Oliviero Toscani fa un calendario sul triangolo più antico del mondo «per non provocare»

Il fotografo mette la sua firma per il Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata e punta l’obiettivo «molto da vicino» tra le gambe di 12 donne. Ovviamente è scattata la polemica. Toscani si schermisce, dicendo: «Sono così ingenue queste foto: il contrario della provocazione» e poi si smentisce su Radio 24: «L’arte moderna è la comunicazione. Bisogna fare le cose giuste al momento giusto e interessare la gente». Cioè provocare. Ma sono secoli che quella cosa lì va di moda

Questa sera a Firenze, in occasione della manifestazione di moda Pitti Uomo, sarà presentato ufficialmente il calendario 2011 del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale, firmato dal fotografo Oliviero Toscani e dedicato al triangolo pubico. Proprio così. Toscani per il suo calendario ha scelto il più intramontabile dei temi: la f..a. Da gennaio a dicembre, dodici triangoli per dodici pagine. E tutti fotografati da molto, molto vicino.

Puntuale e prevedibile come quei cinque giorni al mese (metafora non casuale), è scoppiata la solita polemica.
Le femministe scatenate contro la mercificazione del “corpo della Donna”. Il ministro delle Pari opportunità in preallarme. L’indignazione dei moralisti. Perfino il Consiglio comunale di Firenze, la cui rossa maggioranza non è precisamente composta da chierichetti e catechisti, lunedì scorso ha votato all’unanimità una mozione per chiedere ai responsabili della manifestazione di bloccare l’evento di presentazione.

In vista della serata, Oliviero Toscani naturalmente ringrazia per la pubblicità gratuita e finora si è preoccupato al massimo di spiegare che no, non è come pensate, il suo non è un calendario da camionisti. «Sono così ingenue queste foto: il contrario della provocazione», ha detto ieri il fotografo a La zanzara, il talk show di Giuseppe Cruciani su Radio 24. Poi, però, nel tentativo di nobilitare un po’ il livello della cosa, si è clamorosamente auto-smentito: «L’arte moderna è la comunicazione, in un certo senso. Bisogna fare le cose giuste al momento giusto e interessare la gente». Fare le cose giuste al momento giusto e interessare la gente: cioè, appunto, provocare. 

L’arte di Toscani insomma non deve avere un valore eterno, deve solo fare rumore, creare l’evento. Ma fin qui, è la scoperta dell’acqua calda. Il dramma in realtà è che anche come provocatore Toscani pare avere esaurito il suo celebre genio. Solo un vero bollito, infatti, può sostenere che mettere in fila dodici triangoli “visti da vicino” significhi saper «fare le cose giuste al momento giusto». Sono secoli che quella cosa lì va di moda. Ogni momento è quello giusto.