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Domani, anche in coincidenza con la fine del Ramadan islamico, il Pontefice propone a tutti una giornata di digiuno. Ovvero un concreto gesto di lotta per la pace e di amicizia globale. Ecco perché la Santa Sede apre un conto corrente per le vittime del terrorismo e della guerra. “Tempi” a colloquio con il teologo del Papa, Georges Cottier e con Paul Cordes, presidente di “Cor Unum”, il “ministero” dell’internazionale cattolica del welfare
di Antonio Gaspari
Il digiuno non vi sembri una cosa di poca importanza o superflua; chi lo pratica, secondo le consuetudini della Chiesa, non pensi fra sé, non dica fra sé, ascoltando il tentatore che suggerisce nell’intimo: «Che cosa digiuni a fare? Defraudi la tua vita, non le dai ciò che le fa piacere; ti procuri da te stesso una pena, ti fai carnefice e tormentatore di te stesso.
Paladina delle donne calpestate da un islam ottusamente maschilista, Tehmina Durrani, pakistana musulmana, è una di quelle donne che ha deciso di alzare la testa, non la cresta. Cercando il modo di muovere una tradizione senza svilirla. E un’icona, la serva di Sara e di Abramo che fu la madre dei popoli arabi e islamici
Conversazione con Themina Durrani
a cura di Marco Respinti
Tre milioni di bambini poveri curati, un milione di handicappati assistiti, 80 mila tossicomani e malati mentali riabilitati, 20 mila neonati abbandonati salvati da morte sicura. E ambulanze, mense popolari, servizi di protezione civile… Sono i numeri e le opere della Fondazione creata da Abdul Sattar Edhi, filantropo musulmano pakistano che si è fatto dei nemici fra i musulmani perché non fa differenze fra fedeli e infedeli
di Rodolfo Casadei
Si chiama progetto “Menti aperte”, è la risposta inglese al nichilismo islamista di Osama bin Laden. Con 24 milioni di sterline assegnate ogni anno il British Council, istituto diffuso su tutto il pianeta, punta ad aprire un confronto tra mondo islamico e Occidente “satanico”. Sottolineando i contatti tra le tradizioni del “popolo del Libro” e quelle di cristiani ed ebrei. Così Tony Blair ha iscritto i mullah pakistani a un corso di “dialogo culturale”
di Richard Newbury
Il racconto di un Sabato diverso, di pace e non di bilancio di morti e di feriti, nella Città Santa. Le parole dei bambini, quelle della scrittura, il Muro del Pianto di Gerusalemme… Perché esiste ancora una speranza che nemmeno l’orrore quotidiano in Israele e Palestina può cancellare
di Angelica Livne Calò