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I cavernicoli che incisero il loro stupore su pietra

novembre 5, 2014 Annalisa Teggi

«Salimmo sù, el primo e io secondo, /tanto ch’i’ vidi de le cose belle/ che porta ‘l ciel, per un pertugio tondo» (Inferno, canto XXXIV)

Con buona pace dell’orsa Daniza, il primo animale verso cui l’uomo dimostrò una premurosa attenzione pare sia stato un cinghiale. Che non è esattamente il tipico animale «carino e coccoloso», per usare la felice espressione dei pinguini di Madagascar. Eppure, circa 40 mila anni fa, in Indonesia qualcuno – più uomo che scimmia – lo ritenne una bestiola così interessante da disegnarla. La rivista Nature ha, infatti, pubblicato il contributo di un’equipe di archeologi australiani che hanno studiato le pitture rupestri presenti sull’isola indonesiana di Sulawesi. Col supporto di un metodo scientifico più accurato dei precedenti, basato sul decadimento dell’uranio, la collocazione temporale di quei disegni (scoperti negli anni Cinquanta) è stata retrodatata, dimostrando che sono tra le testimonianze artistiche più antiche.

Mani e cinghiali, sono questi i soggetti che i cavernicoli schizzarono. Dapprima appoggiarono i propri palmi alla parete e ne delinearono il profilo, proprio come fanno i nostri bambini su un foglio bianco coi pennarelli. Più tardi disegnarono un babirussa, una specie di cinghiale che evidentemente incrociavano durante la caccia. Non è impressionante? Prima le proprie mani, ovvero: la coscienza di sé come creatura operativa, capace di fare e toccare. E poi la vita circostante: un’osservazione meravigliata delle forme e il desiderio di riprodurre quelle più strane… le grosse corna e i musi allungati.

Chi avanza dubbi sull’esaustività della teoria darwiniana viene spesso scambiato per uno che preferisce le favolette alla nuda realtà. Personalmente, devo ringraziare il signor Chesterton per avermi fatto ribaltare i termini della questione: chi si affida completamente a una spiegazione meramente evoluzionistica è carente di ragione. Perché quel che accadde a un certo punto dentro quelle grotte è qualcosa di straordinario. Le pitture rupestri sono lo specchio più sincero della nostra umanità: «L’arte è la firma infalsificabile dell’essere umano», sintetizza Chesterton ne L’uomo eterno. E aggiunge, con un paradosso fulminante: «Dire che l’uomo più primitivo disegnava figure di scimmia è dire un’ovvietà; dire che la più intelligente delle scimmie disegnava figure di uomini è uno scherzo».

In quelle grotte dipinte ci sono le tracce di un gigantesco salto di qualità, eclatante quanto un fuoco d’artificio e non meccanico come un anello mancante. Non del tutto mancante, comunque, se oltre alla scienza diamo credito alla poesia. Dante, a modo suo, visse su di sé l’esperienza dell’uomo primitivo; scendendo all’inferno regredì allo stato di bestia, per poi avviarsi a recuperare la sua umanità. Giunto in fondo all’abisso, il poeta risale pian piano con Virgilio per ritornare sulla terra. E, mentre è ancora nell’antro infernale, intravede il luminoso mondo esterno da un «pertugio tondo»; a quel punto, la sua voce nella grotta disegna qualcosa di inaudito: dice che il cielo gli «porta delle cose belle», le stelle. E quale animale sarebbe capace di definire la realtà come un dono che il cielo porta ai viventi? Ecco cos’è un disegno su una parete, il vagito di una creatura nuova capace di incidere lo stupore su pietra.

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8 Commenti

  1. Shiva101 scrive:

    Lei è veramente ingenua e sprovedduta.

    Quella grotta rappresenta un reperto unico ma NON significa che ciò che lì è accaduto è avvenuto improvvisamente e NON significa che sia avvenuto li per la prima volta come per un misterioso incantesimo “divino”, come lei vuol far credere.
    E’ solo uno dei pochissimi reperti sopravvissuti alle ere geologiche.
    Possono esserci stati esempi molto migliori di arte preistorica e magari ancora più antichi che non sono arrivati fino a noi.

    I processi delle’evoluzione umana sono estremamente graduali avvenuti nel corso di milioni di anni attraverso infinite ramificazioni.

    Torni a scuola insieme a Chesterton.
    Ma chi gliel’ha detto

    • Annalisa Teggi scrive:

      Buongiorno Shiva, mi educhi la prego. Posso chiederle cortesemente di farmi l’esempio di un altro animale che … gradualmente quanto vuole … si è evoluto fino al punto di dimostrare coscienza di sé (non casuale imbrattamento di muri) oltre l’uomo? Partiamo da qui, ma lentamente mi raccomando… così vediamo se anch’io ce la posso fare a stare al passo con lei.

      Ironia a parte, è lei quello che ha chiamato in causa il divino. Non io; è lei – mi perdoni – quello che lascia che la sua ragione sia ingannata dall’idea della lentezza.
      Se accade qualcosa di fuori scala (ad esempio: una creatura che, in mezzo a mille altre, si mette a disegnare), davvero mi soddisfa razionalmente dire che questo cambiamento eccezionale è avvenuto mooooolto leeeeentamente? A me no. E non aggiungo che so quel che avvenne. Dico che avvenne qualcosa che è più di un cambiamento evoluzionistico; visto che nessun cinghiale-orso-lupo lentamente lentamente ha mai fatto alcunché di simile in nessun posto della terra.

      La ringrazio di aver commentato l’articolo perché ha sollevato proprio l’aspetto che avevo a cuore: l’illusione della lentezza che spiega tutto. Buona giornata

      • Shiva101 scrive:

        E ma io infatti per questi suoi dubbi le ho proposto di tornare, insieme a Chersteton, a scuola… pubblica s’intende altrimenti peggiorate la vostra situazione.

        Al limite consulti un’enciclopedia!

        In quella pubblica infatti vi spiegheranno nel dettaglio tutto quello che è successo ad un certo punto della storia del nostro pianeta nella Rift Valley, in Africa il continente Nero, centianai e centinaia di milioni di anni fa.
        Le spiegheranno dei profondi sconvolgimenti geologici e climatici che hanno obbligato un antico gruppo di scimmie a scendere dagli alberi e.. a “camminare”.. per carcare altro CIBO.

        Ma spostandosi nascono tanti altri problemi, si incontrano tanti nemici, si affrontano tanti pericoli e hanno dovuto iniziare un percorso evolutivo lungo fino a noi.

        Altre scimmie hanno potuto rimanere betamente sui loro alberi a mangiare le loro belle bacche e banane.

        Lupi e cinghiali non hanno le mani per cui non potrebbero disegnare neanche volendo.
        Ma vivono e amano molto, anche persone un po fredde come lei.
        E sanno anche dimostrarlo.

        Ma tante scimmie che sono state studiate e con cui l’uomo si è rapportato sono in grado di esprimersi anche disegnando con i loro mezzi e le loro possibilità.

        In natura è un po difficile, occorre creare strumenti per cui è necessario un certo volume della scatola cranica che i primati ancora non hanno, visto che non hanno subito le vicende che hanno poi scaturito i percorsi evolutivi a cui sopra ho accennato.

        La coscienza di sè ce l’hanno tante specie non solo i primati, a partire dai cani è scientificamente provato.

        E in caso se ne fosse dimenticata, persa tra le favolette bibilche,
        le sottolineo che ancora oggi la vita dell’uomo condivide la stessa sorte con tutti gli altri animali:
        dobbiamo mangiare, sopravvivere, scaldarci riprodurci e morire.

        E occhio che la guerra tra preda e predatore è sempre in corso,
        anche oggi siamo in competizione con tutte le altre bestie… che però hanno dimostrato di saper sopravvivere a se stesse.

        Se dio avesse voluto creare esseri umani come noiperche si sarebbe dovuto servire di MILIARDI di ominidi di rami evolutivi ecc.. obbligando tutte le specie viventi a scannarsi tra di loro?
        Per divertimento o impotenza?

      • ftax scrive:

        Il fenomeno dei troll nella comunicazione web è il miglior esempio attualmente osservabile di regressione uomo -> bestia. Quindi non si preoccupi di rispondere a Shiva101, cara signora Teggi.
        Vada avanti così, perchè in tanti stimiamo la sua opera.

        • Raider scrive:

          Signora Teggi,

          Le scrivo per un motivo che ora Le spiegherò, ma, siccome ho visto le impronte di fango che Shiva ha disseminato anche qui, lui che dalla caverna non esce mai se non per saltare sul primo albero nei dintorni, devo driLe, innanzi tutto, di lasciarlo perdere: sentire concionare di evoluzione uno che non conosce nemmeno la buona educazione, è uno spettaccolo che non merita commenti.

          Desideravo, signora Teggi, dirLe che ho letto sul cartaceo la sua “tremenda bazzecola”: l’ho trovata bellissima. L’ho data a mio figlio perché la leggesse pure lui e lui l’ha passata alla docente di Storia: anche lei l’ha trovata tremendamente bellissima. L’hanno letta in classe: anche i compagni di classe esonerati dall’ora di religione (ancora pochissimi, in Sicilia) erano della stessa opinione: bellissima e quindi, come le cose bellissime – cosa che chi non ha nel cervello spazio né per la bellezza né per lo stupore non potrà mai capire: da qui la rabbia di Calibano – , non può essere una bazzecola.
          Grazie!

          • Shiva101 scrive:

            La signora Teggi sta tutt’ora meditando sull’ultima domanda posta nei confronti del “signore”:
            Per divertimento o impotenza?

            Ma non è facile trovare una risposta conciliante con la sua religione.

            Piuttosto si dovrebbe essere abbastanza onesti intellettualmente da riconoscere che questa religione altro non è che una scialba e fasulla mitologia.

            • Raider scrive:

              Shiva100 e rotti, non si dia pensiero di quello che pensa la sig. Teggi, si preoccupi, piuttosto, del fatto che lei, col suo shivaismo tantrico in stile psicopatico, non riesce a pensare senza farsi male. E lasci perdere le mitologie: sul binario 101, che lei non manca mai di ricordare che è più morto del suo cervello, non passa nessuno, non arriva nessuno, non c’è mai niente da fare: e dunque, stia al suo, questa quantità di vuoto pneumatico che ha in tesa e vedrà che si sentirà in pace almeno con se stesso.

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