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Arabia Saudita. Scoperti a pregare la Madonna in casa: arrestati e deportati 27 cristiani

settembre 2, 2016 Leone Grotti

Il regno wahabita ultraconservatore non permette la pratica di alcun culto al di fuori dell’islam sunnita. È permesso pregare in casa ma al massimo due famiglie insieme

Erano riuniti in una casa a pregare la Madonna per la festa dell’Assunzione e avevano alcune copie della Bibbia. Due reati gravissimi in Arabia Saudita, che sono costati a 27 cristiani libanesi l’arresto e l’espulsione dal paese. I cristiani sono stati scoperti dalla polizia religiosa, i temuti “Mutawaa”, e sono stati deportati in Libano, secondo la cronaca di Lebanon Syrian News.

GRANDE MOSCHEA. In Arabia Saudita vivono circa 125 mila cristiani, quasi tutti (se non tutti) stranieri immigrati nel regno wahabita per lavoro. Poiché l’unica religione autorizzata nel paese è l’islam sunnita, i cristiani formalmente non possono esistere e non possono essere costruite chiese, perché tutta l’Arabia Saudita è considerata una grande moschea. Re Abdullah bin Abdulaziz, morto nel 2015, aveva però permesso ai cristiani di riunirsi per pregare nelle case private.

DUE FAMIGLIE SÌ, TRE NO. Ma la polizia religiosa, espressione del “Comitato per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio”, non permette che più di una o al massimo due famiglie si riuniscano per pregare insieme. La motivazione è stata spiegata al Meeting di Rimini dal vicario dell’Arabia Settentrionale Camillo Ballin (intervistato nel numero di Tempi in edicola): «Se sono più di due non possono riunirsi perché vengono considerati come se fossero una chiesa e una chiesa non può essere costruita dentro la grande moschea che è l’Arabia Saudita».

DECINE DI ARRESTI. Non è la prima volta che i cristiani vengono arrestati in casa loro. Nel 2012, 35 cristiani di origine etiope sono stati scoperti in una casa di Jeddah mentre pregavano e per questo sono stati rinchiusi in carcere. Nel 2014, un’altra retata in una casa privata ha portato all’arresto di 27 persone, uomini e donne, tutti di nazionalità indiana. In questo nuovo caso, i cristiani libanesi sono stati fortunati, essendo stati subito deportati in Libano.

Foto Ansa

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6 Commenti

  1. Sebastiano says:

    …“Comitato per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio”…
    per la miseria, che viziosi, si permettono pure di pregare la madonna, che, peraltro, dicono che sia venerata anche dall’islam (a parole, a quanto pare)…,

    “…non permette che più di una o al massimo due famiglie si riuniscano per pregare insieme…«Se sono più di due non possono riunirsi perché vengono considerati come se fossero una chiesa…”
    si spera che nessuno avvisi i castigatori dei viziosi che quando Gesù ha detto “quando vi riunirete in due o tre” parlava delle singole persone, non di famiglie…

  2. Piero says:

    È meglio cominciare
    a studiare l’arabo
    ma solo
    per scoprire le loro “trame” sui social
    e per rendere pan per focaccia
    e quindi
    per fare “prevenzione”.
    Provate a leggere le ultime riflessioni
    di Magdi Cristiano Allam:
    per gli islamici residenti qui
    noi abbiamo
    un’educazione “sozza”…
    Adesso BASTA!!!!

  3. Filippo81 says:

    L’arabia saudita invece pretende anche l’impossibile da parte nostra per gli islamici che vivono nel nostro Continente.Della serie a casa tua faccio quello che voglio e tu non devi neanche fiatare ,a casa mia invece devi stare attento anche a come respiri!

  4. EquesFidus says:

    E c’è da dire che noi, come Paese e come Europa, facciamo pure affari con queste bestie: altro che affari, un assalto coordinato alla “Grande moschea”, di terra e d’aria, sarebbe ciò che meriterebbero. “Islam religione di pace”… Sì, certo, continuo a dar fiato alla bocca.

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