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«Si sieda sul water e non guardi giù, puliamo tutto noi». Così funziona l’aborto fai da te in America

luglio 4, 2013 Benedetta Frigerio

Un nuovo video di Live Action svela la crudeltà delle interruzioni di gravidanza nei primi giorni di vita del bambino

Il gruppo pro life “Live Action” ha pubblicato la sesta di una serie di inchieste video che mirano a rendere noto al grande pubblico – dopo il clamoroso processo al medico abortista Kermit Gosnell, condannato per crimini orribili sui neonati e sulle donne – quello che avviene normalmente nelle cliniche abortive degli Stati Uniti.

In quest’ultimo documentario Live Action rivela la crudeltà dell’aborto quando questo è effettuato su bambini alle prime settimane di vita: il protocollo seguito dai medici in questi casi è altrettanto terribile e per di più, diversamente da quanto accade per l’aborto chirurgico, la donna è lasciata sola a vivere in piena coscienza tutto quello che avviene.

La procedura abortiva descritta nel filmato è quella basata sul ricorso a sostanze medicinali letali per il bambino. Si tratta di un metodo che comprende l’induzione del parto: con un ago inserito nel ventre della madre vengono iniettate sostanze velenose nel liquido amniotico e con altri medicinali si provocano le doglie per l’espulsione del bambino morto. Il documentario è costruito con le registrazioni di conversazioni telefoniche intercorse fra le pazienti e i medici della Southwestern Women’s Options Clinic di Albuquerque, nel New Mexico. Il video contiene immagini piuttosto forti.

Qui di seguito proponiamo una nostra traduzione dei dialoghi.

Telefonata 1
Medico: Quello che sappiamo è che lei è alla ventisettesima settimana.
Donna: Oh davvero?
Medico: Sì, quindi è a circa un mese da… sì, effettivamente, lei è un mese avanti rispetto a quanto credeva. Questo cambia i suoi sentimenti al riguardo?
Donna: È solo che non sapevo di essere così… così avanti, ma c’è differenza?
Medico: È differente la procedura… è fatta di… induciamo il parto. Così partorirà un bambino morto.

Telefonata 2
Medico: Facciamo l’iniezione che blocca il battito del feto, ok? Ha già sentito qualche movimento?
Donna: Mmmh…
Medico: Poi il secondo giorno controlliamo, ci assicuriamo che abbia funzionato, ok? Ok? Questo non è… non è qualcosa che scivola via… il terzo giorno quindi induciamo il parto… e sarà dura quell’ultimo giorno.
Donna: Sì, perché è… è come partorire un bambino.
Medico: Sì.
Donna: Ah ok…
Medico: Ma è più piccolo.
Donna: È piccolo.
Medico: Ma comunque è intenso.

Telefonata 3
Consulente: Inserire l’ago dell’iniezione, andrà dritto dentro la sacca… dentro la gravidanza, ok? Lui è a testa in giù. Si inserisce verso il dorso del bambino, ok?
Donna: Ok…
Medico: Se ha la testa in giù sarà inserito verso il cranio.
Donna: Ma lui lo sentirà?
Consulente: Uhm… sa, io non… non sono sicuro. Non so se è abbastanza sviluppato per sentire. Uhm… ma potrebbe essere… questa idea la infastidisce?
Donna: Eh un po’… sì, credo… a lei no?
Consulente (ridendo dolcemente): Beh, penso che sia, uhm, necessario che accada per completare la procedura in modo sicuro… insomma, è forse il modo più umano di farlo. Perché non possiamo far partorire un bambino vivo.
Donna: Quindi è come partorire un bambino.
Medico: Mmmh…
Donna: Un bimbo morto.

Telefonata 4
Consulente: Sente la pressione… si muove? Sta partorendo, allora non chiuda a chiave la porta della stanza d’albergo. Tenga vicino il cellulare e si sieda sul gabinetto… Non deve guardare nulla, non deve pulire nulla, stia solo al telefono con noi e, uhm… beh, noi proveremo a… stia al telefono con noi finché il dottore e l’infermiera arriveranno lì. Ok?
Donna: E cosa succede se… se esce mentre sono in bagno?
Consulente: Semplicemente non deve guardare giù, non deve fare nulla. Il medico e la dottoressa verranno a prendersi cura di lei… cioè se pensa che sia troppo guardarlo, beh, si sforzi di non guardarlo.
Donna: Ok…
Consulente: Ok? Uhm, se mai si copra con un asciugamano o con qualcosa…
Donna: Ok.

Telefonata 5
Dottore: Se lei è fra le fortunate che non provano dolore con le contrazioni, e all’improvviso lei è lì e: “Ah, qualcosa sta uscendo”, allora si sieda sul water.
Donna: Ok.
Medico: Chiami e non chiuda la porta della camera d’albergo e noi entriamo e veniamo da lei…
Donna: E se sono in bagno ed esce e finisce nel water? Cosa faccio?
Medico: Stia seduta lì, deve stare lì. E non si muova fino a quando non arriviamo.
Donna: Ok, non devo preoccuparmi di tirarlo fuori da lì?
Medico: Non deve guardare né pulire nulla…
Donna: Lei lo…
Medico: Sì.
Donna: Lo farà lei?
Medico: Faremo tutto.

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6 Commenti

  1. marco says:

    Semplicemente pazzesco.

  2. Andrea says:

    Preghiamo per la conversione di certi mostri

  3. Elena says:

    Se non mi sbaglio manca la traduzione al dialogo che inizia al minuto 3:11, quello in cui la dottoressa ripetutamente cerca di convincere la donna che il parto adottivo indotto è più sicuro di quello a termine, perché il feto, cioè il bambino , è più piccolo. Alla crudeltà, disumanità e menzogna si aggiunge la meschinità.

  4. Fabio says:

    Uccidere un essere umano ancora nel grembo materno è la più grande forma di crudeltà. Giustamente l’aborto è stato definito un ‘abbominevole delitto’. Bisogna perciò reagire. E’ evidente che nella società di oggi dilaga una forma di disprezzo della persona umana.
    Penso che un modo molto efficace per far cambiare idea alle persone riguardo all’aborto sia proprio quello di MOSTRARE FOTO DI BAMBINI ABORTITI E VIDEO DI ABORTI.
    La cosa è molto scioccante ma – di fronte al perbenismo ipocrita di tanti ben pensanti – è l’unica soluzione che può ottenere qualche risultato. Perché non proiettiamo nelle nostre sale cinematografiche un film-documentario in cui appia in sequenza le varie fasi dell’aborto?

    • giuliano says:

      caro Fabio, non è così semplice realizzare la tua proposta di mostrare a tutti le foto, i guardiani dell’aborto vigilano e ricordo che in più occasioni tentativi furono fatti all’interno di scuole da parte di insegnanti, con il risultato di essere denunciati dalla CGIL scuola e vituperati dai media. Con questa gente ci vorrebbero cristiani che usassero la spada e non il dialogo

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