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Quello che fa OK col pollice chi è? Un feto? Un grumo di cellule? Un intruso? O è solo quel che si vede: un bambino

settembre 4, 2014 Giuliano Guzzo

Davanti alla foto di un figlio che dal grembo materno quasi saluta il nostro corposo elenco di parole si rivelerebbe subito per quello che è: un cumulo di menzogne per rendere l’aborto procurato meno grave e la nostra coscienza più pulita

fetoSi potrebbero scrivere interi libri semplicemente elencando gli stratagemmi lessicali impiegati per negare l’umanità del figlio non ancora nato: si va da «feto» (termine non sbagliato ma meramente descrittivo: nessun figlio, si sa, chiama il padre «adulto» e nessun nipote si rivolge al nonno apostrofandolo «anziano») a «grumo di cellule», da «embrione» a – per dirla con la scrittrice Dacia Maraini – «intruso che vuole accampare diritti», «prepotente che pretende di vivere» a spese della madre (Un clandestino a bordo, Rizzoli, Milano 1996, p. 14). Si potrebbero quindi davvero scrivere libri al riguardo. Forse persino enciclopedie, monumentali volumi da riporre uno accanto all’altro.

Ma poi, davanti alla fotografia di un figlio che dal grembo materno quasi saluta facendo “Ok” – com’è accaduto in questi giorni ad una coppia della Pennsylvania e come già accadde nel 2011 ad una madre di Manchester – il nostro corposo elenco di parole si rivelerebbe subito per quello che è: un cumulo di menzogne, un vergognoso tentativo di rendere l’aborto procurato – a sua volta mascherato come «interruzione volontaria di gravidanza», come se una guerra che uccide innocenti si potesse definire «interruzione improvvisa di esistenze» – meno grave e la nostra coscienza più pulita. Per tutte le volte che, per non riconoscere la meravigliosa realtà di un figlio o di un fratellino, abbiamo cambiato discorso o, più crudelmente, abbiamo scelto di mentire.

dal blog di Giuliano Guzzo

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76 Commenti

  1. Valentina scrive:

    Il tema dell’aborto è un ultradiscusso, se n’è parlato e se ne parla all’infinito. Alla fine, ognuno la pensa come vuole. Comunque, i termini “feto” o “embrione”, esattamente come “adulto” o “anziano”, e come lo stesso “bambino”, non sono offensivi per nessuno. Semplicemente corrispondono a quel preciso stadio dello sviluppo di un individuo. Non so se in tutti i casi di gravidanza si possa sempre parlare di “meravigliosa realtà”: penso soprattutto a gravidanze derivate da uno stupro o a bambini gravemente menomati… Non so se ciò che l’ecografia rivela possa sempre chiamarsi “meravigliosa realtà”. Mi è capitato di parlare con la madre di un ragazzo tetraplegico e garantisco che a lei la “realtà” del figlio non appariva affatto “meravigliosa”, per lei era una sofferenza immensa. Comunque, io resto dell’idea che l’aborto sia un tema delicatissimo e personale, la decisione spetta solo alla donna e ritengo che in tutti i casi la madre venga sempre prima del bambino.

    • giovanna scrive:

      Ecco, vorrei parlarci io con quella mamma col figlio tetraplegico e dirle che ci sono persone tanto insensibili davanti alla sua sofferenza e alla sua fatica, che invece di sostenerla , pensano che quel suo figlio amatissimo lei l’avrebbe dovuto uccidere. Ma si può essere così disumani ?
      E poi, se può vivere una come lei, signora Valentina, perché non avrebbe diritto di vivere un bambino “menomato ” o frutto di una violenza ?

      • Valentina scrive:

        Davanti alla disperazione di quella signora io non ho avuto il coraggio di dire niente. Ho visto io quanto era profonda la sua sofferenza e non me la sono sentita nemmeno di tentare qualche parola di consolazione che sarebbe stata inutile. Bisogna trovarsi nelle situazioni. E ci sono tanti modi di essere sensibili al dolore altrui. Comunque, vorrei sapere: esattamente cosa significa la sua frase “se può vivere una come lei”? Cosa significa “una come lei”?

        • giovanna scrive:

          Su, signora Valentina, si capisce benissimo : cosa ha di più lei, in quanto essere umano, di un bambino “menomato” ? O avrebbe più diritto di vivere lei di un bambino nato da uno stupro ?
          Non credo proprio. Una come lei, cioè una che si arroga la facoltà di stabilire chi abbia diritto di vivere o meno.
          ( Bel modo di essere sensibili al dolore altrui, pensando che quella mamma avrebbe fatto bene ad uccidere il figlio ! Pensi, un suo figlio, magari domani, che ne sappiamo, potrebbe avere una grave malattia e parlando con qualcuno racconterà dei suoi dolori e quella persona penserà : sarebbe meglio che il figlio morisse presto ! Ma perché non lo uccide ? Immagini di trovarsi in Belgio, sarebbe un pensiero persino appoggiato dalla legge. Non fa un bell’effetto riferito al proprio figlio, vero ? Eppure è quello che ha pensato lei di un’altra mamma )

      • Toni scrive:

        Tirano fuori il caso “estremo” per giustificare la malvagità.
        Il “menomato” che lo devono eliminare lo danno per scontato…. ma guai a parlare di eugenetica (quella la praticavano i nazisti… oggi non lo è perché si usano guanti sterilizzati)
        Il frutto dello stupro basta a non renderlo umano. Punto
        E si sentono buoni… aiutano… “non hanno il coraggio di dire niente”…. e quello che conta sono buoni cittadini che rispettano la legge … e gli basta.

  2. Filomena scrive:

    Nel giugno 1973 Gigliola Pierobon è processata per il reato di aborto. Sono molte le donne che muoiono e che corrono molti rischi cercando un modo per abortire ed è sempre più difficile contenere la rabbia. Dopo decenni di silenzio, ipocrisia e alcune proposte di legge, il 22 maggio 1978 la 194 elimina l’articolo del codice penale che considerava l’aborto come un delitto contro l’integrità e la sanità della stirpe – l’ossessione per l’embrione è una conquista recente. Ma la depenalizzazione come male minore rispetto agli aborti clandestini segna a fuoco la legge, condannandola a stare sulla difensiva, e fondandola su una difettosa concessione e sul conflitto insanabile tra la donna e l’embrione. Non solo: “La legalizzazione dell’aborto non ha mutato di un tratto la rappresentazione culturale dell’aborto rispetto al modo in cui l’ordinamento l’aveva ereditata dal fascismo”, scrive Silvia Niccolai in un commento sulla 194 a confronto con la legge 40.
    E se non cambia il giudizio morale, la legge verrà schiacciata – come sta succedendo – da un macigno di dolore necessario, di condanna e di vergogna. La tutela della stirpe cara al Codice Rocco rimane come un’ombra, perché la legge 194 non ha abbastanza luce per farla scomparire. La concessione insomma è limitata: “Aboliamo il divieto penale di aborto ma ricordiamoci che dobbiamo regolamentare la decisione di interrompere la gravidanza, non possiamo lasciarla stare dove altrimenti starebbe (nel privato, che nel linguaggio dell’epoca, con riferimento all’aborto, era sinonimo di clandestinità). Per regolamentarlo, dobbiamo individuare un punto temporale (inesaurita questione!), condizioni entro le quali l’aborto è legalizzato, e procedure per accertare queste due cose”. È significativo che l’aborto possa essere eseguito solo in ospedale, in quello spazio pubblico in cui il controllo possa essere esercitato facilmente, in cui tutti sanno che una donna è incinta e vuole abortire. O meglio, che una donna è incinta e proseguire la gravidanza sarebbe una circostanza pericolosa.
    Il quadro di riferimento è ancora quello conservatore. In questo sfondo la tradizionale proibizione assoluta (“non devi abortire”) è indebolita solo da una fragile eccezione (“puoi farlo se sei in pericolo”), che non scalfisce la condanna morale e la considerazione dell’aborto come innaturale. Il divieto assoluto ha solo mutato aspetto, si serve anche di termini e concetti tecnici e scientifici per mascherarsi meglio, come un camaleonte in agguato.

    I diritti e le tecnologie vengono trasformati in strumenti oppressivi, lasciando intatta la forma liberale. “Il contesto attuale può apparire in effetti molto felice per i nuovi conservatori, perché offre loro il terreno congeniale per difendere i diritti dell’embrione-persona e per deformare (come è caratteristico di quei conservatori che utilizzano in modo strumentale il linguaggio liberale) la responsabilità individuale e sociale verso i nascituri come modi di smontare lo spazio della libertà delle donne.”
    La legge 194 è una legge che nel corso degli anni è stata aggredita e corrosa soprattutto da uno dei suoi articoli, quello che prevede la possibilità per gli operatori sanitari di sollevare obiezione di coscienza ed essere così esonerati dalle procedure abortive. Non era un destino certo, come non è certo che da una pistola carica partirà un colpo mortale. E probabilmente non sarebbe stato possibile escludere la clausola di coscienza allora, cioè quando la legge è stata approvata e i ginecologi avevano scelto di fare i ginecologi in sua assenza. Tuttavia oggi le percentuali dell’obiezione di coscienza sono gli strumenti più potenti di dissuasione.
    A più di 35 anni di distanza ci sono reparti e intere città in cui non c’è nessun operatore a garanzia del servizio, nonostante la legge 194 obblighi ad assicurarlo. E sulla legge pesa una condanna morale che contribuisce a rendere questo destino immutabile.

    • beppino scrive:

      Bastava mettere un rimando (link) alle ipocrisie della Lalli. Sarebbe stato più semplice…

    • Francesca scrive:

      Maaaa….il fulcro del suo commento, Filomena?

    • beppe scrive:

      ecco la versione AGGUERRITA E IDEOLOGICA di filomena. ammappa come sei pungente! l’aborto NATURALE è sempre esistito ( ho scoperto dal suo libretto sanitario che anche mia mamma ha avuto un aborto SPONTANEO ) . tu invece desideri l’aborto libero e allegro : ma se un aborto spontaneo può lasciare addirittura del dispiacere in una mamma, figurati quel che lascia un aborto volontario ( e magari fatto a gravidanza avanzata..)

      • Toni scrive:

        @ Beppe

        Non so se hai abbandonato la discussione.
        Leggo sempre i tuoi interventi. Sei spesso terribilmente incxzzxtx come un bestia, anch’io lo sono spesso, questa viene considerata cattiveria, invece so che è che siamo terribilmente vivi. E nell’essere con questo nostro “difetto” non c’è peggio che assistere alla continua celebrazione di cose da uccidere e che finiscono in putrefazione (cosa è altrimenti, nella quint’essenza l’aborto e l’eutanasia?).

        Ciao Beppe :-)

    • Toni scrive:

      @ Filomena

      Quante chiacchiere!

      Quando abortisci uccidi un essere umano …. non lo capisce solo chi ha ucciso un poco se stessa. Lo immagino come un processo corrosivo dell’anima. Non ti piace, lo so , e mi dispiace , ma del resto la puoi reputare una sciocchezza … e far finta di niente.

      Vuoi pure obbligare gli operatori sanitari a fare aborti …. vero? Vuoi la “garanzia del servizio”. Perché per forza chi la pensa come te ha stabilito che “e’ ” un grumo ,un muco … e non ci sono xxxxxxxxx (parolacce)!
      Rientra nel tuo concetto di tolleranza?

    • Sebastiano scrive:

      Quanto speco di parole. E tutto per negare la realtà, ovvero che QUELLA COSA è UN BAMBINO. Siete incredibili. Prima eleggete la scienza a vostro dio, e subito dopo la negate perché non va d’accordo con i vostri comodi ideologici.

    • viccrep scrive:

      la legge 194 non ha tolto il valore di assassinio che è l’aborto, lo ha solo depenalizzato : tu uccidi ma la legge non ti condanna, anzi lo stato ti fornisce gli strumenti per farlo.
      E’ una legge che fa trionfare nel modo più orribile l’egoismo di un adulto sul più debole, è una legge che esclude il parere del padre visto che il bambino nasce da un rapporto tra uomo e donna, ormai snaturato anche questo, dove il figlio non è più un dono ma un diritto.
      Tutto ciò che va contro la vita genera solo morte in progressione e perdita di dignità della persona, su cui si tenta l’attacco frontale riducendo il suo essere a orientamento sessuale.
      il demone così vince sulla vita sulla sua pienezza
      E pensare che al concepimento sin dal primo istante l’anima avvolge il corpo e da questa unione è già persona unica e irrepetibile

  3. Arianna scrive:

    Scegliere di abortire è un dramma eterno. ..mettere al mondo un figlio condannato alla sofferenza è un dramma eterno.
    Non c’è la scelta giusta. .si soffre e basta.

    • Valentina scrive:

      Sono d’accordo con lei, Signora Arianna.

    • Toni scrive:

      @ Arianna (e Valentina)

      Non prendiamoci in giro … quale dramma! Tempo addietro c’è stata una discussione su questo sito dove si presentava una emerita imbecille (con tanto di foto) tutta allegra in letto d’ospedale mentre abortiva.

      Si lavora a livello pubblicitario per equiparare l’aborto alla rimozione di una carie.

      Lasciamo perdere “la tragedia” … qui in pochi piangono e sono quelli che vi leggono.

    • beppino scrive:

      C’é sempre la possibilità di fare una scelta giusta (o meno ingiusta se vogliamo). Una cosa importante perché una scelta sia giusta é ad esempio il fatto che la propria scelta non comporti una limitazione alla possibilità di altri di poter a loro volta fare le proprie scelte. A meno che ovviamente la propria scelta non sia obbligata in quanto esiste un rischio reale di morte; in questo caso nessuno può impedire ad una persona di scegliere secondo quello che meglio lo assicura circa il fatto di non dover morire.

  4. domenico b. scrive:

    Queste foto andrebbero veramente messe su cartelloni pubblicitari su tutte le strade, perchè viviamo nell’epoca delle menzogne… non si può continuare a lasciare che la gente si faccia lavare il cervello da assassini spensierati e gaudenti

  5. Giovanni Cattivo scrive:

    I bigotti considerano l’aborto omicidio e il feto persona solo da che c’è una legge che lo ha tolto dalla clandestinità

    L’aborto non era perseguito come delitto contro la persona, ma come reato contro la stirpe. A nessun prete sarebbe mai venuto in mente di seppellire cristianamente un feto abortito.

    Nel quartiere dove sono cresciuto l’aborto clandestino era una cosa più simile all’evasione fiscale che ad un reato di sangue. Ci son passate praticamente tutte le donne, le povere con le mammane e quelle che stavano un pò meglio magari con il primario del reparto di ginecologia.

    Quella dei cattobigtti è sempre stata ipocrisia pura e pelosa, ma far credere che un feto faccia ok col dito come Fonzie è davvero il massimo dei massimi.

    • Giovanni Cattivo scrive:

      errata corrige Nel quartiere dove sono nato l’aborto era considerato qualcosa di più simile all’evasione fiscale che ad un reato di sangue

      • giovanna scrive:

        E il risultato di questa disumanità si vede tutto, ma proprio tutto, sulla persona cattiva che sei diventato o almeno sulla persona cattiva che mostri qui, non solo in questo commento becero : tale la madre ,tale il padre ( immagino che tuo padre o il padre di tuo fratello sarà stato d’accordo di uccidere tuo fratello ) tale il figlio.
        A gente come voi certo vedere l’ecografia di tuo fratello o di tuo cugino che fanno “ehi ” col pollice non avrebbe fatto un baffo…chissà se magari tua madre invece qualcosa ne avrebbe tratto e magari la sua triste vita sarebbe stata diversa.
        Magari anche tu , imparando l’accoglienza del debole e non sentendoti un sopravvissuto tutta la vita, avresti avuto una visione della realtà più a misura d’uomo, senza quel ghigno perennemente stampato in faccia.
        Ma la speranza c’è per tutti, per me, come per te, come per tutti.

    • Toni scrive:

      I bigotti hanno sempre considerato l’aborto un omicidio ( del resto Luca 1,41 “Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.”). Legge o non legge. Non c’è alcuna evoluzione di pensiero e/o culturale che farà cambiare idea. Una cosa” in se” lercia e necrofila “difesa” e portata a diritto è la prova del nove che ci si può degradare a tutto. Basta avere un numero di persone sufficienti per stabilire “democraticamente” ciò che è umano e ciò che non lo è.
      Devo precisare una cosa , non ho mai espresso giudizi verso una persona che abortisce e che commette un atto così abietto (giudichi Dio) . Ho sempre considerato pienamente responsabili i pessimi maestri impegnati da decenni per anestetizzare il cuore delle persone, anche disperate, per inculcarli un : “e dai… non ci fa niente !” . Ripeto, pienamente responsabile è chi ama questa mostruosità, con l’illusione, da pervertiti, di essere pure in grado di fare del bene agli altri solo perché come dei camerieri, con una sudicia divisa addosso. riescono ad offrire indistintamente e freddamente una pillola, un preservativo, una aspirina, un aborto, una eutanasia, un antibiotico, una assistenza ad un anziano moribbondo…. con l’illusione di saper amare qualcuno.

  6. sara scrive:

    non c’è bisogno del pollice alzato! vogliamo parlare del battito del cuore che si sente già a 5 settimane?
    cos’è, il battito di un grumo di cellule? non è lo stesso che sento ora nei miei bambini grandicelli? o sono anche loro grumi di cellule, solo un po’ più cresciuti?
    per me è un mistero come si possa sopravvivere a un macigno come quello di chi pratica l’aborto volontario. Se quello spontaneo lascia ferite non rimarginabili, e un latente e irragionevole senso di colpa , vogliamo pensare cosa possa significare la coscienza di aver compiuto una cosa così atroce? ma come si fa a condannare le donne ad un peso così, aggravato dall’assunto che “la scelta è SOLO della donna”?

  7. Filomena scrive:

    Da indagini fatte nei centri per la pianificazione famigliare risulta che per molte donne che ricorrono all’aborto, tutto è chiaro dall’inizio e non hanno nessun problema colla loro IVG. Non sono però queste le donne che per lo più chiedono consiglio ma piuttosto quelle che hanno sentimenti ambivalenti. Ognuna donna si trova in una situazione diversa, e vive in modo diverso l’aborto Per alcune persiste una tristezza, per altre prevale un sentimento di sollievo. Per nessuna donna l’interruzione di gravidanza è un esperienza piacevole. Però, non dev’essere un dramma è va ricordato che può accadere a tutte. Anche se la decisione di abortire è stata dolorosa, più tardi la grande maggioranza delle donne ancora la trova giusta. Queste sono le indicazioni che dovrebbero essere date alle donne che stanno per prendere una decisione:
    – ascoltate il vostro cuore e comportatevi conformemente senza perdere di vista la realtà che vivete;
    – non lasciatevi imporre nulla da altre persone, nè in una direzione nè nell’altra, si tratta della VOSTRA vita. Avete il diritto di decidere per i VOSTRI progetti di vita. Si può accettare o rifiutare la maternità. L’aborto non è cosa da vergognarsene;
    – non vi lasciate inoculare sentimenti di colpevolezza, neppure da siti antiabortisti pieni di informazioni sbagliate, di bugie e di storie spaventose (meglio nemmeno guardarli!);
    – se incontrate medici e infermieri che non vi trattano con la circospezione e la cordialità desiderabili, è ancora più importante poter confidarsi ad una persona comprensiva, il partner, la madre, una amica, la consulente di un centro di pianificazione famigliare;
    – al momento dell’ecografia, se non desiderate guardare l’immagine sullo schermo, esigete che sia girato il monitor.

    • Toni scrive:

      @ Filomena
      “esigete che sia girato il monitor”
      Complimenti, stai migliorando, tra poco raggiungi “diamante”, poi sarai come i Dissennatori ( … figure nell’universo di Herry Potter, prosciugavano il bello della vita lasciando nelle vittime la disperazione). Poi rischi di trovarti con due buchi neri al posto degli occhi. Non so, a quel punto, quanta passione riuscirai ad avere verso le persone che presumi di amare.

      Fermati se puoi… ti tiene nell’umano il lavoro che fai….è un filo (ti porta attualmente a rifiutare l’eutanasia) ma si può spezzare.

      Questo è il pericolo verso il quale ti avvii (avevo adombrato la cosa in una ns precedente discussione) ed essere aspro con te non è mai stato per desiderio di contrapposizione.

      Dopo questa volta non ti dirò mai più nulla direttamente sul tema aborto (ma sappi che io ho “motivi” a questo atteggiamento di “odio” all’aborto) .

      Non risponderò neanche a tuoi eventuali insulti verso i quali, con questo post, mi sto (giustamente) esponendo.

      • Filomena scrive:

        @Toni
        Se non vuoi più rispondere ai miei post, credimi mi dispiace sinceramente. Inoltre non ho nessuna intenzione di insultarmi, perché dovrei? Tu hai sicuramente le tue buone motivazioni per sostenere le tue tesi che io rispetto, tanto più se derivano da esperienze personali come fai intendere. Vorrei sinceramente che potessi credere che chi è a favore della libertà di scelta riguardo all’aborto non è una persona cattiva n’è insensibile o irrispettosa del vissuto degli altri. Se il tuo odio verso l’aborto deriva da fatti personali lo posso benissimo comprendere ma ciò non toglie che io la possa pensare diversamente.
        Comunque spero che potremmo almeno continuare la conversazione su altri temi perché per me è stimolante.

    • Stefania scrive:

      ” si tratta della VOSTRA vita. Avete il diritto di decidere per i VOSTRI progetti di vita” ma che assurdità! E ai progetti di vita di quel bambino chi ci pensa? Alla SUA vita? Non può neanche difendersi e dire la sua….
      Lei è veramente senza cuore. Arida. Secca.

    • beppino scrive:

      Caro Filomena, ma perché continui stile copia-incolla a riportare i concetti della Lalli? Forse le é difficile dire qualcosa in più che non sia la solita frase ricorrente “la donna ha diritto di decidere perché é lei che porta avanti la gravidanza”?

    • giovanna scrive:

      Ecco, spero di insegnare ai miei figli che non occorre censurare niente della realtà, che se si vede un bambino nel monitor, non occorre censurarlo, se si ha paura, non occorre censurarlo, se si soffre per un peccato commesso, non occorre censurarlo.
      Certo, bisogna aver incontrato un grande amore per non censurare niente della realtà.

  8. Vanessa scrive:

    La mia è una storia anomala. Non ho mai avuto IVG ma capisco anche troppo bene tante donne che hanno scritto qui. Ho un fratello down, la sua nascita, fortemente voluta da un ginecologo catto-integralista, ha distrutto la mia famiglia e la mia vita.
    Mi sono sposata a 33 anni, non ero particolarmente matta per i bimbi ma decisi a 37 di averli. Ne volevo due, ero contraria al figlio unico, sapevo cosa significava. Feci l’amniocentesi, insultata da molte conoscenti che dicevano che bisognava accettare ciò che dio mandava. Io credevo che se avessi deciso di tenere un figlio disabile, questo avrebbe avuto il diritto di essere accolto in piena consapevolezza, senza stupide illusioni. Mio marito si comportò, per una volta, in modo encomiabile: mi disse che se avessi deciso di tenere un figlio down lo avrebbe accettato senza problemi, era abituato a stare con il fratello down di un amico, ma sapeva che il carico maggiore sarebbe stato sulle mie spalle, lui per lavoro era sempre via, a volte anche la notte. Il tempo e le cure da dedicare ad un figlio che MAI sarebbe stato in grado di essere indipendente mi avrebbero forse impedito di avere altri figli. Comunque andasse, la mia decisione per lui non sarebbe MAI stata considerata egoistica e mi avrebbe sostenuto in ogni caso.
    Per fortuna andò sempre tutto bene, lo sapevo già prima dei risultati delle analisi, in fondo al cuore avevo quasi deciso di tenere il primo bimbo anche se down, per tappare il “buco” che i miei avevano lasciato rifiutando mio fratello che non è mai entrato in casa nostra.
    Ora che ho 50 anni mi rendo conto di che ENORME stupidaggine sarebbe stata la mia: avrei vissuto l’inferno, lo avrei fatto vivere a tutti e non avrei potuto avere i due figli fantastici che ho adesso. Se avessi abortito non avrei il minimo senso di colpa. Ad una mia amica è stato volutamente nascosto, da una clinica gestita da cattolici, che il feto aveva gravissime malformazioni, ha portato avanti la gravidanza e il bimbo è morto dopo una settimana dalla nascita. Ha impiegato 6 anni di terapie prima di trovare il coraggio di riprovarci. Ora per fortuna ha una splendida bimba.
    Non uccidetevi per i sensi di colpa: se una donna arriva a decidere di abortire ha SEMPRE delle buone anzi ottime ragioni: leggetevi le testimonianze, donne senza uomini accanto, solo 2 uomini che abbiano scritto qualcosa. Basta ragazze, pensate a quanti soldati, milioni dall’inizio della storia, hanno trucidato milioni di bimbi e donne incinte, senza il minimo rimorso, sennò sai che suicidi di massa? Voi avete soppresso solo un progetto di vita, forse non sarebbe mai nato, per motivi ben meno futili e ridicoli che una disputa territoriale o simili baggianate… Perdonatevi e pensate all’oggi e al domani, ieri non esiste più, se non nella vostra mente… dedicatevi ai vostri figli o alla vostra vita, ve lo siete guadagnato. Vivi et ama.

    • oyo scrive:

      Che ne sai tu di come avrebbe vissuto tuo figlio! E tuo fratello, quanto lo disprezzi! Non meriteresti di essere madre.

    • Valentina scrive:

      Signora Vanessa, ho letto con grande interesse ciò che lei ha scritto e la ringrazio per la sua testimonianza bellissima e toccante.

      • Toni scrive:

        Chiamala “bellissima” e “toccante” , immagino le tue lacrime.

        Chissà se nella vasca dei coccodrilli forniscono fazzoletti?

    • Laura scrive:

      Ma veramente credete di potervi sottrarre al dramma dell’esistenza? Il dolore si presenta alla porta di tutti, in un modo o in un altro.
      Anche per me la morte di mio figlio (non figlio unico per fortuna) è stato un dolore grande dal quale ci ho messo a riprendermi, ma non posso non pensare a che dono immenso e’ stata la sua esistenza e so che lui vive la’ dove ogni lacrima sarà asciugata.
      Voi siete tra le persone che, quando incomincerete a sentire l’odore della morte, vi rifornirete del kit della buona morte e lo terrete in borsa per neutralizzare la paura e il dolore che vi paralizzano.
      Veramente non vi invidio neanche un po’.d

    • beppino scrive:

      @Vanessa
      Intervento gradevole, di dubbio gusto e di relativa credibilità. Ad ogni buon conto guardi che oltre ai cattivoni di cattolici che non la lasciano dormire di notte c’é anche la garanzia della società, post parto, di prendersi in carico (anonimamente) quello che la donna non vuole.

      • beppino scrive:

        gradevole=sgradevole. Se non altro per rispetto alle famiglie che hanno ben altra esperienza (sia prima che dopo) in riferimento ad un figlio down.

    • giovanna scrive:

      Cara Vanessa, l’impressione che dai è di voler convincere te stessa, piuttosto che altre donne, dato che sembri soffrire ancora, dopo tanti anni, di quei pensieri , di quelle amniocentesi che preludevano all’incertezza di amare comunque i tuoi figli.

      Poi, pensa che tu dici che il rifiuto di tuo fratello, che non è stato mai accolto in casa, vi ha rovinato la vita…pensa se quel ginecologo “catto-integralista ” non avesse aiutato la mamma a partorirlo.
      I sensi di colpa non sarebbero stati enormemente maggiori se tuo fratello fosse stato ucciso, invece che abbandonato ?

      E anche la tua amica , non avrebbe impiegato forse ancora più anni a riprendersi , se invece di donare la vita, anche se per pochi giorni, avesse ucciso lei stessa suo figlio ?

  9. Sobieski scrive:

    Vanessa ha contratto il morbo della stupidità….è evidente come quel pollicino che fa OK….prepariamoci alla grande battaglia contro la stupidità contro gli stupidi…..come scriveva un simpatico genio “…..noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto”

  10. Sobieski scrive:

    Vanessa ha contratto il morbo della stupidità….è evidente come quel pollicino che fa OK….prepariamoci alla grande battaglia contro la stupidità contro gli stupidi….come scriveva un simpatico genio “noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto”

    • lucillo scrive:

      Oyo e Sobieski: può pure essere che Vanessa abbia contratto qualche morbo
      ma voi siete geneticamente schifosi, oltre che dementi. praticamente una prova ambulante a favore dell’eugenetica.

      • Toni scrive:

        E tu sei elegante e colto ma hai la bellezza di un sepolcro imbiancato.

        PS – non è per la tua critica, anche io capisco quando questo possono essere sopra le righe, ma per il tuo amore “vero” per l’eugenetica.

        • Toni scrive:

          Perdonami, ma sono incolto:

          PS – non è per la tua critica, anche io capisco quando certi interventi possono essere sopra le righe, ma per il tuo amore “vero” per l’eugenetica.

    • yoyo scrive:

      Peggio, quello del razzismo eugenetico lucido e perverso.

  11. Stefania scrive:

    ma chi è che toglie il link che ho messo? sono quattro volte che metto un link e qualcuno me lo cancella. è la testimonianza di ragazzi down che vivono una vita felice comunque guardatelo sta su YouTube “Dear future mom/march 21/ world down syndrome day / #dear future mom

  12. Giovanni Cattivo scrive:

    @ Toni
    Ti sbagli, nessuno, proprio nessuno, nel quartiere dove sono cresciutro ha mai considerato una donna che abortiva clandestinamente come un’assassina. Nessuno ha mai chiesto che fosse condannata all’ergastolo come una che butta il figlio appena nato nel cassonetto. Neppure il curato della parrocchia , neppure la sua perpetua (che aveva abortito anche lei) . Nessuno faceva vedere le foto delle ecografie con i feti/Fonzie, Non esistevano centri di aiuto alla vita.Eppure l’aborto era una realtà quotidiana. Tutta questa retorica e questa pietà pelosa è nata dopo la 194

    • doctor scrive:

      In che quartiere sei cresciuto? La povertà può portare ad eccessi di disumanita di cui ci si accorve tardi. EravTe comunque uomini del Novecento, costituiti dalletica dellutile anche senza leggere jna riga di libro di testo. Perché certe cose si sentono nell’aria.

    • Toni scrive:

      @Giovanni
      Bella realtà vero Giovanni, quella del quartiere, immagino la fragranza nell’area di cose buone in un quartiere come quello. .
      Ho con te un atteggiamento ambivalente, su certe cose ti credo in altre no. In questa che racconti, del bel quartiere, tutto amore ed aborti, …no! Prete … ne conoscevo uno che si vantava ad accompagnare una donna ad abortire? Era lui?
      In ogni caso pure io faccio difficoltà a considerare sommariamente una donna un assassina da mandare all’ergastolo…. ma non a dire aborto=”reato” …. “reato”… ci riesco ! E sono consapevole che l’aborto, è ineliminabile, come il furto, lo stupro ed infinite altre cose. Ma il senso del mio intervento è molto semplice: mi piace dire che peggio di chi abortisce è chi ama e difende l’aborto come diritto.

  13. Filomena scrive:

    Se riesci a distinguere tra una assassina e una donna che commette un reato, mi illudo che malgrado le tue convinzioni, tu sia ancora in grado di dare un peso e contestualizzare determinate azioni, benché di solito purtroppo ragioni sempre in modo assoluto, o bianco o nero. Per ogni comportamento ci sono sempre delle motivazioni più o meno ragionevoli e condivisibili o inaccettabili, ma sempre contestualizzati. A livello personale rispetto pienamente le tue ragioni per essere contrario all’aborto e comprendo che probabilmente vivi certi comportamenti di altre persone come se fosse sempre una tua responsabilità se in qualche modo li cavalli. Ma non è così, tu puoi rispondere solo per il tuo operato e per quello che favorisce negli altri, non sei responsabile per tutti i mali del mondo anche se paradossalmente questo ti fa sentire in pace con te stesso. Ci sono tante tragedie e ognuno ha un uso metro di giudizio per valutarne. Io potrei dirti il mio giudizio su guerre e genocidi che considero molto peggiori dell’aborto ma questa è una visione personale e se vediamo queste tragedie in chiave collettiva sono consapevole che mi devo misurare con visioni anche molto diverse. Quello che non si può accettare però è che si neghi che da sempre, molto prima della 194, l’aborto non esistesse e che eventualmente fosse un evento eccezionale. Forse nei cattolici il numero di aborti sarà stato inferiore (dubito) ma ti assicuro che se lo chiedi alle donne sincere, vedrai che ti diranno che almeno la metà di loro almeno una volta nella vita è ricorsa all’aborto. Questo non toglie nulla alle tue motivazioni per essere contrario ma devi essere onesto intellettualmente e ammettere che si tratta di un fenomeno trasversale e soprattutto atavico.

    • Toni scrive:

      @ Filomena,
      quindi se seguo il tuo ragionamento bisogna “Contestualizzare determinate azioni” poi tener conto del “trasversale” ed “atavico” e soprattutto non dimenticare le “motivazioni” (naturalmente “contestualizzabili”) ….. se ne traduco bene il significato si sintetizza in : 1) Molti lo fanno (anche le donne cattoliche); 2) E’ sempre esistito. 3) Ognuno ha le proprie motivazioni per farlo.
      Non sarò una cima, e probabilmente il mio modo di ragionare presenta segni di atrofizzazione rispetto i ritmi culturali della modernità, ma a me pare un ragionamento disonesto perché incoerente: 1) I furti, molti li fanno (anche i cattolici) 2) I furti sono sempre esistiti; 3) I furti hanno sempre motivazioni (per es. la sussistenza). Stesso dicasi per gli omicidi : 1) Gli omicidi, molti li fanno (anche i cattolici); 2) Gli omicidi sono sempre esistiti; 3) Gli omicidi hanno sempre motivazioni ( avvolte arrivano dove non arriva la giustizia).
      Tutte queste cose sono sempre esistite, ma nessuno si è messo in testa di regolamentarle : I furti – solo il martedì …………..gli omicidi – il venerdì , di sera e fuori dal centro abitato.
      Ti sembra banale? Ma senti allora la banalità che segue perche credo che sia la quint’essenza del vostro intendere la civiltà : Credo che nello stabilire che l’aborto è lecito , “in democrazia”, si è operato come in una cupola mafiosa: dove si stabilisce semplicemente “questo deve cessare di esistere come uomo” (Sbaglia chi crede che la mafia non ha qualche regola democratica) .

      Ora cara Filomena, io credo , anzi di più (un credo può essere sbagliato) sono sicuro che si tratta di un essere umano ucciso. Noti che in questa affermazione non c’è ombra di nessuna “superstizione”? Sono quelle cose che precedono il mio “essere cattolico” .

      Sapendo che io sono così , la cosa che mi lascia perplesso del tuo ragionamento, oltre a considerazioni passate del tipo: “ma è una cellula fecondata” (commento: vuol dire è una fesseria, troppo piccolo), oppure “non ha consapevolezza” (commento: beh, noto che neanche subito appena nati i bambini non sono granché consapevoli), ed al recente terribile salto con “ma se non lo guardi nel monitor è come se non esiste” (questa è veramente brutta… e non la commento) è il fatto che tu pretendi una sorta di rispettabilità verso la tua opinione. Come dire : tu la pensi così ed io lo rispetto …. Ed io ho un diverso “punto di vista”……… come se si parlasse di noccioline, e non che in gioco è il significato dell’umano. Questa tua pretesa è veramente incredibile perché rifiuti di vedere che si tratta di un contrasto insanabile.

      PS – Ti ribadisco che se dipendesse da me (vedi quindi quanto può valere) sarebbe un reato penale. Non da ergastolo che oggi non lo danno neanche ad assassini tradizionali.

      • Filomena scrive:

        Ok mi rendo conto che è un contrasto insanabile perché parte da presupposti troppo distanti e inconciliabili. Sappi però che dei tuoi ragionamenti che sarebbe inutile a questo punto contrastare, apprezzo la profondità di pensiero pur non condividendo il contenuto e le osservazioni mai banali o volgari. Avremo modo di discutere di altri argomenti dove forse troveremo magari una convergenza.

  14. giuliano scrive:

    i bambini assassinati con l’aborto volontario si contano oramai a centinaia di milioni. Mi auguri che crepino altrettanti vermi rossi che hanno voluto questa barbarie infame

    • yoyo scrive:

      Tranquillo, la stanno già pagando. La Bonino non molto tempo fa ha accennato al rincrescimento di aver voluto abortire l’unico figlio che poteva avere. La vita porta conti salati!

  15. Filomena scrive:

    Guarda che da sempre l’aborto lo hanno praticato i “vermicelli di tutti i colori” compresi quelli neri a cui appartieni tu

  16. Giovanni Vassallo scrive:

    Premesso che a me se mi credi o no non me ne può fregare di meno:
    Nella vita reale dei quartieri reali (quelli che secondo te non esistono) non si fa filosofia. si affrontano situazioni concrete e drammatiche. L’aborto è stato, da sempre e dappertutto, una risposta ad alcune di queste. Punto.

    Non si può paragonare a furto e omicidio, piuttosto alla guerra, evento sanguinario che la Chiesa Cattolica si è sempre ben guardata dal condannare in sè. Il catechismo considera lecita la guerra di difesa (come considera lecita, in mancanza di alternative, la pena di morte), ma un credente non ha il dovere di disertare in caso il suo paese compia una guerra di aggressione. Si mette la divisa come gli altri e sale sula tradotta con la benedizione del prete. Con la consueta ipocrisia quando si tratta di vite umane, ma non di sesso, vi guardate bene dal prendere posizioni assolute e definitive.

    Il fatto che tu consideri l’aborto un reato, ma non da ergastolo ( o venticinque anni di galera che è lo stesso) la dice lunga sul fattoche in fondo hai interiorizzato anche te la necessità della pratica e che tutto questo parlare di vita umana nascente e di strage degli innocenti è solo retorica.

    E comunque vorrei una risposta PRECISA ad una domanda precisa, perchè i Centri di aiuto alla vita sono nati solo quando si è cominciato a discutere di aborto legale?

    • Giovanni Cattivo scrive:

      Il mio ultimo messaggio, se e quando uscirà dalla moderazione, è (principalmente) in risposta a Toni

      • Toni scrive:

        @ Giovanni Vassallo

        Fai bene a fregartene di quello che ti dico … a te le cose vanno bene dato che conosci persone che felici abortiscono, vescovi che consigliano preservativi a donne sposate, frati che distribuiscono preservativi. Hai una prospettiva precisa ! Io non intendevo accusarti di consapevole “insincerità”, ma credo che come chiunque presenta un attaccamento a un proprio credo, la realtà la filtra in base a questo. Un poco come filtrare la vista sul mondo con un vetro colorato. Ovvio che mi puoi rivolgere la medesima critica, perché non vanto il tuo genere di esperienze nei quartieri reali , con vescovi e preti, e frati cultori del condom . Non ho mai conosciute gaie donzelle che abortiscono, e soprattutto ho una precisa idea di felicità e gioia come esperienza umana, speculare al dolore …. ma entrabe le cose alternative al “deprimente”.

        Presenti come contro-argomento “la guerra”. Onestamente….? …. non lo condivido come accostamento. Credo che sia una forzatura abnorme, anche se credo che tu ti senti in grado di scassinare la mia ragione al punto di dirmi che il piccolo Fonzie, con il dito alzato, è una aggressore pericoloso, un killer spietato, un nazista, uno stalinista, un maoista che appena uscito fuori dalla sacca amniotica scatena una ferocia sanguinaria. Un mostro, al punto tale da giustificare una preventiva eliminazione seriale.

        Poi troverei corretto il non sovrapporre le posizioni di Toni sull’aborto con la posizione della Santa Sede sul tema della guerra. Del resto per quanto ne sai posso essere d’accordo con te in materia di “guerra” e l’intero mio ragionamento manterrebbe intatta la sua autonomia.

        Ma non voglio sottrarmi con una bugia: Si! ….. la Chiesa vede la guerra lecita alle stesse condizioni della legittima difesa (ma pure Gandhi, il noto guerrafondaio, era dello stresso avviso). Poi magari sarà pure vero che nel fare la guerra c’è ipocrisia da parte da chi la dichiara , ma per mobilitare tutte le persone per fare “guerre” devono inventarsi una sorta di “legittima difesa” o l’esigenza di rispondere ad “atrocità disumane”. Il cattolico, che al pari di altri è una pedina, come chiunque, non deve sottrarsi a dei doveri. Ha anche in guerra delle regole che deve rispettare.

        • Giovanni Cattivo scrive:

          Non hai colto il senso della mia critica: la Chiesa pur essendo di solito contraria alla guerra non lo è in termini perentori e assoluti, anche quando questa è ingiusta e causa della morte di innocenti.

          Un soldato cattolico non ha il dovere dell’obiezione di coscienza di fronte ad una guerra ingiusta, o di fronte a terribili stragi di civili come a Dresda o a Hiroshima.

          Insomma le donne che abortiscono posso essere chiamate assassine, con i plitici e i generali ci andate più cauti.

          E non hai risposto alla mia precisa domanda

          • yoyo scrive:

            Sono calunnie di uno che in realtà ignora la complessità dell animo umano e banalizza.

          • Toni scrive:

            @Giovanni

            Hai ragione , nella premura , ti ho lasciato molte questioni aperte.

            Sulla guerra:

            Sulla guerra trovo formulare giudizi un poco sopra la mia portata: se non ricordo male ingiusta è una guerra che non è per legittima difesa. Contribuisce a questo giudizio il mancato ricorso a tutti i mezzi per scongiurarla, (ed escludere vie praticabili ed efficaci) . Poi il catechismo segnala sulla guerra che « il ricorso alle armi non pratichi mali e disordini più gravi del male da eliminare».
            Io personalmente credo che a ME manca un criterio oggettivo ed universalmente valido di stabilire quale guerra è giusta e quale ingiusta. Se i vincitori poi si macchiano degli stessi crimini dei vinti … i buoni chi sono? A Norimberga Stalin praticamente giudicava i crimini contro l’umanità dei nazisti …. eppure faceva di peggio. A Norimberga hanno inventato il reato di “crimini contro l’umanità” e l’hanno applicato retroattivamente…. i buoni non lo fanno. Roosevelt chiamava Stalin, zio Joe e gli consegnava i prigionieri di guerra tedeschi …. con la fine nota . La bomba atomica ….si Hiroshima e Nagasaki … vabbè!

            Io da cattolico se occorre devo difendere la mia patria ( a questo arrivo, non chiedermi oltre) !

            Ma in ogni caso il nostro mister Fonzie perché deve essere chiamato in causa per una guerra “giusta” o “ingiusta”. E’ così pericoloso?

            Altre dimenticanze

            L’aborto reato io lo leggo in maniera diversa. Dico “reato” , ma sono disarmato, “verso” in una condizione d’impotenza. Come dare una pena ad una persona che da decenni si è vista dire : “ma che te frega?”… “ma sono idiozie…. gli vedi gambe e braccia?”. Poi ci sono gli insigni scienziati: ….”la vita umana inizia quando si acquisisce una consapevolezza superiore a quella del porco!” e via dicendo. Avrò interiorizzato qualcosa… ma non capisco se è quello che dici tu!

            Anche alla domanda sui “Centri della vita” non so risponderti … cosa ti devo dire.. Forse non si immaginava il punto d’arrivo? Forse si è voluto dare un contro peso all’avere un mattatoio in un ospedale? Forse si immaginava che l’abortire fosse una esperienza tragica (e non un intervento ai limiti dell’estetico) e con il “Centro” si potevano rimuovere prima le cause? Ma capisco cosa intendi chiedermi: dovevano pensarci prima? Sicuramente , ma credo anche che ci sono cose inesorabili … l’’aborto è una di queste (quando una certa cultura avanza … è più forte di un carro armato).

            • Giovanni Cattivo scrive:

              Io vedo solo una grande ipocrisia da parte della Chiesa Cattolica. Finchè l’aborto era una cosa vissuta nell’ombra (a volte come una vera tragedia, a volte meno) del nascituro non importava a nessuno. Morivano lo stesso, più di ora, crepavano anche le madri, ma nessuno si tracciava le visti parlando di strage degli innocenti.

              Quando si è, per ottime ragioni pensato di toglierlo dalla clandestinità e dai suoi pericoli, alllora i preti hanno scoperto che la vita è sacra dal suo concepimento alla morte naturale e allora via manifestazioni, rosari e Centri di aiuto alla Vita.

              La verità è che ai bigotti delle persone non importa mai nullla, loro difendono i Princìpi.
              E anche i Prìncipi (con l’accento sulla prima i) a cui non hanno fatto mai mancare la carne da cannone. Per loro la vita è sacra se ancora non sei nato o se sei già praticamente morto, in tutto il tempo in mezzo no.

              • Toni scrive:

                @ Giovanni

                Che la vita è sacra dal concepimento non è una scoperta moderna e strumentale dei preti, ma nasce già da quando gli apostoli erano ancora in vita (Didaché :”Tu non ucciderai con l’aborto il frutto del grembo e non farai perire il bimbo già nato”).

                Molti vedono la Chiesa che vogliono vedere, qualsiasi cosa faccia. Impugnano anche il bene che viene fatto e lo trasformano in disprezzo. Si è nemici per professione. E nella Chiesa avere acerrimi nemici (qualcuno pure interno ad essa) è … fisiologico.

                Per quello che mi riguarda, nella Chiesa Cattolica che conosco ed amo, ti posso assicurare che io e tanti come me, “ci credi o no”, difendiamo un essere umano, non un “principio” . Per cui mai esisteranno “ottime ragioni”.

                • Giovanni Cattivo scrive:

                  Mi dai ragione e neppure te ne accorgi. Io ti ho parlato della vita reale, dei casi concreti, della storia di tutti i giorni e tu mi citi la Didachè. Ma lo so anche io che il pricipio è quello solo che dai tempi degli apostoli a quando hanno approvato la 194 i preti delle donne che abortivano e dei nascituri “periti in grembo” se ne sono bellamente fottuti. Bastava che fosse formalmente vietato per salvare il principio. Poi che gli aborti fossero decine di migliaia l’anno, che in tutti i quartieri popolari (quelli che per te non esistono ) fossero talmente comuni che non erano neppure considerati come un fatto di sangue, ma una cosa, magari sbagliata in teoria, ma che si deve fare per forza, come l’evasione fiscale non importava a nessun moralista. Questi hanno cominciato a stracciarsi le vesti quando a qualcuno a cui importava del dramma di molte donne ha pensato che fosse il caso di almeno limitare il danno.

                  • Toni scrive:

                    @Giovanni

                    Strana la vita …. ritengo la stessa cosa, che mi dai ragione. Tu della Chiesa vedi quello che vuoi vedere anche al tempo della Didachè. Si… già allora… difendevano i “principi” … e come no!.

                    Se ricordi abbiamo già discusso sulle decine di “migliaia di morti” e sul laido poeta radicale che piangeva il sangue mescolato nelle acque dell’Arno.

                    L’allegra macchina propagandistica. Che tra le soluzioni ai casi disperati ha trovato subito la situazione più congeniale al proprio essere …. quella necrofila.

                    Ora mi dici che legalizzare l’aborto , con amorevoli abortisti al servizio, fanno opera buona? …. Contento tu!

                    Io. è certo, non ho mai difeso un “principio” …. stesso quelli che conosco, stesso i preti che conosco, stesso i frati che conosco.
                    Aggiungo le tue sagge parole.
                    “se mi credi o no non me ne può fregare di meno”

                    Facciamo qualche volta scienza :
                    Scambiamoci i quartieri … fammi conoscere le tue allegre abortiste ed io provo a farti conoscere quelle che conosco io.

                    • Giovanni Cattivo scrive:

                      Il punto è che non difendi nessuno. Combatti la 194 e la contraccezione che sono l’unica soluzione che finora si è trovata per limitare i danni: aborti in diminuzione e zero donne morte.

                      Il mio quartiere non ha nulla di speciale, è una serie di casermoni costruiti dall’ IACP per ondate successive di immigrati. La prima dall’entroterra, la seconda dal sud. Intorno case costruite in cooperativa abitate dai figli dei primi immigrati che avevano studiato. Io son nato in una di queste. Due chiese, la più grossa sezione del partito comunista della città e la Società Operaia che faceva da centro di ritrovo e attività sociali, dalle bocce al doposcuola. Oggi una delle chiese è chiusa, la sezione del PCI è diventata del PD e ci vanno in pochissimi, la Società Operaia resiste. Ce ne sono ovunque di posti così.

                    • Toni scrive:

                      @ Giovanni

                      Il Fonzie è nessuno? Vuoi dire che io vedo “nessuno”… anche se non ho spento il monitor?

                      La 194 … l’unica soluzione …. ? O forse è più corretto dire che era “la soluzione finale”? Perdonami… se trascuro il “finora trovata” ma credo che mai chi adora fare abortire (difetto mio: credo che nell’aborto c’è odio sublimato verso l’umanità ) sia interessato soluzioni diverse.

                      Non solo, mi vuoi dire che chi schiaccia il mio “Fonzie” possono essere … belle persone? Vuoi che creda questo? Tu pensi che non ne conosco di tale gente?

                      Non ti accuso nemmeno di menzogne, e credo di aver spiegato il perché,
                      ma sarebbe il caso che tu non stabilissi quello che vedono i miei occhi!
                      Il resto , cosa pensi …. è inutile ripetere le tue sagge parole.

                      PS – Mi piacerebbe se tra qualche hanno al “Fonzie” arrivassero queste discussioni (anche quelle condotte in altri siti).

  17. Giovanni Cattivo scrive:

    Io voglio dire che quando c’era un divieto formale ad abortire (che non veniva rispettato e tutti lo sapevano) nessuno si preoccupava dei Fonzie, nessuno ha salvato nessuno, i preti non ci hanno neppure provato. Come la definisci se non ipocrisia?

    • Toni scrive:

      No, ….. perché Fonzie … con il suo ehi …. c’è !!! …oltre ogni logica, disquisizione ed ogni ipocrisia !

      • Giovanni Cattivo scrive:

        Vabbè resta pure chiuso nel tuo autismo a guardarti l’ombelico e le ecografie dei feti Fonzie (che non hanno idea di cosa significhi alzare il pollice) . Al mondo reale cio pensiamo noi, che se aspettiamo voi stiamo freschi…

        • Toni scrive:

          Grazie Giovanni per il bene che fate.

          Neanche mio nonno ad un certo punto non sapeva cosa significava alzare il pollice. Peccato che non ci avete le avete messo le mani addosso per donargli il vostro “reale” e concreto “bene”.

          Comunque sia … io del vostro bene ne faccio a meno quindi non vi preoccupate del mio pollice.

          Tu il tuo bene tienitelo stretto….e te lo ripeto, contento tu!

          • Giovanni Cattivo scrive:

            “Esiste… una tensione bipolare tra l’idea e la realtà. La realtà semplicemente è, l’idea si elabora. Tra le due si deve instaurare un dialogo costante, evitando che l’idea finisca per separarsi dalla realtà. È pericoloso vivere nel regno della sola parola, dell’immagine, del sofisma. Da qui si desume che occorre postulare un altro principio: la realtà è superiore all’idea” Papa Francesco Evangeli gaudium

            • Toni scrive:

              Sono d’accordo, ed aggiungo quest’altra citazione di un filosofo spagnolo:

              “la realtà è superiore all’idea, ma la realtà non la fissa per tutti ogni minchiones.”

              El Tonieros

              Giovanni… ti ho pure detto grazie…. e dai!!!
              Passo e chiudo

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