Nella lite da cortile tra Carofiglio e Ostuni, la cosa più furba l’ha detta mamma coniglietta
Cosa cāĆØ di più avventato per un recensore? Dare dello Ā«scribacchino mestieranteĀ» a un magistrato che scrive Ā«legal thrillerĀ» o criticare lāopera di uno scrittore di Ā«legal thrillerĀ» che ĆØ anche un magistrato? Vincenzo Ostuni, intellettuale Tq (movimento cultural-generazionale a vocazione ribelle),Ā editor di Ponte delle Grazie, li ha attaccati entrambi, ovvero il magistrato-senatore piddino Gianrico Carofiglio e il suo ultimo romanzoĀ Il silenzio dellāonda.
LA CRITICA SU FACEBOOK.Ā Per George Orwell, che fu scrittore ma anche recensore, l’errore di Ostuni sarebbe stato anche quello di parlarne “gratis”, del libro di Carofiglio.Ā A scatenare lo scrittore-magistrato del Pd, infatti, ĆØ stato un post sulla bacheca di FacebookĀ dell’intellettuale Tq. Allāindomani dellāassegnazione del Premio Strega di questāanno, Ostuni, dopo aver definito lāopera vincente di Alessandro Piperno Ā«un libro profondamente mediocreĀ», Ā«una copia di una copia, un esempio prototipico di midcult residualeĀ», ĆØ passato all’attacco del terzo classificato, Carofiglio: Ā«Ha rischiato di far troppo bene anche un libro letterariamente inesistente, scritto con i piedi da unoĀ scribacchino mestierante, senza unāidea, senza unāombra di responsabilitĆ dello stile, per dirla con BarthesĀ». Ostuni ĆØ editor della casa editrice del romanzo secondo classificato.
IL MIDCULT RESIDUALE DELL’ANTIBERLUSCONISMO. Mentre Piperno tace, forse un poā disorientato da quellāĀ«esempio prototipico di midcult residualeĀ», Carofiglio, rettifica o no, chiede a Ostuni cinquantamila euro. Non ha mandato giù, come specifica in unāintervista aĀ Repubblica, lāinsulto (mestierante scribacchino)Ā e si ĆØ mosso per dovere civile. Il denaro verrĆ destinato a Save the children. Sono accorsi in aiuto dell’editor squattrinato, contro il querelante filantropo, i āgiovaniā intellettuali guidati da Gabriele PedullĆ e Emanuele Trevi (2°classificato al Premio Strega), che la settimana scorsa si sono incontrati a Roma per fare una lettura di gruppo davanti al commissariato di Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana (Carlo Emilio Gadda). Massimiliano Parente, penna culturale del Giornale, che ha partecipato alla rapida manifestazione, ha raccontato la versione di Trevi. Secondo Trevi, scrive Parente, il berlusconismo ha lasciato inĀ ognuno di noi Ā«una pila d’identitĆ carica, che finisce per scaricarsi sugli oggetti sbagliati, e Carofiglio, come identitĆ , ha una Torre Eiffel interioreĀ». Ā«Carofiglio se l’ĆØ presa con Ostuni perchĆ© non c’ĆØ più BerlusconiĀ». In pratica ĆØ colpa di Berlusconi.
LA BACCHETTATA DEL Ā«FIGLIO DEL ā77Ā». Ā A infilarsi nella querelle ĆØ anche lāeditor di MondadoriĀ Edoardo Brugnatelli, il quale spiega che Carofiglio avrebbe impartito a Ostuni Ā«una lezioncinaĀ» sulle Ā«buone maniere e la civiltĆ dei rapportiĀ». Ā«Lāecosistema culturale nel quale viviamo – chiarisce Brugnatelli – ha un bisogno terribile della critica, anche di quella più corrosivaĀ», la quale, secondo lāautodefinitosi āfiglio del ā77ā, dovrebbe sottostare comunque alla Ā«regola eternaĀ» che mamma coniglietta spiega a Tamburino nel cartone animato Bambi: Ā«Se non hai nulla di gentile da dire, stai zittoĀ».
UN CLASSICO PER ROTTAMARE QUESTA VICENDA.Ā Tutto potrebbe finire con una donazione di massa a Save the children e con autori di critiche corrosive che ripassano le regole del mestiere guardandosi Bambi. A prescindere dall’happy end, però, per evitare futuri inconvenienti, sarebbe meglio rileggersi un’autoritĆ in materia. Come Anton Cechov Ā (Senza trama e senza finale, Minimum Fax) che nel 1898 scrisse: Ā«Non ĆØ compito degli scrittori accusare, nĆ© perseguire, ma prendere le difese di chi, magari colpevole, ĆØ stato giudicato e condannato. Si dirĆ : e la politica? E gli interessi dello stato?Ā Ma i grandi scrittori e artisti debbono occuparsi di politica solo quel tanto che basta per difendersi da essa. Di accusatori, procuratori, gendarmi, cāĆØ nāĆØ giĆ troppi anche senza di loroĀ».
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