“Guarda la Stella, invoca Maria”. Convegno con Negri, Cavina e Stephanie Raeymaekers

Sabato 21 novembre a Vignola (Mo) un incontro con grandi testimonianze per «imparare a giudicare» in tempi difficili. Tra i relatori anche il vescovo Castellucci, padre Tognetti, Di Tolve

convegno-volantinoParlerà una donna nata in provetta per raccontare il dolore di chi viene fatto nascere per soddisfare il bisogno dei genitori. Parlerà un ex leader del movimento Lgbt per dire che è possibile tornare a vivere la sessualità secondo natura. Parlerà un vescovo per spiegare le tentazioni mondane che affliggono seminaristi e sacerdoti descrivendo la via per combattere il male «giudicandolo» e ricordando che «solo Maria può aiutarci a uscire dalla confusione. È Lei quella che nella storia ha sempre salvato la Chiesa da sbandamenti ed eresie». Monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi, spiega a tempi.it di cosa tratterà il convegno “Guarda la Stella, invoca Maria”, che si terrà sabato 21 novembre a Vignola (Mo) in via Grandi, 236.

UNO VUOTO RIEMPITO. Ad aprire l’evento alle ore 10.00 ci sarà un altro vescovo, monsignor Luigi Negri, della diocesi di Ferrara, che interverrà su “Il bene e il male: una scelta di libertà”: «Come ha detto recentemente il Papa, il nulla ci travolge perché gli abbiamo lasciato spazio con la mondanità, con il rifiuto di Dio nel quotidiano. Da qui nasce il più grande peccato occidentale: l’aver perso coscienza del peccato, ossia della differenza fra bene e male».
Erio Castellucci, vescovo di Modena, sarà presente per descrivere le “tentazioni nella vita di Maria”. Dopo di lui interverrà padre Serafino Tognetti, successore di don Divo Barsotti nella guida della Comunità dei Figli di Dio, che descriverà la figura di san Giuseppe come antidoto all’azione del demonio nella vita religiosa. Non è un caso, secondo Cavina, che si tratti della realtà del demonio a ridosso degli attentati islamici a Parigi: «Oggi è quantomai necessario dare un giudizio che nasca dalla fede». Siamo di fronte a un male che lascia spazio a un altro male, «siamo di fronte a un’Europa che ha già da tempo abbracciato la cultura della morte. Infatti, anche i ragazzi occidentali non amano più vivere come conseguenza dell’abbandono del Dio della vita che solo ci dà la vita».

DALLA MORTE ALLA VITA. I testimoni che interverranno nel pomeriggio, come Luca di Tolve, oggi a capo dell’Associazione gruppo Lot comunità Regina della Pace, e Stephanie Raeymaekers, nata tramite fecondazione eterologa, aiuteranno a comprendere «come dalla morte si possa passare alla vita, obbedendo all’ordine della creazione e ai suoi limiti». Proprio questo rifiuto del limite sarà illustrato da Cavina, che lo considera fra le tentazioni principali dei seminaristi moderni: «Tendono ad evitare l’obbedienza, l’ascesi e la disciplina necessarie per trasformarsi ad immagine e somiglianza di Dio». Insieme a questa tentazione c’è anche quella della «superficialità, della mancanza di giudizio appunto, che ci porta, come disse Giovanni Paolo II, ad accettare le mode del pensiero non cristiano, minando la fede integrale». Per questo, «come ci ricordava papa Benedetto XVI, dobbiamo tornare a Maria, la sola che può salvarci dalle eresie. A lei che, come dice san Bernardo, è la stella che invocata e seguita, illumina il cammino umano».
Anche Negri spiega che la Madonna è «quanto mai fondamentale: come madre della Chiesa solo lei può fortificare sua figlia educandola alle ragioni della fede e al coraggio».