Sondaggi, Fi intorno al 20-23 per cento. Ma cosa accadrà senza Berlusconi?

Non esaltanti le ultime rilevazioni per il partito di centrodestra. Il Pd è dato al 34 per cento. L’incognita sulla presenza del leader in campagna elettorale per le Europee

La settimana politica inizia con i sondaggi sui voti a Forza Italia pubblicati dal Mattinale, il foglio politico di Renato Brunetta. Secondo Swg il partito guidato da Silvio Berlusconi sarebbe al 21,9 per cento, per Techné avrebbe circa due punti percentuali in più (24,1 per cento), per Datamedia è al 21 per cento, per Ipsos al 23,2. Per Euromedia, l’istituto di Alessandra Ghisleri, sondaggista di riferimento di Berlusconi, Forza Italia starebbe intorno al 22,8 per cento, mentre due istituti danno il partito più in basso: Emg al 20,8 per cento e Ipr al 21,5.
I dati in sé non sarebbero drammatici, perché si tratta delle percentuali ottenute da Berlusconi nelle ultime elezioni, e con lui direttamente in campo per la campagna elettorale (alla Camera il Pdl ottenne il 21,5 per cento). Certo, in questo momento si sente la distanza dal centrosinistra, che nell’ultimo sondaggio in ordine cronologico, quello dell’Istituto Piepoli del 19 marzo, è dato al 38 per cento circa, con il solo Pd al 34 per cento.

BRUNETTA: «IL BRAND B. È FORTE». Ma il clima tra i fedelissimi di Berlusconi è in positivo. Il capogruppo alla Camera Brunetta, in un’intervista alla Stampa, ha spiegato l’obiettivo delle prossime europee, che si terranno tra due mesi: «Puntiamo al 30 per cento». Perché «da quando Berlusconi è sceso in campo, tra politiche ed europee, ha totalizzato 167 milioni di voti, tutti voti validi con il suo nome sulla scheda. È il numero di voti più alto nella storia repubblica. Berlusconi è stato il candidato che si è mangiato 7 segretari del Pci-Pds-Ds e altrettanti candidati presidenti del consiglio». E anche se per il momento il leader non può correre personalmente, i suoi non hanno dubbi: «Il brand è ancora fortissimo: basti pensare alle ultime elezioni in cui abbiamo perso, forse, per lo 0,37 per cento 140 mila voti. Dico forse perché conosciamo la perizia della sinistra nei seggi elettorali. Berlusconi non è il passato, è ancora il leader dei moderati italiani».

SENZA BERLUSCONI. Intervistati dal Corriere della sera, i principali sondaggisti confermano e ammoniscono i forzisti. Per Roberto Weber, di Swg, «se i berlusconiani non fanno quadrato, Forza Italia rischia di crollare al 12-13 per cento. Berlusconi ha una sola possibilità di andare sopra al 20 per cento. Trovare il modo di far passare il messaggio che la leadership è saldamente nelle sue mani. E che questa leadership viene esercitata».
Per Alessandra Ghisleri, la situazione resta per il momento però bloccata, anche contro la volontà del leader di Fi: «Renzi sta provando a governare col piglio dell’immediatezza, come piace ai giovani. Grillo si sta facendo intervistare in tv, e adesso manda anche i migliori dei suoi nei talk show, per provare a dare un’idea di concretezza e serietà. A differenza dei due competitor, però, Berlusconi non potrà adottare una strategia prima del 10 aprile», quando il Tribunale di sorveglianza di Milano deciderà se concedere l’affidamento in prova ai servizi sociali, l’unica misura che consentirebbe al leader di Fi di uscire poi di casa e muoversi per la campagna elettorale. Oppure deciderà se il leader di Fi sarà costretto a casa ai domiciliari, impedendogli quindi qualsiasi conduzione.

MARINA O BARBARA. Rispetto alla discesa in campo dei figli di Berlusconi, Ghisleri, che è molto vicina ad Arcore, dice che «questo scenario per adesso è stato smentito. Comunque a Berlusconi rimangono molte carte. Il fatto che Fi è decisiva per il processo di riforme è una di questa». Weber con Swg invece ha provato ad approfondire anche con i sondaggi cosa accadrebbe con i figli di Berlusconi in campo: «Barbara va meglio della sorella Marina – spiega. – Piace al 65 per cento di quelli che si dichiarano elettori di Fi. Quindi molto di più della sorella maggiore».