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Cina. Tombe profanate e cadaveri rubati per rispettare le «quote» del partito comunista sulla cremazione

novembre 4, 2014 Leone Grotti

Due ufficiali del partito comunista cinese del Guangdong sono stati arrestati in Cina con l’accusa di acquistare cadaveri da una banda di profanatori di tombe per poi cremarli. I due ufficiali, che hanno confessato, si sono giustificati così: «Dovevamo rispettare le quote fissate dal governo centrale».

COMPRAVENDITA DI CADAVERI. A luglio, la polizia di Beiliu (Guangxi) ha arresto un profanatore di tombe in seguito alla denuncia di un residente, che da un giorno all’altro ha scoperto che il corpo di suo nonno era stato trafugato. Il ladro ha ammesso di aver rubato nottetempo più di 20 cadaveri e di averli trasportati nel vicino Guangdong per venderli a due ufficiali. Dong, il ladro, ha detto di aver ricevuto tremila yuan (390 euro) per ogni 10 corpi. Uno degli ufficiali arrestati, He, ha affermato di aver versato 1.500 yuan (circa 200 euro) per ogni corpo, senza rivelare quanti ne avesse comprati.

LE QUOTE. Il comportamento dei due ufficiali ha una spiegazione ben precisa. Per ottenere una promozione i quadri del partito devono rispettare le quote fissate dal governo centrale negli ambiti più disparati. Le quote principali da non disattendere sono quelle che riguardano le casse pubbliche. Da anni il partito comunista ha imposto a ogni provincia una quota di cremazioni per impedire che i terreni vengano occupati dai cimiteri e poterli così vendere ai costruttori edili o affittare alle cooperative agricole.

TRADIZIONE CINESE. Secondo la tradizione cinese però i morti sono molto importanti, perché si crede possano influire sulla vita di tutti i giorni delle persone. Se non vengono trattati bene e i parenti si dimenticano di loro o non li onorano durante l’anno, ad esempio, gli spiriti dei defunti intervengono e possono far accadere ogni tipo di sventura ai vivi. Per questo in Cina tombe e altari sono molto comuni e nessuno si affida alla cremazione.

DOPPIO GUADAGNO. Non è raro che in città e villaggi le sezioni locali del partito comunista ordinino la distruzione di cimiteri. I terreni liberati vengono poi rivenduti a privati. Il guadagno per i funzionari locali è doppio: da una parte riescono a coprire i debiti contratti dalle amministrazioni, dall’altra si intascano sempre qualche tangente. Per questo nella provincia di Henan, ad esempio, solo nel 2012 sono state distrutte 400 mila tombe.

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