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Come sarebbe il mondo senza il male? The Giver, quando il potere priva l’uomo della libertà e del desiderio per il suo “bene”

settembre 20, 2014 Benedetta Frigerio

Il film uscito l’11 settembre in Italia è tratto dall’omonimo romanzo americano, banditissimo nelle scuole

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Come sarebbe il mondo se l’uomo riuscisse ad abbattere ogni differenza? Cosa accadrebbe se la sofferenza fosse finalmente eliminata, insieme alla cattiveria e alla guerra? Cosa succederebbe se, al prezzo di perdere la libertà, l’uomo raggiungesse alcune delle sue massime aspirazioni?

SRADICARE IL MALE. Il film The Giver, tratto dall’omonimo romanzo del 1993 di Lois Lowry, nei cinema italiani dall’11 settembre, risponde a queste domande. Al centro della trama ci sono gli abitanti di una “Comunità” concepita per essere perfetta, all’interno della quale emerge il paradosso di un’utopia che per sradicare il male arriva a violentare educatamente l’uomo, controllandolo attraverso dosi quotidiane di anestetici del desiderio, affinché non smarrisca la retta via, e privandolo della memoria, perché non abbia nostalgia della grandezza del passato.

THE GIVERELIMINARE LA LIBERTÀ. «Le persone sono deboli. Quando la gente ha la libertà di scegliere, fa scelte sbagliate». Così il capo Consiglio degli anziani (Maryl Streep) giustifica il modo in cui dirige la Comunità, annullando la distinzione tra ricchi e poveri e imponendo a ogni cittadino di svolgere determinati compiti. Il Consiglio ha convinto gli uomini che ogni regola o legge emanata da chi detiene il potere sia di per sé giusta. Per evitare che le persone sbaglino, le famiglie vengono composte da un uomo e una donna asessuati, nuclei in cui è impossibile litigare ma dove manca l’amore, vigendo solo un rispetto formale. I bambini loro affidati, prodotti e selezionati dai genetisti, sono sanissimi, gentili, incapaci di trasgredire ma anche di porre le più semplici domande.

MORTE PROGRAMMATA. In questa Comunità tutto è tranquillo e non c’è traccia di vecchiaia né di malattia, perché quando queste si presentano viene attivato il processo di congedo, la morte programmata dal Consiglio. Ovviamente nessun abitante può aspirare a un cambiamento, non avendolo mai visto ed essendo addomesticato a vivere l’esistenza borghese che gli anziani garantiscono, facendo attenzione ad eliminare i ricordi o le ferite che potrebbero risvegliare il grido e il desiderio dell’uomo.

the-giver-movie-ftrL’ANTIDOTO AL SISTEMA. Sembrerebbe impossibile uscire da questa gaia disperazione che priva l’uomo del gusto del vivere. Invece anche nella Comunità esiste un punto di fuga: il donatore appunto, The Giver (Jeff Bridges), colui che possiede la memoria della storia, necessaria al sistema per reggersi e non commettere gli errori passati, e che deve tramandare la sua conoscenza a un prescelto. A riceverla è il giovane Jones (Brenton Thwaites), che provando per la prima volta cosa siano il bene e l’amore si accorge immediatamente di quanto è terribile la società apparentemente ideale in cui è cresciuto. Jones, pur spaventato dal dolore prima sconosciuto e sconvolto dai conflitti della storia, decide di accettare l’umanità così com’è, tutta intera, scoprendo la necessità del sacrificio per vivere la bellezza, l’importanza del dolore per aspirare al bene o della malattia per conoscere la carità e l’accoglienza.

LA RIBELLIONE. Quando Jones fa conoscere l’amore ai suoi amici, anche loro cominciano a desiderare e a usare la loro libertà per opporsi all’impostore. La ribellione del protagonista a un mondo comodo perché anestetizzato e tranquillo perché non libero contagiano lo spettatore. Forse le tantissime scuole americane che hanno censurato il romanzo perché troppo violento, impedendo che venisse letto nelle scuole, dovrebbero ripensarci.

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16 Commenti

  1. giuliano scrive:

    questa società programmata esiste già nella realtà, e noi in Italia la stiamo vivendo appieno

  2. Toni scrive:

    Diranno di no, ma è il mondo che tanti sognano. Nessuna differenza inconciliabile, solo quelle smorzabili ed armonizzabili nella toto-inclusione.

  3. Daniela scrive:

    Bellissimo!

  4. Dile scrive:

    Uno dei motivi principali per cui il libro è stato censurato è che mette in scena molto crudamente la realtà dell’eutanasia: non solo per gli anziani, ma anche per i bambini “difettosi”, come il “fratellino” di Jonas (che nel fotogramma dell’articolo lui tiene in braccio. Sono contenta che facciano il film, il romanzo è molto particolare e interessante

  5. Valentina scrive:

    Che storia orribile! Hanno fatto benissimo a vietare il libro nelle scuole. Una società come quella descritta sarebbe un incubo, una vita così non sarebbe vita. Meglio essere liberi: di sbagliare e imparare dai propri errori; di provare sentimenti; di fare esperienze preziose; di conoscere il mondo; di pensare a percorsi alternativi, a nuove idee e soluzioni… Meglio essere liberi di vivere realmente.

    • giovanna scrive:

      Brava, Valentina, hai capito tutto !

      • Valentina scrive:

        Non so, Signora Giovanna, se ho capito tutto. Io non ho la verità in tasca, mi limito a esprimere le mie impressioni personali in base a ciò che leggo, vedo e sento. Da ciò che ho letto, la trama di questo libro mi ha fatto un’impressione negativa, ma potrei anche averla interpretata male e magari a qualcun altro il libro può piacere. Potrebbe anche darsi che l’autore del libro avesse uno scopo, forse voleva metterci in guardia contro tutto ciò che da fuori sembra perfetto e in realtà non lo è. Chissà. Di certo a me non piacerebbe poter dire di me stessa che non ho mai sbagliato, non ho mai provato sentimenti perché sono stata programmata per non sbagliare e per non provare sentimenti. Come un robot. Sarebbe orribile.

    • Toni scrive:

      Giusto Valentina
      Quanto vale il libro della Mazzucco “Sei come sei” a scuola…. , un capolavoro. Invece che ste storie tristi!

      • giampiero scrive:

        Non è triste. E’ banale. Scontato.

        • Toni scrive:

          Valentina,
          hai sempre più ragione… è pure banale e scontato.

          Noi (intendo Toni e Giampiero) abbiamo i palati raffinati sappiamo gustare la vera letteratura e filmografia. Mazzucco …. forever!

          • giampiero scrive:

            Toni sono secoli che si scrive sui problemi della convivenza tra gli uomini. Altrettanto sui temi dell’alienazione dell’uomo nella società contemporanea. Da quando esiste il cinematografo sono molte le pellicole sul tema, e su proiezioni fantastiche sui futuri futuribili. Ci sono centinaia di capolavori assoluti dell’arte, su questi temi, con soggetti molto più affascinanti e intriganti. Del mio gusto raffinato lo puoi dire forte. Tu non so. Insomma una Mazzucco vale un the giver.

            • Toni scrive:

              @Giampiero

              I capolavori prima degli studenti dovrebbero essere in grado di “assaporarli” i professori.

              Forse per te una Mazzucco vale un The Giver, ma io sono sicuro che la Mazzucco nelle scuole, entra, su the Giver ho dubbi … anche se fosse stato Kubrik alla regia.

  6. giampiero scrive:

    Il problema non è che libri come questo non entrano nelle scuole. Il problema è che nelle scuole ancora non entrano come dovrebbero manco Brecht o Cèline. Figurati se stiamo aspettando un genio dagli Studios che ci fa capire la vita.

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