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Al concerto dei The Sun

giugno 8, 2015 Valeria de Domenico

the-sunE i The Sun vennero a splendere anche a Monza! E lo fecero la sera della finale di Amici! Stiamo parlando del reality più popolare tra adolescenti e preadolescenti, target cui l’evento era espressamente dedicato. Risultato? Un successone! Il più grande teatro della città strapieno, nonostante la serata afosa!
Platea e gallerie brulicanti di ragazzini tra gli undici e i diciotto anni, che chiocciano a crocchi, come non possono fare a meno di fare a quell’età quando ne riunisci un certo numero in uno spazio chiuso. A parte un ridotto gruppo di fan (con tanto di striscione, cartelloni, t-shirt e pagina Facebook), sono pochi i presenti che conoscono i The Sun. Eppure sono tutti lì.

Ci sarebbe da chiedersi: perché? Ci sarebbe da chiedersi: chi sono veramente questi The Sun?

Qualche anno fa un professore d’arte mi chiese: “Cos’è la Gioconda?”. Risposta: “Un pezzo di legno su cui qualcuno ha fatto un disegno”. Il resto è arte e storia.
Per i The Sun potremmo ugualmente dire che sono una band che fa buona musica, curata nelle strutture e negli arrangiamenti, piuttosto orecchiabile. Il frontman ha anche una bella voce, alta, anche se forse poco disciplinata e scrive testi ai quali non si può non riconoscere un certo ritmo e qualche immagine riuscita. Ah, già! Prima per 10 anni hanno cantato in inglese!

Ok, corretto! Il resto è arte e, soprattutto, storia. La storia di quattro giovani uomini, dotati di indubbio talento per la musica, che ad un certo punto delle loro vite (ciascuno un punto diverso e ciascuno in un contesto diverso) hanno prestato ascolto a una provocazione e hanno cambiato radicalmente stile di vita.
Il concerto è una testimonianza di questi avvenimenti. La formula non è nuova, anzi, va molto di moda: spesso i musicisti si raccontano durante i propri spettacoli e sempre più spesso accade che condividano con il pubblico i loro ideali (d’altronde gli artisti sono forse ormai gli unici a concedersene e a vantarsene). Se pensiamo che, appunto, ad Amici 2015 ogni sabato è stato ospitato Roberto Saviano a tener lezioni di letteratura e morale ai giovanissimi spettatori del programma, possiamo addirittura affermare che è forse questa la strada verso cui si evolve la comunicazione.

I fattori sorprendenti, però, qui, sono altri. A parlare non è solo il frontman, ma ciascuno dei componenti: Francesco “The President”, Gianluca “Boston”, Matteo “Lemma”, Riccardo “Trash”. Ognuno sente il bisogno di descrivere il proprio particolarissimo incontro con Cristo, avvenuto in un giorno preciso (la data appare sul fondale del palco) con modalità originali. Non c’è nulla di ideologico. Le loro storie sono in più punti legate, ma non coincidono affatto, sono tutte assolutamente uniche, vere.

Cristo è entrato nelle loro vite “assecondando le loro inclinazioni” anzi sfruttandole, come dicono loro, e ha rinnovato il loro entusiasmo (“en-theos”, spiega Gianluca, il laureato del gruppo, “che ha un dio dentro”). La gratitudine li ha indotti a chiedere al Signore di poterLo servire, in un messaggio scritto lasciato presso un monastero spagnolo, e Lui ha risposto via e-mail, facendoli volare a Betlemme a scoprire le radici dell’esperienza cristiana, ma non nei luoghi sacri, come si aspettavano, ma nei cuori dei semplici che vivono lì. Ciascuno descrive un cambiamento radicale di abitudini o addirittura di temperamento. La loro musica ha iniziato a generare e non solo produzioni e seguito, ma opere, come L’officina del sole, che è molto più di un fan club.

In buona sostanza, quello che Francesco, Gianluca, Matteo e Riccardo hanno il coraggio di testimoniare alle centinaia di ragazzi in sala non è solo un vigoroso ottimismo scaturito dalla presa coscienza del valore intrinseco dell’individuo e dei suoi diritti naturali, ché per questo basta Saviano, ma è la Gioia di scoprirsi amati da Chi è il solo a poter sostenere con potenza le speranze degli uomini. Questa è davvero una novità!

Non abbiamo però ancora risposto alla domanda iniziale, perché il valore della testimonianza che i The Sun possono dare lo scopri dopo averli ascoltati, ma come sono arrivati più di 800 ragazzi in un teatro cittadino a seguire un concerto mai pubblicizzato sui social, mentre in tv c’è la finale di Amici?

Si tratta di una piccola folla alla quale forse ciò che i The Sun testimoniano è già accaduto: hanno risposto a una provocazione. Si sono fidati e sono andati.

E Francesco Lorenzi (il frontman) che questa dinamica ha imparato a riconoscerla, al momento di ringraziare gli organizzatori della serata, non perde tempo in convenevoli, ma dice solo ciò che lo ha profondamente colpito e invita i ragazzi a riconoscere questo tocco divino nelle loro vite, nella professoressa che ha coordinato l’evento, “che ha un cuore grandissimo e darebbe la vita perché voi possiate vivere a pieno la vostra!”.

Foto da Facebook


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