Tutto questo è colletta

Il racconto di un volontario della Giornata Nazionale: «Le opportunità sono intorno a noi basta saperle cogliere»

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Sabato 28 novembre si è svolta in tutta Italia la 19esima Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. Centoquarantamila volontari hanno raccolto davanti ai supermercati italiani 8.990 tonnellate di cibo che ora il Banco Alimentare provvederà a distribuire alle oltre 8.000 strutture caritative convenzionate per sostenere oltre 1 milione e mezzo di bisognosi. Qui di seguito pubblichiamo la lettera che un volontario ci ha spedito per raccontare la sua giornata.

Anche quest’anno dopo 3 anni come volontario e un anno come capo equipe sono di nuovo con Francesca, mia moglie, a condividere il gesto della Colletta alimentare, una settimana di preparativi per organizzare i volontari, preparare la logistica con il supermercato assegnato ed eccoci alla sveglia di sabato 28 novembre, la sveglia che solitamente ci impone di alzarci per la fatica del lavoro ed oggi invece ci sveglia per una fatica diversa, quella di donarci noi con tutte le nostre miserie e i nostri limiti per aiutare chi ha più miserie e limiti di noi. Alle 6.20 posto su Facebook questo mio pensiero ed immediatamente mi arriva l’augurio di Leonardo un amico che a 1600 chilometri da me sta facendo lo stesso gesto che ci accomuna ancora più in questa amicizia adesso solo a distanza.

Alle 7.30 fuori in auto con il rosario di Radio Maria e mentalmente chiedo a Lei la nostra Madre di aiutarci e sostenerci e alle 8 con fuori -5 ci ritroviamo con altri volontari al supermercato, da lì un crescendo di incontri alcuni fugaci altri più lunghi altri a spiegare perché siamo lì.

Così approfondiamo con Flora una volontaria alla prima colletta affascinata dal modo semplice con cui incontriamo le persone, perché come mi è stato più volte detto e come ho sperimentato c’è prima l’incontro e da lì nasce il gesto del donare piccolo o grande che sia: così c’è la signora che dopo essere passata alla cassa per fare la sua spesa rientra per fare la spesa per il banco, c’è la coppia che quasi si vergogna a dire che non può lasciare niente e allora li invito in un angolo e li mi confidano i loro problemi (senza lavoro, gravi malattie) e subito uno scambio reciproco di telefoni per non perderci.

O ancora l’incontro cono un collega che rimane colpito da come lavoriamo e alla mia richiesta di aiutarci torna per indossare la pettorina di volontario e aiutarci nelle ore finali quelle più stancanti.

O ancora la conoscente che ci chiede aiuto, che si ferma mezz’ora a parlare con Francesca, ad aprire il suo cuore per raccontarle tutti i suoi problemi e che poi si scusa per averlo fatto ma ci ringrazia per averla accolta.

Tutto questo è colletta e alla sera tornati stanchi a casa carichi di gioia accendo Facebook e trovo le parole del Papa: «La vita è piena di difficoltà, ma ci sono due modi di guardare alle difficoltà: o le si guarda come qualcosa che ti blocca, che ti distrugge, oppure le si guarda come reale opportunità».

Ecco, ho vissuto che le opportunità sono intorno a noi basta saperle cogliere per capire il senso della nostra vita.

Giuseppe

Foto Ansa


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