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Scontro Giannino-Albertini. «Sei come Mastella». «Ma non eri tu al Meeting?»

gennaio 31, 2013 Redazione

Il leader di Fermare il Declino: «Albertini vuole impedire una maggioranza in Lombardia». Albertini: «Non passerà la soglia di sbarramento»

Oscar Giannino, leader del movimento “Fare per Fermare il Declino”, attacca duramente Gabriele Albertini (Lista Monti). A margine della conferenza di presentazione di Carlo Maria Pinardi, candidato alla presidenza della Lombardia per FilD, Giannino ha detto: «La partita in Lombardia si incentra su una persona nella quale ho creduto e dalla quale ho ricevuto un’enorme delusione, cioè Gabriele Albertini. La strategia basata su Gabriele Albertini consiste nell’impedire che da questa regione venga fuori una maggioranza chiara in grado di governare a livello nazionale».

STRATEGIA MASTELLIANA. Il giornalista ricorda: «Ho candidato Albertini mesi fa come rappresentante della società civile (qui l’articolo di Giannino su Tempi in cui annunciava il sue endorsement a Albertini) e poi mi sono sentito dire che senza Berlusconi e Formigoni non si andava da nessuna parte. Poi, nell’arco di qualche mese, lo abbiamo visto protagonista spregiudicato di una campagna nella quale sbeffeggia Berlusconi e Formigoni, dai quali fino a poco prima si era presentato in ginocchio, dicendo che bisogna votare la sua lista unicamente affinché al Senato salti il premio di maggioranza. È una strategia mastelliana che non solo non fa onore a lui, ma non permette ai lombardi di votare chiaramente sulle questioni politiche regionali».

NON ERI TU AL MEETING? La risposta di Albertini non si è fatta attendere. In una nota, il candidato per la Lombardia e il Senato della Lista Monti ha detto di non accettare «lezioni di coerenza da Oscar Giannino». «Dopo aver bussato a tutte le porte, Giannino è deluso da tutti e alla fine corre da solo. La sua formazione non passerà la soglia di sbarramento e le sue idee rimarranno senza alcuno che le rappresenti. Ad Oscar ricordo che non ero io, ma lui al Meeting di Rimini a fine agosto, davanti a migliaia di persone, ad esaltare il governatore Roberto Formigoni e le eccellenze della Lombardia. Dopo poche settimane Formigoni è diventato il male assoluto. È successo con molti altri. Ora se la prende con me. Mi spiace, ma non accetto lezioni né di politica né di coerenza da lui. Se permette, gliele posso dare io».

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10 Commenti

  1. francesco taddei scrive:

    ecco un bell’esempio del carattere nazionale italiano

  2. Mirco Monzani scrive:

    Giannino ha perfettamente ragione. Albertini si è comportato in modo completamente incoerente con le sue affermazioni degli ultimi mesi, mentre Giannino ha sempre avuto una linea di coerenza con le sue affermazioni, come tutti hanno potuto notare ascoltandolo su radio24.

    • Francesco scrive:

      Veramente l’unico incoerente è Formigoni,banderuola al vento!!!

      Stimo sia Giannino che Albertini che peccato che non siano insieme.

      • Leonilde scrive:

        Stesso pensiero tuo.
        se non sono troppo indiscreta, tu hai idea di chi votare in Lombardia?
        LEGA:
        pro
        contro
        ALBERTINI:
        pro
        contro
        AMBROSOLI:
        pro
        contro

        • Francesco scrive:

          Voto Albertini,mi esaltavo per Formigoni del 1983 ai tempi di MP..ora non so più cosa pensare e non tanto per le accuse a lui rivolte e che spero sia innocente ma per ciò che propone.

  3. riccardo scrive:

    Ricordo bene l’intervento di Giannino al Meeting, intervento che è sempre stato sobrio, competente e preciso, argomentato da numeri, in coerenza con lo stile di Giannino. Non c’è stata alcuna esaltazione dell’operato di Formigoni, tranne quella che emerge dai numeri esposti. Gabriele, Oscar non ha “bussato” alla porta di nessuno, è solo che non ha trovato nessuno (tantomeno te) con il fegato di tagliare i ponti col passato, volendo restituire alla politica quel ruolo nobile che è il servizio dal popolo, del popolo, per il popolo.

    • Leonilde scrive:

      si, ma il problema e’ che una volta eletti, i piu’ si fanno prendere dagli interessi privati ( il classico debole) e deviano dal bene comune.

  4. Leonilde scrive:

    La personalita’ del candidato che viene eletto non e’ subordinata al programma.
    esempio: se il candidato e’ uno debole che si lascia influenzare facilmente ( quanti persone valide ma estremamente fragili ) il rischio e’ che parta da dio ma poi assorba e segua un consolidato modus operandi deviato. Il film e’ gia’ scritto : si mettera’ in brutti giri che ad un certo punto lo intrappoleranno e non gli permetteranno piu’ di essere portatore di quei valori per i quali la gente lo aveva votato.
    Da questo punto di vista Albertini mi sembra, ma potrei sbagliarmi, non lo conosco abbastanza, dicevo, mi sembra quello piu’ roccia, piu’ forte e deciso a seguire una certa condotta prima di tutto onesta e per il bene dei cittadini.

    • Filippo scrive:

      Cari tutti, il problema è che dividendosi fra Maroni, Albertini e Giannino, si fa vincere Ambrosoli. E’ inutile cercare la perfezione, se ci interessa salvare il tantissimo di bene che è stato fatto in Lombardia occorre votare chi ha più possibilità di battere Ambrosoli (e chi gli sta dietro). A questo punto mi pare sia Maroni, per cui, chi vuole si turi il naso, ma cerchiamo di essere realisti.

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