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Pizzini di resistenza umana

maggio 17, 2015 Antonio Villa

Così dalle parti di Udine un prete politicamente molto scorretto spiega ai suoi alunni l’allarme del Papa sulla “colonizzazione ideologica”. E fonda una strana brigata partigiana armata solo di intelligenza, di preghiera e di canzoni

don-antonio-villa-scuola-paritaria-tarcento-udine-2Questo articolo, tratto dal numero di Tempi in edicola, fa parte della serie “Ragione Verità Amicizia”, il manifesto dei nostri vent’anni e della Fondazione Tempi (una proposta che si può sottoscrivere in questa pagina).

Siamo a Tarcento, Udine, Friuli Venezia Giulia, nella scuola media paritaria “Monsignor Camillo di Gaspero”, sorta nel 1976 tra le macerie del terremoto per iniziativa della popolazione locale e di un gruppo di volontari al seguito del prete milanese don Antonio Villa (tra cui le insegnanti Eva Sopravanzetti, marchigiana, attualmente preside dell’istituto, e la cagliaritana Luciana Puddu). Qui, ogni mattina, la scolaresca riunita per l’inizio delle lezioni riceve “pizzini” come quelli pubblicati in queste pagine, biglietti che lo stesso don Villa scrive e distribuisce sui temi più svariati, offerti ai ragazzi come spunto di riflessione e dialogo comune.

COLONIZZAZIONE/1. Papa Francesco nel viaggio nelle Filippine che rimarrà famoso per i sette milioni di fedeli i che lo hanno ascoltato, ha dato l’allarme per un pericolo di cui nessuno di noi sembra preoccuparsi: la colonizzazione ideologica. Quando i medici in autunno danno l’allarme per l’influenza, tutti corrono a cercare il vaccino per difendersi. Infatti parlano di una malattia che si sa da dove incomincia e si vede quando arriva da noi. Ma quando papa Francesco dà l’allarme per la colonizzazione ideologica, parla di una “operazione” che viene decisa nel segreto da un gruppo di persone ricchissime e malvagie oppure superbe e furbissime (o ambedue le cose) che vogliono diventare padrone del mondo. La loro tecnica è semplicissima: cominciano a dire qualcosa che sembra nuovo, moderno o più giusto di quello che si è sempre pensato. La cosa geniale è che si tratta di parole capaci di far pensare poi ad altre parole legate come in una catena. E dietro le parole ci sono sempre idee che vengono assorbite poco o tanto dal cervello non sempre sveglio e pronto a riconoscerle sbagliate, pericolose e quindi a rifiutarle. Più spesso la novità incuriosisce e alla fine persuade. (Seguono pizzini).

COLONIZZAZIONE/2. Filippo vuole un esempio di colonizzazione. Te ne faccio due: uno storico e uno attuale. Prendi un libro di storia che parla di questo nei secoli XV e XVI. Diversi stati europei si sono messi a conquistare le Americhe, l’Africa, l’Asia. Mettiti nei panni delle popolazioni conquistate. Senza sapere perché, si sono trovate soggiogate, governate, sfruttate e obbligate a vivere in modo da piacere ai rispettivi colonizzatori. Se poi provi a ridurre in linguaggio telegrafico (un libro in due righe!) le pagine di storia del secolo scorso, scopri che un bel giorno in Europa nascono tre bambini: Benito, Adolfo, Nicolai. Crescono molto svegli e un po’ feroci. Diventano grandi e prendono il potere in Italia, Germania e Russia. E un giorno la gente si trova quasi tutta a fare il fascista, il nazista, il comunista!!! Papa Francesco racconta un caso molto rozzo che è capitato a lui: alcuni signori ricchissimi gli offrono i soldi per la costruzione di una scuola in una zona poverissima solo se in quella scuola poi adotteranno un libro di testo scritto da un loro amico… Tu mi dici che quello che è accaduto non c’è più e che papa Francesco poteva difendersi facilmente. Allora ascolta cosa accade ai nostri giorni.

COLONIZZAZIONE/3. Un giorno appare una ragazza con un cartello che dice: “L’utero è mio”. E mentre le nonne arrossiscono per il pudore violato, le nipotine impazziscono di entusiasmo per l’audace novità che fa crollare un “tabù”. Tra una battuta e un’altra si scopre che il figlio non è altro che una roba che sta nell’utero e una gran risata scoppia se dici che “quello che c’è dentro” può dar fastidio e se dà fastidio, come un moscerino nell’occhio, è logico buttarlo via!!! Un altro giorno ti fanno piangere per Eluana. Un altro giorno perché un ammalato immobilizzato da anni chiede la carità di farlo morire. Già, perché farlo soffrire inutilmente? Messa così la questione, anche tanti che vanno in Chiesa trovano giusto, per pietà, aiutarlo a morire… E se poi, cambiando argomento (ma solo apparentemente!), due si amano e vogliono vivere insieme, cosa c’entra se sono due uomini o due donne? Se due persone non si amano più perché devono essere obbligate a stare assieme? Vi accorgete che si parla di cose della vita senza usare più la ragione? I colonizzatori hanno un solo nemico, la Chiesa! E sono capaci di diventare cattivi, molto cattivi. E fanno le vittime, perché la Chiesa… odia la libertà.

COLONIZZAZIONE/4. Nei giorni scorsi abbiamo letto del gesto tragico e orribile di un vecchio della Carnia che uccide la moglie e si uccide perché, dice, «non volevo lasciarla sola e volevo portarla con me». Il giornalista ha poi scritto che tutti quelli che li conoscevano, a cominciare dai due figli, non hanno avuto dubbi che si sia trattato di «un estremo atto d’amore»! Delitto = Atto d’amore. In estrema sintesi è il risultato della colonizzazione ideologica denunciata da papa Francesco, e cioè il capovolgimento totale dei nostri giudizi sulle cose della vita. Come avvenga la fin troppo facile invasione di questo potentissimo nemico, abbiamo cercato di dirlo nei primi tre pizzini. Adesso prepariamo il più difficile: quello sulla Resistenza.

Il difficile della Resistenza consiste nel fatto che bisogna diventare potenti come un esercito facendo il partigiano. Non è come andare alle armi essendo di leva e quindi obbligati da un foglio portato a casa dai carabinieri. Ti devi accorgere che gli alleati sono diventati nemici in casa e tu devi decidere se nasconderti o mantenere il giuramento fatto alla Bandiera e unirti sui monti ad altri che hanno il tuo stesso coraggio e la stessa Fede da difendere. Ma ci vuole un Comandante!!

COLONIZZAZIONE/5. Il Comandante è già sui monti che ci aspetta! Ha a sua disposizione legioni di Angeli operative in meno di 24 ore. Ricordate tutte le volte che Gesù doveva affrontare una situazione difficile o necessitava di una ricarica speciale cosa faceva? Si ritirava solo sul monte a pregare, cioè si metteva in contatto con la “CENTRALE”. E papa Francesco ha fatto pregare in silenzio la piazza proprio per favorire un fronte di resistenza contro i persecutori dei cristiani. Ecco la soluzione! Ci vuole il miracolo e per ottenere il miracolo, cioè per far muovere le legioni di Angeli, bisogna convincere il Comandante.

Dunque diventare partigiani vuol dire: 1° considerarsi in guerra e, sul posto, spiare la più piccola mossa del nemico (conferenze, libri, cartoni eccetera); 2° serrare i ranghi col più vicino partigiano e mettersi in assetto di guerra raccogliendoti con lui in preghiera; 3° decifrare i trucchi del linguaggio del nemico; 4° imparare i canti della resistenza per riconoscersi tra partigiani; 5° stampare bene nella memoria i volti dei caduti e invocare i loro nomi come si fa coi santi.

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