Ilaria Stagni: «È stato Matt Groening in persona a scegliermi, Mediaset non può togliermi Bart»

Sono partiti i provini per sostituire la voce italiana di Bart Simpson. Peccato che la diretta interessata non ne sapesse nulla: «Sono basita, Mediaset mi ha proposto una decurtazione del 75% dello stipendio e non ho accettato, così sono stata messa alla porta».

Alla fine quello che Ilaria Stagni temeva si è avverato. La storica doppiatrice di Bart Simpson in una recente intervista a tempi.it aveva raccontato di alcuni problemi contrattuali tra Mediaset e i doppiatori del cartone The Simpson e della paura di trovarsi, molto presto, a non poter più prestare la sua voce al figlio pestifero di Homer. A distanza di qualche mese quei timori si sono rivelati realtà: «Mediaset ha cominciato, a mia insaputa, a convocare colleghi doppiatori per assegnare il ruolo di Bart e Marge Simpson. Fortunatamente nessuno ha ancora accettato di sottoporsi ai provini».

Lei e Liù Bosisio (doppiatrice di Marge, ndr) siete fuori dal cast. Cos’è successo?
Qualche mese fa Mediaset ci annuncia che, a causa di difficoltà finanziarie, è costretta a una riduzione dello stipendio del cast di doppiatori dei Simpson. La richiesta è il 75 per cento di compenso in meno. Io e i miei colleghi chiediamo di aprire una trattativa e ci dichiariamo disposti a una riduzione del 40%. L’azienda di Cologno Monzese non accetta e tutto tace fino a quando, pochi giorni fa, un mio collega mi chiama e mi avverte dei provini in corso per la parte di Bart.

Un fulmine a ciel sereno…
Sono rimasta basita, davvero io e Liù non ce l’aspettavamo, per giunta senza alcun avviso. Sono 25 anni che presto la mia voce a Bart, è nel mio Dna e io sono nel suo, non posso credere che da domani potrebbe avere la voce di un’altra persona.

E allora perché non ha accettato la riduzione come gli altri colleghi?
Perché non ho alcuna intenzione di sottostare a questo ricatto. I miei colleghi sono liberi di fare le loro scelte in libertà, ma io e Liù non avremmo potuto accettare un sopruso del genere. Mi lasci ribadire un concetto: i doppiatori italiani non ricevono un compenso milionario come quello delle voci americane. Usufruiamo soltanto di una maggiorazione sul contratto collettivo nazionale dovuta ai tanti anni continuativi di lavoro. Se Mediaset ha davvero le difficoltà di cui tanto si lamenta, forse dovrebbe tagliare trasmissioni più costose e meno belle, come il Grande Fratello, per esempio.

Come ha accolto la notizia il creatore della famiglia gialla, Matt Groening?
Ottima domanda. Il signor Groening non sa nulla e credo che non ne sarebbe felice visto che proprio 25 anni fa è stato lui a scegliere tutto il cast di voci italiane. Purtroppo io e la mia collega non abbiamo alcun modo per contattarlo e di sicuro la produzione italiana non ci aiuterebbe a farlo.

E non c’è altro modo per tutelare il vostro lavoro?
Ci sarebbero le vie legali, ma siamo sinceri: mettere in piedi una causa mi farebbe terra bruciata attorno, io lavoro con la mia voce, un polverone del genere mi segherebbe le gambe. Mi sento sotto ricatto.

La sua speranza?
La mia speranza sono i fan. Spero che si facciano sentire, che alzino la voce e si rifiutino di accettare un’altra voce, come si fa a snaturare un personaggio in questo modo? Allora tanto vale mandare in onda la versione italiana sottotitolata.

Una prassi poco diffusa in Italia…
Per niente! Allora lo vede che stiamo parlando di un cane che si morde la coda? Mi rivolgo ai fan dei Simpson: fatevi sentire, sui social newtork, su YouTube, in qualsiasi modo, è l’unico modo per riavere il vostro Bart e la vostra Marge.

Twitter: @paoladant