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Vecchia: «Bangkok sommersa dall’acqua, la capitale è allo stremo»

ottobre 25, 2011 Paola D'Antuono

Bangkok sconvolta dalle inondazioni. La capitale thailandese è completamente invasa dall’acqua, che sta raggiungendo le aree centrali. Stefano Vecchia, giornalista italiano che vive in Thailandia, raggiunto da Tempi.it ha disegnato uno scenario sconfortante: «La sopravvivenza quotidiana è messa in pericolo. Mancano cibo e acqua e abbiamo davanti ancora quattro settimane d’emergenza»

Bangkok, capitale thailandese con 12 milioni di abitanti, in questi ultimi giorni sta vivendo una vera e propria emergenza, dovuta alle insistenti pioggie che da luglio scorso stanno interessando la zona. Sei distretti della metropoli sono completamente inondati e, stando all’ultimo bollettino meteo diramato, sembra che la situazione sia addirittura destinata a peggiorare, anche a causa dell’alta marea. Abbiamo chiesto a Stefano Vecchia, corrispondente dall’Asia per Tempi, che vive a Bangkok, di raccontarci il difficile stato in cui versa la capitale.

Cosa sta succedendo a Bangkok?
La situazione è drammatica, a tal punto che questa mattina il premier thailandese Yingluck Shinawatra ha chiesto alle aziende pubbliche e privare di concedere ai propri dipendenti alcuni giorni di ferie, da giovedi sino a lunedi prossimo. Questi saranno i giorni della crisi, in cui sono previste le due ondate di piena decisive. Ormai Bangkok è allo stremo: la città è invasa  dall’acqua nelle sue aree settentrionali e con l’esondazione di ieri del fiume Chao Phraya, che attraversa la città, la piena sta raggiungendo le aree centrali della città.

Un aeroporto è stato costretto a chiudere
Si tratta dell’aeroporto Don Muang, che fino a pochi anni fa era lo scalo principale di Bangkok e oggi è il secondo scalo internazionale del paese dopo l’imponente Suvarnabhumi. Oggi è stato completamente allagato e le compagnie aeree, a maggioranza locali hanno deciso di trasferire i propri voli.

 

Cosa accadrà in questi tre giorni di ferie obbligate?

I cittadini avranno tempo di porre in salvo le proprie cose e chi vuole potrà lasciare la città. Le grande aree di migrazione, che si trovano nelle aree settentrionali del paese, quelle colpite dall’alluvione, sono interrotte a causa dell’acqua e quindi impraticabili. Ma il problema che si sta ponendo in queste ore è la volontà degli abitanti della capitale di non lasciare le proprie case e le proprie attività. La gente non vuole andarsene, anche se l’acqua sta inondando tutto, anche se manca il cibo, manca l’acqua imbottigliata e l’acqua potabile in alcune parti è stata contaminata da agenti inquinanti. Un vero incubo per chi deciderà di rimanere.

 

Un’emergenza a cui il paese non era preparato
Quest’anno la Thailandia ha avuto piogge monsoniche più abbondanti del solito, che hanno creato grosse difficoltà. A ciò si aggiunga anche qualche errore di valutazione, per esempio la mancata liberazione dei grandi invasi, ed è chiaro come si sia arrivati a questo punto. Ormai l’acqua ha raggiunto tutte le zone agricole  e un terzo del paese è in stato di emergenza ufficiale, in realtà la metà del paese vive un reale disagio dovuto alle piogge, ormai l’alluvione scesa dal nord sta raggiungendo e annientando le difese attorno alla capitale.

 

Quali sono le difficoltà maggiori?
Sicuramente la sopravvivenza quotidiana. La maggior parte dei negozi sono chiusi, il cibo scarseggia e nemmeno i ristoranti sulle vie principali hanno resistito. Purtroppo l’emergenza è destinata a durare ancora quattro, sei settimane, difficile immaginare uno spettacolo più impressionante di quello a cui sto assistendo ora.

 

Ascolta l’intervista integrale a Stefano Vecchia

[podcast pid=67/]

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