Garanzia appena scaduta e lavastoviglie andata. Non è un caso, è scienza

Uno studio tedesco dimostra che gli elettrodomestici casalinghi sono programmati per smettere di funzionare sul finire della garanzia. Il sospetto diventa amara verità

La lavastoviglie fa un rumore strano. Un bip assordante e continuo e persino il gatto scappa in un’altra camera. Ci siamo, dopo tre anni di onorato servizio arriva il primo inceppamento. La luce che lampeggia accanto alla scritta Error è terribilmente vicina a un’etichetta che nessun lavaggio ha fatto andare via: “In caso di guasto chiamare il numero 199.0000” e un minuscolo asterisco ci ricorda che il numero dell’assistenza tecnica ha un costo di un euro al minuto. Molto bene, niente panico.

GARANZIA, QUESTA SCONOSCIUTA. Dove saranno finite le istruzioni? Un’ora non basta per trovarle e intanto le operazioni elementari attorno alla lavastoviglie piena di piatti sporchi della cena vanno avanti con ordine. Spegnere, attendere trenta secondi, riaccendere. Maledetto bip assordante. Staccare la spina, aspettare trenta secondi, riattaccare la spina. Bip assordante ancora pervenuto. Dall’altra stanza una voce esulta che manco i mondiali del 2006. «Trovati!». I benedetti libretti d’istruzione, impolverati e nascosti in chissà quale anfratto del trilocale. Forno, phon, phon già buttato via, rasoio elettrico, tostiera mai usata, aspirapolvere abbandonata in solaio, lavatrice numero 3, lettore mp3 regalato a una pesca di beneficenza dell’oratorio, un biglietto del tram del 2006 e finalmente le istruzioni della lavastoviglie urlante.

RISOLUZIONE PROBLEMI. Dopo cento pagine finalmente è il turno della lingua italiana. Risoluzione problemi: “Ricordate che spesso i problemi della vostra lavastoviglie sono risolvibili senza l’aiuto dall’assistenza tecnica” Grazie al cielo. Ecco le operazioni da fare da soli. Spegnere e riaccendere, già fatto. Staccare la spina, già fatto. Pulire i filtri, fatto. E adesso? “Se tutte queste operazioni non vi hanno permesso di risolvere il problema chiamate il numero a pagamento”, ricordando che è sempre meglio chiamare i tecnici del marchio acquistato, che “gli altri” chissà cosa potrebbero combinare. Per fortuna c’è la garanzia, due anni del produttore più una aggiuntiva pagata lautamente. Sopraggiunge l’orrenda scoperta: la garanzia è scaduta  il 1° gennaio 2013, ma sono passati solo due mesi, verranno lo stesso gratis, no? «Pronto, sì signora veniamo a controllare. No, se la garanzia è terminata a gennaio non possiamo farci nulla. Si, così su due piedi non le saprei dire, ma ci metta 50 euro di chiamata e almeno 100 per cambiare il pezzo. Prezzi di mercato, eh». Il bip assordante cava un “ok” a denti stretti, tutto pur di non sentire più quell’odiato rumore in sottofondo e quell’odore di stantio.

È TUTTO UN COMPLOTTO. Una lavastoviglie nuova e qualche imprecazione dopo, l’amara scoperta. È tutto un bluff, titolano i giornali. “Gli elettrodomestici sono programmati per autodistruggersi alla scadenza della garanzia”. Quel complottista del signore sul tram aveva ragione quando diceva che ai suoi tempi gli elettrodomestici duravano una vita e ora si sciolgono come neve al sole alla velocità della scadenza della garanzia. Chissà se sta leggendo lo studio pubblicato in Germania su quella che definiscono “obsolescenza programmata”. Questi benedetti aggeggi di cui non possiamo fare a meno si rompono proprio quando dovrebbero e cambiarli è più conveniente che aggiustarli. Non vedo l’ora di trovarmi davanti un gentile commesso che pronunci la parola “indistruttibile”, come minimo gli chiederò di prestare giuramento e assumersi le responsabilità delle sue dichiarazioni mendaci.