Si esalta il calcio d’agosto come se fosse la Champions League. Basta, aridatece Pertusellese-Milan

Non c’è più tregua, non c’è più soluzione di continuità. Si sprecano tonnellate di carta, autentica o virtuale a discutere di niente

Il campionato d’agosto, mah. Tanti anni fa scrissi un articolo per un evento epocale, un’amichevole estiva tra Sampdoria (belin, a proposito, l’ho sempre detto che l’Europa League fa male e se la conosci la eviti) e Udinese. Un fatto storico perché prima dell’inizio ufficiale delle ostilità le squadre di serie A non si incontravano mai e tutte le partite erano in provincia con avversari di serie D, C, ad esagerare serie B.

Poi è arrivata la tv e niente, sempre ma soprattutto d’estate, riempie i palinsesti come il caro vecchio futebol. E via con derby tra Inter e Milan d’agosto, sfide con Real Madrid e Borussia Dortmund, amichevoli all’estero. I ritiri? Una settimana al massimo e si comincia con la sarabanda che non sembra neanche estate, sembra già campionato vero con gente che si strappa i capelli, allenatori già sotto processo, fenomeni una settimana prima improvvisamente relegati al rango di pippe storiche. Non c’è più tregua, non c’è più soluzione di continuità. Si sprecano tonnellate di carta, autentica o virtuale a discutere di niente.

E poi c’è la politica che, tra twitter e gli altri social, pure lei non va mai in ferie. Sono arrivati pure sti rompiballe dei grillini sempre con la lancia in resta, scandalizzati perché Montecitorio chiude due settimane. Ma prendessero esempio dal loro capo ammollo in Sardegna. E la chiamano estate? Aridatece Bruno Martino, i tornei dei bar, le gazzose, Pertusellese-Milan, agosto chiuso per ferie, Celentano che canta Azzurro, il silenzio della rete, l’assenza dei device. La preistoria in genere.

Foto Ansa