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«Aiuto, lo Stato ha deciso di trasformare mia figlia 16enne in un maschio. E la mia parola non conta nulla». Lettera di una mamma disperata

maggio 22, 2014 Benedetta Frigerio

La denuncia di una donna al Daily Mail: «La mia Megan non ha ancora l’età per tatuarsi o votare, ma è abbastanza grande per questo passo radicale?»

Megan è una ragazzina inglese di soli 16 anni che il Sistema sanitario nazionale vuole aiutare a cambiare sesso e diventare Morgan. A raccontare la drammatica vicenda è stata la madre, Isabel Robinson, che ha scritto una lettera al Daily Mail: «È difficile comprendere o anche solo immaginare la portata di quello che proverò guardando la mia piccola ragazza – la mia amata e unica figlia – trasformata in un adolescente maschio».

IL NOME CHE LE HO DATO. Oltre allo «shock per l’alterazione fisica» e per «i bellissimi capelli di Megan» che «saranno usurpati da un taglio corto e rasato», scrive la madre, «dovrò imparare ad abbandonare il nome che le ho dato». Ma a causare la rabbia e il dolore della donna è soprattutto il fatto che la figlia, colpita da «un disagio adolescenziale e transitorio», anziché trovare «la stabilità, il supporto e la costanza» di cui avrebbe bisogno, si è imbattuta in medici ed esperti che hanno preferito assecondare i suoi dubbi proponendole «un totale e radicale – probabilmente irrevocabile – cambiamento dell’identità», e proprio «durante gli anni della formazione, quelli dell’adolescenza in cui si è più vulnerabili».

L’INCUBO. Nella lettera al Daily Mail la signora Robinson racconta anche come è cominciato quello che lei ora definisce senza mezzi termini «incubo»:
«La scorsa estate Megan è stata affidata a un consulente del Sistema sanitario nazionale per nulla più di un aiuto nell’affrontare i suoi sbalzi d’umore e il suo desiderio di essere accettata. Contro il mio volere e con una rapidità allarmante, mia figlia è stata indirizzata alla 
Tavistock and Portman NHS Foundation Trust clinic di Londra, l’unico centro del Regno Unito specializzato nel trattamento dei ragazzi a cui è stata diagnosticata la disforia di genere». 
«Là, dopo avere incontrato gli psichiatri, loro – e Megan – hanno annunciato con certezza che mia figlia, che fino ad allora a me non aveva mostrato alcun problema riguardo alla sua identità sessuale, soffre di disforia di genere. Da quel momento, a quanto pare, il dado era tratto».
«È stato preparato un piano per Megan – una bambina che amava giocare con le bambole e inseguiva allegramente ogni mania e ogni moda da ragazzina – da allora in poi sarebbe vissuta come un ragazzo. Io ho protestato con veemenza. Lo stesso ha fatto il padre di Megan, Mark, il mio ex marito. Ma anche se, oltre a essere una mamma, sono una professionista non incline all’avventatezza o all’irrazionalità, mi sono sentita come se il mio punto di vista non contasse nulla. Megan è stata ritenuta abbastanza grande da prendere questa decisione radicale senza il nostro contributo».
«Nei prossimi mesi le saranno somministrati farmaci che le bloccheranno gli ormoni femminili estrogeno e progesterone. Il suo ciclo mestruale si interromperà, si fascerà il seno per appiattirsi il petto e cambierà il suo titolo da Miss a Mr».

NON PUÒ ANCORA VOTARE. Allo Stato – protesta la madre – «non importa se Megan è considerata troppo giovane per tatuarsi o per votare, a quanto pare è abbastanza grande per prendere questa decisione importante che le cambierà tutta la vita». Alla ragazza i medici hanno anche detto di cominciare subito a vestirsi e comportarsi come un maschio, in attesa che le cure ormonali facciano effetto, «dopodiché le sarà dato il testosterone, affinché le cresca la barba, le sue curve prosperose siano estirpate e lei acquisisca un corpo e una voce maschili». Megan, insiste la signora Robinson, «non ha mai avuto relazioni sessuali» e «non è abbastanza matura per capire le implicazioni di questa decisione», ma «nonostante tutto questo, il sistema sanitario ci esclude, noi, i suoi genitori, dalla scelta».

L’INFANZIA SBALLOTTATA. Eppure scavando nel passato di Megan gli specialisti avrebbero potuto trovare molti elementi su cui provare a lavorare. La signora Robinson cita la separazione col marito, gli spostamenti della famiglia ormai spaccata, l’isolamento della ragazza anche da parte dei compagni di scuola e i suoi tentativi di attirare su di sé attenzione e ammirazione, ottenendo solo la propria «alienazione». A quattordici anni, racconta la madre, Megan «si tagliò i capelli corti e annunciò che era lesbica – anche se non aveva mai avuto una relazione con un’altra ragazza. Ingrassò e divenne infelice, arrabbiata e incline a cambiamenti violenti di umore. Ma sono ancora convinta che non fosse nulla di più di una dolorosa angoscia adolescenziale».

NON È UN CASO ISOLATO. Una volta appresa la drastica decisione presa dalla figlia con gli specialisti, aggiunge la donna, «ho provato disperatamente a dar voce alle mie preoccupazioni, ma ogni volta che lo facevo il personale medico sembrava pensare che avessi pregiudizi contro le persone transessuali», anche se «io voglio solo che mia figlia trovi la felicità» e che «non prenda una decisione che può distruggerle vita».
La signora ha scritto al quotidiano britannico dopo aver scoperto che «il caso di Megan non è isolato», dal momento che – come ha spiegato ieri tempi.it in questo articolo – il sistema sanitario ha annunciato che fornirà medicine per preparare i bambini al cambiamento chirurgico di sesso fin dai nove anni di età». E quando pensa all’impatto che tutto questo avrà sulla vita di sua figlia, scrive la Robinson, «mi sento impotente, arrabbiata e terribilmente triste». E la sua paura più grande è che «Megan, un’adolescente infelice, diventi un adulto emarginato, che un giorno mi chiederà: “Perché non mi hai fermato?”».

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54 Commenti

  1. Ugobagna scrive:

    Non si riesce a credere a notizie del genere…

  2. beppe scrive:

    eustachio, sturati le orecchie e apri gli occhi. si stanno aprendo i nuovi campi di concentramento e tu guardi i filmetti…..svegliati prima che sia tardi.

  3. Bifocale scrive:

    La signora evidentemente ha qualche problema ad accettare la figlia per come è. Qui lo Stato non c’entra niente, c’entra il volere della ragazza che, a 16 anni, è grande abbastanza per decidere del proprio futuro, della propria vita. Certi genitori dovrebbero avere maggiore rispetto per i loro figli: i figli sono persone separate da noi, non nostre fotocopie. Vogliamo loro bene e supportiamoli anche nelle fasi difficili della loro vita, invece di cercare di imporre loro i nostri desideri.

    • luca scrive:

      quella ragazza ha bisogno di qualcuno che le voglia bene, che l’aiuti ad accettarsi e a stimarsi, che l’accompagni nel periodo, difficili soprattutto per qualcuno, dell’adolescenza.
      e invece trova medici che la usano come cavia per esperimenti di laboratorio, al solo fine di pubblicizzare nuovi trattamenti che li riempiranno di soldi, per giunta denaro pubblico, preso direttamente dalle tasche dei cittadini.
      questo è da INFAMI

    • Zarathustra scrive:

      Strano. Avrei detto che fosse la figlia ad avere dei problemi ad accettarsi per come è.

      Quali sedicenni hai visto tu Bifocale?

    • cosimo scrive:

      “qui lo Stato non c’entra niente”…
      come no? per queste cose il servizio sanitario fornisce tutto mentre allo stesso tempo stanno discutendo se risparmiare “selezionando” le patologie da curare.. Alla faccia dello Stato che non c’entra niente! Lo Stato è in mano a lobby ben precise che fanno scelte ben precise (di cui non si parla per niente quando si va a votare.. sono tante “sorprese” che ti tirano fuori “dopo” le elezioni)

    • ale scrive:

      A dire la verità a 16 anni una persona è legalmente vincolata alle decisioni dei genitori (o dei tutori legali, ma non è questo il caso) nei limiti della legalità. Quando la ragazza avrà 18 anni potrà fare quello che preferisce, ora non richiedere il consenso dei genitori è un atto totalmente incostituzionale

    • Leggenda scrive:

      Finchè mia figlia avrà 18 anni farà quello che dico io. Poi se vorrà travestirsi o essere lesbica si prenda una casa sua e “fora dai ball”, come si dice qui. E da me non avrà un euro.

      • Zarathustra scrive:

        Quotabile.

      • Nino scrive:

        amore paterno :-)

      • Maya scrive:

        Ma complimenti proprio. Avrebbero dovuto sterilizzati alla nascita.

      • Bifocale scrive:

        Ma che genitore comprensivo. La figlia capisce di essere lesbica? “Fora dai ball”. Credo che la grettezza mentale di certa gente non abbia bisogno di ulteriori commenti.

        PS: sia in Inghilterra che in Italia legalmente l’età del consenso (ovvero l’età oltre quale viene riconosciuto il diritto di decidere della propria vita, in particolare con riferimento alla sfera sessuale) è 16 anni. Dunque questa ragazza ha tutto il diritto di decidere in proprio. In fin dei conti si tratta della sua vita, non di quella della madre.

        • Toni scrive:

          Su Bifocale
          Ognuno leggendo un articolo come questo seguendo e gustando i commenti di Bifocale, salta agli occhi, l’atteggiamento tracotante di chi non reputa meritevole di attenzione le preoccupazioni di una madre che, evidentemente per lui, sono meno che zero. Lui che pretende adottare ed ingiuria odiosi omofobi chi lo contraddice non riesce minimamente a trovare empatia per le ansie (giuste o sbagliate che siano) di una persona che vede sua figlia stare male. Le liquida come ossessioni di una demente (del tipo: che vuole, la ragazza è grande, la deve accettare ed altri bla bla) Di contro sposa subito la posizione degli psichiatri, che senza indugio e con certezza fissano la SOLUZIONE DRASTICA come quella preferibile. Niente dubbi del tipo che il bottegaio tira per la sua bottega (perché lo stato britannico immagino paga profumatamente certe terapie in questa clinica Tavistock and Portman NHS Foundation Trust clinic) ma una fede incrollabile sulla bontà di una “scienza” obbiettiva e disinteressata. Il vissuto della ragazza, a cui i problemi non sono certo mancati, non meritano approfondimenti. Non vede neanche necessario tentare altre strade, magari, con altri psichiatri, perché chissà, forse il “gli psichiatri” che a lui piacciono si sbagliano , forse con altri consulti si può intravedere una soluzione diversa, o forse ….. no. Perché può essere anche che la sua splendida clinica sia la soluzione giusta. Ma niente dubbi , una cura imposta a discapito della madre e, a Bifocale ed al suo meraviglioso mondo, ….. va bene così!

      • Paolo scrive:

        Che commento disgustoso…
        Una figlia potenzialmente discriminata e danneggiata da un genitore solo a causa della propria natura è quanto mai grottesco…genitori così dovrebbero essere messi “fora dai bali”

        • Toni scrive:

          Dovrebbero avere te come genitore. Con te padre (o madre… dipende, io non so!) se a sedici anni il tuo figliolo ha dei dubbi gli farai installare entrambi gli organi genitali. Cosi nel dubbio può cambiare a piacere.
          Cosa ci sarebbe di male? …… vuoi vedere che tra non molto gli psichiatri amati da Bifocale e te la trovano come la soluzione giusta?

      • MikaruMenoko scrive:

        Ottimo esempio di amore per sua figlia. Lei è l’ennesimo esempio di come la mala-genitorialità sia un problema diffuso e come i genitori debbano essere opportunamente educati prima di avere dei figli.

    • trifocale scrive:

      scommetto che non hai figli.

  4. Giovanni scrive:

    Questo è quello che succede alla ragazza:
    She has been told to dress and live as a boy for two years — called RLE, or Real-Life Experience — after which she will be given the male hormone testosterone, which will mean she will grow a beard, her incipient curves will be eradicated and she will acquire the body and voice of a man.

    Cioè per due anni vivrà vestendo e comportandosi come un maschio, SENZA FARE NESSUNA CURA ORMONALE E TANTOMENO SUBIRE INTERVENTI CHIRURGICI. Quando sarà trascorso questo periodo la ragazza avrà diciotto anni e la maturità per scegliere. Per rendere meno difficile il lavoro in caso la disforia di genere si confermasse, le bloccano lo sviluppo, se decide di restare donna smette le cure e tutto riprende.

    Questa ragazza non ha deciso di diventare maschio nel corso di una notte, anche il reticente racconto della madre parla di problmi con l’identità sessuale. La cosa che mi fa più incazzare di questi articoli è che danno l’impressione che si assecondino delle fisime adolescenziali che con un pò di attenzione, qualche discorso a quattrocchi, magari anche un paio di bei ceffoni, al limite uno psicologo andrebbero a posto senza tante storie. La situazione di questi adolescenti è diversa, hanno il corpo che si sviluppa e va nel senso contrario di quello che vuole la mente. E’ un acosa terrbile e tanti si suicidano

    Capisco le preoccupazioni della madre, ci mancherebbe, ma sicuramente verrà coinvolta nelle decisioni (l’articolo riporta le dichiarazioni del portavoce della Tavistock che la giornalista ha omesso in quanto in perfetta contraddizione con il titolo ad effetto) e comunque fino ai 18 anni (e molte riflessioni e confronti con specialisti) a Megan non suiccerà nulla di irreversibile.

    • michele scrive:

      Se è per questo si suicidano anche una volta “cambiato genere”. Addirittura una povera ragazza , cui avevano fatto credere che avrebbe risolto i suoi problemi psichici con ormoni e cure chirurgiche, ha chiesto l’eutanasia e le è stata concessa: un lavoro pulito dall’inizio alla fine.
      Si parla tranquillamente di “bloccare la crescita”, un atto violento e con conseguenze imprevedibili
      ( questi ragazzi sono cavie a tutti gli effetti ),che se ci fosse di mezzo un cagnolino ci sarebbe una levata di scudi incredibile , mentre una madre disperata è impotente davanti alla distruzione della figlia.
      Da notare anche che tutti questi giovani provengono da famiglie distrutte e invece di sostenere la famiglia che arranca, ne seviziamo i figli.Si fa tutto per l’ideologia e per i soldi.

      • Giovanni scrive:

        Scusa, ma dando per scontato che tutti questi soggetti sono in terapia psicologica, cosa gli diresti tu?
        Che quello è il loro corpo e Dio non accetta reclami?

        • michele scrive:

          Magari direi le stesse cose che si dicono a chi si crede Napoleone : di curarsi. Non è che queste malattie si risolvono camuffando la realtà, anzi si accumula sofferenza su sofferenza. Poi ,se il povero Napoleone trova medici in vena di esperimenti che portano fama e denaro, avrà il suo momento di gloria, ma il conto sarà salatissimo.

    • fox scrive:

      Visto quanto è stata coinvolta finora, credo proprio di no.

    • Nino scrive:

      La vicenda non è chiara, quindi non mi sento di esprimere un parere. Posso solo immaginare che una decisione del genere non sia (in Inghilterra) incostituzionale ma ricada in una casistica prevista dalla legge- E’ vero, a 16 anni si è ancora minorenni e quindi non si possono prendere tutta una serie di decisioni personali, non si è però più bambini (in genere) quindi decisioni importanti, motivate e valutate da dei professionisti possono essere anche giustificate. Capisco che le medicine non dovrebbero avere un effetto permanente e quindi dovrebbero principalmente “congelare” la sua evoluzione ormonale fino ai 18 anni, però mi sembra una decisione molto al limite. Sarebbe interessante capire meglio il processo che ha portato a questa decisione dei medici (che ritengo abbia coinvolto anche un giudice)

  5. Drew scrive:

    Un conto è la vita vera, un altro è la “Propaganda” che passa per Hollywood.
    Si pagano profumatamente produttori, sceneggiatori e attori per mettere in scena cose che non rispecchiano minimamente la realtà.
    Ma si dai, facciamoci una bella risata su, Pop Corn e Coca una bella lavata di Cervello ed una narcotizzata alla propria coscienza!

  6. Mariapia scrive:

    Ma quanto è cattivo questo stato britannico che vuole far cambiare sesso alla gente senza ragione?
    Siamo al solito corto circuito mentale che affligge i superstiziosi cattolici: piuttosto che al probabile, cioè una ragazza che cerca di sondare il proprio malessere con l’ausilio di medici competenti, si preferisce credere all’inverosimile, blaterando di non meglio precisati complotti tesi al conseguimento di non si sa quale fine. La disforia di genere è un disturbo di natura psicologica, il cui trattamento deve essere affidato a medici preparati, non certo a veggenti ed esorcisti.

    • luca scrive:

      la disforia di genere (se è veramente quello) è un problema di natura psicologica. giustissimo. quindi va curato, non assecondato.
      servono cure psicologiche e psichiatriche per far comprendere a quella ragazzina la sua vera natura. non serve assecondare idee strampalate e iniettare farmaci e ormoni pericolosissimi, che la trasformerebbero in qualcuno a metà tra la donna e l’uomo.

      • Giovanni scrive:

        E secondo te sino ra non ci ha pensato nessuno a “cure psicologiche e psichiatriche per far comprendere a quella ragazzina la sua vera natura” ? Se cercano altre strade è perchè quelle che suggerisci tu hanno provato a batterle per decenni tra la fine dell’800 e i primi venti anni del ‘900. Con esisti disastrosi

        • LUCA scrive:

          quindi tu dici, bombiamola di ormoni, rendiamola qualcosa di strano tra la donna e l’uomo, mettiamole in testa di vivere da uomo (ma con organi sessuali e riproduttivi di una donna) e questo è un aiuto?
          questo è utile solo a quell’industria di medici e produttori che lucra miliardi sulla produzione di farmaci e sulla costruzione di cliniche, soprattutto miliardi pagati con le mie tasse.
          non so a quale tipo di cure tu faccia riferimento, non sono esperto della materia, ma dico che quella ragazza avrebbe bisogno principalmente di affetto e di sicurezza, forse di un buon psicologo, sicuramente no di lupi pronti ad assecondare certe strane idee e a trasformarla in cavia per i propri esperimenti, per giunta senza il consenso dei genitori.
          quei medici (se si possono definire così) mi fanno schifo.

          • Giovanni scrive:

            Per ora prenderà bloccanti della pubertà. Poi sarà lei a decidere se essere come dici tu “qualcosa di strano tra la donna e l’uomo”. Io spero possa essere se stessa e che se ne fotta di ciò che a te pare strano.

            • LUCA scrive:

              questo è il problema. tu decidi quello che sei. in realtà è già deciso anor prima che tu nascessi, quamdo nello spermatozoo che ha fecondato l’ovulo c’erano due X. quindi lei è DONNA, deve solo accettarsi come tale, magari aiutata a farlo da qualcuno che le voglia bene.
              e sinceramente, una donna che prende ormoni per farsi crescere la barba non puoi proprio definirla una persona normale…

              • Giovanni scrive:

                Aho Luca, ma è tanto difficile da capire? Lo sa benissimo anche lei che il suo corpo è quello di una donna, ma la sua testa non vuole accettarlo. E non basta che qualcuno le voglia bene, che le parli, non basta la psicoterapia, non sono bastati neppure gli elettroshock e le cure ormonali quando disgraziatamente qualcuno le ha provate. A lei il suo corpo fa schifo e farà di tutto per cambiarlo e se la costringi a starci dentro non è escluso che si ammazzi. Questo è quello che ci dice l’esperienza quando parliamo di disforia di genere. I primi studi sono della fine dell’800 e fino agli anni 20 per “far loro accettare il corpo biologico” han tentato davvero di tutto. Con esiti disastrosi. Alla fine han dovuto convinversi che non c’era altra strada che adeguare il corpo alla mente visto che non c’era verso di adeguare questa al corpo. E non è una moda post sessantottina, il primo intervento per il cambio di sesso è stato tentato nel 1930,con esiti fatali, il primo a riuscire è del 1953.

                • Zarathustra scrive:

                  Quindi la psicologia non serve a un tubo.
                  Se vuoi essere Giulio Cesare gli altri devono accontentarti, ci mancherebbe!

                  • Giovanni scrive:

                    Si che serve e le persone con disforia di genere fanno centinaia di ore di terapia. E comunque questi soggetti rispetto a quelli che si credono Giulio Cesare ( si chiamano schizofrenici) presentano una differenza fondamentale. Gli schizofrenici non sono assolutamente in grado di vivere normalmente. di lavorare, di avere relazioni. I transessuali invece a parte il fatto che si vivono come prigionieri in un corpo che non sentono loro possono studiare con profitto (Megan/Morgan ha la media più alta il livello A) lavorare con competenza e avere normali relazioni umane e affettive. (il trans che scrive l’articolo di commento a quello di cui discutiamo ha un figlio adolescente). Ovviamente ogni caso fa storia a se, ma i migkliori risultati per questi soggetti si sono ottenuti adeguando il fisico all’immagine mentale che loro ne hanno.

                    • Zarathustra scrive:

                      Questo significa solo nutrire le persone di illusioni, ripeto: quella persona non diventa maschio, né i suoi cromosomi.

                      Senza contare che a 16 anni sei con ogni probabilità ancora sotto educazione dei genitori, che non possono permetterti di fare quello che vuoi, pensa il non educare.

                    • Giovanni scrive:

                      Ok viene modificato il suo aspetto, la sua funzionalità sessuale, il modo in cui lo vedono gli altri, ma non i suoi cromosomi. Capirai che differenza a livello della vita quotidiana.!

                      A 16 anni sei giàlegalmente in grado di prendere decisioni di tipo terapeutico. E comunque questo soggetto non farà niente di irreversibile fino a ben oltre i 18.

                    • michele scrive:

                      Dire che uno schizofrenico non sia in grado di vivere normalmente, di lavorare, di avere relazione , è una castroneria grande come un casa. Certo, purché si curi.
                      Un mio cugino carissimo è schizofrenico ,diagnosticato all’età di 20 anni, ora ne ha 50: è impiegato, si è sposato, ha due figli. Ma si cura.Aveva delle ossessioni, in parte ne ha ancora, ma meno male che non è finito in mano a gente che ci poteva lucrare, che non gli ha proposto la costruzione di un bunker anti-atomico.
                      Per quanto riguarda i migliori risultati sui transessuali , lasciamo perdere. I migliori risultati li ha ottenuti chi ci specula sopra, non questi poveracci.

                    • Giovanni scrive:

                      Si certo, per fortuna molte schizofrenie sono curabili o almeno contenibili. Ho lavorato per anni a fianco di un collega che ogni tanto non veniva al lavoro e bisognava andare a casa sua a vedere che era successo (quei cuori di leone dei miei colleghi e capi mandavano sempre me) e ogni volta era un cinema. Una volta la mafia lo aveva avvelenato e lui aspettava la morte, un’altra aveva trovato un nuovo lavoro all’estero ecc ecc. Stava un paio di mesi in psichiatria e per qualche anno tutto filava liscio. E questo malgrado le cure.

                      Un’altra era depressa bipolare ed era davvero difficile relazionarsi, a volte mi copriva di insulti urlando per motivi più che futili, tirando fuori una violenza tale che sembrava davvero che mi odiasse, poi un giorno mi è venuta dietro in una stanza, ha chiuso la porta, mi è saltata addosso e abbiamo fatto sesso Anche lei con le cure riusciva, anche se peggio dell’altro collega, ad avere una vita.

                      Ma con la disforia di genere è tutta un’altra cosa, non è un’ossessione, non dipende dalla serotonina come la depressione, è qualcosa di radicato e permanente.

                • Zarathustra scrive:

                  PS: nessuno ha mai cambiato davvero sesso, fino a prova contraria.

      • Paolo scrive:

        Veramente la soluzione alla disforia di genere è proprio l’adeguamento del sesso alla vera natura della persona. Non l’assurda castrazione in un sesso che non si riconosce tanto per sollazzare i desiderata di ideologie confessionali

        • beppe scrive:

          paolo, qui non c’è niente da castrare, qui c’è il problema di far crescere un pistolino. e se a te sembra un gioco da bambini…

  7. Massimo scrive:

    Io vengo da una famiglia dove, quando feci il mio coming-out come persona omosessuale, incontrai infiniti problemi di accettazione. Alla fine, dopo una sequela di frati e preti e consiglieri che non sapevano nulla in materia, pretesi ed ottenni di essere certificato sano da uno psichiatra, privatamente. Ovviamente ero sanissimo di mente, lo psichiatra spiego’ tutto ai miei i quali si dicevano ignoranti ed incapaci di accettare la mia condizione e di lasciarmi vivere tranquillamente la mia vita sentimentale. Erano i miei che avevano un grosso problema non solo ad accettarmi, ma ad accogliermi come persona umana facente parte della societa’, non come malato o minorato mentale con una croce da portare tutta la vita. Non mi sentivo, oltretutto, affatto accettato nella societa’ italiana del tempo – vent’anni fa’ – e nella mia realta’ locale. Magari avessi avuto dei servizi sociali che fossero intervenuti fortemente a mia difesa contro gli attacchi e la mancanza di accettazione della mia famiglia! Fosse stato cosi’, forse vivrei ancora in Italia.

    • Massimo scrive:

      Signor Michele,

      Fatico davvero a seguire la Sua logica, a meno che non voglia semplicemente ridicolizzare quanto ho detto ed insultarmi in qualche modo.
      Come tanti dei commentatori qui’, noto che non ha ben chiara la differenza tra orientamento sessuale e genere. Io non ho mi sono mai sentito a disagio perche’ mi sentivo del genere sbagliato. Mi sentivo a disagio per le ragioni che ho descritto sopra. Sono sempre stato maschio e lo saro’ sempre e mi congratulo della mia mascolinita’. Se mi vedesse, un uomo di una certa stazza, barba, non molti capelli rimasti, certamente non mi darebbe dell’effemminato, se e’ questo che sta cercando di fare. Si faccia una ragione che effeminatezza ed essere gay sono due cose ben distinte e non sempre tratti di effeminatezza indicano l’orientamento gay di una persona.

      • Ugobagna scrive:

        Ok, cosa c’entra quindi il suo commento col contenuto dell’articolo?

      • michele scrive:

        Signor Massimo, come vede il mio commento è stato cancellato, sebbene lei gentilmente lo riporti integralmente. Perciò chiunque si può fare un’idea di come sia stato LEI a scrivere che sarebbe stato contento che i servizi sociali fossero interventuti ai suoi tempi. E siccome il risultato per questa ragazzina disperata è stato quello che è stato, magari le sarebbe toccata la stessa sorte di cavia.
        Se poi vogliamo cianciare a vanvera, cianciamo.

  8. Donte scrive:

    “Un motto, in sintesi, domina e illumina i nostri studi: comprendere. Motto carico di amicizia. Persino nell’azione, noi giudichiamo troppo. È comodo gridare “A morte!”. Non comprendiamo mai abbastanza.” (M. Bloch). Credo che si debba stare attenti a dare giudizi su casi del genere. Non vuol dire che tutto diventa lecito, vuol solo dire che sbandierare casi del genere, riportando parole di una lettera di un giornale estero senza la minima indagine sul caso, è pura propaganda. Se ci si fosse posta la domanda su chi davvero sia quella persona senza pregiudizi di sorta o teorie da dimostrare, scommetto che questo articolo non sarebbe neanche stato pubblicato.

  9. Massimo scrive:

    Gentile Signor Moderatore,

    Noto che il mio ultimo commento (in risposta a ‘Michele’, il quale dice che se fossi rimasto in Italia forse mi chiamerei ‘Massima’, commento che ho scritto di ritenere offensivo e che deliberatamente non riconosce la differenza tra una persona omosessuale ed una persona transgender e la differenza tra orientamento omosessuale e genere) e’ stato da Lei eliminato, nonostante non fosse offensivo, mentre quello del signor ‘Michele’, che considero denigratorio rispetto al mio essere omosessuale, e’ stato mantenuto. Sono stato sempre corretto nei miei commenti e mai offensivo, e sono stato attaccato in maniera che considero ingiuriosa e mi dispiace vedere che un commento legittimo e non offensivo che ho contribuito viene eliminato, mentre un commento denigratorio e’ accettato.D’ora in poi, per quanto mi riguarda, ve le cantate e suonate da soli. Non val la pena discutere in questo luogo.

  10. Mauro scrive:

    Scusate, ho sentito che la disforia di genere è una malattia psicologica?

    Strano come una malattia psicologica si curi con un intervento chirurgico. La disforia di genere è una sindrome per la quale il genere fisico non corrisponde a quello psicologico. Vorreste forse dirmi che voi siete il vostro uccello e la vostra fica? No perchè quello viene fuori da certi discorsi. Sono ormai decenni che la disforia di genere si rettifica con successo, quindi che senso ha stare ANCORA a disquisire sulla sua opportunità? Mica si chiede a voi di farvi impiantare un organo genitale che vi corrisponda. Nel caso specifico, nessuno qui è genitoreo tantomeno padrone della vita della ragazza in questione, e la decisione su come si trovi più a suo agio spetta SOLO. ED. ESCLUSIVAMENTE. A lei. State vaneggiando di “esperimenti”, “cavie”, quando in realtà si parla di terapie correttive ipertestate su migliaia di individui (peraltro qui in toscana sono gratuite – prima regione in italia – , quindi vorrei sapere dove vedete la speculazione ai danni dei pazienti) CONSENZIENTI. Che voi vogliate arrogarvi il diritto di fare da coscienza altrui è di un’ignobiltà aberrante.

    • giovanna scrive:

      E infatti non si cura con un intervento chirurgico, caro Mauro ! Sono perfettamente d’accordo ! L’impressione netta è che per compiacere dei medici in vena di esperimenti e notorietà, si illudano le persone. So che è una utopia, ma sarebbe interessante sapere i VERI risultati di questi massacri a colpi di ormoni ed operazioni in quella che è una malattia psichica. Ad oggi, fanno fatica a conoscersi casi come quello della ragazza operata che poi ha chiesto l’eutanasia e senza fare una piega l’hanno ammazzata. Ma certo, vedere queste persone stravolte nella loro identità, con aspetti repellenti costruiti apposta per assecondare problemi psichici ( se uno nasce brutto, è da accogliere, ci mancherebbe, ma renderlo bruttissimo apposta è una crudeltà ), abbandonate al loro problema, muove a loro difesa, ma chi le difende queste persone ? Mi identifico nella mamma di questa povera ragazza dell’articolo: credeva che avrebbero aiutato la figlia, con una storia famigliare difficile alle spalle, e invece se la ritrova vittima di stregoni, rovinata a vita dalle medicine, speriamo non dalle operazioni.Se invece di una ragazza fosse stata una mucca, magari qualcuno intercedeva per lei: non è così per le donne di intere generazioni ? Si sentono sempre proteste per gli ormoni dati agli animali, ma le nostre mamme, sorelle, amiche, sono imbottite di ormoni pericolosissimi dalla pubertà in poi (mi riferisco alla pillola anticoncezionale ) e molti medici giù a dire che sono caramelle ! E magari sono medici vegetariani o vegani , attentissimi alla LORO salute !

  11. Mauro scrive:

    Scusate, ho sentito che la disforia di genere è una malattia psicologica?

    Strano come una malattia psicologica si curi con un intervento chirurgico. La disforia di genere è una sindrome per la quale il genere fisico non corrisponde a quello psicologico. Vorreste forse dirmi che voi siete il vostro pene e la vostra vagina? No perchè quello viene fuori da certi discorsi. Sono ormai decenni che la disforia di genere si rettifica con successo, quindi che senso ha stare ANCORA a disquisire sulla sua opportunità? Mica si chiede a voi di farvi impiantare un organo genitale che vi corrisponda. Nel caso specifico, nessuno qui è genitoreo tantomeno padrone della vita della ragazza in questione, e la decisione su come si trovi più a suo agio spetta SOLO. ED. ESCLUSIVAMENTE. A lei. State vaneggiando di “esperimenti”, “cavie”, quando in realtà si parla di terapie correttive ipertestate su migliaia di individui (peraltro qui in toscana sono gratuite – prima regione in italia – , quindi vorrei sapere dove vedete la speculazione ai danni dei pazienti) CONSENZIENTI. Che voi vogliate arrogarvi il diritto di fare da coscienza altrui è di un’ignobiltà aberrante.

  12. Mauro scrive:

    (Peraltro, perdura questa stupida confusione fra omosessualità e disforia di genere. Ma ve lo volete mettere in testa una volta per tutte che orientamento e genere NON SONO LA STESSA COSA?)

    • giovanna scrive:

      Certo, non sono la stessa cosa. Sarà per questo che lesbiche , gay, bisessuali e transessuali hanno una unica associazione ! E sarà per questo che i gay intervengono a frotte sui commenti agli articoli sulla sofferenza dei transessuali e viceversa . Pura casualità.

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Appassionati del pedale, delle 2 e delle 4 ruote (ma non solo...), questa rubrica è per voi. Se non sapete cosa fare date un'occhiata. Se sapete già cosa fare, potremmo farvi cambiare idea...

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