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In Arte si ha diritto di mentire?

marzo 31, 1999 Lauzi Bruno

Lettera a tempi

Non vorrei pensaste che il film “La vita è bella” sia divenuto per me un’ossessione uguale e contraria a quella che ha “invaso” il cuore del mio amico Ferrara, ma il fatto è che a margine della querelle si moltiplicano affermazioni e domande che offrono occasioni ghiotte ad un polemico come me. Ecco ad esempio una affermazione presa a caso tra le tante che si vanno accumulando nei faldoni dell’accusa: Benigni non dice la verità sulla Shoah, la sua descrizione è dolorosamente menzognera, ergo “Beautiful” non è un’opera d’arte e fa letteralmente schifo, giacché (udite, udite) l’arte è verità, e nulla si può costruire sulla menzogna… Questa è, a mio parere, una balla colossale degna del Ministero della Propaganda di una qualunque dittatura di colore a scelta o di un regime integralista islamico (o cattolico?). Direi di più, ha un che di “nazista” nei confronti di monsieur Picasso et ses demoiselles d’Avignon, di Escher, di Magritte, delle pance a cassetto e degli orologi molli di Dalì, tanto per citare i primi “bugiardi” che mi vengono in mente… Se il film del Bob nazionale non sarà un capolavoro dipenderà, semmai, da ragioni filmiche e da null’altro. Perché in Arte si ha diritto di mentire davanti all’evidenza, o meglio ancora di scomporre la Verità in tante piccole verità relative (Pirandello) e si possono sostenere le tesi eticamente più aberranti (De Sade, Céline), insomma si è liberi, che piaccia o no. Una domanda angosciosa, adesso. Una anziana superstite dei campi si meraviglia che ai nipotini il film sia piaciuto e si domanda, angosciosamente: possibile che tutto passi, anche la memoria storica di tali crimini? Possibilissimo, cara signora, poichè all’uomo è stata data la grazia dell’oblio. Solo Cristo ha potuto prendere su di sé tutto il male del mondo. Noi non ce l’avremmo mai fatta e perciò dimentichiamo. Anche le tragedie di questo secolo, così vive per noi, diventeranno Storia, ed oggi nessuno più rabbrividisce al pensiero di Tamerlano e di Gengis Khan, e neanche i morti delle trincee della 15/18 ci smuovono più di tanto. Troppo presto anche la Shoah sarà raccontata in due righe di testo per le scuole superiori… Orrenda previsione, questa mia. Ma garantita.

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