La riscoperta delle opere di Bianca Pitzorno
Da qualche tempo la casa di animazione per eccellenza, la Disney, ha abbandonato l’idea della principessa che aspetta il principe azzurro. Se già Mulan e Pocahontas erano dei personaggi femminili con un bel caratterino, è con Rapunzel (2010) che si ha un netto cambiamento. Comincia l’era delle ragazze che si salvano da sole, che non aspettano nessun cavallo bianco per intraprendere un’avventura. Quando le storie hanno cominciato a virare verso eroine femminili, sono stati in molti a dire “finalmente”.

MEGLIO DEI REGGISENI. Il romanzo più celebre di Bianca Pitzorno è “Ascolta il mio cuore”, uscito nel 1991, che racconta delle vicissitudini di Prisca, Elisa e Rosalba, tre grandi amiche alle prese con il diventare grandi. A un certo punto Prisca vorrebbe diventare un torero, ma questo non è possibile perché è un ruolo adatto agli uomini. La bambina però non esiterebbe un secondo a cambiare sesso pur di poter inseguire il suo sogno. “Credo di avere fatto per l’emancipazione delle donne più giovani molto di più di chi andava a fare girotondi in piazza sventolando il reggiseno” ha raccontato l’autrice, ora 72enne, al giornale on line Softrevolutionzine. I libri della Pitzorno sono molto spesso inseriti nei programmi scolastici, negli stralci proposti dalle antologie, nell’elenco dei libri da leggere per l’estate. Di questo ovviamente è felice, ma spera che un giorno anche i programmi di studio cambieranno: “Le figure femminili sono sempre relegate ai paragrafi di fine capitolo. Perché i programmi scolastici rispecchiano la mentalità della società. Persino in casi eccezionali, come quella di Marie Curie, la si presenta sempre come una scopritrice in coppia”.
UN ALIENO ASESSUATO DA EDUCARE. Molti anni prima del suo bestseller, la Pitzorno aveva scritto un romanzo sui generis per il periodo, il 1979. In “Extraterrestre alla pari” si narra la storia di un alieno arrivato sulla Terra in una famiglia. Ma non si sa se il piccolo sia maschio o femmina, perché nel Pianeta dal quale proviene il sesso sarà chiaro solo a 18 anni. Per questo viene sottoposto a tutta una serie di test e di prove per capire cosa sia realmente. “Che temi trattati da me anni fa siano ancora dibattuti non mi dispiace. Per fortuna non sono stati liquidati da una regressione sociale ideologica che ha colpito molti altri campi. Certo, io speravo che certi pregiudizi fossero ormai stati superati per sempre, e invece mi trovo ancora a combattere perché la mia nipotina di quattro anni non sia educata come una gnegnè rosa confetto”. Il terrore per i giocattoli rosa viene portato adesso avanti da una campagna inglese chiamata “Let toys be toys”, che combatte perché i tradizionali colori per i giocattoli per maschietti e femminucce vengano abbandonati. “Negli anni Ottanta ricordo l’orrore di scoprire le uova di Pasqua con sorprese da maschi e da femmine. Queste di solito erano gioiellini paccottiglia”.
L’EDUCAZIONE A SCUOLA. Questa storia è nata dopo che la Pitzorno aveva letto “Dalla parte delle bambine”, un saggio di Elena Gianini Belotti (Feltrinelli), la cui tesi era che il bambino dovesse svilupparsi nel modo a lui più congeniale. Spiega ancora la scrittrice nel suo sito: “Mi interrogavo sulle responsabilità dei genitori e degli adulti in genere. Mi rendevo conto che certi pregiudizi sono radicati così profondamente che anche per le persone meglio intenzionate è quasi impossibile dare ai figli e alle figlie una educazione proprio uguale”. Lei stessa dichiara di avere avuto problemi per la pubblicazione del libro, rifiutato da molti: “Alla fine accetto di pubblicarlo l’unico editore che non l’aveva letto”.

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Attraverso il gioco e la loro creatività, i bambini conoscono il mondo e apprendono in modo spontaneo, fin da piccolissimi. Ingabbiarli negli stereotipi di genere, significa soffocare la loro creatività e costringerli a seguire una strada già ben definita a misura delle tradizioni culturali dei genitori senza tener conto prima di tutto delle inclinazioni individuali.
A mio parere poi al di fuori della sessualità e di fatto della procreazione, le differenze tra i generi sono insignificanti, in particolare a livello intellettuale. Lo scostamento nei ragionamenti è un fatto legato ai condizionamenti culturali di una società che in passato, priva della tecnologia, faceva della forza fisica l’elemento discriminante per relegare le donne in ambiti di scarso potere sostenendo che le donne non sono portate per i ruoli di potere ma sono più portate per l’accoglienza in virtù del loro ruolo di madri.
Oggi nei paesi più avanzati questo tipo di mentalità è ormai tramontato definitivamente. In Italia purtroppo dobbiamo ancora fare tanta strada ma prima o dopo sono sicura che ce la faremo a sradicare questa cultura ottocentesca che ha condizionato anche le donne senza che si rendessero conto che prima di essere l’angelo del focolare sono persone esattamente come gli uomini e oltre il diritto, hanno il dovere di essere presenti nelle stanze dei bottoni al fianco degli uomini.