Comunione e Liberazione interviene sul caso Ruby

Il sito web della rivista internazionale di Cl Tracce, ha pubblicato in anteprima un commento sul caso Ruby, presente sul prossimo numero di Febbraio: «Sulle inchieste serve chiarezza. Se c’è l’ipotesi di reato (reato, non peccato: quello fino a prova contraria non riguarda i giudici) si indaghi e in fretta»

Sulla crisi politico – istituzionale che l’Italia sta vivendo, aggravata nelle ultime settimane dall’apertura dell’inchiesta dei Pm milanesi, che coinvolge il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, interviene il movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Dal sito web del mensile internazionale “Tracce”, organo di CL, viene infatti pubblicato un commento presente sul numero di Febbraio, in cui si esprime il giudizio sul caso Ruby e sul suo impatto sulla scena politica e sociale italiana. Secondo CL, «sgomento», il termine usato dal Card. Angelo Bagnasco, per accennare a questi fatti, è «parola vera».
 
«Certo – prosegue il commento – sulle inchieste serve chiarezza. Se c’è l’ipotesi di reato (reato, non peccato: quello fino a prova contraria non riguarda i giudici) si indaghi e in fretta. Ma se viene presa sul serio, questa inquietudine profonda – continua il documento – porta a una domanda: chi può salvarci da questo? (…) Qui lancia la sfida il Cristianesimo. Qui, ancora una volta, ci provoca fino in fondo Cristo, l’unico che può generare una morale, cioè salvare l’umano (…) fino a cambiarlo.(…) Ma qui si capisce anche il realismo dei criteri che la Chiesa ha sempre usato per giudicare la politica e i politici: il bene comune, appunto, e la libertas ecclesiae, prima e più della coerenza e dell’ineccepibilità morale del singolo». L’intervento si conclude con una richiesta: che «la politica (…) lasci spazi di libertà a questo luogo (la Chiesa), perchè essa rende presente nel mondo qualcosa che non ha paragone con Usura, Lussuria e Potere. Qualcosa di infinitamente più grande. Qualcuno di vero».