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Un bacio saffico! No, di gioia. Quando c’è di mezzo l’omofobia il rilevatore del politicamente corretto va in tilt

agosto 20, 2013 Redazione

Il giornalista collettivo si accoda all’ultima moda agostana: civilizzare la Russia insegnandole i costumi sessuali occidentali, nonché la pratica di trasformare un campionato mondiale di atletica in un’occupazione in un liceo di sinistra

«Il rilevatore del politicamente corretto era andato in tilt: si baciano sulla bocca! Tatyana Firova e Kseniya Ryzhova, due delle atlete russe vincitrici della staffetta 4X400 ai mondiali di Mosca, con la medaglia d’oro al petto, si erano scambiate “il bacio delle polemiche”, come l’avevano battezzato quasi tutti i media occidentali: quell’effusione era senz’altro un gesto di ribellione contro la legge anti-gay dello zar Putin». Inizia così oggi su Libero un articolo di Giordano Tedoldi che prende in giro il tic del giornalismo politicamente corretto che ha voluto vedere nel «bacio di gioia» (come poi lo hanno definito loro stesse), un «bacio saffico» dal valore politico, in opposizione alle leggi russe.

L’ULTIMA MODA AGOSTANA. Eppure i nostri media hanno molto calcato la mano sul bacio fra le due atlete, anche per rinfocolare la polemica dopo le dichiarazioni – poi ritrattate – della campionessa di salto in alto Elena Isinbayeva, che aveva difeso i provvedimenti “omofobi” della Russia. «E qui casca l’asino – commenta Tedoldi -, cioè il profeta dei diritti umani in servizio effettivo permanente, quello che se non mette in riga un dittatore al giorno non va a dormire sereno. Per lui lo sport non è competizione, vittoria, gioia. Lui è seduto sempre sulle gradinate dello stadio delle Olimpiadi di Città del Messico, nel 1968, quando Tommie Smith e John Carlos ricevettero le medaglie alzando i pugni guantati di nero in solidarietà con le lotte delle Black Panthers per i diritti degli afro-americani. Se due russi dello stesso sesso si baciano in bocca, come fanno tradizionalmente da che Russia è Russia, la sua memoria non va a Breznev che bacia Honecker, immortalati anche da un dipinto di Dmitri Vrubel sul muro di Berlino (quello sì un atto di protesta, ma contro l’abbraccio mortale tra Urss e Ddr, non a favore dei gay…) macché, lui si accoda all’ultima moda agostana: civilizzare la Russia insegnandole i costumi sessuali occidentali, nonché la pratica di trasformare un campionato mondiale di atletica in un’occupazione in un liceo di sinistra. A dire la verità, l’indignato sportivo anti-Putin aveva avuto una vaga reminiscenza di quei baci tra uomini nell’est europeo, ma scambiati tra due donne, quali sono inoppugnabilmente Tatyana e Kseniya, e per giunta belle, ben più attraenti delle cariatidi disseminate nello spettrale socialismo reale, la cosa gli giungeva del tutto nuova. Doveva esserci un collegamento tra la loro avvenenza, il gesto saffico, la vittoria della medaglia d’oro, le leggi anti-gay e Putin. Non c’era, ma per lui doveva esserci. Poco importa che quel bacio era alquanto pudico per essere decodificato come un attacco alla legge omofoba. Le labbra si sfiorano appena e in precedenza, a fine corsa, le due atlete si erano già baciate, ma sulla guancia. In definitiva, per puntellare la teoria di un’eclatante protesta c’erano solo questi tre elementi: un bacio sulla guancia, un mezzo bacio sulle labbra, e la stupidaggine di chi vede dietro ogni atto un intento politico, l’innesco di una protesta, la cannonata della rivoluzione. Invece, tutto era più piccolo, più bello, più normale, meno isterico, e meno provinciale. Era solo un bacio di gioia».

SOLO IL PRIMO POSTO. «Non un calcolo a lungo termine sugli orizzonti politici della Russia – conclude il giornalista -, ma un atto di respiro cortissimo, istintivo, per festeggiare la vittoria di una banale medaglia d’oro. Lo so, è una delusione, passare dal cielo stellato dell’impegno politico a fianco dei senza diritti, per scendere sulla pista d’atletica di una staffetta, sia pure ai campionati del mondo. Niente altruismo, solo l’egoismo di festeggiare il primo posto, con un gesto tanto naturale a un russo, quanto a noi sembra malizioso»

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12 Commenti

  1. Bifocale scrive:

    Intanto, mentre Tempi si diletta in queste sciocchezze giornalistiche (le ‘sparate’ giornalistiche all’ordine del giorno, in tutti i campi), in Russia continuano i pestaggi ai danni della comunita’ LGBT, che vi guardate bene dal denunciare.
    http://www.gay.it/video/attualita/35950/Video-shock-trans-picchiata-in-Russia-gli-aggressori-ridono.html
    E questo e’ il link di un blogger russo che denuncia le violenze a cui sono sottoposti (ci sono immagini molto eloquenti) gli “abominevoli”, peccaminosi e “intrinsecamente disordinati” omosessuali.
    http://degterew-ww.livejournal.com/

    • Cisco scrive:

      Tra tutti i drammi mondiali quello del pestaggio di persone per futili motivi è molto limitato. E’ molto più grave il silenzio sulla persecuzione – con tanto di massacro, altro che pestaggio! – dei cristiani. La legge russa è ottima, dato che condanna i pestaggi dei gay e impedisce l’educazione omofila dei bambini come avviene nel Regno Unito.

      • Bifocale scrive:

        “la legge russa e’ ottima”, scrive Cisco. In Russia le forze dell’ordine non muovono un dito nei confronti delle violenze contro le persone omosessuali e trans. Nessuna della persone ritratte nei video (facilmente identificabili) e’ stata minimamente toccata dalla magistratura russa. Se fossero stati cristiani le persone nei video Cisco sarebbe indignatissimo, ma visto che si tratta di gay…oh be, applausi alla legge russa. – Per quanto riguarda poi la situazione nel Regno Unito: l’orientamento sessuale non si “insegna” a scuola (“educazione omofila”), ne’ altrove, ogni persona ha il suo.

        • Cisco scrive:

          È noto che i magistrati russi sono delle toghe omofobe! Ma io parlavo della legge: se non la si applica e’ inutile farne anche una omofila.

      • cornacchia scrive:

        E, allora, perché non proibire la propaganda omofoba sui bambini?
        Io non posso dire ad un ragazzo che l’omosessualità è rispettabile quanto l’eterosessualità, mentre tu puoi dirgli che è un abominio o una pratica che rende l’uomo peggiore delle bestie (parole del sito cattolico “Pontifex”)?
        Si chiama due pesi e due misure.

        • Cisco scrive:

          Occorre educare i bambini al rispetto di tutti, ma è chiaro che ogni educatore seguirà il proprio orientamento e giudichera’ la pratica omosessuale come meglio crede. la legge vieta la “propaganda”. Inoltre se nella cultura russa la pratica dell’omosessualita’ e’ considerata un male, per esempio come altre pratiche quali la pedofilia o la zoofilia, ovvio che ci saranno due pesi e due misure!

          • Bifocale scrive:

            Cisco, il punto è che le autorità russe possoni bollare tutto come “propaganda”. Se io faccio notare che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’omosessualità è “una variante naturale del comportamento umano” mi si può accusare di “propaganda omosessualista” e finire in tribunale. Scrive poi che che “ogni educatore seguirà il proprio orientamento e giudichera’ la pratica omosessuale come meglio crede”. Ma questa non è educazione (lo scopo di un educatore non è quello di emettere giudizi basati sulle sue convinzioni o credenze personali), questo è indottrinamento, che è ben altra cosa. Infine, lei continua a parlare di “pratica omosessuale”. L’orientamento sessuale non è una “pratica” sessuale! L’orientamento sessuale (etero o omosessuale o bisessuale) è un aspetto della personalità di ogni individuo e come tale va rispettato. I suoi (non certo sorprendenti, sono un classico del pregiudizio omofobico) paralleli e richiami a pedofilia e zoofilia sono del tutto inappropriati, in quanto quelle sono due parafilie chiaramente diagnosticabili secondo le linee guida del manuale diagnostico di psichiatria, mentre l’omosessualità non lo è.

            • cornacchia scrive:

              è chiaro che il divieto di propaganda dell’omosessualità è semplicemente un pretesto per giustificare attività paraillecite di repressione delle mere manifestazioni. D’altro canto, se si intendesse semplicemente sanzionare l’apologia della sessualità ai bambini, allora non si capisce perché dovrebbe essere contemplata una eccezione per l’eterosessualità in quanto tradizionale, vito che un ragazzino non deve essere indotto a niente (né alla presunta normalità, né alla presunta anormalità), ma semplicemente educato al rispetto del prossimo.

              Purtroppo, però, tu stesso cadi nell’errore dei “clericali” (a scanso di equivoci, termine non usato in un significato spregiativo), nel momento in cui sostieni che l’omosessualità, a differenza della pedofilia, deve essere rispettata perché psichiatricamente sana. In realtà, la ragione sta nel fatto che l’omosessualità, a differenza della pedofilia, non lede i diritti altrui e questo è sufficiente per legittimarla socialmente e giuridicamente, a prescindere che sia sana o malata. Anzi, se fosse malata, l’omosessuale, libero di non curarsi, andrebbe persino sostenuto, al pari di un zoppo. Ad esempio, non si è mai sentito dire che un timido, in quanto malato, dovrebbe essere represso!
              In altri termini, tu incorri nell’equivoco secondo cui, in materia sessuale, anormalità è sinonimo di illecito, quasi che non si trattasse di un aspetto della vita come un altro. A ben vedere, l’omofobia è un prolungamento della sessuofobia.

  2. domenico bergamaschi scrive:

    ma non ci sono gli estremi per denunciare questi giornalisti che, basandosi solo su una foto, volutamente pubblicano notizie false senza poi ritrattarle? … come può l’informazione di un paese civile cadere in mano a quattro polli che hanno di sé la percezione di aquile e di fatto pensano di esserlo?

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