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Wall Street Journal: «La morte dell’Europa è all’orizzonte perché ha scordato le sue radici giudaico-cristiane»

ottobre 22, 2015 Redazione

L’editorialista Bret Stephens analizza con lucidità i perché della decadenza occidentale: «Se l’Europa non sarà più fedele al matrimonio tra ragione e rivelazione che la caratterizza, non esisterà più come Europa»

«La morte dell’Europa è all’orizzonte» e non «a causa della sua sclerotica economia o della sua stagnante demografia o delle sue disfunzioni statali». Il problema non è neanche l’ultima ondata migratoria massiccia: «L’Europa sta morendo perché è diventata moralmente incompetente. Non è che non si batta per alcune cose, ma lo fa per cose superficiali e in modo superficiale».

RADICI DIMENTICATE. Questa analisi sul vecchio mondo di Bret Stephens, pubblicata sul Wall Street Journal di lunedì, merita di essere seguita fino in fondo. Gli europei, sostiene l’editorialista, credono in tantissime cose, dai diritti umani, alla pace, alla tolleranza. «Queste credenze sono tutte davvero carine, ma sono anche di secondaria importanza». Il problema, ribadisce, è che «gli europei non credono più in ciò da cui queste credenze sono scaturite: cioè il giudaismo e il cristianesimo, il liberalismo e l’Illuminismo, l’orgoglio e la capacità militare, il capitalismo e la ricchezza. Ancora meno sono disposti a sacrificarsi per queste cose. L’Europa ha scordato le sue radici e ora si chiede perché la sua casa sta andando in pezzi».

ROMA, NON CARTAGINE. Secondo Stephens, dire che l’Europa è la Grecia e non la Persia, è Roma e non Cartagine, è la cristianità e non il califfato, non significa disprezzare le altre civiltà, significa però ribadire: «Noi siamo questo», questa è la nostra identità. Ed è proprio questa identità che secondo l’editoriale Angela Merkel sta cercando di svendere, promettendo al presidente Recep Tayyip Erdogan di garantire ai cittadini turchi il diritto di entrare in Europa senza visto e di promuovere l’entrata della Turchia nell’Unione Europea. Tutto questo in cambio di un aiuto sugli immigrati.

QUESTA È LA TURCHIA. «Ci sono 75 milioni di turchi, il cui pil pro capite non raggiunge neanche quello dei panamensi», insiste Stephens. «Il paese è guidato da un islamista eletto con mire autocratiche, facile alle sparate anti-semite, che sostiene apertamente Hamas, nega il genocidio degli armeni, detiene il record di giornalisti incarcerati e orchestra processi farsa in stile sovietico contro i suoi oppositori politici. La Turchia confina con la Siria, l’Iraq e l’Iran. Questi diventeranno i confini dell’Europa se la Turchia entrerà nell’Unione Europea».

«MATRIMONIO TRA RAGIONE E RIVELAZIONE». Senza contare il fatto che «la tradizione politica liberale europea non potrà sopravvivere all’influsso massiccio degli immigrati musulmani». Non ne è più in grado e si è già visto in molti paesi come Inghilterra e Francia. Se l’Europa «non sarò fedele al suo patrimonio essenziale, non potrà più esistere come Europa», che è sempre stata caratterizzata «dal matrimonio tra ragione e rivelazione».

LA LEZIONE DI BENEDETTO XVI. Stephens termina il suo editoriale con una citazione di un «teologo tedesco un po’ fuori moda e quindi ancora più meritevole di essere ascoltato: “È encomiabile che l’Occidente cerchi di essere più aperto, più comprensivo dei valori degli estranei, ma ha perso la capacità di amarsi. Nella sua stessa storia riesce solo a vedere ciò che è disprezzabile e distruttivo; non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. Ciò di cui l’Europa ha bisogno è una nuova accettazione di se stessa, se davvero vuole sopravvivere”. Si tratta di Joseph Ratzinger, meglio conosciuto come Benedetto XVI».

Foto Ansa/Ap


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13 Commenti

  1. rove says:

    Dal secondo capoverso, se si levasse “Illuminismo” ancor meglio! Sul resto, drammaticamente, quanti politici & co. vogliono far qualcosa?…
    San Giovanni Paolo II, ridestaci!

  2. yoyo says:

    Quando abbiamo smesso di mettere Cristo davanti a noi ci siamo subito divisi nei nostri egoismi. Fin dalle alleanze rinascimentali Germania contro Francia, Francia alleata pure dei Turchi, e tutti contro tutti, specialmente il rimasuglio di Impero sovranazionale e cristiano. La Ue vuole rifare l Europa dimenticando la Storia, ma in questo modo è riuscita a costruire solo l ennesimo fattore di separazione e conflitto. Altro che premio Nobel per la pace! Quanto alla Germania, da quando si concepisce come nazione tedesca non ha fatto altro che tradire e distruggere.

    • Fabio says:

      Vero.
      Infatti dopo la caduta del Sacro Romano Impero che corrispondeva come territorio alla Germania attuale , cioe’ dal Basso Medioevo fino al secolo XVIII- inizio XVIII ( fino a quando visse Beethoven tanto per intenderci) la Germania
      era divisa in tanti staterelli. Dal regno di Prussia in poi i paesi europei hanno sempre cercato di difendersi dalla Germania. La Germania unita dal 1989 e’una bella cosa dal punto di vista ideale e sentinental-populistico, ma e’stata una tragedia dal punto di vista degli altri paesi europei.
      E non solo economicamente. L’unita’tedesca non e’stata la realizzazione di un sogno di popolo come si e’creduto finora,
      ma il mezzo per sottonettere politicamente ed economicamente gli altri paesi europei.
      Ed anche culturalmente (il protestantesimo e’praticamente la religione ufficiale a Bruxelles e Strasburgo) e religiidamente (vedi Kasper e il Sinodo).

      • Fabio says:

        Errata corrige : da quando il regno di Prussia e’entrato a far parte della Confederazione Germanica nel 1814 che nasce di fatto solo sulla base di interessi economici con lo Zollverein : una mentalita’che e’oggi quelka della UE e della Merke,l non a caso.

        PS e NB Ho detto quando visse Beethoven non dove visse (alla fine del’700 si trasferi’ da Bonn a Vienna)

  3. maboba says:

    In effetti se la nazione europea “leader”, la sua locomotiva, è questa della Volkswagen e soprattutto questa della sua svendita per fini puramente strumentali e di corto respiro, allora siamo proprio messi male. Dovremmo cambiare “leader”, ma non mi pare che ci sia un’alternativa valida e realistica. Francia di Hollande? di male in peggio. Declino inarrestabile o addirittura scomparsa? Dura da ammettere, ma questi fatti spingono verso scelte alternative alla Marine Le Pen.

  4. SUSANNA ROLLI says:

    C’è sempre Dio in “mezzo” a questo caos, nel senso che la luce-sapienza di Dio per ben operare nel mondo no ci interessa più; quindi Dio c’entra, sempre. Oggi sono in voga i Maitre a penser, e pare bastino loro.
    Invece si vede che non bastano loro.
    Siccome Dio suol dire che” vede e provvede” -essendo Amore non può essere diversamente- ci ha inviato la Mamma dicendo (lasciatemi dire): “Provaci tu, le Mamme sono più influenti sui figli”.
    Infatti sono sempre più numerose le apparizioni mariane in giro per il mondo (anche quelle riconosciute dalla Chiesa -per buona pace degli scettici che quando si svegliano la mattina e buttano l’occhio fuori dalla finestra si chiedono se “sarà il sole o una torcia elettrica?”).
    Avanti con coraggio, ora sta a noi fare la nostra parte, “postina o non postina”.
    Con forte Fede.

  5. mauro says:

    un articolo magnifico.
    noi siamo questo, possiamo essere agnostici e passeggiare sentendoci a casa nei nostri centri in cui c’è sempre una chiesa.
    possiamo guardare i nostri fratelli ebrei nelle nostre città e sentirci liberi perché loro ci sono e ci testimoniano ogni giorno tutta la nostra storia.

  6. pierre says:

    “Ma che cosa fa la famiglia di fronte a tutta la forza di una società che ha in mano tutta l’area della famiglia attraverso la televisione? Che cosa fa di fronte alla scuola, in cui un insegnante può fare tutto ciò che gli pare e piace, manomettendo la coscienza del bambino come gli pare e piace (e questa azione è sistematica)? Che cosa fa di fronte alla pubblicità? Una famiglia non può resistere da sola. Perciò la preoccupazione educativa di una famiglia è intelligente e umana nella misura in cui si rassegna a uscire da un comodo, anche meritato, per stabilire rapporti che creino una trama sociale che si opponga alla trama sociale dominante […] Giovanni XXIII indicava la libertà di associazione come uno dei dieci diritti fondamentali dell’uomo. Scrive ancora Giovanni Paolo II: «Siamo mandati come popolo. L’impegno a servizio della vita grava su tutti e su ciascuno» […] C’è un momento della vita in cui, magari attraverso l’esempio di altri, o mobilitati dal senso di impotenza di fronte al dovere di un certo comportamento, la fede appare come qualcosa di interessante non solo per l’eternità, ma anche per questa vita”. (Luigi Giussani, ottobre 2000, cfr. ”Il miracolo dell’ospitalità” Piemme 2012, pp.129-130).

    DOBBIAMO DARE VITA A UNA TRAMA SOCIALE OPPOSTA ALLA TRAMA SOCIALE DOMINANTE!

  7. Erny says:

    Ottimo intervento. Purtroppo realista.
    Una volta qualcuno ha detto che “un albero, per quanto forte e rigoglioso possa essere, è destinato a cadere se gli si tagliano le radici”.
    L’Europa cadrà perchè rinnega il proprio passato cristiano, le proprie radici.

    Un intellettuale del genere, nell’Italia del pensiero unico filo PD, sarebbe bollato come xenofobo, islamofobo e razzista.

    Speriamo nella Lega (o Fratelli d’Italia), gli unici soggetti politici con gli attributi per opporsi a questo amaro destino.
    Un invito anche a Papa Francesco…

  8. Raider says:

    La “morte di Dio”, al di là di Nietzsche che se ne fece banditore e corifeo di essa come vera “Nascita della Tragedia” novecentesca e a seguire, è la radice di tutto. Intervenire su cause così profonde e “radicali” non è opera umanamente perseguibile. Possiamo solo agire o reagire scontando gli effetti di quello che non è in nostro potere mutare: rimetterci alla Volontà del Padre, pregare e combattere, accettando i sacrifici che ci saranno richiesti. Senza aspettarci che altri farà per noi quello che dipende da noi: a cominciare dai politici: Anche su “Tempi.it” tanti sembrano dispostissimi, per le ragioni più varie, non sempre comprensibili, a non accorgersi e anche, a negare l’evidenza: davvero c’era bisogno del Wall Street Journal per ‘scoprire” l’acqua fresca?
    “L’Europa sta morendo perché è diventata moralmente incompetente. Non è che non si batta per alcune cose, ma lo fa per cose superficiali e in modo superficiale”: la pezzatura della frutta o i succhi di frutta fatti senza frutta, che è tutta salute se meno ce n’è.
    “Dire che l’Europa è la Grecia e non la Persia, è Roma e non Cartagine, è la cristianità e non il califfato, non significa disprezzare le altre civiltà, significa però ribadire: «Noi siamo questo», questa è la nostra identità. Ed è proprio questa identità che secondo l’editoriale Angela Merkel sta cercando di svendere, promettendo al presidente Recep Tayyip Erdogan di garantire ai cittadini turchi il diritto di entrare in Europa senza visto e di promuovere l’entrata della Turchia nell’Unione Europea. Tutto questo in cambio di un aiuto sugli immigrati.
    “La Turchia confina con la Siria, l’Iraq e l’Iran. Questi diventeranno i confini dell’Europa se la Turchia entrerà nell’Unione Europea.”

  9. Quanto mi fu maestro Benedetto XVI col suo rapporto fede-ragione! Indimenticabile il suo discorso a Berlino (settembre 2011) sul rapporto diritto-democrazia: «In gran parte della materia da regolare giuridicamente, quello della maggioranza può essere un criterio sufficiente; ma è evidente che nelle questioni fondamentali del diritto, nelle quali è in gioco la dignità dell’uomo e dell’umanità, il principio maggioritario non basta» http://www.webalice.it/carlotn/Fede/Chiesa/Lettere/2011.09.22_B16.inDE_Berlin_Reichstag.htm

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