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Quando l’arrivo del top player manda in crisi un club. Il caso Zenit

ottobre 3, 2012 Emmanuele Michela

Gli avversari del Milan di stasera si presentano come campioni di Russia, ma dopo 10 partite sono settimi, in ritardo sull’Anzhi di Eto’o. Colpa dell’arrivo milionario di Witsel e Hulk, che, a suon di quattrini, hanno spaccato lo spogliatoio.

Strano destino quello che sa tessere il pallone. Oggi alle 18 Milan e Zenit San Pietroburgo saranno contro (e Tempi farà la diretta Twitter), e se il flop dei rossoneri è il sintomo di una squadra in cerca di sé dopo la partenza dei suoi top player, la crisi della squadra russa allenata da Spalletti è in parte dovuta invece all’arrivo di due grandi giocatori. Era giusto qualche settimana fa che mezza Europa applaudiva il doppio colpo da 80 milioni di euro del club russo, che allo scadere della finestra di mercato si portava a casa l’attaccante brasiliano Hulk e il centrocampista belga Witsel. Nomi che avrebbero fatto fare il salto di qualità al club blu-bianco-azzurro, ma che invece avrebbero fatto infuriare il resto della squadra, specie le colonne dello spogliatoio, per gli ingaggi spropositati che avrebbero sottoscritto.

SETTIMI IN CAMPIONATO. In tanti l’hanno detto: tra Allegri e Spalletti è sfida tra allenatori alle prese con situazioni difficili. Dopo 10 giornate di campionato lo Zenit naviga appena sopra la mezza classifica: 5 vittorie e 2 sconfitte e 3 pareggi sono un bottino troppo misero per un il club campione in carica, e il 5 punti di ritardo dalla capolista Anzhi rischiano di crescere se il tecnico toscano non dovesse riuscire a cambiare rotta. Spalletti è molto stimato in Russia, ma la squadra fatica a reagire: sabato il match contro la Lokomotiv sembrava essere partito nel modo migliore grazie all’1-0 di Criscito, poi però la squadra si è spenta, ha subito al 25′ il pareggio di N’Doye e nel secondo tempo non ha saputo creare nulla. Pesano fin qui le assenze di Denisov e Kerzhakov, messi fuori rosa per le parole poco gentili con cui hanno apostrofato l’arrivo di Hulk: «Io non sono contro i giocatori stranieri – diceva il primo – ma ci dev’essere un equilibrio negli stipendi. Avrei capito se fossero arrivati Messi e Iniesta, ma lo Zenit ha già grandi giocatori che hanno vinto molti titoli qui». Se Denisov stasera sarà assente, è da poco rientrato in squadra invece Kerzhakov, scusatosi con Spalletti: l’attaccante trentenne, 6 gol in 9 partite in questa stagione, stasera sarà in attacco a fianco di Hulk e Bystrov.

RISCATTO. Dopo il 3-0 con cui lo Zenit è stato schiaffeggiato all’esordio in Champions dal Malaga, i russi cercano il riscatto: da tre turni non vincono in casa, e una bella vittoria contro il Milan, il club favorito nel girone, potrebbe essere il colpo migliore. Ci sarà in porta Malafeev, ci sarà probabilmente anche Criscito, rientrato solo sabato dopo 1 mese d’assenza per infortunio: giocherà con una maschera al volto, per proteggere la botta rimediata contro la Lokomotiv. Assente, oltre a Denisov, il trequartista Danny: il talento portoghese, idolo dei tifosi, è ai box da febbraio, per una rottura dei crociati del ginocchio. Ma a Spalletti potrebbe non servire, se Hulk e Kerzhakov iniziassero ad andare d’accordo.

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