Ancora oggi i genitori che osano dubitare di bloccanti e chirugia sui figli adolescenti sono percepiti come mostri incapaci di accettare. Parla Luisa Fressoia, pedagogista di Agapo-t
(Foto di Delia Giandeini su Unsplash)
Sempre più spesso, nei gruppi di Agapo-t - Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali e Transessuali nata e attiva dal 2006 - a prendere la parola sono le madri ma anche i padri di adolescenti decisi a cambiare sesso. «Soprattutto i casi femminili sono in impressionante aumento», spiega a Tempi Luisa Fressoia, pedagogista esperta di educazione alla differenza sessuale e di metodologie autobiografiche. «Ragazze con l’ansia di fare presto e di “concludere la transizione”, il volto che cambia sotto l’effetto del testosterone, i peli che spuntano sul mento, la mastectomia praticata su seni sani».
Intorno un applauso corale: scuola e compagni cambiano nome e pronomi, celebrano la nuova identità come gesto di civiltà superiore. Non è un’eredità del lockdown. Già prima del Covid (nel 2015 “gender” e “transgender” erano tra le parole più cercate su Google) una madre racconta che in una classe di liceo con 25 studenti frequentata da sua figlia, ben 17 si dichiaravano non-binary, g...
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