intercettazioni ai limiti della legge e le passeranno ai giornali. Il clima politico diventerà sempre più pesante, il rischio di una rottura sempre più forte.

Che fare? Esattamente il contrario di quello che propone il centrodestra: non si tratta di limitare le intercettazioni, ma di liberalizzarle; non si tratta di proibire la pubblicazione delle intercettazioni, ma di ammetterla pienamente con la sola clausola che l'intercettato può denunciare giornali e tivù se ritiene di aver patito un pregiudizio. Chiunque dovrebbe avere il diritto di intercettare personaggi che ricoprono responsabilità pubbliche o lavorano per l'Ente pubblico, ovvero politici, magistrati, giornalisti e tutti i professionisti che accedono a commesse statali, e di diffondere i testi delle intercettazioni. Vi pare una proposta folle? A me pare l'unica soluzione possibile alla deriva suicida della vita politica italiana, quotidianamente in marcia verso la guerra civile. Proibire e limitare non serve a nulla: Pm, giornalisti e politici che si sono costruiti una carriera passando sotto banco, pubblicando e trasformando in linea politica le intercettazioni di quelli che considerano i loro avversari grideranno al regime, alla repressione, al diritto di cronaca conculcato. Diranno sempre che la sostanza è più importante della correttezza formale. I tentativi proibizionisti verranno sempre battuti in breccia. Invece se le intercettazioni fossero veramente liberalizzate - se cioè ciascuno di noi potesse far intercettare da investigatori privati professionisti le comunicazioni fra la Procura di Milano e Repubblica, fra la Procura di Trani e Il Fatto, fra Di Pietro e i suoi uomini nella Guardia di Finanza, nella Polizia e nei Servizi segreti- io sono sicuro che nel giro di un mese l'uso politico e denigratorio delle intercettazioni scomparirebbe. Se tutti potessero intercettare tutti, più nessuno intercetterebbe. Ovvero: più nessuno costruirebbe inchieste strampalate su intercettazioni e le diffonderebbe a mezzo stampa.

Naturalmente per varare una legge siffatta bisogna prima abolire le leggi che proteggono la privacy delle persone appartenenti alle categorie che ho sopra indicato. Per il bene della nazione, qualcuno deve soffrire perché tutti si salvino. Sono giornalista, e sono pronto al sacrificio per il bene dei miei figli e del mio popolo. Naturalmente chi è intercettato ed eventualmente sputtanato sui giornali avrà il diritto di trascinare in giudizio chi abbia manipolato le intercettazioni a suo carico, chi abbia fatto saltare con le rivelazioni un'inchiesta giudiziaria sacrosanta dei magistrati, ecc. Ci sono molte cose da mettere a punto. Ma io credo che nulla di tragico accadrebbe, perché le riflessioni attorno alle conseguenze di questa piena libertà di intercettazioni convincerebbero tutti del valore della prudenza e dell'autocontrollo: io sono convinto che la diffusione di veleni cesserebbe, che in poche settimane Repubblica e Il Fatto si trasformerebbero in gazzette per educande, Di Pietro si cercherebbe un lavoro, Travaglio passerebbe a scrivere di sport. Chi ha proposte migliori le faccia pervenire.   

Formigoni e il caos delle liste: la grande carica degli ipocriti e dei farisei

Postato il 08 Mar 2010 da Rodolfo Casadei

Il tempo è galantuomo, e non ci vorrà molto prima che una ricostruzione dettagliata dell'accaduto confermi senza possibilità di smentita che il tentativo di escludere la lista del governatore Formigoni dalle elezioni regionali in Lombardia non è stata affatto un imparziale tentativo di far rispettare le regole, ma un vero e proprio agguato ispirato da motivazioni politiche. Per intanto vi consiglio di leggere l'articolo di Enrico Lagattolla apparso su Il Giornale del 6 marzo, dove si comincia a scoprire che se gli stessi criteri di verifica usati per la Lista Formigoni fossero stati effettivamente applicati anche per le altre liste, probabilmente nessuno in Lombardia potrebbe correre per la carica di governatore.

Quel che va detto sin da ora, è che gli uomini politici e gli attivisti che in questo momento si stanno stracciando le vesti per il decreto interpretativo del governo che a loro parere "modifica le regole del gioco a partita in corso", rappresentano la solita italica platea di ipocriti e farisei. Ben pochi fra loro possono vantare la buona fede, e quelli che possono farlo (alcuni scamiciati del cosiddetto Popolo Viola) sono ragazzi ingenui e disinformati strumentalizzati dai soliti furbi. Perché avrete tutti certamente qualche amico brizzolato che fa politica, non importa in quale partito. E lui potrà raccontarvi come stanno le cose in Italia in materia di firme e autenticazioni delle liste elettorali, dai tempi del referendum per scegliere fra Monarchia e Repubblica ai giorni nostri. Ebbene, fino alla metà degli anni Settanta in Italia c'erano soltanto sette-otto partiti (Dc, Pci, Psi, Msi-Dn, Pri, Psdi, Pli, Svp e Unione Valdostana) e i presentatori delle liste si procuravano le sottoscrizioni necessarie da ignari elettori trascrivendo i loro nominativi presi dagli elenchi telefonici (sissignore) e falsificando le firme. Nessun magistrato si ingegnava di prendere in castagna gli autori di questa furbata, semplicemente perché a nessun magistrato veniva in mente di impedire a partiti che ricevevano milioni di voti di presentarsi alle elezioni per ragioni formali. Le cose cambiarono con l'apparizione del Partito Radicale, che sin dall'inizio ha improntato la sua azione politica all'esasperazione delle regole di funzionamento delle istituzioni. Tuttavia anche dopo di allora le raccolte delle firme per le liste si sono continuate a fare secondo modalità niente affatto legali, epperò mai indagate e punite dalla magistratura: le firme vengono solitamente raccolte su fogli bianchi, e solo successivamente vengono apposti bolli, vidimazioni, intestazioni, autenticazioni, ecc. che invece andrebbero fatte contestualmente all'apposizione delle firme. Ripeto: qualunque vecchio militante di qualunque partito può raccontarvelo.

Queste cose Bersani, Penati, Di Pietro, i soloni di Repubblica, ecc. le sanno. Ma fanno finta di non saperle per ragioni di bottega. Con Formigoni non potranno esercitarsi più di tanto nella propaganda faziosa, perché la lista del governatore è stata riammessa alla competizione non grazie al decreto del governo, ma ad una sentenza del Tar. Ma prima o poi saranno chiamati a rispondere della loro spudoratezza. Per adesso tenete presente questa cosa: il presidente della Corte d'Appello di Milano, Alfonso Marra, è stato nominato il 3 febbraio scorso. Sotto i suoi predecessori le disinvolture dei partiti non erano mai state prese in considerazione. Con lui è scoppiata la bagarre. Tenete d'occhio questo filone della storia.

 

OSCAR E RAZZIE 2010: I MIGLIORI E I PEGGIORI DEL 2009

Postato il 08 Mar 2010 da Simone

Come (quasi) sempre, gli Oscar non premiano mai il capolavoro dell’anno. Nel 2009 ne sono usciti tre indiscutibili: Avatar, Up e Bastardi senza gloria che sono stati snobbati. The Hurt Locker è un buon film ma la Bigelow ha fatto almeno due capolavori in passato (Point Break e il grandissimo Strange Days), trascurati dall’Academy. Comunque, Avatar è in buona  compagnia: ci sono una sfilza di capolavori, dai film di Kubrick e Hitchcock fino ai migliori film di Scorsese mai premiati con uno straccio di Oscar. Che destino beffardo, però: il film che, in piena crisi mondiale, ha dato da lavorare a centinaia di migliaia di persone, il campione d’incasso di sempre, non è considerato non dico il film del decennio, ma neanche il film dell’anno.

 http://simonefortunato.wordpress.com/2010/03/08/oscar-2010-trionfa-the-hurt-locker/

http://www.badtaste.it/index.php?option=com_content&task=view&id=12079&Itemid=68

http://www.badtaste.it/index.php?option=com_content&task=view&id=12063&Itemid=68

Caso Di Girolamo: quant'è triste aver ragione quattro anni dopo

Postato il 01 Mar 2010 da Rodolfo Casadei

Adesso che il bubbone è scoppiato, l'indignazione è generale: il senatore del Pdl per gli italiani all'estero Di Girolamo sarebbe stato eletto, stando alle accuse della Procura di Roma, grazie all'interessamento della 'ndrangheta che avrebbe rastrellato le schede di molti italiani residenti all'estero e apposto migliaia di preferenze per il candidato fiancheggiatore. Ed ecco che politici, giornalisti e autorità dello Stato si stracciano le vesti e chiedono a gran voce una riforma profonda, o addirittura l'abrogazione, della legge che istituì la rappresentanza parlamentare per gli italiani residenti all'estero e una modalità di voto specifica per loro. Ma che bravi. Peccato che io l'avessi scritto e detto in tivù già quattro anni fa (elezioni 2006) e ribadito due anni fa (elezioni 2008). Non lo sottolineo per vanteria, ma semplicemente perché mi girano le balle. Sul voto degli italiani all'estero ho fatto inchieste tutte e due le volte che si è votato, e in entrambi i casi ho raccolto innumerevoli testimonianze circa compravendite di voti, buste con schede elettorali rubate, voti di preferenza contraffatti, ecc. Nel 2008 ho comprato io stesso sei buste del voto per corrispondenza che avrei potuto, se lo avessi voluto, votare e mandare al consolato di Colonia. Tutto questo per dimostrare che quel modo di votare era apertissimo ad abusi, truffe, brogli. Credete che qualcuno abbia ascoltato? La Procura di Roma chiuse l'inchiesta -ho saputo- in quattro e quattr'otto. Mandarono due agenti della Digos a interrogarmi per chiarire uno -uno solo- degli episodi che avevo denunciato, avendo fatto venire allo scoperto la persona che aveva inviato un video a Striscia la notizia sull'accaparramento di voti in Belgio. Nel 2008, nonostante il sensazionalismo dell'inchiesta (c'era persino la foto di me con le schede comprate in mano), non uno straccio di Pm si fece vivo per chiedermi chiarimenti. Sia il Parlamento di sinistra del 2006 che quello di destra del 2008 hanno avuto il tempo per riformare la legge, per abolire quel voto per corrispondenza in posta semplice (sì, senza ricevuta postale!) che è l'origine di tutte le malefatte. Ma non l'hanno fatto. La morale della storia? Le denunce della stampa contano solo se passano attraverso la grande stampa. La quale, di solito, mette in prima pagine le carte che riceve dalle Procure, e molto raramente ispira le indagini col lavoro d'inchiesta giornalistico. Io qui a Tempi non ho mai ricevuto veline di Procura e la testata è fuori dai grandi giri. Nel 2006 facemmo una conferenza stampa al parlamento europeo a Bruxelles presentando i risultati dell'inchiesta, c'erano le grandi testate italiane ma nemmeno diedero la notizia. E allora che cosa deve fare un giornalista? Ragazzi, solo voi lettori potete darci una mano. 

Lost 6: ecco perché è caduto il volo Oceanic

Postato il 27 Feb 2010 da Simone

http://www.youtube.com/watch?v=skYRZ_-RXtk&feature=player_embedded

IL NUOVO GRANDE FILM DI DAVID LYNCH

Postato il 20 Feb 2010 da Simone

Un capolavoro assoluto : )) 

http://simonefortunato.wordpress.com/2010/02/20/il-nuovo-grande-film-di-david-lynch/

Apologo da un viaggio in metropolitana a Londra

Postato il 19 Feb 2010 da Rodolfo Casadei

Mercoledì 17 febbraio sul Foglio è apparso un pezzo molto interessante sulla vicenda dell'ex detenuto di Guantanamo Moazzam Begg, testimonial delle campagne britanniche di Amnesty International (AI) per la chiusura del carcere militare americano in terra cubana insieme all'associazione Cageprisoners. Si racconta come la stampa britannica abbiamo scoperto che Cageprisoners, quando non condivide il palcoscenico con AI ma agisce da sola, fa campagna per la liberazione anche di jihadisti che non sono affatto prigionieri di coscienza come Abu Qatada, Abu Hamza, Anwar Al Awlaki. E che Begg, che ha sempre affermato di essersi trovato in Afghanistan per disintossicarsi dalla droga al momento della cattura da parte degli americani, aveva cercato anche di viaggiare in Bosnia ai tempi della guerra fra serbi, croati e musulmani e in Cecenia: località poco adatte al turismo o alla riabilitazione dalle tossicodipendenze.

Insomma, Amnesty c'ha fatto la figura dell'idealista ingenua che si fa strumentalizzare dai jihadisti, esperti nell'arte della dissimulazione e del doppio discorso. Cosa che, per la verità, molti pensano da tempo. La lettura mi ha fatto venire in mente un piccolo episodio del mio ultimo passaggio a Londra, qualche settimana fa. Stavo viaggiando sulla metropolitana dall'aeroporto di Heathrow verso il centro. La carrozza era semivuota, e a un certo punto è salita una signora musulmana di mezza età, foulard e vestito lungo neri, scarpe sportive ai piedi, cellulare in mano. Si è guardata attorno per sedersi ma poi, nonostante i molti posti liberi, è rimasta in piedi. Anch'io mi sono guardato attorno e ho notato un particolare: casualmente, tutti i posti liberi "confinavano" con posti occupati da viaggiatori di sesso maschile. Alla fermata seguente è salita una graziosa ragazza, palesemente anglosassone, gonna corta e libro in mano. Si è seduta proprio di fianco a me senza imbarazzo. Vorrei aggiungere "ovviamente", ma nel metrò di Londra questo avverbio non vale più. 

Ancora una fermata ed è salito un signore barbuto, anche lui verosimilmente autoctono, che si è seduto proprio di fronte a me. Aveva una borsa trasparente piena di libri. Sul lato esposto verso di me vedevo il logo di Amnesty International e un lungo messaggio che diceva (vado a memoria) più o meno così: "questa borsa è prodotta dalle patate; è riciclabile, compostabile, biodegradabile e non contiene OGM. Se dovete disfarvi di libri metteteli in questa borsa e portateli alla nostra sede più vicina".

Ragazzi, questo succede a Londra, la città dove AI è nata, ma i militanti dei diritti umani non si accorgono di niente: sono circondati da persone che evitano persino di sedersi accanto a loro in metropolitana, ma la loro principale preoccupazione è la biodegradabilità delle loro borse, ricavate dalle patate. Nemmeno l'infortunio Moazzam Begg li risveglierà dalla loro percezione alterata della realtà. Tipica di chi assolutizza una causa, nel loro caso quella dei "diritti". E il dovere di non comportarsi da stupidi? 

CODICE GENESI

Postato il 16 Feb 2010 da Simone

Bel western postcattolico e postatomico. Esce a fine febbraio.

 http://simonefortunato.wordpress.com/2010/02/16/codice-genesi/

 

TUTTI PAZZI PER KATHRYN

Postato il 13 Feb 2010 da Simone

Amiamo Avatar, ma è da almeno quindici anni che abbiamo una sbandata per questa donna. 

 

E alla fine faremo il tifo per lei, agli Oscar.

http://simonefortunato.wordpress.com/2010/02/13/una-regista-piu-brava-che-bella/

Eluana Englaro uccisa dal narcisismo

Postato il 12 Feb 2010 da Rodolfo Casadei

Non vorrei lasciar scivolare via il primo anniversario della morte di Eluana Englaro senza condividere l'amarezza profonda che mi provocano le parole del signor Beppino, ogni volta che le sue infelici dichiarazioni arrivano all'attenzione di tutti. Al presidente del Consiglio Berlusconi che esprimeva il suo rammarico per non aver potuto impedire la morte di Eluana (a causa della sciagurata intromissione del presidente Napolitano) papà Englaro ha replicato che non avrebbe parlato così se l'avesse vista di persona negli ultimi tempi della sua vita, e che oggi la medicina "può creare una condizione che non esiste in natura e che è solo lo sbocco senza uscita di una serie di terapie". Interessante questo giudizio sulla medicina che crea situazioni che "non esistono in natura". Anzitutto spinge a chiedersi cosa sia la medicina: è una pratica naturale o soprannaturale o extranaturale? Se la medicina è una pratica naturale, non può creare situazioni innaturali: sarebbe una contraddizione. Se si dice che la medicina crea una situazione che va contro la natura, questo significherebbe che la medicina è magia o stregoneria, o che l'hanno portata fra noi gli extraterrestri. I laicisti sono sempre molto confusi su questo punto: rigettano l'idea di natura come troppo teistica, poi parlano di situazioni contro natura create dall'uomo. Ma se dite che l'uomo è natura e nient'altro che natura, come può egli creare situazioni "contronatura"? I laicisti si contraddicono a ogni piè sospinto.

Vengono poi in mente tutte le situazioni create dalla medicina che non si danno in natura: le persone che vivono con organi trapiantati, che sopravvivono grazie a trasfusioni, alla somministrazione di antibiotici (quelli sì contronatura, tanto che inquinano l'ambiente quando vengono espulsi dal corpo), all'utilizzo di reni artificiali o polmoni di ferro. Cosa pensa di fare il signor Beppino con tutte le persone che si ritrovano in queste "condizioni che non esistono in natura"?

In realtà la mancanza di logica di papà Beppino (e dei suoi fan) si spiega con una psicopatologia: il narcisismo. Come tutti sanno, verosimilmente Eluana non soffriva. Non c'erano dolori atroci che facessero propendere per l'opportunità di porre fine alla sua vita. Però Eluana era diventata brutta, bruttissima come può diventare una persona da 17 anni in stato vegetativo persistente. E' questo che Englaro non sopportava: la vista della sua bella figlia trasformata in una brutta figlia. Englaro ha sempre messo l'esperienza visiva al di sopra delle altre esperienze sensoriali. A lui solo la vista trasmette emozioni, e la vista gli rimanda una brutta immagine della sua Eluana. Alla maggior parte dei genitori basta stringere la mano ai propri figli, anche in coma o in stato vegetativo persistente, per provare sensazioni che poi vengono elaborate in emozioni positive. Non così Beppino. Da qui è nata la sua feroce volontà di eliminare quella immagine, che non corrispondeva più a quella che in passato gli aveva dato piacere. Tutto il resto (il diritto all'autodeterminazione, il dibattito sulla vita che non è più vita, la volontà presunta di Eluana, ecc.) è stato solo pretesto, ideologia volta a giustificare una pulsione distruttiva. E il giudizio si estende ai fan di Englaro: gente che maledice Berlusconi perché ci ha imposto le sue televisioni, e poi ragiona sulla base del narcisismo televisivo dominante.

 

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