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A Milano le scuole portano i bambini allo spettacolo Piccolo Uovo, storia «di famiglie con due mamme o due papà»

marzo 1, 2013 Benedetta Frigerio

La rappresentazione del libro, rivolto ai bambini dai 3 agli 8 anni di età, avrà luogo in un teatro della città. Molti istituti hanno risposto all’invito portando i loro allievi.

«Gentili insegnanti, vi contattiamo per segnalarvi gli ultimi spettacoli della stagione del Teatro Litta rivolti ai vostri ragazzi». Queste le parole di presentazione di una email inviata alle scuole materne ed elementari milanesi, sia statali sia private, dallo storico teatro di Corso Magenta. La lettera è un invito ai bambini dai 3 agli 8 anni di età ad assistere allo spettacolo Piccolo Uovo, che avrà luogo nelle mattinate del 12 e 13 marzo prossimi.

FAMIGLIE DIVERSE. Di cosa parla lo spettacolo? Ecco cosa si legge: «Una bambina è arrabbiata con la sua famiglia. Si chiude in camera sua come dentro al guscio di un piccolo uovo, da lì non vuole uscire e gioca con il suo amico immaginario, gioca con le ombre, gioca a viaggiare alla scoperta di tante famiglie diverse, fino a scoprire qual è quella giusta per lei». Lo spettacolo, dunque, racconterebbe «con delicatezza», di famiglie diverse da quella tradizionale: «Famiglie come quelle di molti dei piccoli spettatori, famiglie allargate, famiglie con un genitore solo, famiglie con figli adottati, ma anche famiglie con due mamme o due papà. Famiglie diverse, ma diversamente felici. Perché la felicità non è a senso unico».
L’autrice del libro da cui è tratto lo spettacolo, Francesca Pardi, lesbica con quattro figli, aveva spiegato nel gennaio scorso, quando il libro cominciava a girare negli asili, che «Piccolo Uovo prima nel guscio conosce le famiglie diverse e vede che sono tutte belle e quindi alla fine riesce a uscire dal guscio. Il messaggio per i bambini è che non si sa dove finirà il piccolo, ma non ha importanza perché non c’è una forma preferibile».

PIU’di 500 BIMBI. La lettera di invito allo spettacolo è stata mandata «a tutte le scuole di Milano che da anni sono nella nostra mailing-list. E la risposta è stata positiva tanto che faremo due repliche a Milano. Il 12 verranno 180 bambini, il giorno successivo per ora 90, ma le vendite sono ancora aperte», spiegano gli impiegati della biglietteria del teatro comunale di Casalpusterlengo, gestito dal Litta, dove il 19 febbraio scorso c’erano 230 bambini ad assistere allo spettacolo.

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20 Commenti

  1. Hughes scrive:

    Ecco gli effetti perversi della sinistra al potere in salsa Pisapia: ideologia, ideologia e ancora ideologia.

  2. bah scrive:

    …poveri bambini… non posso che aspettarmi il peggio dalle prossime generazioni.

  3. giuliano scrive:

    ma tutte le organizzazioni in “difesa del bambino” sono sparite ?? (telefono azzurro e altre onlus acchiappa citrulli)

  4. Quercia scrive:

    http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_01/bimba-transgender-usa_0e14d816-8297-11e2-b4b6-da1dd6a709fc.shtml

    non ho parole. Per fortuna il bambino non ha detto alla mamma di essere batman. Cmq c’è poco da scherzare ormai.

    http://www.queerblog.it/tag/bambini+trans

  5. ruggero scrive:

    Cercano di rincoglionire i bambini prima del tempo!

  6. giesse scrive:

    Siccome gli adulti sono irrecuperabili, proviamo a confondere i bambini, più facili da manipolare.
    Usiamo della scuola di stato per formare i nuovi balilla che promuoveranno e difenderanno la nuova civiltà.
    Con la benedizione particolare di Dario Fo, ormai vecchio ma sottosotto ancora nostalgico.

  7. melania scrive:

    mettiamoci nei loro panni. nei panni di una coppia lesbica, per esempio. come possiamo etichettare come “ideologico” un desiderio naturale dell’uomo che si scontra

  8. melania scrive:

    con il proprio limite, la propria imperfezione, la personale sensazione di inadeguatezza mista a “ma io avrei tanto amore da offrire”…
    é vero quel che si racconta nello spettacolino. non ci sono livelli di adeguatezza accettabili. in ogni caso i nostri figli si ritroveranno a dover superare, crescendo, piccoli o grandi traumi causati dalla nostra infallibilitá o da un loro personale modo di stare nella realtá.

  9. melania scrive:

    lo spettacolino sembra mosso dal desiderio di dire a bimbi e genitori: “comunque vada sará un successo, perchè io ti voglio bene”. nn è quello che vorrebbero sentirsi dire tutti i genitori? e tutti i bambini?
    se è vero questo, cosa esattamente vi fa incazzare di questo spettacolo? perchè la posizione dell’articolo e dei vostri commenti non é chiara. non si capisce. sembrate sempre più una casta di “perfetti” alle prese con un mondo “altro” imperfetto. spiegatemi. voglio capire davvero..b

  10. melania scrive:

    p.s. la paura degli insegnanti a festeggiar la festa del papá per rispetto di bimbi di coppie divorziate o la cattiveria di certi miei bimbi a scuola nel porsi nei confronti di chi non vive in una famiglia standard mi fanno solo dire che un problema di mentalitá da sanare c’è.
    se questo spettacolo può contribuire a sanarlo ben venga.
    noi genitori a casa non possiamo fare altro che aiutare i nostri figli a leggere lo spettacolo. senza saltare automaticamente alla conclusione che allora tutto è lecito, che le adozioni son da elargire senza controllo. un conto è la consapevolezza che nelll’imperfezione puó

    • Filarete scrive:

      Ma lei è un’insegnante? Càspita…….. Qui di mentalità da sanare forse ce ne è una sola: la sua. Si vergogni.

  11. melania scrive:

    sopravvivere l’amore. e un conto e annullare le problematiche e livellare tutto. se a una famiglia mutilata o anomala si puó dar fiducia, resta necessario per le associazioni come l’a.i.bi. cercare il meglio per i bimbi che danno in adozione.

    • giovanna scrive:

      Ma Melania, questi bambini cresciuti da coppie gay ( perchè spettacoli sui figli di separati che io sappia non si è mai sentito ) da dove sono venuti ? Secondo me sono venuti da un abuso, non potendo concepire due uomini o due donne, sono stati comprati, inutile girarci attorno, concepiti con seme o ovuli comprati, comprati dalla loro mamma e/o dal loro papà. Se invece sono figli di coppie separati, in cui un genitore si scopre gay e l’altro è costretto ad allontanarsi dal figlio, pensa che violenza comunque per quel bambino, che oltre a soffrire per la separazione dei genitori, come tutti i bambini del mondo soffrono atrocemente, si trova pure nel mezzo di un legame omosessuale.
      In ogni caso, sono situazioni dolorose , illegali, ingiuste : non vedo l’utilità di convincere questi poveri bimbi e tutti i bimbi che queste robe sia una passeggiata. Credo che le energie siano molto meglio spese per prevenire in ogni caso questi obbrobri, stigmatizzandoli.Come se , per esempio, nel caso di bambini ridotti in schiavitù, ci dessimo da fare per evidenziare i lati positivi ( cibo e acqua, non muoiono, crescono bene, sono trattati bene ), invece che far di tutto perchè lo schiavismo non esista. Per me, l’ho già detto, la presenza di un bambino in una coppia gay è quanto di più vicino allo schiavismo ( sia nei confronti del bambino che nei confronti della sua disperata mamma ) possa immaginare.

      • giovanna scrive:

        Mi aveva molto colpito la testimonianza di quella donna americana, cresciuta dal padre e dal suo compagno, che ricordava con enorme gratitudine ed affetto la sua vicina, unica a rompere l’omertà obbligata intorno a lei sulla abnormità della sua situazione.A quella ragazzina era imposto di trovare normale di avere due papà, mentre lei desiderava tantissimo che qualcuno accogliesse e non censurasse, per comodità degli adulti, il suo disagio e la sua sofferenza.

      • Cinzia scrive:

        Mi fa piacere che qualcuno ancora rifletta sulle ripercussioni devastanti sulle piccole menti in età evolutiva, di certe letture, circa queste ambigue storie contro-natura. Ma allora tutta la pedagogia sarà da riscrivere, se tutto è relativo? Una mia parente acquisita adottata da piccolissima ha sviluppato turbe gravi caratteriali non sapendo chi è sua madre e pur sposandosi, ha trasmesso questa anaffetività anche alle 3 figlie, poi si è separata, dopo anni di angherie verso il marito.

  12. jane little scrive:

    …e ovviamente i giornali non ne fanno parola….ma che strano!!!! io sono convinta che questo messaggio per un bambino sia molto fuorviante…
    a proposito a Milano i cosiddetti…custodi della cultura (a sentire quelli di sinistra sembra siano intelligenti solo loro) hanno permesso la chiusura del teatro Smeraldo!

  13. enrico v scrive:

    «Una bambina è arrabbiata con la sua famiglia. Si chiude in camera sua come dentro al guscio di un piccolo uovo, da lì non vuole uscire e gioca con il suo amico immaginario, gioca con le ombre, gioca a viaggiare alla scoperta di tante famiglie diverse, fino a scoprire qual è quella giusta per lei»

    Praticamente si vuole insegnare ai bambini che mamma, papà e fratelli possono essere rifiutati e sostituiti a piacimento, magari facendo una ricerca sul catalogo della Sacra Retebasta un clic.

  14. ftax scrive:

    Gentile, tenero, così politicamente corretto!
    Ma “Piccolo uovo” si fonda sulla Grande Menzogna…

  15. Cosa dire.... scrive:

    Credo che il problema non sia tanto promuovere iniziative che insegnano il rispetto e la sensibilità verso ogni uomo ed ogni condizione. Questo, anzi, è una cosa buona.
    Il problema è l’incuccamento mediatico al quale ormai siamo tutti sottoposti da anni e che vuole per forza marcare il “tutti con tutti” come nuovo fondamento della società e della morale.
    Puoi innamorarti del tuo stesso sesso, i bambini possono avere genitori dello stesso sesso, ci può essere il poliamore (ovvero “famiglie” dove stanno insieme da 3 a più persone quindi in una stessa casa c’è una lei con due lui o viceversa oppure due lui e due lei con bambini a seguito o meno e così via)….ecc ecc.
    Insomma tutte le possibili combinazioni.
    Molti osannano il progresso “civile”, l’apertura di mentalità che permette semplicemente di fare quel che si vuole con una regola ben precisa però: “finchè non si fa del male agli altri”. In tutta buona fede tutti gli attori di queste “combinazioni societarie” credono di non far male a nessuno.
    Questo ovviamente è quello che pensano loro e specialmente e soprattutto quando ci sono in mezzo dei bambini gli effetti a lungo termine di avere una famiglia che non sia quella naturale, ovvero che ha quella “diversità” di base (uomo, donna), ancora sono poco studiati e poco noti.
    E’ sconcertante leggere nell’articolo che Il messaggio per i bambini è che “non si sa dove finirà il piccolo, ma non ha importanza perché non c’è una forma preferibile”.
    Ognuno può fare quello che vuole per quanto riguarda il proprio orientamento sessuale però attenzione ad “allargare” troppo il concetto di famiglia, si rischia l’esplosione.

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