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20 giugno, famiglie in piazza. Un modo nuovo per riaffermare la felice “eccezione italiana”

giugno 15, 2015 Alfredo Mantovano

Non sono cercate sponsorizzazioni: a Roma ci saranno laici che sentono la responsabilità del momento e la esercitano convinti che il loro ruolo non dipenda da permessi dall’alto

giovanni-paolo-II-ansaArticolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – “Eccezione italiana”. Così san Giovanni Paolo II ha più volte definito la nostra nazione. “Eccezione” rispetto a orientamenti radicati appena fuori dai nostri confini o nelle principali istituzioni europee: ciò che ci ha fatto opporre qualche resistenza alla pesante invadenza libertaria, difendere il Crocifisso nei luoghi pubblici, ospitare in concreto e senza barriere centinaia di migliaia di persone in fuga da persecuzioni e da guerre, mantenere un tessuto sociale lacerato ma non atomizzato.

È una “eccezione” che esiste perché, nonostante gli attacchi furibondi e negli ultimi tempi intensificati, in Italia la famiglia regge ancora. È come una casa bombardata, rispetto alla quale negli ultimi anni le istituzioni nazionali si sono concentrate a demolire quel poco che è rimasto in piedi; ma è una casa nelle cui stanze ancora non picconate trovano soluzione problemi e contrasti che altrove esploderebbero.

Quasi per nulla rappresentate in parlamento e nel governo, il 20 giugno le famiglie italiane si ritrovano a Roma, in piazza San Giovanni, per dirla in prima persona e senza mediazioni. Non ce l’hanno con qualcuno o con qualcosa: racconteranno le difficoltà della loro esistenza concreta e rivendicheranno il dovere e il diritto di educare i propri bambini. Lo slogan “difendiamo i nostri figli” non ha nulla di ideologico, anzi ripudia la “colonizzazione ideologica” – per riprendere papa Francesco – costituita dalla imposizione del gender a scuola.

Chi ha avuto la ventura di girare l’Italia man mano che è cresciuto lo sforzo di “istruire al gender” fin dalla scuola materna, ha constatato la preoccupazione di tanti genitori: mandiamo i figli a scuola perché imparino l’italiano e le tabelline, e ci tornano a casa “rieducati” da esponenti lgbt su aspetti che solo noi genitori siamo abilitati ad affrontare con la delicatezza del colloquio personale! Non si può fare nulla? È la domanda che segue lo smarrimento. Certo, in tante scuole i genitori si organizzano; quando è necessario – o da soli o accompagnati da un avvocato – affrontano l’insegnante o il direttore scolastico. Il senso della manifestazione del 20 giugno non è surrogare la maggiore attenzione oggi richiesta a un padre e a una madre di fronte a ciò che penetra nella scuola: è incoraggiare questi sforzi, collegarli, rendere evidente che non si tratta di qualche pattuglia di genitori retrò, ma a un popolo unito e numeroso. Un popolo che non intende mandare i figli nei “campi di indottrinamento” (altra espressione del Papa), che non rilascia deleghe educative e che, insoddisfatto di chi potrebbe rappresentarlo, si esprime in prima persona.

Per questo da parte di chi ha lanciato l’iniziativa non c’è alcun richiamo se non il titolo della stessa; non c’è un elenco di associazioni o movimenti, pur se più d’uno di essi si impegna perché intervengano i propri: protagoniste sono le famiglie, non le sigle. Non sono cercate sponsorizzazioni: in piazza ci saranno laici, cristiani e non, che sentono la responsabilità del momento e la esercitano convinti che il loro ruolo non dipenda da autorizzazioni o permessi. E non è neanche il bis del Family day: otto anni trascorsi dal maggio 2007 sono tanti; il quadro normativo riguardante la famiglia è mutato profondamente. Non è un remake. Può essere se mai l’inizio di un rapporto diverso fra famiglie e istituzioni: anche a proposito di disegni di legge in discussione, i pochi senatori e deputati che mantengono posizioni ragionevoli ne trarranno sostegno, gli altri non potranno ignorare che una parte di Italia non condivide imposizioni ideologiche. È quella parte che ancora adesso tiene in piedi un pezzo di “eccezione italiana”. E poiché è una “felice eccezione”, piazza San Giovanni è chiamata a dare speranza che la nostra nazione resti in tal senso “eccezionale”.

Foto Ansa


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69 Commenti

  1. Franco Belli scrive:

    Un’eccezione che mortifica il senso civico del nostro Paese.

    In piazza, se accadrà ciò che è successo altre volte per manifestazioni analoghe, non ci sarà una grande presenza.. a meno che…
    .. a meno che non sia presentata come un incontro con il SantoPadre, il quale dovrà sbilanciarsi pubblicamente (in realtà lo ha già fatto) e appoggiare in prima persona una linea di pensiero integralista, ricordando un certo fondamentalismo religioso che potrebbe intaccare la sua immagine mediatica di progressista.

    Affermare oggi che due gay che si amano sono immorali e pervertiti, proporre teorie “riparative” all’interno di congregazioni alla presenza di padri “spirituali”, è ovviamente inaccettabile e una radicale istigazione all’omofobia, sopratutto coinvolgendo le famiglie, che non c’entrano nulla, con il rischio di alimentare contrasti sociali.

    Negare il diritto umano, come di recente sancito anche in sede Europea, per due gay di legalizzare la propria unione, non può essere giustificato in nessun modo.

    E’ quindi una battaglia persa in partenza e la Chiesa, nella sua veste ufficiale, si muove solo se sa di poter vincere.
    La Chiesa modificherà la sua dottrina per adeguarsi al mondo e continuare a prosperare.

    • Giannino Stoppani scrive:

      O sommo Shiva!
      Come faremmo noialtri retrivi padri di famiglia ad affrontare la pesante giornata che ci attende senza la lettura delle tue acutissime analisi antelucane?
      Neanche al bar del circolo Mario Mieli si tocca tanta profondità!
      Grazie.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      La Chiesa per modificare la sua dottrina dovrebbe strappare un paio di pagine dal suo Libro Sacro -il piu’ letto del mondo, e anche il piu’ bruciato, forse..), sia del Nuovo che del Vecchio Testamento; oltre che dire addio al BUONSENSO. Adieu, speri pure che lo faccia…

    • diabolik scrive:

      Shiva, sei sul solito binario morto….

    • fFabio scrive:

      Balle

      • Fabio scrive:

        Balle era riferito a Franco Belli.

        Quel che lui auspica lo faranno i cattocomunisti non la Chiesa.

    • Emanuele scrive:

      “affermare oggi che due gay che si amano sono immorali e pervertiti, proporre teorie “riparative” all’interno di congregazioni alla presenza di padri “spirituali”, è ovviamente inaccettabile”

      …Scusa, inaccettabile in base a quale principio? Se a me va di giodicarli immorali e pervertiti, perché non posso farlo? Non esiste più la libertà di pensiero e di parola?

      • xyzwk scrive:

        Tu puoi pensare quello che vuoi ma dare del pervertito a una persona solo perché è omosessuale è una offesa bella e buona e la libertà di parola non consente a nessuno di offendere.

    • Sascia scrive:

      Dunque. La famiglia e pilastro delle società, in tutto, ma proprio in Tutto il mondo. In qualsiasi religione. La è le famiglie sono il 99,98% del pil italiano, siamo in più 43 milioni. Voi potete amarvi, potete nel vostro privato fare quello che volete, ma da li a dire che volete essere a pari è impassibile. Perché la natura e contro di voi. La NATURA. Al di la di rane, qualche zanzara e forse qualche microrganismo extraterrestre.

      • xyzwk scrive:

        Anche senza entrare nel merito dei diritti basilari di tutte le persone, compreso quello di costituire una famiglia a prescindere dall’essere omosessuale o no, mi preme precisare una cosa diversa. Il 100% del pil è costituito dal prodotto dei contribuenti (omo o eterosessuali) non dalle famiglie!!!!

        • To.ni scrive:

          Strano che nel dopoguerra c’è stato il più straordinario boom economico proprio in un Italia cattolica e con un alto senso della famiglia.
          Oggi, invece, grazie a gente come te, che avete impegnato la migliore energia per danneggiarle famiglia, il PIL è esangue e le stesse persone ne risultano, sul piano umano, compromesse.

          • giovanna scrive:

            Toni, devi resistere !
            Cosa vuoi che abbia danneggiato la famiglia questa poveretta !
            Cosa vuoi che le importi, realmente, di tutti questi discorsi ?
            E’ solo un modo per parlare con qualcuno !
            Ma hai letto gli ultimi post, deliranti, veramente deliranti ?
            Con altri nick , ancora !!!!
            Non sta bene !
            Tanto vale parlare del tempo, se le vuoi fare compagnia !
            Ma darle corda su questioni serie, no, le fa male !
            Si accanisce anche di più.
            Scusami, Toni.
            Sempre nella massima libertà.
            Comunque, non ti seccherò più su questa cosa.

            • To_Ni scrive:

              Giovanna …. la crudele

              Ma non ti spezza il cuore serpendo che ignorandola gli spezzi il cuore. Chi può sopportare, tranne noi, l’eterna ripetizione delle sue 4 minchiate.
              E non pensi le conseguenze di tale dolore su i…. gemellini.

              :-)

  2. Cisco scrive:

    Vorrei essere ottimista come l’on Mantovano (e come GPII disse parecchi anni fa), ma la cosiddetta “eccezione italiana” regge quasi solamente (e male) a livello normativo, perché la società e’ lasciata in balia del Pensiero Unico. Per questo sarebbe fondamentale che tutte le componenti “vive” della stessa incentivassero la partecipazione a questo evento, senza nascondersi dietro a un malcelato clericalismo two-spirit, che fa appello al “dialogo” senza capire che le famiglie italiane sono discriminate da decenni, sebbene riconosciute dalla ns Costituzione. E ora vogliono toglierci anche la libertà di educare, l’ideologia “gender fluid” di stato prevede che ai nostri figli venga spiegato che cambiare sesso e’ il toccasana per risolvere i disturbi dell’identità di genere, e che avere due papa’ e’ meglio che averne uno solo (prevedo l’obiezione del pupo: e allora perché non averne ancora di più?). Per questo sono deluso dal tono cerchiobottista della lettera inviata dalla segreteria di CL riguardo alla manifestazione di domenica, che da un lato “sconsiglia” mentre dall’altro “lascia liberi”: ma che razza di giudizio e’?

    • Franco Belli scrive:

      “le famiglie italiane sono discriminate da decenni,”

      La frase è certamente malposta: discriminate rispetto a chi o cosa?

      vere due papa’ e’ meglio che averne uno solo

      Nessuno lo ha mai detto, questa sua affermazione è falsa!

      “da un lato “sconsiglia” mentre dall’altro “lascia liberi”: ma che razza di giudizio e’?”

      Questa osservazione è corretta e dimostra l’ambiguità della religione catotlica che non ha la forza di ammettere pubblicamente certe idee contemporanemante dimostrando come quelle idee siano intrinsecamente errate visto che, per l’appunto, non si ritiene opportuno esprimerle in modo “ufficiale”.

      “E ora vogliono toglierci anche la libertà di educare, l’ideologia “gender fluid” di stato prevede che ai nostri figli venga spiegato che cambiare sesso e’ il toccasana per risolvere i disturbi dell’identità di genere,”

      Egregio Cisco, ritengo che in effetti la corretta informazione sull’identità di genere (non la chiami ideologia perchè è sbagliato) debba essere prima fatta ai genitori!!

      Essere educatori richiede professionalità e questo ambito educativo dimostra palesemente le carenze di un contesto famigliare.

      Dovrebbero i genitori, in prima persona, ad essere correttamente informati, anche sull’identità di genere, per coadiuvare la scuola ad un corretto sostegno, non ideologico nè religioso, ai ragazzi… compresi quelli “diversi”, ovvero la cui personalità non coincide con il loro organo sessuale.

      Un ragazzo deve essere aiutato a capire la propria natura e, qualora non coincida con i propri genitali, a viverla senza traumi e con serenità e non indurlo a considerarsi “malato”, come disgraziatamente vorrebbe fare la Chiesa Cattolica.

      La legge Scalfarotto limiterà certamente l’azione di chi voglia ostacolare una corretta informazione sull’identità di genere.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Via giù, un allungare tanto i’ brodo che vieni a noia…
        Eppoi stai attentino, che i tuoi capocci l’hanno a noia che si dica che con la legge scalfarotto si vuol mettere il bavaglio a chi non vi garba, bisogna che manteniate un basso profilo finché non viene approvata…

      • To.ni scrive:

        Egregio Belli,

        ma come fai a gestire tutta questa saggezza ? immagino che nella scatola cranica si sono aperti scomparti, delle protuberanze aggiuntive, che li utilizza come riserva o come luogo dove colloca temporaneamente le funzioni più umili.
        Ma quanta eleganza nella successione espositiva di un iter che passa dal ridimensionamento e correzione dell’ideologia , pardon, dell’identità di genere. Meno male che Lo spiega Lei perché avevamo letto tutto in modo errato. Certo il meglio avere due papà non è come dire che con i gaiosi i figli crescono meglio (c’è differenza). Come pure che avere esperti rende sano e giusto indirizzare con obbligo i genitori su come devono crescere i figli. Ed a chiosare uno sclfar8 …otto…otto, che rimette a posto le cose per quei sgradevoli insolenti che persistono nelle loro pessime abitudini.
        Lei, Gran Belli ha reso più di Platone e la sua Repubblica il senso corretto delle cose e sono sicuro che se il filosofo esistesse oggi dedicherebbe le sue accademie ad aspetti della sua magnificenza (Accademia Belli il Saggio, Belli l’Esteta, Belli li Culi) .

        Grazie

        PS: Ops , dimenticavo , La cercava il Grande Puffo

      • Cisco scrive:

        @Shiva

        Gentile Shiva alias Belli,
        I genitori non devono fare alcun corso di aggiornamento per essere tali, tantomeno se tenuto dagli amici di Grillini e Luxuria, che genitori non sono. Quanto al fatto che bisogna essere aiutati a capire la propria natura concordo, ma la tua nozione di “natura” deve essere alquanto curiosa: la natura umana, infatti, non coincide MAI con i genitali. Se uno ha un disturbo dell’identità di genere va trattato con molto più amore di chi non ce l’ha (come tutte le persone che soffrono), e proprio per questo non lo si può tranquillizzare con la barzelletta del cambio di sesso. La famiglia è discriminata perché a fronte dei maggiori doveri e oneri di cui si fa carico a vantaggio della socetà – rispetto a single o conviventi – non ha alcuna facilitazione.

      • Emanuele scrive:

        “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli” (Art. 30 – Costituzione della Repubblica Italiana)

        …come vede, caro amico, almeno fino a che non avrete abolito questo comma, IO (nelle piene facoltà giuridiche e mentali) decido che tipo di istruzione ed educazione dare ai miei figli e sempre IO decido se eventualmente interpellare qualche esperto di MIO gradimento… i suoi esperti se li può cacciare sa lei dove.

        Quindi, di palese vedo solo un dettato costituzionale al quale, da cittadino laico, ateo, deideologizzato, dovrebbe ottemperare. Grazie.

  3. Quercia scrive:

    Secondo me è giusta l’idea presa da molti movimenti di non aderire ufficialmente e di lasciare che i singoli appartenenti partecipino alla manifestazione. Innanzitutto perchè è ora che i laici appartenenti al mondo cattolico, mantenendo una certa obbedienza, si attivino nella difesa dei valori anche senza l’input nè tantomento l’accompagnamento delle proprie guide spirituali. Non dico di diventare “cattolici adulti”, anzi. Però forse è giunta l’ora di crescere un po’ e non aspettare sempre la pappa pronta.
    Ratzinger fu lasciato molto solo e lo stesso papa Francesco rischia di trovarsi fra cattolici adulti, prontissimi a rinunciare a temi fondamentali, e gli altri cattolici, completamente passivi.
    In secondo luogo se non fosse stato fatto così la manifestazione del 20 giugno sarebbe stata bollata come raduno di CL/focolarini/AC ecc ecc.
    Così invece sarà la manifestazione di laici, cittadini, italiani. Che poi, nella loro vita quotidiana partecipino ad un movimento cattolico/calvinista/mussulmano/ateo/buddista, passa in secondo piano.

    Spero che la manifestazione sia solo l’inizio di una più ampia mobilitazione.

    Spero che non ci si faccia fregare con un “bonus famiglia”. Ossia, venga “concesso” dal governo un qualche bonus alle famiglie di tot euro, per poi portare avanti progetti di legge ben più negativi e dannosi. Quello per cui si manifesta sabato non può essere oggetto di contrattazione nè compravendita.

    Torna utile ciò che ha detto il santo padre nel 2013, incontrando gli studenti universitari. Nei giornali si parlò di “non balconear”. In quell’occasione non disse ai giovani di aspettare che le proprie guide spirituali organizzassero il viaggio per difendere i valori, nè di rimanere passivamente a guardare, anzi:

    “non si può vivere senza rispondere alle sfide”
    “non guardate la vita dal balcone. Mischiatevi li dove ci sono le sfide che vi chiedono aiuto per portare avanti la Verità. La lotta per la dignità delle persone, la lotta per la povertà, la lotta per i valori”
    “Sarebbe uno sbaglio anche lasciarsi imprigionare dal pensiero debole e dal pensiero uniforme”
    “Se non vi lascerete condizionare dall’opinione dominante, ma rimarrete fedeli ai principi etici religiosi cristiani troverete il coraggio di andare anche contro corrente”
    Papa Francesco 30/11/13, discorso agli studenti universitari

    • Nino scrive:

      In effetti SAREBBE GIUSTA l’idea presa da molti movimenti di non aderire ufficialmente. Peccato che quegli stessi movimenti stiano “ufficiosamente” organizzando pullman ed altri mezzi per la trasferta a Roma. Niente di male, per carità, ma perchè non dirlo?

      • giovanna scrive:

        L’untuoso Nino se la sta facendo sotto, evvai !
        Certo, che un medio padre di famiglia abbia paura di una manifestazione a sostegno della famiglia…curioso ! :-)

      • To.ni scrive:

        Tu parteciperai sfruttando la versione 1.0 di versione “padre di famiglia”?

        • Nino scrive:

          No Toni, io non parteciperò ad una manifestazione che vuole negare dei diritti invece di concederli

          • giovanna scrive:

            Scusa, untuoso Nino, se ti correggo, ma questa manifestazione nega il diritto di comprare figli ( e non cominciare con la solfa che non si dice “comprare “, ma chiedere un aiutino ! o che l’utero in affitto è discutibile ,ma non c’entra niente ecc ecc …sono discorsi ormai marci ! ), nega il diritto di imporre l’ideologia gender a scuola, nega il diritto di tappare la bocca a chi non la pensa come chi ha più potere.
            Non è che tutti i diritti, di per sé, siano così trallalero trallalà, come vuoi far credere tu.

          • To.ni scrive:

            No, Nino tu non partecipi perché non hai idea di cosa è una famiglia. Oggi volta che cerchi di giocare al ruolo di papà fai letteralmente sbellicare dalle risa. Tu, inoltre, non hai cognizione di cosa è un valore umano , con un senso nella vita, ed allora accozzi come diritto ogni basso desiderio supportato dal potere dominante. E quando ti si chiede il perché non ampi i diritti agli incestuosi, ai poligamici ecc. ecc. (essendo i criteri di base identici) accozzi risposte ridicole o ti nascondi dietro ad un puerile “è una provocazione”. Questo perché fondamentalmente hai una condizione servile che non ti permette di utilizzare i normali principi che regolano la volontà e la regione di un essere umano libero.

            • Nino scrive:

              @Toni: L’importante è che ce l’abbia tu tutto questo … o che tu sia convinto di averlo.

              Ti lascio volentieri le tue convinzioni e mi tengo le mie :-)

              • To.ni scrive:

                Ed io sapevo che era l’unica risposta che potevi darmi

              • Emanuele scrive:

                …in effetti to. ni, se pur con i soui toni forti (scusate il gioco di parole) pone un problema serio…

                1. Cosa si debba intendere per diritto.

                2. Chi debba beneficiare di un eventuale diritto, una volta stabilito cosa esso sia.

                Mi pare alquanto scivoloso sostenere che sia un diritto ciò che ora è di moda (in senso statistico), ma che domani potrebbe non esserlo più. Mi pare altrettanto pericoloso stabilire che qualunque cosa possa diventare un diritto (o allo stesso modo possa essere cancellata dai diritti) in base alle mutevoli maggioranze elettive e rappresentative.

                Ora, negando una verità assoluta, mi pare difficile stabilire un diritto in ambito relativistico.

                …mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi.

                • To.ni scrive:

                  Caro Emanuele, abbassando i toni, e per fare cosa gradita a Nino, rinfrescandogli la memoria, gli è stata posta la domanda sul perché non si dovrebbe un diritto il fare sposare madre e figlio, fratello e sorella ecc. lui ha riposto: “tu citi casi … quanti ce ne sono in Italia ? e quanti in europa ? Non credo sia giusto paragonarlo con un problema che riguarda in italia un numero significativo di persone.” E’ chiaro a questo punto, che in tema di “diritti” non abbiamo capito nulla dato che la legittimità degli stessi è legato al numero di chi si sente discriminato. In altri termini se la schiavitù fase stata questione di poche centinaia di persone nel mondo alla lamentela di uno schiavo il Nino avrebbe risposto : “Suvvia, non fare cosi, crescete di numero e poi ne riparliamo”.
                  Allora trovo legittimo sostenere che fa di due pesi due misure e la discriminante è proprio il potere e su questo modella le convinzioni.

      • il pirata scrive:

        bastava che i vari movimenti non dicessero niente, non c’era bisogno di prendere posizione ufficialmente per dire “io non la condivido però se volete andarci andate pure”, così facendo non fanno altro che creare confusione di giudizio su un tema molto importante

      • Cisco* scrive:

        @Nino

        Purtroppo i movimenti non organizzano un tubo, sono gli aderenti che si rimboccano le maniche e si mettono d’accordo per andare alla manifestazione “sconsigliata”. Dopodiché non c’è che da complimentarsi per gli sforzi di intelligence della gaystapo.

        • Nino scrive:

          @Cisco: ti sembrerà assurdo, ma io ho degli amici cattolici, praticanti ed impegnati, con i quali discuto anche animatamente ma con reciproco rispetto (e dei quali non condivido alcune posizioni), e quindi non ho bisogno di fare intelligence per sapere come si stanno organizzando (almeno in alcuni ambienti)

          • giovanna scrive:

            Anche ai tuoi amici cattolici impegnati , untuoso Nino ,racconti la frottola del padre di famiglia ? :-)
            Chissà come saranno stupiti dal vedere i tuoi fantomatici figli che un anno vanno al nido e l’anno dopo a lavorare ! :-)

          • To.ni scrive:

            Mi vuoi dire che i tuoi amici cattolici sanno della tua concezione della famiglia gay, con tanto di adozione, della gioiosa famiglia sado-maso (tralascio per pietà aborto ed eutanasia) e pacatamente ti rispettano ?
            Mah, con te ci si può aspettare di tutto, anche che le animate discussioni le avete fatte in un prive.
            Se la parola rispetto deriva etimologicamente da respicere (guardare) io guardandoti per quello che sei e non volendosi manipolare (magari con corsi rieducativi di gayosa ispirazione) ….. ti rispetto anch’io. Non rispetto il tuo mondo perché porta miasmi a tutti, e te lo si deve dire che sei pericolo per te e per gli altri. E’ un rispetto che escluda questa responsabilità nei tuoi confronti equivale ad odiati.

            • Nino scrive:

              @Toni: ma tu non consoci il mio mondo, come fai a non rispettare qualcosa che non conosci?

              • To.ni scrive:

                @ Nino
                Forse non dai peso a quello che scrivi, ed io ho mille difetti, ma la carenza di memoria non rientra in questi. Tu del tuo mondo hai fatto una fotografia ricca di dettagli.
                Avete la sfrontatezza che ostentate quasi con vanto, ma non sei il solo, mi ricordo di un tuo “collega” che vantava di aver avuto una relazione con una che soffriva di disturbi psichici.
                Una sorta di “nuovo che avanza” non rendendovi conto che siete il fallimento di una civiltà che ha lottato dalla notte dei tempi per liberarsi da quello che oggi chiamate “diritti”.
                Credimi ti rispetto più di quanto pensi e più di quanto tu rispetti te stesso, perché in fondo spero che tu abbia alternative.

      • Quercia scrive:

        Onestamente non vedo perché sia necessario nasconderlo o dirlo. A parte che non faccio parte di nessun movimento, quindi non so esattamente a cosa ti riferisci, però credo sia dovuto al fatto che non si organizza nulla in maniera “ufficiosa”. Non è che di nascosto si organizzino pullman mentre ufficialmente si dice di non condividere la manifestazione. Molto più banalmente, da quello che ho capito, alcuni movimenti non danno il “patrocinio”, credo per spronare gli aderenti, o per altri motivi che non conosco né mi interessano (proprio perché non né faccio parte). Come sempre tuttavia gli aderenti possono partecipare alle manifestazioni (essendo cittadini italiani). Poi, visto che per partecipare alla manifestazione gli aderenti si metteranno d’accordo con gli amici, fra cui rientrano anche le persone che frequentano il loro movimento, si organizzeranno e, in base ai numeri, programmeranno un gita che potrà andare da un romantico “tete a tete” a Roma fino al pullman di 50 persone stile trasferta.
        Lo stesso identico discorso vale per i credenti che non partecipano a nessun movimento e vivono la vita parrocchiale. Se la parrocchia organizza qualcosa, bene. Altrimenti di propria iniziativa si possono organizzare, singolarmente o in gruppo.
        Lo stesso dicasi per ogni altro gruppo sociale ortodosso, mussulmano, valdese, ateo, agnostico, buddista, per la difesa della foca monaca o del falco pellegrino. Animali, dato il nome, terribilmente clericali 😉 (mi aspetto ora una disquisizione di qualche multinick, a favore del cambio nome della foca e del falco in questione, ovviamente vittime del cristianesimo).
        Es: se io faccio parte del circolo scacchi del mio paese e parlando con i miei amici, fra cui quelli del circolo, organizzo un pullman per andare a Roma il 20/6/15, non vedo perché nasconderlo né perché dirlo. A prescindere se il circolo da il “patrocinio” o meno. Se non lo da, cmq gli scacchisti potranno andare liberamente secondo coscienza e poi chiederanno conto ai vertici del circolo stesso.

        Se invece fossi solamente con un amico testimone di geova, un amico UAAR, un amico mussulmano, faremmo una macchina. In quel caso potremmo dare un passaggio perfino a te, Nino.
        Vuoi sapere anche tutte le macchine che “ufficiosamente” si stanno organizzando per andare a Roma? 😉

    • Franco Belli scrive:

      “sarebbe stata bollata come raduno di CL/focolarini/AC ecc ecc.”

      E cosi sarà, difficile attribuire una simile manifestazione agli atei nè tantomeno ai buddhisti!
      Ma neanche alle famiglie laiche che non hanno mai condiviso nulla di queste genere di manifestazioni, con buona pace della Manif che le vuole associare a “tutti”.

      Caro Quercia, è tempo di precisare finalmente cosa sia il pensiro uniforme .

      Il pensiero uniforme, nella accezione negativa, è un insieme di comportamenti e di visione del mondo, ovvero un’ideologia, imposta e non spontaneamente accettata.

      Nella sua accezione positiva è quell’insieme di comportamenti, di visione del mondo e di valori etici comunemente, spontaneamente e democraticamente accettati dalla società e che grazie a questa natura sfugge al termine di ideologia.

      Ora il razzismo è comunemente ritenuto un grave errore, il voto alle donne e le unioni gay un diritto umano.

      Al contrario, la dottrina cattolica è per sua natura imposta alla nascita e indotta nei bambini, anche all’interno della scuola pubblica tramite un concoradato politico, per tutta l’infanzia fino all’adolescenza, i quali non hanno ancora alcuna possiblità di critica e non hanno ancora una personalità compiuta a causa della loro tenera età.

      Puo dirmi lei dove inizia e finisce il confine del Pensiero Uniforme?

      • giovanna scrive:

        Inizia e finisce su un binario morto !

      • To.ni scrive:

        Capito, cara Quercia, te la sei cercata.

        Le definizioni di pensiero uniforme (accezioni positive e negative) ti hanno abbattuto spezzato come un esile stecco.
        E prima che ti rimetti in sesto, nel caso ti vengono strane idee, ben che sappi che se invece del “concoradato” cattolico nella scuola pubblica, e nelle famiglie, arrivano “gli esperti”, se si adottano programmi, cambi di vestiti da maschio femmina , pagine di letterarie con valutazioni su approcci “orali” , educazione sessuale con consulenti di nome Rocco S, quello non è pensiero uniforme nella accezione negativa, ma un pensiero uniforme positivo ( a tratti arcobaleno, con aree prevalenti pois rosa e cotillons fosforescenti).

        PS: Caro Belli, il Grande Puffo deve farti vedere un cosa. Cercalo, prima che gli muore.

      • Emanuele scrive:

        “Al contrario, la dottrina cattolica è per sua natura imposta alla nascita e indotta nei bambini, anche all’interno della scuola pubblica tramite un concoradato politico, per tutta l’infanzia fino all’adolescenza, i quali non hanno ancora alcuna possiblità di critica e non hanno ancora una personalità compiuta a causa della loro tenera età.”

        …scusi, allora com’è che i cattolici in occidente sono in calo (pur essendo maggioranza fino a pochi decenni fa) ed nei paesi in via di sviluppo (es. Cina ed India) sono in aumento? Se contasse l’influenza nei primi anni di vita, in Italia sarebbero tuti cattolici tranne rare eccezioni come nell’800… la sua teoria è interessante ma mi pare un po’ lacunosa…

        P.S. spero che i corsi gender di cui accennava sopra, siano di libera partecipazione… non vorra mica fare come noi cattolici che imponiamo la religione per Concordato ai poveri bambini indifesi (ma stranamente diamo libertà di partecipare o meno alle lezioni di IRC)? E cosa dire dell’Italiano o della Storia? Perché non mettiamo facoltative pure quelle ore?

        Si figuri che mi è toccato sorbirmi ore ed ore di autori massoni, atei, marxisti, etc. di leggere un’epopea del Risorgimento e della Resistenza scritta (strano a dirsi) dai vincitori, di sorbirmi comizzi politici in classe da parte di professori ideologizzati…. Sa quanti anni di studio e di letture mi sono serviti per pulirmi la testa da queste boiate pazzesche?

        Quindi ok ai corsi gender, gay, LGBT, erotomani, etc. ma purché siano liberi e destinati a chi gli interessa, esattamente come l’IRC.

        • xyzwk scrive:

          Non so come mai, ma vedo che c’è una comune amnesia da queste parti. Chissà perché tutti dimenticano che non dell’Ottocento ma piû o meno fino a 40 anni fa l’IRC era OBBLIGATORIA!

          • giovanna scrive:

            Emanuele, noooo, perché hai nominato l’insegnamento della religione cattolica ?
            Ora ci toccheranno le solite filippiche della signorina psyco-horror , che ha già espresso la sua grigia opinione,, in vari nick, per decine di volte !
            E vai con l’indottrinamento religioso, nominati dal vaticano, abolire il Concordato, lo Stato laico,i luoghi di culto preposti, le guide turistiche ……nooooo ! :-)

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        Mamma mia, ma avete delle fobie! Vedete bambini e ragazzini ideologizzati, colonizzati dal pensiero unico cristiano dappertutto! ; io, invece, non ne vedo quasi più in giro, se può consolarvi un poco e rallentare il vs battito cardiaco! “Aiuto, arriva un gruppo di bambini della parrocchia tal dei tali, presto, scappiamo”..Poveri! Potreste -e dovreste- leccarvi i gomiti, ma per smontare mattone per mattone tutto il castello interiore mentale-spirituale che vi siete costruiti dentro, ce ne vuole!.

  4. AndreaB scrive:

    Purtroppo molte famiglie non parteciperanno per paura che i pro gender, gay e altre associazioni lgbt insultino i loro bambini o facciano atti osceni o violenti verso di loro.

    • Ccccc scrive:

      ..Così, come spesso fanno, dimostrando di essere quel che sono…., sputacchieranno in giro?

    • Quercia scrive:

      Invece io spero, AndreaB, che le famiglie intimorite da alcuni comportamenti squadristi, ci ripensino e vengano in piazza S.Giovanni, Roma, il 20/6/15, 15h30.
      Innanzitutto perchè non c’è alcun pericolo. Personalmente conosco molte famiglie che saranno in piazza, portandosi dietro i propri figli e figlie anche di 1-2 anni.
      Inoltre non vorrei che quei genitori, fra qualche anno si trovassero a dover affrontare da soli quegli “atti osceni” (come li chiami tu) ma fra i programmi scolastici

      • AndreaB scrive:

        Spero anch’io… Forse sarebbe il caso di chiedere in anticipo, se non e’ già stato fatto, ai responsabili delle forze dell’ordine che presidieranno la manifestazione, se si occuperanno di mantenere ben distanti i soggetti disturbatori e provocatori delle varie associazioni lgbt e altro. Inoltre sarebbe anche il caso di chiedere che cosa faranno se qualcuno iniziera’ a mostrare parti intime ai manifestanti e ad insultarli pesantemente.

        • Quercia scrive:

          Il servizio d’ordine sicuramente è garantito e serve appunto a tener lontani eventuali disturbatori/provocatori. Avevo letto qualche giorno fa che, tra l’altro, non sono previste contromanifestazioni.
          Quindi…sarebbe proprio un peccato non partecipare solo per paura.
          Anche perchè, l’intento degli organizzatori è quello di fare una grande festa della famiglia, portando anche i figli.

  5. Maurizio scrive:

    Io ho partecipato con grande entusiasmo,assieme ad amici di diverse realtà ecclesiali(ed anche allora non ci furono indicazioni di scuderia,almeno per Cl)al grande Family Day di P.za S.Giovanni Laterano-1/1,5milione di persone)…ma,in fondo,non successe poi nulla,anche perché -tra gli stessi vertici laici che allora ne furono promotori,essi stessi-per primi-si divisero per militanza politica.Ecco perché,pur nel rispetto della singola volontà di aderirvi e nella condivisione stessa delle preoccupazioni di fondo,non si può non rilevare l’inadeguadezza ed il valore riduttivo-quasi ambiguo,perché non basta contarsi e dire:”ci siamo anche noi”-….tutte ragioni,per sé valide,ma,(come la storia delle battaglie per i cosiddetti valori autentici della natura e convivenza umana,assolutamente sacrosanti)i cambiamenti accadono o possono avvenire se é una coscienza personale(ed é questo che la forza ed il compito di movimenti ed associazioni cattoliche deve farsi notare e deve esprimersi,sennò restano strutture morte)che si attiva e si mobilità nel rapporto con la realtà polituca a tutti i livelli:in questo é il valore e l’efficacia di ciò che si chiama dialogo,non é un banale confrontarsi che tutto annacqua.Allora non c’é nessuna ambiguità nella presa di posizione di certe realtà(Cl,Forum delle famiglie,la stessa Cei)ma,semplicemente lo stesso prendere atto da un lato di una strategia-chiamiamola così-diversa,più realistica ed adeguata,dall’altro l’affermarmazione del muoversi libero,ma insieme,delle coscienze personali che si fanno popolo,non per ordini di scuderia (e neppure per pura contrapposizione)ma per un ritrovarsi insieme in uno sforzo di cambiamento che,restando radicato sulle origini e radici proprio dell’umano,sappia far fronte,essere attento e rispondere adeguatamente e autenticamente alke sfide che la mentalità mondana,oggi predominante,ci pone,pone a noi cristiani nel concreto del vivere…..come la vita,la famiglia,l’educazione…basilari per ogni altro aspetto del vivere civile.

    • giovanna scrive:

      Se per te , caro Maurizio, la mobilitazione di un milione di persone che ha fatto ritirare i di.co, non è servita a niente, non so a quale risultato mireresti !
      Certo, dopo sette anni siamo punto e a capo, ma se è servito allora, che non c’erano nemmeno di mezzo l’accettazione delle pratiche di compravendita dei figli e l’educazione obbligatoria gender nelle scuole , temi che toccano molto da vicino le famiglie, non vedo perché non dovrebbe servire oggi.
      Io, sinceramente, vada come vada, non voglio avere sulla coscienza dei bambini che vengono strappati dalle braccia della mamma a suon di dollaroni e poi “adottati” dall’attempato che ci ha messo i dollaroni.
      La manifestazione non servirà a nulla ?
      Almeno ci avrò messo del mio e almeno l’opinione pubblica avrà modo di confrontarsi con una posizione diversa di quella totalmente dominante oggi sui media.
      ( Sul Corriere è uscito un articolo in cui si stigmatizza la poca generosità degli italiani che non regalano figli con l’eterologa ! L’ho letto due volte : non era uno scherzo ! )

    • giovanna scrive:

      Poi, scusa Maurizio, ma questo contrapporre la piazza alla crescita della coscienza personale, non lo capisco proprio : non sono in alternativa, possono convivere benissimo.
      E se l’urgenza, oggi, sono delle leggi liberticide ( Cirinnà, Fedeli, Scalfarotto ), la strategia migliore è quella che può dare dei risultati !
      O credi che ci sia qualcuno al governo o chissà dove, disposto a ragionare su queste leggi ?
      Dai, per favore , con chi sarebbe, concretamente, questo dialogo ??

      • Fabio scrive:

        Vero .Contrapporre la esperienza al gesto esteriore e all’azione pubblica e’idiota le due cose si alimentano a vicenda la coscienza cresce agendo e facendo.

    • Quercia scrive:

      “Io ho partecipato con grande entusiasmo,assieme ad amici di diverse realtà ecclesiali al grande Family Day di P.za S.Giovanni Laterano ma,in fondo,non successe poi nulla”

      Ehm…ti risulta siano stati approvati i Dico? eppure la campagna mediatica pro-dico era martellante. E se qualcuno si ricorda, allora solo raramente si parlava di coppie gay. La tiritera di allora era la tutela dei diritti delle coppie di fatto eterosessuali. Se qualcuno diceva che invece era un tentativo di aprire ai matrimoni gay + adozioni gay, i sostenitori dei Dico si alzavano in piedi scandalizzati e, stracciandosi le vesti, denunciavano la falsità e parlavano del convivente impossibilitato a fare l’assistenza ospedaliera. Sono passati 8 anni e guarda un po’?!?!! Si parla di matrimoni gay e adozioni gay. Ora mi aspetto qualcuno che dirà che non è matrimonio ma unione civile che non è adozione ma stepchild adoption, che non è utero in affitto ma gestazione per altri ecc ecc.

      A parte questo, Non successe nulla? successe tutto invece e per farlo bastò un solo giorno. Una sola manifestazione pacifica, pulita, autorizzata, non violenta (cosa piuttosto rara in Italia)
      Figurati se poi, al posto di dividersi in mille rivoli, si fosse restati uniti e convinti per altri 7 anni. Invece come dici giustamente tu, ci si è divisi in mille distinguo. Speriamo che stavolta dal 21 giugno si continui uniti. Vedremo

  6. SUSANNA ROLLI scrive:

    Io non potrò esserci, ma è come se fossi lì con voi: potrete parlarmi, vi risponderò!!Vi voglio bene, non ci sarò ma ci sarò, con la forza della preghiera. Chi se ne importa di quel che diranno di noi, noi ci saremo, e saremo uniti…un gran bel segno!!…dato soprattutto ai politici, e cristiani pavidi (speriamo siano pochi). Dio benedica.

    • Fabio scrive:

      A testimoniare con gioia cio’che si vive e si crede non si sbaglia mai.
      Le strategie politiche se conviene o no se poi andare a Roma impedisce il dialogo o no sono tuttecidiozie.
      Allora per coninuare ad avere un dialogo con i non credenti dobbiamo smettere di andare a Messa ?
      Se uno ha interlocutori cosi’m tra i suoi conoscenti meglio perderlo il dialogo con certi interlocutori !!!!
      Che idiozia questa del non andare per non onterrompere il dialogo !!!
      A Roma ci va chi e’contento della famiglia che ha.
      Nessuno ci innanzitutto perche’ e’contro qualcosa, ma chiaramente poi si finisce cone conseguenza di trovarsi contro qualcosa o qualcuno .
      Ma non e’questo il primo obiettivo, certo un conflitto anche solo ideologico puo’essere una conseguenza del gesto chevuno fa e chi ne ha paura e’un pusillanime.
      Una posizione cosi’e’squallida . Nel secolo XVII ci fu un’eresia che diceva questo, il quietismo, e venne condannata cone eresia da Innocenzo XI e Innocenzo XII.

    • Fabio scrive:

      Dire che non si deve andare a Roma per non compromettere il dialogo con gli altri e’ come dire che non si deve andare a Messa per poter dialogare con gli atei o i non credenti o i non cattolici.

      Nessuno va a Roma innanzitutto contro qualcuno ma prima di tutto per qualcosa che lo fa felice e vuole comunicare a tutti Se poi come conseguenza di questa decisione si trova contro qualcuno questo e’ solo un effetto secondario.

      Guai se uno pero’ sta a casa solo per evitare un effetto secondario.

      Sarebbe vittima di quel quietismo che era un’eresia condannata dai papi Innocenzo XI e XII nel ‘600.
      La Chiesa del passato tuttora ha molto piu’ da insegnarci di quanto pensiamo.

  7. Sascia scrive:

    20/06/2015 tutti assieme per futuro dei figli, del Italia e del mondo intero.

  8. Franco Belli scrive:

    “…scusi, allora com’è che i cattolici in occidente sono in calo (pur essendo maggioranza fino a pochi decenni fa) ed nei paesi in via di sviluppo (es. Cina ed India) sono in aumento? Se contasse l’influenza nei primi anni di vita, in Italia sarebbero tuti cattolici tranne rare eccezioni come nell’800… la sua teoria è interessante ma mi pare un po’ lacunosa…”

    Le sue riflessioni meritano delle precisazioni vista la confusione e le premesse errate:

    i cattolici sono in calo è sbagliato: non è possibile stabilire chi sia cattolico e chi no, visto che appunto siamo tutti obbligatoriamente battezzati.

    In realtà i cattolici praticanti sono sempre stati pochi, al contrario sono tanti coloro che pur non essendo praticanti si definiscono cattolici in virtu di un costume sociale che nasce e si mantiene proprio grazie quell’indottrinamento infantile, che lega e mantiene le tradizioni ed il cui effetto collaterale è rendere le persone spiritualmente indifferenti.

    Tanti pur non condividendo nulla del cattolicesimo battezano i figli per “tradizione” e si sposano in Chiesa.

    Sono queste tradizioni familiari e i meccanismi di indottrinamento che mantengono in vita le religioni cristiane e musulmane.

    Se una persona si converte tutti i suoi figli e nipoti e i membri delle generazioni future verrano obbligatoriamente rese cristiane o musulmane.
    Ecco spiegato la facilità con cui è possibile far aumentare i fedeli.

    Questo vale per ogni Paese, India compresa.

    In Cina le persecuzioni contro le minoranze religiose ostili al regime sono state devastanti, in un clima che vede favorito il cristianesimo per la su acapcità di tessere trame e legami con la politica.

    In Cina hanno abbattuto delle croci, mentre hanno violentato e sterminato gli appartenenti alle minoranze religiose un esempio su tutti: il Falun Gong (oltre la Tibet ovviamente).

    Se lei sostiene che non c’è alcun indottrinamento allora sia coerente:
    avrà il coraggio di lasciare i suoi figli liberi di scegliere se battezzarsi e seguire o meno i sacramenti dopo aver raggiunto l’età della ragione?
    Ovviamente no.

    Ecco allora dimostrato l’errore delle sue argomentazioni.

    “spero che i corsi gender di cui accennava sopra, siano di libera partecipazione… non vorra mica fare come noi cattolici che imponiamo la religione per Concordato ai poveri bambini indifesi (ma stranamente diamo libertà di partecipare o meno alle lezioni di IRC)? E cosa dire dell’Italiano o della Storia? Perché non mettiamo facoltative pure quelle ore?”

    Questa osservazione è profondamente errata: la religione è un’ideologia, come la politica, mentre la grammatica, la geografia così come la storia e i corsi gender no!

    Per cui è giusto che vengano resi obbligatori in quanto forniscono corrette informazioni.

    “Si figuri che mi è toccato sorbirmi ore ed ore di autori massoni, atei, marxisti, etc. di leggere un’epopea del Risorgimento e della Resistenza scritta (strano a dirsi) dai vincitori, di sorbirmi comizzi politici in classe da parte di professori ideologizzati…. Sa quanti anni di studio e di letture mi sono serviti per pulirmi la testa da queste boiate pazzesche?”

    Problema suo se considera la storia del suo Paese una boiata pazzesca.

    Gli eventi del Risorgimento e della Repubblica Romana sono stati scritti dalla Storia, il Vangelo è stato scritto dagli stessi che lo professano senza nessun contradittorio!

    • To.ni scrive:

      Bravo Belli…. bravo….. bravo !!!

      Ero in pensiero, ormai conto i minuti nell’attesa di un Suo nuovo intervento.

      Che equilibrio nella domanda che pone: “….avrà il coraggio di lasciare i suoi figli liberi di scegliere se battezzarsi e seguire o meno i sacramenti dopo aver raggiunto l’età della ragione?”
      Certo, dillo forte a questi cialtroni cattolici, che è mille volte preferibile che i figli all’età della ragione li accompagnano “gli esperti” (magari abituandoli a camminare sui tacchi a spillo) assieme “agli esperti” a supporto ai genitori (che magari a turni si abituano a portare la minigonna) … e a controllare tutto, magari su un cavallo bianco, …. Scalf8…otto…otto.

      Poi ammirate brutti cattolici : “Gli eventi del Risorgimento e della Repubblica Romana sono stati scritti dalla Storia, il Vangelo è stato scritto dagli stessi che lo professano senza nessun contradittorio!”

      Ovviamente hai assestato un sonoro ceffone ad Aristotele che diceva che le bugie dei vincitori diventano storia.Che ne poteva sapere che tu conosci il Prof. Giacomo Storia che scrive meglio di tutti

      Grazie!!!!

      PS: Il Grande Puffo è preoccupato…. perché non gli dedichi un paio di minuti?

  9. Albo scrive:

    bisogna difendere sì i nostri figli, ma dai bigotti intolleranti e monolitici come voi!

    • To.ni scrive:

      Bravo pure tu, difensivo bene, anzi benissimo.
      Iscrivono al fan club Mario Mieli. Forse c’è un circolo da qualche parte … li ti diventa tollerante e poliedrico

      • To.ni scrive:

        Accidenti al correttore automatico:

        “Bravo pure tu, difendilo bene, anzi benissimo.”

        I complimenti devono essere chiari

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