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L’Arcigay vuole boicottare la Lombardia omofoba: «Deve crollare l’economia della regione»

luglio 3, 2014 Redazione

Assurda iniziativa dell’associazione dopo la mozione approvata in consiglio regionale. E ancor più assurde le lamentele per l’app “Milano Gay Life” del Comune, che non segnala locali per scambisti: «Questa è censura»

«Boicottiamo la Lombardia. Deve crollare l’economia della regione». Dopo che il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza una mozione a sostegno della famiglia naturale proposta dalla Lega Nord e firmata da tutto il centrodestra – mozione che l’Arcigay ha definito «abominevole e intrisa d’odio» – l’associazione per i diritti lgbt aggiunge un nuovo grottesco tassello alla sua battaglia ideologica. Marco Mori, presidente di Arcigay Milano, ha lanciato una campagna per boicottare Expo e altre iniziative perché «la Lombardia è una regione che discrimina gli omosessuali, qui siamo al livello della Russia come riconoscimento dei diritti civili. Vogliamo contattare tutti i partner di Expo invitandoli a organizzare eventi, iniziative, concerti altrove, perché la Lombardia non è un posto sicuro». Addirittura.
Nel Pd che, assieme a Patto civico e M5S ha lasciato l’aula al momento della votazione, convivono due diverse interpretazioni sul boicottaggio dell’Arcigay. Da un lato, l’assessore al Turismo del Comune Franco D’Alfonso, che ha stigmatizzato le parole di Arcigay: «Credo ci siano altri modi di opporsi». Dall’altro, quelle del consigliere Rosaria Iardino che ha detto di appoggiare il boicottaggio.

PERDITA DEL SENSO DELLA REALTA’. Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio Lombardo, difende la proposta della maggioranza. «La Regione Lombardia si è sentita in dovere in questo momento di affermare che la famiglia naturale, quella fondata sull’unione fra uomo e donna, è un valore meritevole di attenzione, anche dal punto di vista sociale», ha detto Cattaneo. «Non si tratta di una posizione ideologica – ha aggiunto – ma un voler ribadire, soprattutto in un momento di grande crisi economica, che la famiglia rappresenta un nucleo importante anche per la tenuta sociale». E a proposito dell’iniziativa di Arcigay, Cattaneo ha dichiarato: «Mi sembra che stiamo perdendo il senso della misura e della realtà. Credo che ci sia un profondo equivoco culturale e politico. L’iperbole di questa posizione è il tentativo di far passare l’idea che chiunque esprime una posizione diversa sia tacciato di omofobia. Non viene solo criticato ma addirittura messo sotto accusa. Non si possono subire discriminazioni, ma non si possono altrettanto imporre discriminazioni. Difenderò la posizione della famiglia fino alla morte. non accetterò mai che per non essere omofobi si debba essere “famigliofobi”».

L’APP GAY DEL COMUNE. Intanto, a dimostrazione di quanto sia ridicola l’accusa di una regione “omofoba”, sul sito del Comune di Milano (un sito quindi di un’istituzione) è apparsa un’applicazione che ha lo scopo di rendere la città più “gay friendly”. Dal sito, infatti, è possibile scaricare l’applicazione che offre informazioni su “eventi gay” (mostre, concerti, bar, discoteche), ma anche l’ubicazione dei distributori di preservativi (?!). Si chiama “Milano Gay Life” ed è stata presentata ieri dall’assessore al Turismo D’Alfonso – lo stesso che ha criticato l’Arcigay per il boicottaggio -. Ma nemmeno questa iniziativa è piaciuta troppo a una parte del mondo omosessuale. Una larga fetta di esso, infatti, si è lamentato del fatto che la comunità gay è stata poco coinvolta nella creazione dell’app: «È un’operazione ipocrita, serve solo a promuovere Milano come città per il turismo gay». E poi sono state escluse dalle segnalazioni le saune e i cruising, cioè i locali per scambisti o per sesso occasionale. «Questa è censura», dicono.

Il sito de Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un video (lo trovate qui sotto) in cui dà conto di quanto accaduto durante la conferenza stampa in Comune a Milano. 

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99 Commenti

  1. mike scrive:

    per me è dal 1992 che si usa quella tattica, cosicché la gente voti pds/pd e in seguito m5s i quali dopo fanno le loro leggi di sinistra. gli è andata male. ma finora avevo dubbi sul fatto che potessero sapere/capire che la crisi italiana (dagli anni ’90) e anche mondiale avesse scopi politici/legislativi. ora pare che ci sia una certezza a riguardo: da sempre lo sapevano. non è che lo capivano, lo sapevano.

  2. luca scrive:

    Ragazzi, voi, beati voi, siete convinti che i gay siano una lobby potente accumunata da uno stesso obiettivo, ma la verità è che i gay troppo d’amore e d’accordo tra loro non vanno (tipo le donne che non vogliono lavorare con altre donne, lol).
    per questo dico che l’idea della lobby è una scemenza. non mancheranno certo dei gay nei posti di potere ma quelli si guardano i cavoletti loro, e se ne fregano altamente dei diritti civili… tolta qualche rara eccezione.
    ora, che una comunità così lascamene coesa come quella lgbt possa boicottare addirittura una regione è una grande scemenza… vi assicuro che nessun gay si aspetta la riuscita di un tale boicottaggio… anche se certamente ha ragione Mancuso quando dice che si dovrebbe fare. ma ripeto, sono cose che si dicono anche perché si sa benissimo che non vengono accolte.
    per quanto riguarda l’app, esattamente come in ogni altro gruppo su ogni questione c’è sempre chi è in disaccordo… voi vedete la comunità gay come un unico diabolico ente, ma in realtà s compone di mille e mille sfaccettature, i gay sono ben lungi da condividere idee e opinioni.
    il matrimonio gay è divenuto sempre di più una necessità, solo per questo trova un largo accordo tra i gay, solo perché è una concreta necessità e non una battaglia ideologica o di concetto come lo è invece per voi.

    • Kan63 scrive:

      Caro Luca, in effetti il termine “lobby gay” potrebbe essere sbagliato e riduttivo.
      Da l’impressione di una specie di cupola di omossessuali che governa l’informazione per i propri interessi.
      Non penso sia così, si tratta invece di una corrente di pensiero (un mainstream) forte e ideologica che sfrutta anche la problematica gay (ma non solo) per portare avanti un’idea di società fatta di “individui singoli” che hanno diritto a tutto (sempre dentro un recinto che decide qualc’un altro) ma responsabilità di nulla.
      Nemica principale di questa visione individualistica e egoistica del mondo é stata storicamente (e lo é tutt’ora) la Chiesa con la sua visione dell’uomo e anche della famiglia che viene vista da questa corrente di pensiero come un vincolo arcaico alla libertà individuale da rimuovere in tutti i modi.
      Dopo il divorzio (venduto come una dolorosa separazione in casi estremi e diventato una specie di procedura da fare dal tabaccaio), l’aborto (estrema ratio in casi gravissimi e senza soluzione come dice la stessa 194 e trasformato in uno strumento di “liberazione” di massa) adesso si attacca il concetto di famiglia stessa e per far questo si usano gli omosessuali che devono far pena, come la donna picchiata dal marito che vuole divorziare o quella violentata che vuole abortire o il povero malato che soffre e che vorrebbe morire, ma é tutto strumentale.
      Che i veri omossessuali vengano allo scoperto e reclamino la loro diversità che non é far finta di essere una famiglia naturale perché anche loro sanno che non é così, urlino i loro diritti, quelli veri e non quelli che gli attribuiscono ideologi manipolatori.
      E che sia permesso di dire che la famiglia naturale é un valore perché la sola che procrea, che la sua durevolezza é un valore che educa all’amore e la responsabilità, e che la vita deve essere protetta sin dal concepimento di un patrimonio genetico unico e irripetibile e fino alla sua morte.

      • Gabriele scrive:

        Vorrei fare i complimenti a Kan per la risposta, pacata, ma non ipocrita. Non saprei trovare parole migliori.

      • Edo scrive:

        Mi unisco ai complementi di Gabriele per il commento di Kan63: magistrale!

      • luca scrive:

        Kan non capisco bene il tuo punto…
        non capisco bene come puoi definire il diritto al matrimonio (che porta con se automaticamente i doveri del matrimonio) una battaglia ideologica.
        di ideologico non c’è nulla. ci sono solo decine di questioni pratiche che un matrimonio risolve. se la mia famiglia è o no uguale alla tua nell’atto pratico non è un documento a deciderlo, quindi ideologicamente avere o no un matrimonio non mi sembra che cambi molto. quello che invece cambia come ho detto sono mille questioni estremamente pratiche.
        ti faccio un esempio tra tanti, io e il mio ragazzo conviviamo da 8 anni. lui non è italiano quindi per poter stare assieme ho dovuto assumerlo e affrontare mille e mille problemi burocratici per fargli avere il permesso di soggiorno. ora lui ha anche la carta di soggiorno e tra 2/3 anni potrà applicare per un passaporto. insomma se tutto fila liscio (cosa non detta sigh!) lui sarà cittadino italiano dopo 12 anni il suo ingresso e dopo una lotta burocratica infinita(e aver speso diversi soldi), tutto questo sarebbe stato non necessario se avessimo potuto sposarci.
        questo è solo un esempio ma potrei fartene altri 1000. quindi ancora una volta, qui di ideologico c’è ben poco, ci sono piuttosto un sacco di questioni molto pratiche.

        • Emanuele scrive:

          Non ti pare, Luca, di fare un discorso del genere: voi tutti dovete darmi il matrimonio perché così risolvo dei problemi pratici.
          Il matrimonio non è fatto per “risolvere dei problemi pratici” ma per essere la base della società, creando una famiglia.
          E il concetto di famiglia è ben chiaro: madre, padre, figli nati nel matrimonio.
          Scardinare questo concetto riducendo matrimonio e famiglia a tutto quello che io chiamo tale per risolvere “i miei problemi pratici” mi sembra di una piccineria unica.
          E affermare che siccome “lo chiedo per problemi pratici, e non per ideologia” è miopia bella e buona. Ha necessariamente un portato ideologico, che tu lo voglia o no.
          Ecco come mi sembrano gli omosessuali che chiedono il matrimonio: uniti o no da una lobby, sono uniti da un egocentrismo comune. “esistiamo solo noi, al diavolo gli altri”.

          • luca scrive:

            emanuele non chiamarlo matrimonio, non mi interessa, chiamalo documento csdfwdfedfedfe per me va bene, basta che si risolve la cosa… quando una comunità (o parte di essa) ha un problema pratico la classe politica dovrebbe derivare leggi per risolverlo. tutto qui!
            tu e tua moglie siete una famiglia io e il mio compagno siamo una csdfwdfedfedfe a me sta bene fintanto che abbiamo stessi diritti e doveri. altrimenti, qui l’ideologia la stai facendo tu. dietro ad un mare di parole vuote cerchi di nascondere il semplice, lampante fatto che non provando alcuna simpatia per una certa minoranza non vuoi che abbia alcuni diritti.

            diciamoci la verità, questa vostra, è unicamente una battaglia ideologica. perché un documento che tutela la mia unione non farebbe nessuna differenza nella tua vita o quella della collettività.
            inoltre, con o senza documento per me io e mio marito siamo una famiglia con o senza documento per te io e mio marino non siamo una famiglia quindi in questo senso il documento non cambia proprio nulla.
            la tua battaglia è contro l’idea che due persone dello stesso sesso possano essere tutelate dallo stato in quanto coppia, non che io possa chiamare o meno la mia “una famiglia”.

            ps
            io rivedrei la tua definizione di famiglia, perché caro mio così come l’hai scritta in ben pochi la troverebbero corretta… hai escluso i figli nati fuori dal matrimonio. vuoi estromettere dalle famiglie italiane i figli concepiti fuori dal matrimonio ?

            • Gabriele scrive:

              Scusa, perchè lo Stato dovrebbe tutelare tutte le forme di relazione affettiva? In qualsiasi campo, lo Stato decide cosa tutelare e cosa no. A mio modo di vedere, lo Stato è liberissimo di decidere di tutelare la sola famiglia tradizionale fondata sul matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, per indiscutibili vantaggi personali e sociali che questa ha, a differenza di altre unioni. Primo fra tutti l’apertura alla vita. C’è un’altro buon motivo per cui tutelare quella e non altre famiglie: la nostra storia. Ora, sappiamo bene che tutto il sapere umano è assimilabile all’esperienza che la società ha sviluppato nei secoli, perchè il nostro modo di conoscere il mondo è basato sull’esperienza. Questo vale in ambito scientifico, ma anche in ambito sociale: nell’antichità era comune l’omosessualità, così come la poligamia o la schiavitù o il libertinaggio, ma poi, piano piano, si è preferito limitarsi alla famiglia così come la conosciamo. Possiamo supperro che fosse perchè si è riconosciuto la sua superiorità in termini di benefici sociali e umani. Perchè tornare indietro? Vogliamo davvero dare ascolto a quella storiografia che dipinge la storia prima del Settecento come un’era buia e superstiziosa e tirannica? Possiamo farlo, ma prima mi si deve spiegare com’è che in un’era così barbara siano potute sorgere cose come la Divina Commedia, le cattedrali gotiche, le culture europee, o come si potesse, in un tal contesto storico, giungere a conoscenze molto avanzate in campo astronomico (Copernico) o geografico o giuridico (l’abolizione della schiavitù o la formulazione del concetto dei diritti umani sono apparse sulla scena, per la prima volta, nel medioevo – fonte Wikipedia). Non credo sia una cosa sensata pensare al passato come una cosa da cui fuggire, perchè non erano stupidi, un tempo, erano solo poveri. Ma erano uomini come noi, e talvolta più di noi! Le varie “liberazioni” Novecentesche sono solo ribellioni adolescenziali di un popolo che non vuol crescere, nulla più: la liberazione sessuale, delle droghe, dei costumi…

              • luca scrive:

                a gabriele, intanto i vantaggi li portano anche i gay… oppure vuoi dire che i gay sono buoni a nulla? no dico perché anche se tu forse non lo sai molti gay hanno avuto vite insulse ma moli hanno avuto vite mirabili (come per gli etero).
                ma con quale autorità tu o chi per te decide che le famiglie etero vanno tutelate e ascoltate e quelle gay ignorate?
                nel momento in cui contribuiamo con lavoro e tasse alla vita sociale, nostri bisogni diventano importanti quanto i tuoi.
                visto che per dare a noi non c’è necessità di togliere a te non vedo di cosa ti lamenti.

                lascia perdere il discorso del medio evo, uno perché avete bruciato vive persone del calibro di G. Bruno e due perché questo non è il contesto

                • Gabriele scrive:

                  Che c’entra la storia delle vite insulse o di quelle mirabili? Io non volevo fare un discorso moralistico su chi è il migliore, ma su quale tipo di famiglia ha più senso tutelare. E’ vero che io non ho nessuna autorità per decidere questo, ma lo Stato sì. Non credo che sia solo un discorso di pagare le tasse o di lavorare: la famiglia tradizionale ha vantaggi che vanno oltre queste cose, tra cui la procreazione (che per un popolo è una funzione non indifferente, dato che senza finisce il popolo!!), la funzione educativa insita alla sua natura (per due motivi soprattutto: in primo luogo, l’indissolubilità, oltre a dare una sicurezza impagabile, per cui so che qualsiasi cosa farò, nel bene e nel male, ci sarà sempre qualcuno che, volente o nolente, mi aiuterà e non mi abbandonerà, insegna a rinunciare alle proprie posizioni per il bene della collettività, cosa che, se io fossi uno stato, desidererei fortemente e considererei pripritario, e, in seconda battuta, la presenza dei due sessi impone un’apertura alla diversità, alla conoscenza dell’altro sesso, indispensabile e portatrice di innegabili benefici, cui non si può ovviare semplicemente con un discorso o una serie di principi sull’apertura alla diversità) e altre, per cui uno Stato ha tutta la convenienza a decidere di promuovere questa famiglia rispetto alle altre. Non sto facendo del moralismo, sto evidenziando dei vantaggi. Il problema, infatti, non è solo ed esclusivamente il matrimonio omosessuale, ma l’intera faccenda riguardo il divorzio, l’aborto e queste aberrazioni qua, come pure la liberazione sessuale. E’ la tendenza a ridurre l’uomo ad una bestia, in fin dei conti, schiava delle proprie passioni e dei propri istinti.

            • Kan63 scrive:

              Luca,
              puoi girarci intorno quanto vuoi ma tra la vostra coppia e la “famiglia naturale” esiste una diversità incolmabile che é la capacità procreativa (in atto o meno che sia) che non é una cosa di poco conto. Nessuno vuole impedirvi di stare insieme e di avere anche tutti i sacrosanti diritti legati alla convivenza ma si vuole solo dire che la “famigla naturale” (che se mi permetti, senza togliere nulla all’amore che ti lega con il tuo compagno, é quella che permette banalmente il persistere dell’umanità nella storia) resta un elemento unico e centrale nella società e cercare di annegarla usando tatticamente il problema dei diritti agli omosessuali (ma come ti ho detto prima in passato é stato il divorzio e in futuro sarà il poliamore) é un errore drammatico a cui dovrebbero ribellarsi anche gli omossessuali se non volgiono essere strumentalizzati.
              Per me non c’é da vergognarsi se i vostri legami non sono riconosciuti come “famiglia naturale”, battetevi per i diritti che veramente vi stanno a cuore ma rispettate quella entità sociale e umana da cui in fondo anche voi arrivate.

              • Giovanni Cattivo scrive:

                Kan e Gabriele è il vostro ad essere un discorso ideologico. Il divorzio, l’omosessualità e l’aborto sono molto più antichi di tutte le ideologie liberali o marxiste, sono anche più antichi del cristianesimo. Il cristianesimo li ha comabattuti per ragioni interne alla fede: il divorzio perchè vietato da Gesù, l’omosessualità da San Paolo e l’aborto perchè questa religione ha introdotto il concetto di anima che si unisce al corpo fin dal concepimento. Cose altrettanto negative come la pena di morte, la tortura, la servitù della gleba, e ogni altro tipo di arbitrio politico, la guerra sono state tollerate e giustificate. Perchè non andavano contro i testi sacri.

                Il vostro è una versione modernizzata dell’antico adagio “se non rispetti il volere di Dio non verrà più la pioggia, le vacche moriranno e le donne non faranno figli”. Quello che vi ruga e che l’uomo decida da solo ciò che è bene e ciò che è male. E che la cosa funzioni Le Filippine sono, insieme alla Città del Vaticano, l’unico paese al mondo dove il divorzio non è legale, le famiglie lì stanno meglio che altrove? I bambini crecono meglio nei pochi posti al mondo dove l’aborto è sempre illegale (Cile, Nicaragua, Salvador) ? Se prendi la cartina delle legislazioni sul tema e quella del benessere infantile praticamente le zone dove la IVG è più libera e quelle dove i bambini hanno la maggior cura, protezione e benessere si sovrappongono.

                Il nemico della famiglia come la intendete voi non è la “lobby gay” o il relativismo morale, è il lavoro salariato che ha spostato il fulcro dell’economia domestica da dentro a fuori la famiglia. Una volta i gruppi parentali producevano i mezzi di sussistenza al loro interno, coltivando i campi o gestendo la bottega artifìgiana o il commercio. Avere figli serviva a portare nuove braccia per il lavoro e averli “certificati” serviva a garantire una ordinata trasmissione della ricchezza tra generazioni. Infatti i figli nati fuori del matrimonio erano “illeggittimi” cioè non avevano diritto all’eredità, poi potevano essere anche aiutati ed amati dal padre biologico, come spesso succedeva.

                Ora il significato economico della famiglia è molto ridotto: una cosa è ereditare una casa al mare, un’altra i campi da dove tiri fuori il pane quotidiano, una cosa è dividere quello che si è prodotto insieme, un’altra è avere ognuno una autonoma fonte di reddito.
                Quindi questa e con lei il matrimonio si è sempre più basata sugli afffetti, anzi sul rapporto affettivo/sessuale dei coniugi. Tanto è vero che ormai tutte le legislazioni moderne hanno completamente scisso i diritti della prole (eventuale) da quelli dei coniugi.

                Comunque l’aggettivo “naturale” (che come dico sempre a me sembra corretto solo quando è riferito all’acqua minerale) è del tutto abusivo per definire la famiglia nucleare (marito, molgie, figli, cane, gatto) che è solo uno dei molteplici tipi di famiglia che il mondo ha conosciuto.

                Che questo tipo di famiglia e matrimonio non possa essere esteso alle coppie omosessuali è una cosa completamente insostenibile con ragioni non prettamente religiose.

                • Kan63 scrive:

                  Giovanni Cattivo,
                  mi spiace non sono andato aldilà della decima riga, sono un po’ stufo a 50 anni con tre figli, una buona carriera etc. etc. di essere trattato come uno stupido per cui da tempo ho smesso di leggere sproloqui in gran parte offensivi come il tuo, mi spiace, so di non essere gentile ma é una mia scelta per non buttare via tempo.
                  La sola cosa che posso dirti leggendo le prime dieci righe é che secondo me non hai mai fatto conti con il vero Cristianesimo ma solo con una sua ridotta versione “filosofica” e non sarà un blog a farti cambiare idea.
                  Auguri per il futuro.
                  Ciao

                  • Giovanni Cattivo scrive:

                    A 51 anni con due figlie e una buona carriera etc etc sono sempre un pò perplesso quando uno giudica delle idee senza averle neppure lette.
                    Ma me ne farò una ragione. Tanti auguri anche a te

                    • Fran'cesco scrive:

                      Giovanni, Kan ti sta dicendo che ha letto, ha trovato sproloqui offensivi, e ha chiuso la connessione.
                      Ci sta che non conosci il Cristianesimo, ma non per questo devi travisarlo.

                    • Giovanni Cattivo scrive:

                      quali sarebbero questi sproloqui offensivi?

                • Gabriele scrive:

                  “Quello che vi ruga e che l’uomo decida da solo ciò che è bene e ciò che è male.”

                  Quindi posso decidere cosa è bene e cosa è male? Se così fosse, perchè vietare qualsiasi cosa, allora? Io decido che è bene stuprare una donna, ecco che posso farlo. O forse esiste veramente Qualcuno che sa per davvero cosa sia bene o male?

                  “Se prendi la cartina delle legislazioni sul tema e quella del benessere infantile praticamente le zone dove la IVG è più libera e quelle dove i bambini hanno la maggior cura, protezione e benessere si sovrappongono. ”

                  Il problema non è “dove si sta meglio”. Non essendo bestia, l’uomo ha molto di più del benessere come fine ultimo, e questo è palese.

                  “Una volta i gruppi parentali producevano i mezzi di sussistenza al loro interno, coltivando i campi o gestendo la bottega artifìgiana o il commercio. Avere figli serviva a portare nuove braccia per il lavoro e averli “certificati” serviva a garantire una ordinata trasmissione della ricchezza tra generazioni.”

                  Mi dispiace che si accetti una visione così materialistica e triste della vita e degli affetti umani.

                  “Quindi questa e con lei il matrimonio si è sempre più basata sugli afffetti, anzi sul rapporto affettivo/sessuale dei coniugi. Tanto è vero che ormai tutte le legislazioni moderne hanno completamente scisso i diritti della prole (eventuale) da quelli dei coniugi.”

                  Questa roba non ha senso, in quanto l’istituto del matrimonio esiste per tutelare il rapporto affettivo/sessuale dei coniugi. Inoltre, non credo che basti una legislazione a scindere per davvero i diritti della prole da quelli dei coniugi: voglio dire, non è certo che se una legge scinde prole e coniugi (cioè i genitori) i legami siano veramente scissi.

                  Il cristiano segue uno che dice che la felicità sta nell’accettare una morte da schiavo, un’ingiustizia, e non opporre resistenza. Non solo, testimonia che ciò è vero, per averlo vissuto sulla propria pelle. C’è molto di più del benessere e dei diritti, nella vita, e, per scoprirlo, si ha da passare attraverso la rinucia all’autodeterminazione. Che poi, intendiamoci, quest’autodeterminazione non è altro che una forma di ribellione adolescenziale di massa. Anche questo lo dico per esperienza!

                  • Giovanni Cattivo scrive:

                    Nessuna delle tue risposte usa argomenti razionali quindi non ho nulla da replicare.

                    Intervengo solo per chiosare un termine che tu e altri avete usato: “ribellione adolescenziale”, quindi tu consideri tutti gli uomini e le donne del mondo come degli eterni minorenni che quando vogliono fare di testa loro si ribellano all’autorità dei genitori (e sicuramente finiranno male) .

                    Se ti piace questa concezione da gregge belante seguila, io a oltre cionquant’anni sono contento e soddisfatto di essermi ribellato fin dalla prima adolescenza e di continuare a farlo .

                    • Anna scrive:

                      Una ma amica a 36 anni ha iniziato a entrare in crisi. E’ stufa, ma non capisce di cosa.
                      Vive relazioni sentimentali basate sul consumismo e il disimpegno, vaga tra lavori in cui non deve troppo impegnarsi e non sarà mai stabile.
                      Fino a poco tempo fa insisteva che Grillo e tutti i contestatori, che distruggere il sistema e bla bla bla…. le rispondevo che nei momenti di crisi economica c’è sempre qualcuno che spinge per una più o meno “rivoluzione” di cui approfittare: è nel momento dell’anarchia che scatta il colpo di stato e il popolino non ci guadagna mai niente…
                      Quando ha iniziato a avere crisi di pianto si è avvicinata di più a me …e con mio sommo stupore ha iniziato a nominare Dio.
                      Lei, la contestatrice anti-Vaticano, pro-eutanasia, pro-aborto, pro-matrimonio gay, pro-adozioni-gay, pro-utero in affitto, pro-corsi di mastrubazione a 0-4 anni (senza considerare che a quell’età rotolano per terra e toccano tutto e si prenderebbero qualche terribile infezione che li renderebbe sterili o che altro! Com’è facile sproloquiare quando non si sa nulla delle questioni!)… e sempre con l’argomentazione che
                      “Ognuno deve essere libero di fare quel che gli pare…”
                      a cui io facevo eco prendendola un po’ in giro:
                      “libertà uguale c.zzo mi pare!”
                      e continuavo dicendo ironicamente che un bambino ha diritto ad avere rapporti sessuali con adulti anche a 4 anni, anche se i suoi genitori non sono d’accordo e lui è minorenne…
                      Le dico che lei ragiona come un’adolescente che ancora non vuole prendersi responsabilità, ma che anche se non vuol crescere ha ugualmente 36 anni, che sta tutto nel suo rapporto con l’autorità. Che la soluzione non è il principe azzurro che non sarà mai all’altezza dei nostri infiniti desideri: la realtà è responsabilità.
                      Sostiene di avere un buon rapporto col padre, che il suo non è un padre padrone, ma non è quello il punto
                      Rischia di perdere altri 20 anni prima di decidersi a crescere. Ma non posso decidere al posto suo, solo ascoltarla e ogni tanto spiegarle le sue paure e invitarla a ripensarle.
                      Ha paura di relazionarsi intimamente con qualcuno, non di farci sesso, ma di fidarsi, di amare.
                      Ha mille amicizie superficiali, si è avvicinata a me nel momento della difficoltà, ha sentito in me una persona affidabile che la vuol bene e che l’aiuta disinteressatamente.
                      Spero pian pianino superi le sue paure e riesca ad allacciare relazioni autentiche, che le permettano di fare assunzioni di responsabilità. Che superi la superficialità con cui ha finora vissuto e che l’ha portata, senza che lei se ne renda conto, al tracollo.

                    • Gabriele scrive:

                      La razionalità non è un buon metro di misura per spiegare la realtà del mondo. Per quanto riguarda la ribellione adolescenziale, non intendiamo certo quello che dici tu: noi ci riferiamo alla corrente libertina che ora domina il modo di pensare delle masse, che abbiamo riconosciuto essere una semplice ribellione adolescenziale. Un modo come un altro con cui si dice: questo è difficile, quindi non lo faccio. Questo mi fa star male, quindi non lo faccio. In altre parole, un continuo fuggire dalla realtà delle cose, che non è solo gioia o piacere. La droga, il divorzio, l’aborto, il libertinaggio, la ribellione… a ben vedere non sono altro che fughe da una realtà che uccide, che non si riesce a sopportare. Ed è pienamente umano il non riuscire a sopportarle! Però, in questa realtà, Cristo ha il potere di liberarti dalla paura e di farti vincere i tuoi dolori. Questo non è razionale, è così e basta. E’ un’esperienza che ogni uomo deve fare, e l’unico modo per farlo è non ribellarsi. Questa è un’esperienza che ti auguro di fare, perchè è l’unica cosa che dà veramente senso alla vita. Ringrazio di cuore Dio che mi ha dato di viverla già adesso che ho 22 anni. Anche se sei veramente soddisfatto di ciò che hai fatto (cosa di cui ti consiglio di non essere tanto sicuro, perchè è facile dire “io sto bene” per non ammettere di aver sbagliato, anche se bene non si sta), io ti dico con franchezza: non è in questa soddisfazione che troverai felicità. La felicità sta nell’amore, e l’amore porta a rinnegare sè stessi per esaltare l’amato. L’amore non dà soddisfazione, dà felicità! La differenza tra soddisfazione e felicità è che la prima è una cosa passeggera, che, finito il momento, sparisce, mentre la felicità è per sempre, e la si riconosce nel dolore: se tu, anche nel dolore, senti gioia e pace nel cuore, allora sarai veramente sicuro di essere felice. Provare per credere! Ah, già, dimenticavo: metti da parte la razionalità, non per zittirla, ma per darle il suo vero posto: descrivere le esperienze nuove che vivi e che non conosci ancora. Non deve descrivere il mondo, non è il suo ruolo!

              • Fran'cesco scrive:

                Kan, ma dove sei stato finora? Se non c’eri bisognava inventarti… dritto al punto della questione !

              • luca scrive:

                ok, ti ho gia detto che io al titolo di famiglia, famiglia naturale, famiglia centrale, etc non ci tengo perché non trovo in te e in nessun altro un autorità che possa darmelo o togliermelo… io e il mio compagno siamo una famiglia e la società vive e si sorregge nella testimonianza del nostro amore. tu non sei d’accordo, ho capito e a me sta bene, non mi serve una medaglia come famiglia del secolo.
                tu dici che dovremmo avere alcuni diritti, questi sono i diritti che chiediamo, dimmi per favore quali saresti disposto a darci e quali no:

                1) ricongiungimento famigliare (uno è straniero e l’altro no)
                2) reversibilità del contratto di affitto
                3) reversibilità della pensione
                4) diritto all’assistenza ospedaliera (e relativi giorni di permesso dal lavoro)
                5) diritto di decidere al posto del compagno in caso di urgenti e gravi decisioni mediche (trasfusioni, operazioni, etc)
                6) diritti sul corpo quando il compagno muore
                7) testamento
                8) essere un unico soggetto fiscale
                9) assegno di mantenimento in caso di separazione
                10) possibilità di avere cose come coppia (comprare una casa assieme e avere cose cointestate)

                • Fran'cesco scrive:

                  Capito, stai chiedendo il matrimonio senza figli.

                  PS: il punto 8 e’ errato

                • Kan63 scrive:

                  OK Luca, siamo d’accordo, per me sono tutti diritti che potete legittimamente chiedere, poi può esserci un problema bieco di risorse economiche ma in questo caso entra piuttosto il concetto di quoziente famigliare a regolare le priorità di allocazione delle risorse.
                  Per essere chiari nessuno é contrario a questi diritti per le coppie omosessuali, l’unico diritto su cui non siamo d’accordo é sull’adozione perché riteniamo che come la procreazione é una particularità della famiglia naturale pensiamo che la stessa sia l’alveo naturale per l’educazione dei figli.
                  Vorrei aggiungerti un punto un po’ “crudo”: uso il termine “coppie omosessuali” ma in realtà nella mia testa non importa se i due uomini o le due donne sono “omosessuali” nella pratica, dico solo che la famiglia naturale é composta da un uomo e una donna e i loro figli e non da più di due persone e non da persone dello stesso sesso, aldilà che abbiano o meno una relazione “omosessuale”…fondamentalmente i “peccati” (per dirla come la direbbe il catechismo) mi interessano poco dato che bene o male li facciamo tutti!

                  • Giovanni Cattivo scrive:

                    Quindi arguisco che sei d’accordo col progetto di legge di Renzi che prevede le unioni civili senza il diritto all’adozione e l’accesso alla fecondazione assistita.

              • Quercia scrive:

                beh..Kan33. Complimenti. Chapeau.

            • Emanuele scrive:

              Non una battaglia ideologica, ma per un ideale.
              In Italia dopo Berlusconi è diventato una parolaccia ideale e ideologia. Ciò che è una “battaglia pratica” è accettabile, quello che è “ideale” è solo perdita di tempo.
              Non è vero.
              Anzitutto perché queste sono frasi dettate da grande superficialità. Tutte le “battaglie pratiche” hanno un fondo ideale, e tutte le battaglie ideali hanno ricadute pratica.
              Ma in Italia ci facciamo ormai un vanto di ignorare i presupposti ideali delle cose, e di risolvere “i problemi pratici” con un pragmatismo americanoide.
              In realtà i problemi pratici spesso derivano dalle errate impostazioni ideali. In Francia lo sanno bene, e mettono prima l’ideale e poi la soluzione pratica.
              In secondo luogo, la famiglia deve essere un modello. Il fatto che uno fuoriesca dal modello non vuol dire né che si deve vergognare, né che va “fatto fuori”.
              Ma un modello è indispensabile.
              Chi lo nega è secondo me semplicemente superficiale. Perché è proprio il decostruttivismo della famiglia e dell’etica che ci ha portato a questa crisi, che ha anche dei risvolti economici.
              Aggiungerei che se dicessi che la mia e famiglia a la tua si chiama “Ugo” ma è la stessa cosa, allora sì che ne farei una questione di termini. Invece no: le cose devono essere distinte nettamente non solo nei termini, ma anche nella sostanza! Perché ciò che è diverso deve rimanere diverso!

              • Giovanni Cattivo scrive:

                Secondo quali ideali una coppia di sessantenni maschio e femmina che si sposa forma una famiglai, una coppia ventenni etero sterili lo stesso e una coppia i ventenni dello stesso sesso no?

                Se la differenza è nella possibilità di avere figli i primi di sicuro non possono, i secondi e terzi devono ricorrere alla fecondazione assitita . Allo stesso modo.

                Secondo gli ideali di eguaglianza a cui la nostra società si ispira, non sipossono trattare diversamente le persone se non c’è un più che valido motivo per farlo e in questo caso palesemente non c’è

                Secondo gli ideali di libertà che rendono civile un paese se non ci sono più che validi motivi per vietare una cosa questa deve essere permessa, e motivi validi per vietare il matrimonio ai gay palesemente non ce ne sono.

                Ho il sospetto che quelli che chiami ideali siano in effetti precetti religiosi, che in una società ispirata a principi laici e liberali non sono obbligatori per nessuno

          • Ale scrive:

            Scusa ma allora due sessantenni etero non dovrebbero sposarsi, se si amano, perché la loro capacità di procreare e’ pari a zero?!. Oppure le coppie sterili, secondo il tuo concetto, non hanno il Diritto di Essere riconosciuti come Nucleo Familiare. Che facciamo diamo il tesserino famiglia solo dopo esame ginecologico ed andrologico di fertilità della coppia etero?! Ovvero il permesso di sposarsi deve essere lasciato da un medico?! Solo questo può certificare la fertilità della coppia e la possibilità di procreare. A giusto c’è l’adozione e la coppia etero che economicamente non può permettersi l’adozione, anche se sposata, non può fare nucleo famiglia, secondo i vostri parametri. Questo per dire che regolare forme di convivenza diverse dal matrimonio , non toglie niente agli etero con prole, ma semplicemente aiuta anche gli altri nelle faccende pratiche. E continuare a dire che gli altri sono egoisti mentre le persone come voi no mi sembra un bel paradosso. Già per Voi anche un single donna se rimane incinta e non ha marito e’ una disgraziata egoista che non pensa al benessere psico-fisico del nascituro, che ha per forza di cose bisogno di una figura materna e paterna, guai a darne solo una di queste figure..che egoismo. Voi invece si vede che non siete egoisti garantite il quadretto del Mulino Bianco. Da secoli i figli sono stati allevati dalle donne, i padri sono sempre stati figure marginali fino all’ultimo secolo dove l’uomo ha scoperto un ruolo diverso nella crescita dei figli. Quindi è lo stesso concetto di famiglia che è cambiato nell’ultimo secolo e non vedo perché non possa cambiare ancora. Non siamo fatti con lo stampino . Forse non lo volete perché le persone, anche etero, si sposerebbero solo se realmente innamorate e non perché Lei è incinta?!

    • Fran'cesco scrive:

      Luca, il tuo intervento qui e’ interessante per un forum di gay, ma a noi…

      • luca scrive:

        a francesco parlate molto più voi delle questioni gay che i forum dedicati…
        il vostro amore e abnegazione per la causa gay è toccante… a parte mia madre nessuno da più spazio e più importanza a me di voi lol

        • Fran'cesco scrive:

          errore, il nostro e’ amore per l’uomo, non per la causa.
          Per tutti gli uomini ovviamente

          • luca scrive:

            a francesco se amavate gli uomini eravate in piazza contro le guerre non per chiedere che una legge che rende cmq migliore la vita di molte persone non venga approvata… a chi le racconti ste frescacce? dai su!
            guerre e atrocità e i cattolici in piazza non di vedono mai, ma parla a favore dei gay e vi mobilitate all’istante… voi amate proprio la causa gay

            • Fran'cesco scrive:

              Stai parlando della Scalfarotto o della brodaglia della Cirinna’?
              Mettiamo i puntini sulle “i”: qui nessuno e’ conro i gay

              • luca scrive:

                guarda che le sentinelle e le maif pour tout le fate peri matrimoni gay on per le guerre!!!

                • Fran'cesco scrive:

                  Le sentinelle manifestano contro la Scalfarotto, non contro i gay
                  I cristiani pregano per far finire le guerre
                  I cristiani pregano per metter fine alle atrocita’ (e intanto sono perseguitati, informazioni su martiri nel mondo le puoi reperire in abbondanza anche su Tempi)

            • Kan63 scrive:

              …guarda che quelli in piazza San Pietro e in tutte le chiese del mondo a pregare tutta notte perché non scoppiasse la guerra in Siria (cosa che poi per caso o miracolo non é avvenuta) erano centinai di migliaia di cristiani (e anche no) chiamati dal Santo Padre.
              Spiegami perché si corre in piazza a manifestare per il matrimonio omosessuale in Italia, contro l’omofobia dei cattolici e non si vede un giornale o una manifestazione per ricordare che l’omossessualità é reato in tutti i paesi Arabi, che é reato anche in India, che in Iran gli omosessuali vengono impiccati e in molti paesi dell’Africa uccisi? Perché alla stampa italiana non gliene frega niente degli omossessuali, lo scopo é annullare la famiglia e gli omossessuali sono solo, in questo momento, l’arma migliore.

              • luca scrive:

                te lo spiego io, perché i giornali che voi pensate essere nostri amici pensano che venderanno più compie se mostrano i folcloristici seni nudi dei trans piuttosto che non spiegare le ragioni ufficiali e depositate per i gay pride, che includono sempre anche i problemi che tu menzioni.
                lo sapevi quale era il primo punto programmatico del gay pride del 2000 (quello del giubileo)? era chiedere che gli stati si opponessero ai governi che applicavano la pena di morte per i gay… certo che non lo sai, se nessuno te lo dice…
                certo la chiesa però questo lo sapeva, ma cmq era contro il GP

                • Giovanni Cattivo scrive:

                  Lo sapete come è nato il Gay Pride? La polizia di New York continuava a perseguitare gli artisti e gli avventori di un locale gay, lo Stonewall Inn. Fino a quando questi non si sono rivoltati e li hanno corcati di mazzate costringendoli a barricarsi nel locale. I rinforzi subito arrivati si son trovati davanti un intero quartiere di “finocchi” scesi in strada con una voglia matta di restituire le botte e le umiliazioni subite in decenni. Hanno dovuto ripiegare. Gli scontri son durati tre giorni. Lo shock per i benpensanti e i bigotti fu enorme e salutare.

                  Visto che sbattere in faccia al mondo la loro esistena e la loro pretesa di dignità funzionava così bene, i movimenti di liberazione hanno deciso di festeggiare questa giornata con una parata in cui esibiscono il loro ORGOGLIO. E’ questo che vi disturba, non le tette al vento dei trans. Che poi con quello che gli sono costate non mi stupisce che non perdano l’occasione di farle vedere :-)

                • Kan63 scrive:

                  Caro Luca,
                  io non penso che i giornali siano vostri amici, come ti ho spiegato penso che vi strumentalizzino per altro scopo, infatti come dici tu parlano solo dei seni nudi dei trans e fanno vedere sindaci e politici acompagnati da travestiti con piume di struzzo, e tu me lo confermi…
                  …certo i tuoi amici non fanno nulla per non prestarsi a questo gioco…
                  Più ti leggo più penso che in fondo in fondo non siamo tanto distanti, certo io penso che alcuni tuoi comportamenti sono sbagliati (non metto in dubbio il tuo amore per il tuo compagno che anzi stimo e rispetto, parlo solo di comportamenti…e ci siamo capiti tra persone intelligenti), ma aldilà di questo siamo meno distanti di quanto ci vogliono far credere

  3. TtoTM scrive:

    Ahah che sciocchezza !!!!! Il 90% dei locali gay si trova a Milano e un gran numero di gay vivono e sono impiegati a Milano …… Volete far fallire loro!?!?
    Milano é la capitale dei gay italiani ….. Prego prego ….. Fate pure ….. E poi dov’è andate ….. A Bari !?!

    😉

  4. giesse scrive:

    So che non ne avete bisogno ma vi do un consiglio per far crollare l’economia.
    Mettetevi tutti in fila e cominciate a soffiare; se proprio non ce la fate provate a girarvi.

  5. Emanuele scrive:

    fatemi capire: esistono dei consiglieri regionali della Regione Lombardia che hanno consigliato di boicottare l’economia lombarda?
    Cioè: prima gli interessi delle lobby gay… poi quelli degli abitanti della regione che amministriamo.
    La politica schiava delle lobby come non mai. Addirittura apertamente abiura al suo scopo costituzionale!

    • Angelo scrive:

      Sono mercenari delle lobby, ben inseriti. A costo di distruggere un’economia per i loro fini, farebbero questo ed altro. Come si spiegherebbe, facendo un parallelo famoso, la questione FEMEN? Come è possibile che queste 4 mercenarie, pagate profumatamente, girino il mondo e abbiano protezioni e copertura mediatica per ogni flatulenza che emettono? Sono nemici; nemici in una guerra di diverso tipo. Ci sono persino persone pagate per scrivere commenti sul web a favore di determinati partiti politici o ideologie. Poi ci sono le persone che per ideologia, scarsa conoscenza della materia di volta in volta trattata, avallano le peggiori porcherie, avallati da un’informazione in larga parte tesa ad influenzare la “pancia” degli elettori o del popolo.

  6. Luke scrive:

    La natura prettamente totalitaria dell’ideologia Gay è qui disvelata con questi veri e propri ricatti deliranti, violente e allucinate aggressioni.
    Tenteranno di utilizzare il metodo-Barilla: meglio far finta che non esistono, ignorarli totalmente, non gli si devono spiegazione a questi, credono di essere diventati più importanti del normale a furia di essere interpellati.
    Sono semplicemente degli organismi politici tesi alla conquista del potere e alla diffusione dell’Ideologia del Gender: non vanno minimamente ascoltati.

  7. Angelo scrive:

    Spero che questa lobby paghi con un ostracismo maggiore e serio da parte dello Stato (sempre che ce ne sia rimasto ancora). Non è concepibile anteporre i propri desideri a scapito di un’intera regione e per motivi futili. Ricordiamoci inoltre che la lobby gay boicottando BARILLA l’ha costretto a mettere nei propri quadri dirigenziali delle persone “attente” alle questioni LGBTQ e questo solo perchè il signor Barilla (proprietario dell’omonima marca di pasta famosissima nel mondo) aveva espresso civilmente e senza offendere nessuno le proprie opinioni. Queste lobby nascono grazie ai finanziamenti europei, a quelli italiani e hanno come ministro di riferimento quello delle Pari Opportunità. Inoltre, in ambito internazionale, la lobby gay è sponsorizzata dall’Americano Democratico ma anche da molti repubblicani. Sempre più indizi confermano le peggiori prospettive per il futuro dell’Occidente e questi sciacalli delle lobby gay (ma potrei dire lo stesso dei nuovi fautori della “moneta elettronica”) saranno uno dei tanti strumenti della disgregazione della democrazia.

    • luca scrive:

      angelo ti rendi conto che tu definisci le mie necessità, la mia felicità e la mia realizzazione all’interno di una coppia riconosciuta con stupide?
      datti una regolata…
      poi, guardati attorno, sono moltissimi i paesi con matrimoni gay e tutti i terribili effetti collaterali del matrimonio che tu prospetti non si vedono da nessuna parte… ancora una volta state li a gridare che il mondo sta per finire, solo per accorgervi che le cose vanno avanti benissimo anche quando non si fa a modo vostro.

      riguardo il Sig. Barilla… ti ricordo che aveva detto chiaramente che se ai gay non piaceva il suoi modo di vedere le cose potevano benissimo smettere di comprare la loro pasta… ora, di chi è la colpa se la comunità gblt ha seguito il suo consiglio?
      ma anche tu no, se entri in un negozio e ti dicono che non condividono affatto il fatto che tu sia cattolico e se non ti sta bene te ne puoi andare cosa fai rimani? te ne vai, non tanto perché lui non è d’accordo con te ma più che altro perché un venditore la frase “se non ti sta bene vattene” non dovrebbe mai dirla!

      • Angelo scrive:

        Luca, purtroppo non hai notato che le stesse lobby, oltre a boicottare a livello nazionale ed internazionale la Barilla, società quotata in Borsa (particolare non da poco), hanno IMPOSTO delle persone “attente” alle questioni gay come consulenti ben retribuiti nell’azienda.Si tratta di abuso, e tu lo stai avallando. Io sono calmo.
        I terribili effetti si vedono, non fare il finto cieco. I paesi che hanno fatto tali leggi, lo hanno DOVUTO fare. Informati meglio. In secondo luogo, perchè su una questione così importante non si fa un referendum?
        O il referendum, come nel caso della Grecia (a riguardo dell’uscita dall’euro), NON si può fare? C’è ancora democrazia o la democrazia per te sarebbe non votare dal 16/11/2011 e ritenere tutto “normale” perchè altri paesi (vedi Belgio) sono “più avanti”?

        • Giovanni Cattivo scrive:

          Dove si è mai visto un referendum preventivo? Una volta approvata democraticamente la legge sulle unioni civili se volete il referendum basta che raccogliete 500.000 firme. Mica è un trattato internazionele come il Concordato,su cui la gente non può esprimersi.

          • Angelo scrive:

            Giovanni Cattivo, ricorda che in Grecia quel referendum non è stato fatto a causa dell’Europa?
            Suppongo che succederà lo stesso. E questa le sembra democrazia?

  8. Cisco scrive:

    Ma L’Arcigay pensa. He la Regione sia governata da un Barilla? A me pare che prendersela con la famiglia naturale sia l’ennesima dimostrazione dell’inettitudine di coloro che pensano che riconoscere le unioni di fatto non sia un attacco alla famiglia. Si leggano un po’ di Mario Mieli e tutto il filone gaio-marxista, piuttosto.

  9. daria scrive:

    omg! Sto morendo dal ridere! ahahahah mi fanno pena ahaha! che babbei

  10. Enrico Z scrive:

    X Luca: sì é proprio come dici tu…ecco perché sono finanziati da gente come Soros.
    Ma con l’ideologia gender sai quanti soldi ci sono in ballo? Farmaci ormonali, cliniche chirurgoestetiche, libri della falsa scienza medica che si chiama psicologia e derivati, fabbriche di protesi: dietro la creazione della confusione di un’intera generazione c’é un mare di prodotti da proporre. Non é una Lobby….é un’orda sostenuta da finanziatori di altissimo livello che hanno fiutato l’affare e posseggono mezzo mondo: il genderismo é il nuovo filone da sfruttare. LGBT non sono una lobby? Chiedilo a Obama e a quanti soldi gli entrano in cassa per sostenerli….cmq lobby é fin troppo benevolo…é mafia e chi non é d’accordo con loro va fatto fuori. É mafia…stessi principi. Sono nazigay e vanno fermati

    • luca scrive:

      invece l’industria della famiglia o della religione… quella soldi non ne fa vero? dove c’è un gruppo consistente di persone ci sono sempre guadagni… qualunque gruppo sia…

  11. Enrico Z scrive:

    Boicottare i prodotti gay friendly: canali televisivi, marche come la Findus, canali come freesbe che mandano in onda il cartone transessuale “shezo”: boicottare il gay friendly e sostenete la Lombardia

  12. Enrico Z scrive:

    Avvisate per esempio che il canale Freesbe a insaputa dei genitori manda in onda il cartone transessuale e cancellate il canale dalla lista

    • Luca scrive:

      Ok, adesso me ne torno a guardare i Simpson e a mangiare donuts e vi lascio qui senza dirvi altro. Così imparate.

      • Raider scrive:

        Rimanga più a lungo ce può davanti ai suoi eroi preferiti e mangi tutto quello che si addice a una visione, non solo televisiva, del suo mondo da cartoon. Fare dimettere un’intera Giunta regionale o affossare economicamente un’intera regione sarà più difficile che costringere alle dimissioni giudici non conformi all’uso, CEO di una multinazionale colpevoli di lesa maestà del Pensiero Unico o fare rimangiare a Barilla la sua indipendenza aziendale, ma la logica inquisitoriale – a proposito – è la stessa.

  13. Giovanni Cattivo scrive:

    Non ho capito cosa ci guadagna la società dalla fecondità potenziale/apertura alla vita di una coppia.
    Posso capire il valore sociale di avere figli, ma allora basta semplicenente favorire chi li ha avuti in qualunque modo, sposato o no, in coppia etero o omo. Come si fa anche nella Francia dei matrimoni gay e della “dittatura del gender”con il quoziente familiare.

    • Luca scrive:

      Giovanni Cattivo, ma tu ci credi alle cose che scrivi? Io no, le scrivo per puntiglio e per il gusto di ribellarmi alla realtà dei fatti. Beh, ti saluto, torno a guardare i Simpson. “Qualcuno pensi ai bambini”, OHI!

      • Giovanni Cattivo scrive:

        No io sono stipendiato della lobb ygay ? Ancora due mesi con questi sciamannati e poi vado in vacanza (pagata) alle Maldive.

      • Raider scrive:

        Lei pensi ai Simpspon, non li perda di vista, continui a trangugiare i biscotti che le condiscono lo spettacolo e non pensi ai bambini, lasci che a loro ci pensino le coppie chi li fanno senza soggetti terzi a nolo o gratis.

    • Emanuele scrive:

      “in qualunque modo”? Cioè per te avere un figlio dalla donna che ami e che hai sposato e comprarne uno da una donna indiana morta di fame è la stessa identica cosa?
      Non ti accorgi che consideri i figli alla stregua di merce, una “merce necessaria” e quindi non conta come ce la procuriamo?
      I figli sono persone, i figli siamo noi! E per me il fatto di essere figlio di mia madre e mio padre conta eccome, non è un dettaglio!
      E una società degna di questo nome non può dire, come fai tu, “non conta come li hai avuti, basta ce che l’hai”. Perché l’utero in affitto è un abominio, è approfittarsi della povertà di una donna e prendersi il suo corpo. Perché comprare un figlio è un abominio.
      E se la comunità gay, che voi dite divisa su tutto ma a me pare unita e priva di scrupoli, considera questi abomini come dei valori, vuol dire che è disposta a distruggere la società pur di fare i propri interessi.

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Quim ti volevo Emanuele. Delle due l’una o fare figli è il compito irrinunciabile di una coppia sposata e quindi non è il caso di andare troppo per il sottile oppure si può fare una famiglia e un matrimonio anche senza avere figli. In questo caso negare questa possiblità alle persone ello stesso sesso non ha giustificazioni

    • Raider scrive:

      Intende che dire ch capisce perfettamente che la società ha tutto da guadagnare da coppie che non possono generare? Ma lei capisce il “valore sociale” dei figli e quindi, ha capito bene ciò che ha capito? E quindi? Quindi, sembra che lei abbia capito ciò che finge di non aver capito allo sopo di “favorire chi i ha avuti in qualunque modo”: i figli sono, pertanto un “valore sociale” relativo ovvero subordinato a “qualunque modo” li fa chi li vuole: uteri in affitto (con laataria o lolcandiera a nulla pretendere, a parte il compenso pattuio), seme in donazione e con caratteritstiche a richiesta (centinaia di figli sparsi, magari, in grembi anonimi e espropriati di ogni diritto/dovere di paterità/maternità), figli della provetta, fecondazione eterologhe e multi-genetiche in multiproprietà da parte di soggetti a orientemento sessuale in fieri, ecc… Tutto questo è proprio quella dittatura del gender che in Francia lottano per combatterla – a proposito – sul nascere: le sue (fra quelle di tanti altri) idee sull’essere padri, madri e figli come stereotipi è proprio nel segno della dittatura del Pensiero Unico, un orrore politico e culturale e uno schifo mai visto.

  14. Q.B. scrive:

    Per la prima volta il multicattivo non ha pisciato fuori del vaso (perdonate il francesismo).
    La deriva individualista degli ultimi decenni ha trasformato il concetto di famiglia: un tempo generare figli nel matrimonio era cosa scontata e il non riuscirci era tragedia mentro oggi non é così e le politiche a sostegno della famiglia erano progettate in quella realtà.
    La situazione attuale è naturalmente un portato di quella stessa ideologia che oggi vuole destrutturare ulteriormente la famiglia: prima la hanno depotenziata del suo tratto più forte, la prolificità, per poi dire, come fa giovanni, ma che differenza c’è tra coppia homo e etero se entrambi non generano.
    Ma di fronte al bivio favorisco la famiglia che genera e promuovo politiche solo per coniugi con figli (con un occhio rivolto anche a figli nati fuori del matrimonio verificando che i genitori abbiano davvero cura dei figli) vs. non me ne importa dei figli e premio due perchè si vogliono bene, (sic) ecco che lo stato sceglie la seconda via. La valenza politica della scelta è evidente: crescita demografica tendenzialmente delegata agli immigrati (noi siamo troppo fighetti per sacrificarci per i figli) che oggi sono i primi beneficiari delle risorse di welfare.
    Ma è così difficile da capire che gli homo sono strumenti di una strategia che persegue altri obiettivi?

    • Q.B. scrive:

      Scrivo da un tablet a bordo di un treno:il risultato è un’esposizione labirintica. Spero si capisca ugualmente il senso delle mie parole.

    • Q.B. scrive:

      Mi correggo:non siamo troppo fighetti per sacrificarci per i figli, siamo solo troppo storditi per capire la gioia che c’è nel donare amore ai figli mettendo noi stessi all’ultimo posto.

    • Giovanni Cattivo scrive:

      Devo dire che anche tu questa volta l’hai fatta nella tazza. Non c’è nulla di male a favorire le famiglie che effettivamente hanno figli. Sarebbe giustissimo. Ma cosa c’entra questo con il vietare il matrimonio alle coppie gay e non a quelle che etero che non possono o non vogliono figliare? E soprattutto che razza di aiuto è riservare a quelle etero il nome di famiglia o famiglia naturale? Non ci pagano certo i pannolini o le lezioni di inglese con questo titolo.

      E poi i diritti che verrebbero estesi ai gay con le unioni civili sono diritti reciproci dei coniugi che non c’entrano niente con la prole. Infatti, come ho ripetuto fino alla noia, questi diritti gli sposi e domani li uniti li aquistano con l’unione e li perdono se si scioglie, i figli i diritti non li perdono mai e li acquistano alla nascita indipendentemente dallo stato civile dei genitori.

      • Fran'cesco scrive:

        I diritti che verrebbero estesi ai gay sono principalmente “personali”, non “reciproci”.
        Chi ci guadagna?
        Lo stato? no
        La comunita’? Economicamente ci perde

        I pochi diritti reciproci (testamento, assistenza, casa …) possono essere benissimo gestiti con altri strumenti, a detta degli esperti (non chiedermi quali, please)

  15. Q.B. scrive:

    Favorire le famiglie con figli nel senso di sostenere realmente la maternità privilegiando il nucleo familiare stabile è quello che da parte cattolica si chiede fino alla nausea. Urca, il multicattivo mi si scopre retrivo e bigotto!

    Favorire significa concentrare risorse economiche, che sono limitate, ergo ogni misura che determini un costo. Esattamente il contrario del trend attuale, che è dispersivo e tende ad ampliare la platea dei beneficiari sulla base di motivazioni inconsistenti (volersi bene e pagare le tasse non sono ragioni paragonabili al generare e crescere figli).
    Il punto, come dicevo prima, è che politiche del menere non saranno mai realizzate perchè favorirebbero la famiglia nel senso più pieno del termine, cioè formata da coniugi che sono anche genitori. Davanti a due che si sposano solo per fare società (tink, two incomes no kids) sulla base di un calcolo economico e per tutta la vita hanno escluso la possibilità di avere figli, lo stato potrebbe anche riflettere sul garantire loro o meno certi privilegi.

    È un ragionamento un po’provocatorio, ma non completamente sballato.

    • Giovanni Cattivo scrive:

      Cosa c’è di bigotto nel favorire le famiglie con prole? Anche la mia lo è, malgrado il fatto che o e la mia compagna non siamo sposati.

      Per comodità copio la lista postata da Luca. la maggior parte dei diritti che verrebbero riconosciuti dalle unioni civili non è nè personale (riguardano il rapporto di coppia) nè costosa per la collettività. A parte il diritto alla rversibilità della pensione, che è una prestazione finanziata dai contributi del lavoratore. Inoltre l’aggravio di spesa sarebbe massimo del 3% (nell’improbabile caso che TUTTI i gay si sposassero) e spalmata su vari decenni (mica decideranno di morire tutti assieme) .

      1) ricongiungimento famigliare (uno è straniero e l’altro no)
      2) reversibilità del contratto di affitto
      3) reversibilità della pensione
      4) diritto all’assistenza ospedaliera (e relativi giorni di permesso dal lavoro)
      5) diritto di decidere al posto del compagno in caso di urgenti e gravi decisioni mediche (trasfusioni, operazioni, etc)
      6) diritti sul corpo quando il compagno muore
      7) testamento
      8) essere un unico soggetto fiscale
      9) assegno di mantenimento in caso di separazione
      10) possibilità di avere cose come coppia (comprare una casa assieme e avere cose cointestate

      Ps il punto 8 non l’ho capito neppure io.

  16. Q.B. scrive:

    Sono tutti punti che si risolvono sul piano del diritto privato, quimdi non serve alcun riconoscimento pubblico salvo il punto 3 che però è l’opposto di quello che abbiamo detto fin quì, cioè concentrare le risorse sulle coppie che generano.

    E comunque questa è la lista di luca, i programmi delle lobbies vogliono adozioni, bambini comperati e equiparazione all’istituto matrimoniale. Cosa in parte insensata e in parte abominevole,

    Mi aggiungo anche io alla lista di quelli che non capiscomo il punto 8.

    • Giovanni Cattivo scrive:

      No questo è quanto previsto dal ddl sulle unioni civili.

      Che le stabili convivenze siano formazioni sociali, cioè soggetti di diritto pubblico è una cosa assodata per tutte le giurisprudenze del mondo, a cominciare dalle nostre corti costituzionale e di cassazione. Ma comunque, volendo ragionare per assurdo, torniamo al solito punto: visto che in uno stato di diritto non si possono trattare diversamente situazioni identiche non si capisce come mai non debbano essere regolati sul piano del diritto privato anche i rapporti tra membri di una coppia etero che non può o non vuole avere figli.

      Delle due l’una o riserviamo il matrimonio solo alle coppie che effettivamente hanno figli o lo apriamo a tutti, gay compresi. Il punto è che il vostro ragionamento è sbagliato alla base, il matrimonio è un negozio giuridico che prevede l’impegno di due persone ad avere cura l’uno dell’altro. Può darsi che una volta il fatto di avere figli fosse una cosa scontata (ho i miei dubbi, gli anziani si sono sempre sposati) e quindi due diverse fattispecie giuridiche distinte (il diritto dei coniugi e quello dei figli) fossero vissute come una cosa sola, ma ora non è più così e dovete farvene una ragione.

      Come è sbagliato alla radice il discorso sulla pensione di reversibilità, per tutta una serie di motivi:
      a) è una prestazione previdenziale e non assistenziale, viene finanziata con i contributi (per averla devi aver lavorato almeno 780 settimane) e non con le tasse. Insomma se un gay ha lavorato 30 anni versando ogni mese perchè i soldi che ha messo da parte non dovrebbero andare a chi ha diviso la vita con lui?
      b) E’ specificatamente diretta al conige susperstite che ne ha diritto anche se separato e in certi casi anche se divorziato, mentre i figli ne benieficiano solo se minori o a carico.

      Il punto è che per voi l’unico matrimonio valido è quello previsto dalla vostra fede e volete imporre questa visione a tutti spacciandola per naturale. Facendo così finirà sempre come per divorzio aborto e ora unioni civili, dopo un pò il mondo vi molla e fa come gli pare.

      • Q.B. scrive:

        Non ho modo ora per argomentare. Ci sono dei salti logici in quello che scrivi. Spero di trovare il tempo per spiegarteli. Nei prossimi giorni. Forse,

      • Raider scrive:

        Il punto è che il valore sociale – e non solo – del matrimonio naturale non è una ‘previsione’ della nostra fede, ma un istituto giuridico (per restare sul piano pratico) che, sia pure in forme diverse, sussiste in ogni società di cui si abbia conoscenza. E’ bello che si attribuisca ai soli cristiani quello che non è, ai loro occhi, un merito speciale conseguente chissà quale scoperta sulla realtà umana: e tante grazie di cuore. Ma, se ci fate caso, in nessuna società erano legalizzate e magari, consacrate le unioni omosessuali: noi cristiani non abbiamo scoperto proprio nulla, quanto a questo. Infatti, anche molti non cristiani e molti laici, atei e gay condividono la tutela della famiglia tradizionale. Sono altri che vorrebbero cancellare o degradare a stereotipo quanto è di ostacolo a una visione che, per semplificare, ma non troppo, si può definire trans-umanista. E pianificano un’educazione scolastica che dovrebbe portare le uove generazioni a accettare un maggiore contollo dalla’lto in cambuo di una maggiore “libertà sessuale o autodeterminazione di genere.” Il brave new world non fa come gli pare, altrimenti, gay e non gay farebbero come sempre hanno fatto: e quando ci provano, ecco, per esempio, che scattano le ritorsioni contro la Lombardia così come l’UE ha fatto con l’Ungheria di Orban e vorrebbe fare con altri Paesi che rifiutano il Pensiero Unicoe l’ideologia genderista.

        • Giovanni Cattivo scrive:

          Raider ti sbagli. Ci sono diverse culture dove il matrimonio non esiste e comunque questo istituto assume forme così diverse che solo per comodità di discorso possono essere raggruppati sotto una unica etichetta. Non mancano i matrimoni omosessuali e non sono neppure i più strani in alcune popolazioni africane una donna può sposare uno morto da mesi.

          • Raider scrive:

            Dove sono stati consentiti i matrimoni omosessuali? In qualche caso, che io sappia, in India, i legami fra due donne, se appartenenti alle caste alte, erano tollerati, ma senza dare luogo a diritti: e costituivano eccezioni, in ogni caso, non essendo codificate in alcun modo, anche perché non essendoci figli, non c’erano da regolare diritti di alcun genere. Poi, esistevano diversi modelli di famiglia, l’ho scritto anch’io, ma in nessun caso erano fra soggetti che mutavano sesso come si può fare con tipi di abito secondo l’occasione. Di matrimoni strani ne ho segnalati un paio anch’io, suscitando l’incredulità di qualcuno. Ma il matrimonio, pur all’interno di strutture familiari di diverso tipo, è sempre il legame fra uomo e donna da cui potranno nascere eredi: solo questo legame è sacro, senza dare al termine una connotazione religiosa definita, ma riconoscendogli un valore umano e sociale che è altra cosa dalle unioni fondate su emozioni soggettive e sulla volontà di ottenere in un modo o nell’altro figli che non saranno della coppia, ma di uno solo dei due e di qualche altro o di altri, esclusi dalla responsabilità di genitore ovvero dalla patria postestà; o saranno – secondo le “aperture” di “orizzonti della scienza e della tecnica” riproduttiva – il risulato finale di una miscela di “materiale genetico” di soggetti in numero variabile e con diritti e doveri, chissà, a percentuale sul nascituro. Questo mi sembra altrettanto strano e aberrante della donna fatta sposare a un morto. Spezzare il legame uomo-donna-bambino ha effetti allucinanti per uomo, donna e bambino. In particolare, per il bambino, che, come cellula staminale della società e res nullius, sembra non aver il diritto a una coppia formata da un papà e una mamma e può essere dato a chiunque ne desideri uno.

            • Giovannni Kativo scrive:

              Di queste cose ne ho scritto moltissime volte qui. Riassumo per non tediare chi ne ha gia molte volte letto. Se è interessato ad una trattazione completa del tema le consiglio, tra i tanti, i testi di F Remotti “Contro natura Una lettera al Papa” e “Antropologia della famiglia ” di P Solinas.

              I matrimoni omosessuali sono considerati veri matrimoni (con diritti e doveri annessi) in molte culture: nativi americani, popolazioni siberiane e dell’Asia Centrale, Dayaki del Borno, culture aborigene dell’Oceania ecc. ecc.

              Un caso parecchio interessante è quello dei Nuer del Sudan. In quella cultura è imperativo avere figli per trasmettere tra generazioni la ricchezza rappresentata dalle vacche. Quindi una donna sterile non ha ruolo. A meno che non riesca a riciclarsi come indovina e guaritrice, in questo caso può guadagnare molto e avere anche un considerevole numero di capi di bestiame. Alla sua morte, visto che non esiste nessun meccanismo di eredità orizzontale (i fratelli non hanno diritto) a chi andrà tutto quel ben di Dio?

              La guaritrice sposa una donna con cui avrà figli usando un servo Dinka per la fecondazione eterologa. I bimbi saranno considerati nella maniera più assoluta figli suoi e lei, come padre e proprietario di bestiame acquista il pieno status sociale di uomo, con diritto di parola in assemblea. Il servo Dinka non avrà nessun obbligo e nessun diritto sulla prole. Matrimonio omosessuale, fecondazione eterologa e transessualismo tutti in una volta, senza neppure bisogno degli studi di gender.

              I Nuer sono anche la cultura dove si trova il matrimonio con il morto, che serve a risolvere il caso opposto. Che succede se un uomo che ha già una mandria muore prima di sposarsi?
              Semplice! Lo si sposa post mortem con una donna che gli darà una discendenza tramite il solito Dinka in provetta.

              Se vuole approfondire: Evans.Pritchard “I Nuer, un’anarchia ordinata”, alcuni anni fa ho potuto constatare personalmente che questi istituti tradizionali sono ancora usati , almeno il primo e i bambini figli di questa unione non apparivano per nulla diversi dai moltissimi altri che mi attorniavano ogni momento

      • Clara scrive:

        Abito con mia sorella, ma quando lei morirà non avrò diritto alla reversibilità della sua pensione. Eppure ci vogliamo bene.
        Se solo perché ci vogliamo bene e abitiamo insieme io dovessi avanzare pretese di reversibilità della pensione…
        La pensione tutela il coniuge perché la famiglia che procrea genera la società.
        Faccio famiglia con mia sorella, ma non siamo certo famiglia che procrea, perciò mi curo di lei e non avanzo pretese.
        Quando sarà il mio momento avrò la mia pensione, spero.
        Anche se mi farebbe comodo avere la reversibilità, i soldi in più non dispiacciono mai…

        • Giovanni Cattivo scrive:

          Clara se lei fosse a carico di sua sorella avrebbe diritto alla reversibilità. I parenti diversi dal coniuge superstite, figli compresi, la prendono solo se sono senza redditi.

          • Fran'cesco scrive:

            Troppo facile, serve anche l’inabilita’…

            • Giovanni Cattivo scrive:

              Solo nel caso dei fratelli, genitori e figli devono essere solo a carico. Il punto è che questa provvidenza fa parte di quel patto dii mutua assistenza tra due persone che hanno un rapporto affettivo/sessuale che si chiama matrimonio eche voi dite che non esiste. Mentre proprio queste regole dimostrano che è così.

  17. Paolo scrive:

    Quello che mi impressiona, dal punto di vista razionale, è la strategia perfetta, brillante, vincente del movimento per il matrimonio gay:come E.Blair (G. Orwell, quello di “1984”, ma direi anche la gnosi illuminista, il progetto gentiliano scolastico, in Italia), ha visto giusto.
    Per vincere la battaglia culturale, bisogna dominare il linguaggio. Se riescono a ridefinire una parola chiave, come matrimonio, hanno fatto cappotto. .
    Controlla il linguaggio, e avrai in mano il pensiero. Domina il pensiero, e avrai sottobraccio l’azione. Controlla l’azione, e dominerai il mondo.Lo sapeva bene Mussolini.Aveva reso illegale dire, in modo femmineo, “come sta lei?” e obbligatorio, ossia fascista, identitario, dire il maschio “come sta lui?”.
    Negli USA il femminismo militante ha usato la medesima e identica strategia, col dire che “he” e “man” esclude le donne, e tutti adesso seguono come pecore quel diktat antistorico. Per loro sarà un gioco da ragazzi ridefinire il matrimonio, temo.
    Hanno già ridefinito “l’essere umano” e la “persona”, così da poter abortire senza problemi.
    Quando mai dovrebbero sentirsi in colpa per la loro disonestà, quando non lo fanno per l’omicidio, l’aborto?
    E’ così anche per l’aborto:

  18. Paolo scrive:

    Vi sarete accorti che c’è una connessione incredibile tra le agende del femminismo militante, del movimento gay e dell’aborto. Chi è contro o a favore dell’uno è anche contro o a favore dell’altro. Inoltre hanno lo stesso sguardo nei riguardi del linguaggio. E’ il trionfo della volontà di potenza, del decostruzionismo, del creazionismo.La propaganda più insidiosa e venefica della storia. Quello che un politico italiano vuole fare contro l’omofobia è lo stesso che è stato fatto da anni in Canada: vietare, anche con la pena della reclusione, i discorsi d’odio contro il matrimonio gay, i discorsi della Scrittura.
    Quello che temo, tuttavia, è l’eterogenesi dei fini. Se la verità è nelle nostre mani, nel linguaggio, un domani un gruppo di potere potrebbe fare quello che ha fatto la Germania negli anni ’30: ridefinire dignità e diritti delle persone, e ritagliarli a qualcuno, o categoria di persone.
    La Chiesa è la migliore sponsor, amica dei gay, sia perchè fratelli nostri, sia perchè amica degli assoluti morali, che fanno dire NO a chi , omo o etero, pecca contro se stesso, e anche NO a chi pecca contro di loro, alleluia!

  19. Mariobon489 scrive:

    Il vero problema con questi fanatici è che vogliono imporre a tutti la loro visione della società, cosa naturalmente inaccettabile. Allora reagiscono chiamandoti “omofobo” . Per me sono liberissimi di andare a dar via il………dove e a chi vogliono. Non mi disturba affatto, purché lo facciano in privato, evitando le ostentazioni, come correttezza vorrebbe. Non mi piacciono neppure le effusoni pubbliche tra etero, quindi non c’è un problema di “omofobia” (ma chi l’ha inventato questo stupidissimo termine?). Ma chi può obbligarmi a pensarla come loro? Forse una legge (Scalfarotto)? Una cosa del genere è soltanto un ulteriore passo verso una dittatura. Non si uccidono le idee bruciando i libri.

  20. Roberta scrive:

    Gli omosessuali e le lesbiche non hanno diritto al matrimonio. Non formano coppie complementari per natura. Punto. Il matrimonio è quel negozio giuridico che unisce due persone: una di sesso maschile e una di sesso femminile. Lei e lui complementari. Significa che insieme formano uno.
    Le coppie omosessuali questa complementarietà, possibile fonte di vita nuova non c’è l’hanno. Punto.
    Tutto il filosofare non serve a nulla se non si comprende su cosa il matrimonio sia fondato.
    È natura. È l’evoluzione che ha permesso che solo l’unione tanto xx e xy fosse una ricchezza.
    Il resto sono desideri di due persone non complementari. Non è matrimonio. Non lo potrà mai essere. È un scimmiottare il matrimonio.

    • Giovanni Cattivo scrive:

      Roberta il matrimonio non è una istituzione naturale. Lo è l’accoppiamento, il rapporto sessuale. Che non ha bisogno del matrimonio (che è una istituzione culturale, che varia nel tempo e nello spazio come tutte i fenomeni che appartengono, appunto, alla cultura) . Che non ha neppure bisogno della complementarietà dei sessi, come dimostrano oltre 500 specie animali e tutte le culture umane conosciute, presenti e passate. Scommetto anche future.

      • Fran'cesco scrive:

        E perche’ mai bisognerebbe dare questa importanza ad un rapporto sessuale e non ad altre azioni come il comunicare, il correre, l’andare al cinema, il preparare da mangiare?

        • Giovanni Cattivo scrive:

          Forse perchè i rapporti che hai con una con cui vai regolarmente a letto sono più stretti e significativi di quelli con i compagni di jogging e i soci del cineforum?

  21. Giovannni Kativo scrive:

    Potreste togliere dalla moderazione il mio intervento di stamattina? Raider è una persona molto a modo e mi spiace farlo aspettare :-)
    Molte grazie

    • Raider scrive:

      Comunque lei si firmi, Cattivo o Kattivo e quando,. prima o poi, le pubblicheranno la risposta, saprò replicarle senza che lei debba preoccuparsi del modo, non appena avrò l’opportunità materiale di farlo, perchè non posso stare attaccato al computer come fanno altri e in effetti, facendo dubitare si tratti solo di passione civile, bensì o di pensionati o di gente che non ha troppo bisogno di lavorare o di stipendiati che hanno bisogno di un lavoro purchessia e meglio se è per polemizzare on line. Intanto, è ovvio che nulla della vita sociale degli uomini è natura e basta: ma istituzioni come il matrimonio sono sorte, appunto, per dare una espressione culturale a un fatto o realtà di natura. L’accoppiamento è rientra nella natura, l’uomo lo umanizza finalizzandolo alla famiglia, he non è una prevaricazione di genre, ma è, innanzi tutto, la risposta all’esigenza di riprodursi e prendersi cura della prole, tanto più che inetta e bisognosao diu protezione, nutrizione, istruzione e amore. Credo che la cifra di 500 specie animali si riferisse all’omosessualità nel regno animale: molto si discute di questo e la natura non può essere una vola mamma Giaia e quando c’è di mezzo la complementarietà dei sessi, che è la norma e regola della vita, alloroa, la gran signora dievnta una gran cafona. Sul futuro, le può scommettere che le teorie gender e le manipolazioni genetiche potranno garantire un avvenire a mostruosità che farano apaprrie lei e Filomena come fautori della superstizione. Rotta la catena di trasmissione genetica e culturale (tradizione, memoria storica, identità personale e collettiva), sul futuro in genere e su quello trans-umano agognato da tanti come lei – che è un Cattivo Kattivo e dunque, non conti neppure sulla sua cattiveria- c’è da scommetere solo contro se stessi. E Roberta è stata grande, alla faccia sempre nascosta del futuro, che può attendere e figurarsi se non posso aspettare anch’io, specie se si tratta di rispondere a chi parla in nome del futuro su cui punta a occhi (per forza) chiusi.

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Son d’accordo Raider il matrimonio è l’epressione culturale di un fatto naturale come l’accoppiamento. Come la cucina è l’epressione culturale del nutrirsi. Però sarebbe davvero strano che il campo di applicazione di quello che è culturale sia più ristretto di quello che è “naturale”. Tornando all’alimentazione se una cosa è commestibile può star sicuro che in qualche parte del mondo la si cucina. Nel posto che frequento in Congo le larve di farfalla sono uno dei cibi più diffusi e vengono preparati in varie maniere. Parimenti e piuttosto bizzarro che il rapporto omosessuale presente in tutte le culture umane e anche in (diciamo molte?) specie animali non possa avere sue declinazioni culturali come il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Difatti contrariamente a quanto afferma lei le ha avute, lo testimonia oltre agli esempi che le ho fatto nel post ancora in moderazione, l’intera letteratura di viaggio ed esplorazione. Appena abbiamo cominciato a girare il mondo abbiamo trovato sodomiti e Messaline dappertutto.

        PS sulla frequenza dei miei post vorrei rassicurarla, scriverli non ruba molto tempo ad una vita direi piuttosto piena, come può arguire anche dall’ortografia. Se ha difficoltà ad intervenire il prossimo Natale chieda uno smartphone a Gesù Bambino

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