Per tutti, senza Dio, senza il riconoscimento della dipendenza da colui che ci ha fatti, comunque lo vogliamo chiamare, la fedeltà è difficile e l’amore diventa una provvisorietà emotiva
Uno scorcio del chiostro dell’Abbazia cistercense di Fontenay, Francia (foto Depositphotos)
Dal 5 al 7 giugno scorsi, a Carate Brianza, il mio paese, si è tenuta la festa di In-Presa e Don Gnocchi, le due scuole promosse dalla comunità ciellina lì presente. Nel paese di 18 mila abitanti le due scuole costituiscono complessivamente una realtà imponente: oltre 1.200 studenti e 120 insegnanti. La partecipazione alla festa di ragazzi, genitori e professori è stata corrispondentemente rilevante. Il direttore di questo giornale, insieme ad Andrea Siciliano e mia nipote Emilia Mauri, professore e studentessa entrambi del Don Gnocchi, ha fatto l’intervento principale all’incontro centrale della festa, dal titolo tratto da un verso di Clemente Rebora: «Contro la noia sguinzaglia l’eterno». Faccio qualche riflessione, estesa anche a problematiche adulte, al di fuori della scuola.
Innanzitutto osservo che, da quel che ho capito, l’insistenza sull’argomento della noia come titolo della festa è venuta dagli studenti del Don Gnocchi e segnatamente da quelli di Gioventù Studentesca, il movi...
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