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«Oh no, la predica!». Decalogo per sacerdoti per fare un’omelia come Dio comanda

febbraio 11, 2015 Redazione

«Non è un pezzo di oratoria, né uno spettacolo, né tanto meno una sfilza di rimproveri». Consigli ai nostri cari sacerdoti (talvolta un po’ logorroici)

shutterstock_145660247«Oh no, la predica!». Dite la verità, quante volte, con spirito poco cristiano, vi sono scappate per la mente queste parole quando il sacerdote ha cominciato l’omelia durante la Messa? Non dev’essere un pensiero solo di molti fedeli se anche il Vaticano ha voluto ieri ribadire l’importanza dell’omelia durante le celebrazioni. La Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha pubblicato il Direttorio omiletico, un testo che vorrebbe aiutare i sacerdoti a recuperare il senso di questa parte così importante della funzione liturgica. «Non è un pezzo di oratoria, né uno spettacolo, né tanto meno una sfilza di rimproveri», ha scritto l’Osservatore Romano, ricordando le parole del prefetto della Congregazione, il cardinale Robert Sarah: questo è un testo che «non nasce senza un perché». Già Benedetto XVI aveva parlato della necessità di un predicazione che deve essere «arte» e anche papa Francesco nell’Evangelii gaudium ha sottolineato l’importanza di questo «importante ministero».

LA LUNGHEZZA. Sia Sarah sia il segretario della Congregazione, l’arcivescovo Arthur Roche, hanno insistito sull’esigenza che l’omelia non sia improvvisata, ma preparata e che – come insegnato da grandi oratori come sant’Ambrogio e san Leone Magno – essa sia d’aiuto ai fedeli nella comprensione del contesto liturgico in cui è inserita. E quanto deve essere lunga? Non esiste un timer, anche perché, ha notato Sarah, «dipende dalle circostanze: in Europa forse venti minuti sembrano troppi, ma in Africa non bastano. Lì la gente arriva da lontano per ascoltare la parola di Dio». L’importante – e come dargli torto – è che «non sia noiosa», ha chiosato Roche.

IL DECALOGO. Avvenire ha schematizzato in un decalogo i suggerimenti dati ai sacerdoti (tra parentesi, la fonte).

  1. L’omelia va preparata accuratamente, ancorandola a una profonda conoscenza della Sacra Scrittura, in particolare del Vangelo. (Prop. 19, Sinodo dei Vescovi 2005)
  2. Non è un discorso qualsiasi, ma un parlare ispirato dalla Parola di Dio. Si può ricorrere ad immagini o a leggende per non annoiare i fedeli. (Card. Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti)
  3. L’omelia non è uno spettacolo di intrattenimento, ma deve dare fervore e significato alla celebrazione (Evangelii Gaudium, n. 138)
  4. L’omelia non può essere improvvisata: al contrario merita “un tempo prolungato di studio, preghiera, riflessività e creatività pastorale” (Evangelli Gaudium, n. 145)
  5. La predicazione deve essere positiva perché offra “sempre speranza” e non lasci “prigionieri della negatività” (Evangelii Gaudium).
  6. Il buon omileta guida “a intendere e gustare ciò che esce dalla bocca di Dio, aprire i i cuori al rendimento di grazie a Dio, alimentare la fede, preparare a una fruttuosa comunione sacramentale con Cristo”. Sarà un cattivo omileta che “pur essendo magari un grande oratore, non sarà capace di suscitare questi effetti”. (Mons. Arthur Roche, segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti)
  7. Il predicatore deve organizzare la sua omelia seguendo questa traccia: scegliere cosa dire, perché dirlo, come dirlo a “questa” assemblea specifica. Le omelie si differenziano a seconda della celebrazione: nella messa feriale si raccomanda una omelia breve. (Padre Corrado Maggioni, sottosegretario della Congregazione)
  8. Una omelia efficace instilla in chi ascolta il desiderio di conoscere o ri-conoscere Dio, presentandolo nel modo più diretto e chiaro, non accartocciato o parziale (Filippo Riva, Officiale del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali)
  9. Una omelia efficace mette in pericolo ciò che chi ascolta “sa già”. (Filippo Riva)
  10. Il parlare di un sacerdote dovrà essere incarnato, dovrà cioè testimoniare un atteggiamento di fronte alla vita, una posizione umana. (Filippo Riva)

Prete foto da Shutterstock

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30 Commenti

  1. Saint-Juste scrive:

    Le poche volte che mi sono recato in chiesa (soprattutto per funerali di conoscenti o matrimoni vari) mi sono sempre chiesto, non che serviva la predica ma se il prete ci credesse veramente alle ca-ga-te che diceva…

    • Saint-Juste scrive:

      Mamma Giovanna ? Aspetto i tuoi commenti.

      • 113 scrive:

        Se vioi, c’è la Polizia postale.

      • To_Ni scrive:

        Saint-Juste
        Tu te le cerchi.
        Forse sei giovane ed acerbo nei giudizi. Parli di cose che ignori e che non hai finora avuto cura ed interesse ad approfondire. Fai un sberleffo stupido sul nostro credere e paradossalmente finirai a credere ad ogni stupidaggine che ti viene propinata. Già in altre discussioni hai dimostrato che sei su questa strada.

        • saint-juste scrive:

          In fatto di omelie tu sei proprio bravo. Sei stato a scuola da baroncini?

          • To_Ni scrive:

            No, è perché mi annoio ad aggredirti, anzi, non lo trovo giusto. Il fatto che hai stima per la tua famiglia (cosa che non vedo per esempio in un Nino) non mi motiva nella polemica . Vedo la battuta volgare come valvola di scarico, ma vedo e leggo in altri di peggio. Speriamo ….. sai la “pecoronite” è pericolosa.

    • Kan63 scrive:

      Effettivamente non farebbe male anche un decalogo per chi ascolta le prediche.
      Probabilmente il primo punto sarebbe ricordare che spesso chi ascolta una persona parlare (predica o altro che sia) sente e capisce essenzialmente quello che già all’inizio é disposto a sentire e capire.
      Senza nulla togliere al fatto che molte prediche sono orribili, spesso le ca-ga-te sono pre-esistenti nelle orecchie dell’uditorio.

  2. yoyo scrive:

    Comunque quello in foto è un diacono, al quale spetta predicare come munus, anche se presente un sacerdote. Ha la fascia traversa.

  3. tiglat scrive:

    Tante prediche noiose vengono da scarsa cultura teologica, che spinge talvolta ad eterodossia involontaria.

  4. Geppo scrive:

    Ricordo un sacerdote che al posto della predica ha recitato una poesia di A. Merini… Boh

  5. Giannino Stoppani scrive:

    Da frequentatore della prima messa mattutina (per ovvie ragioni di turnazione familiare) sottoscrivo in pieno specialmente il punto 7.
    Al mattino certe omelie insipide e monotone hanno più o meno l’effetto di un bicchiere di grappa tracannato a digiuno (impatto sul fegato compreso.).

    • filomena scrive:

      Vorresti farci credere che tu ogni giorno ti alzi presto per andare a Messa? Non ci posso credere!!!!

      • Giannino Stoppani scrive:

        Visto che tu pretendi di far credere che sei una donna, allora io mi sentirei autorizzato a far credere non solo che frequento a cadenza quotidiana la prima messa del mattino, ma che faccio pure il chierichetto e che già che mi ci trovo, canto il salmo in gregoriano.
        Comunque, visto che la cosa ti interessa più che al mio confessore, ti dirò che vado alla messa solo la domenica e le altre feste di intero precetto.

  6. Roberto scrive:

    Sei lo stesso Saint-Just che commenta sull’Estense di Ferrara?
    Vai a lavorare ma in miniera!

    • saint-juste scrive:

      L’estense di ferrara? Che giornale e’ quello dove scrivi te o quel ridicolo del suo vescovo ?

  7. maurizio scrive:

    Saint-Juste sei davvero squallido!.

    • giovanna scrive:

      Squallido è squallido, ma io preferisco centomila volte un Saint ruspante e pecorone e traumatizzato, che non capisce quasi niente , ai falsissimi propagandisti gender-gay-mortiferi. Avrà il gusto della battuta cretina, a dir poco cretina, ma non mi sembra in malafede, come i suddetti, che fanno della malafede un marchio di fabbrica.
      Come preferivo interagire con l’ingegnere -attore porno -gay dai mille nomi e numeri, rispetto ai tristanzuoli pagliacci suddetti, ma la china di sguaiataggine che ha preso ora è al di là della mia capacità di sopportazione: da quando ha scritto quella roba sui bambini al mare lo salto a pié pari.
      Se Saint riesce a contenere la volgarità e l’aggressività e il menare il can per l’aia, secondo me si rivelerà un interlocutore accettabile, più accettabile di tutti i mortiferi subdoli messi insieme.

      • Kan63 scrive:

        Toc Toc Giovanna!
        Stavamo parlamdo di prediche in chiesa, non é che possiamo ricondurre sempre tutto alla problematica “gender-gay”, su dai! Abbi pazienza, se su un tema non hai nulla da dire astieniti! Che palle!

        • giovanna scrive:

          Rilassati Kan63, è vero che l’argomento erano le prediche in chiesa, ma siccome con Saint si erano affrontati gli altri argomenti, con una certa novità e sincerità rispetto ai mortiferi, in questa occasione in cui è stato, anche giustamente, molto criticato da altri, infatti non ho introdotto io la critica, ho voluto evidenziare che il suo atteggiamento provocatorio è comunque più sincero, almeno non in malafede.
          Poi, forse ti è sfuggito che non ho accennato solo a problematiche gay-gender, ma anche ad aborto ed eutanasia : come è come non è vanno sempre a braccetto.

          E in coda ai commenti un po’ di divagazione è concessa dappertutto !

          Infine, non mi è parso che anche tu avessi molto da dire sul tema, sbaglio ??
          Comunque, se ti ho irritato, mi scuso.

          ( una camomilla in certi casi fa miracoli, fidati ! o , forse, data l’ora in cui hai scritto, un buon caffè permette di affrontare la giornata con meno giramenti ! )

    • Saint-juste scrive:

      Squallido ? Perche’ ho scritto che il prete di quell giorno diceva tante (ca-ga-te) o per dirla gentilmente delle gran banalita’?? Ora, non so se il prete era di cl o degli scout, dei neacatecum opeus dei o chi altri ma dai Maurizio, anche te ti sara’ capitato di sentire un prete dire delle immense cag……ate su !!! a volte penso che le sfighe della Chiesa cattolica nascano da dentro se stessa e non solo per colpa deiu suoi avversari ma….che squallore eh ?

      • yoyo scrive:

        Da un certo punto di vista hai ragione, ma indichi le categorie di preti sbagliate. Scusaci se siamo un po prevenuti verso di te, ma siccome ami insultare ed essere insultato….Mi ricordi un mio compagno di classe del liceo, che voleva fare il filosofo e bestemmiava come un turco per puro disprezzo della religione, senza capire che ci smenava davanti a tutti ed ai suoi idoli.

  8. Luigi scrive:

    Un consiglio ai nostri cari pastori. Per le vostre omelie, prendete spunto dal Santo Curato D’Ars, da Don Dolindo Ruotolo o da tanti altri Santi Sacerdoti e lasciate perdere i “nuovi” predicatori. Vedrete che i fedeli uscriranno dalla Chiesa col cuore “sconvolto” dalla Parola di Dio che gli é stata annunciata e predicata senza sconti inopportuni. Lasciate perdere omelie anestetizzate per evitare di “urtare” la sensibilitá di qualche fedele, megli svegliare le coscienze che addormentarle (“Beati coloro che ascoltano la Parola di Dio e la osservano” Lc 11,28).

  9. Abramo scrive:

    Vorrei sapere perché molte persone si accaniscono dietro questi sondaggi.
    La religione deve essere un punto di riferimento intimo ed esistenziale che deve servire a ritrovarsi con se stessi. Tutto quello che è al di fuori è politica. Per questo la chiesa temporale è un partito politico che ammette il psrassitismo e l’assistenzialismo. In 2000 anni ha fatto più danni che bene. Quelli che non sono d’accordo è perché hanno un interesse non morale ma venale. La chiesa spirituale è tutt’altra cosa.

  10. vittorio scrive:

    Per buttarla sul ridere.
    Le prediche devono essere come le minigonne:
    Corte, Aderenti alla vita e lasciano intravedere il mistero !
    Vittorio

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