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Per mozzare la manomorta dello Stato, io un’idea ce l’avrei: il Grande Swap

giugno 15, 2012 Stefano Morri

Caserme, ospedali, scuole, musei, carceri, tribunali ceduti in locazione ma a rendimenti di mercato e posti a sottostante di titoli dati in cambio di titoli di Stato.

Quel che si vede nel paese è un’amministrazione fiscale alla fine troppo potente che introduce nelle imprese sopravvenienze passive che spesso fanno saltare il banco. Si dirà: ma è giusto, è tutto legale, era ora che qualcuno facesse diventare gli italiani un popolo civile che teme gli agenti delle tasse.

Obiezione più che sacrosanta, in linea teorica. Ma non c’è un capo, non c’è un principio. È una società perfettamente legale ma senza legge, senza un punto di verticalità. Qualcuno ha provato a sintonizzarsi con la pancia del popolo? Cosa sente quella pancia? Che quelle tasse sono inutili. A drop in the sea, una goccia nel mare. E allora perché pagarle? Perché qualcuno molto, molto intelligente ci vede il prezzo di un sofisticato investimento sociale che un giorno trasformerà l’Italia in un paese normale? Ma la gente vuol mangiare tre volte al giorno. Quindi chi vuole intendere intenda.

Nessuno mette in discussione la necessità di abbattere il debito pubblico. Ma tutti sanno ormai che questo non si può fare riducendo la spesa, per lo meno non nel breve periodo. Tanto meno lo si può fare aumentando ulteriormente le tasse. Queste tasse al più avrebbero potuto essere un doloroso messaggio: “Cara Frau Merkel, ha visto che non siamo un paese di imbroglioni e di cicale? Ha visto come sappiamo soffrire? Bene, però adesso la smetta di rompere e stampi moneta”. Ma la Merkel non stamperà. Non in tempo utile. È molto al di sopra delle sue forze e, forse, e questo è peggio, al di sopra della sua intelligenza. Perciò le tasse, queste tasse, sono semplicemente inutili. Quando un imprenditore è sul punto di fallire, smette di pagare i fornitori, per non commettere reato di “preferenziale”, e smette di farsi prestare soldi, per non fare ricorso abusivo al credito. Ecco cosa rischiano di essere queste tasse: abusivo ricorso al credito per continuare pagamenti preferenziali. E il popolo lo sa, o meglio lo sente. E s’incazza.

Se la Merkel non stampa, la soluzione non sono gli eurobond, che entrerebbero in circolo troppo tardi e poco. Con gli eurobond Hollande potrà forse tenere buoni per un po’ i francesi, ma non la realtà. Gli eurobond sono un ballon d’essai. In Italia non funzioneranno. Lo sappiamo tutti. In Italia le opere pubbliche non si fanno: troppi veti incrociati, troppa burocrazia. Se per vedere ripartire l’economia dobbiamo aspettare le grandi opere, facciamo in tempo a morire.

Non ci sono molte alternative. O si fa inflazione, ma l’inflazione ha in mezzo l’ottusità della Merkel e questo incubo di Europa; o si va in default, ma il default ha in mezzo qualche anno di miseria nera; o si prova il grande swap, che non ha in mezzo niente, se non l’inettitudine del potere costituito e la cattiva volontà della “casta” che campa sopra il patrimonio pubblico italiano. Caserme, ospedali, scuole, musei, carceri e tribunali messi in fondi specializzati, ceduti in locazione agli enti pubblici utilizzatori per vent’anni a rendimenti di mercato e posti a sottostante di titoli dati in cambio di titoli di Stato. A quanto ammonta il patrimonio dello Stato che si può valorizzare in questo modo a fini antidebito? Da quanti e quali beni è costituito? Perché non c’è ancora un team di cento intelligenze che ci lavora sopra giorno e notte? Dicono che si tratti di qualcosa come duemila miliardi di euro, quanto il nostro debito pubblico. Una cosa da pazzi. Pigliane una parte, mettila in un fondo e dà ai tuoi debitori obbligazioni a lunga scadenza di questo fondo contro debito dello Stato. E gli asset finiti nel fondo concedili in uso allo Stato, ma a giusto reddito. E poi fai gestire questi asset a manager capaci, che li valorizzino nel lungo termine. Prendi i carabinieri che stanno nel centro di Milano, trova loro una sistemazione alternativa a Bisceglie e rivaluta la caserma del centro cinque volte tanto, a beneficio dei detentori delle obbligazioni.

Qualcuno ha un’idea di cosa potrebbe muovere un’operazione del genere? Parliamo di tre, quattro, cinquecento miliardi di euro di debito in meno. Eppure nessuno lo considera, il grande swap. Nessuno lo fa. Nessuno che metta mano a questa democratica emergenza. Perché? Il grande swap è una manovra di moralità pubblica, invertirebbe la tendenza collettivistica. Rimetterebbe in circolo ricchezza, mozzerebbe la manomorta dello Stato. E si potrebbe accompagnare alla riduzione delle tasse e della spesa pubblica in un piano di lungo termine fatto da un potere riformato e perciò credibile. Invece si ciancia di patrimoniale.

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10 Commenti

  1. paolo delfini scrive:

    IL FATTO DI VENDERE, MA NON SVENDERE,BENI IMMOBILI CHE ALLO STATO NON SERVONO PIU E’ SICURAMENTE UN’AIUTO. MA CON L’EVASIONE FISCALE GIGANTESCA CHE ABBIAMO E CON LA SPECULAZIONE CHE PARTE DALLA FINANZA ANGLO AMERICANA, LE DISMISSIONI PUBBLICHE POTREBBERO ESSERE SOLO UN PALLIATIVO. BISOGNA ABBATTERE LA SPECULAZIONE FINANZIARIA, CHE TANTI CONSIDERANO PURTROPPO UN MALE NECESSARIO O ADDIRITTURA UN BENE O COMINQUE UNA COSA NORMALE , E COLPIRE L’EVASIONE FISCALE , ALTRIMENTI STAREMO SEMPRE A METTERE UNA PEZZA LI’ E UNA PEZZA LA , MENTRE FURBI PICCOLI GRANDI, NAZIONALI ED ESTERI CONTINUERANNO BEATAMENTE A FARSI GLI AFFARI LORO CON LE NOSTRE SCHIENE

  2. Giovanna Jacob scrive:

    PER FAVORE, CANCELLATE IL COMMENTO PRECEDENTE, CHE AVEVA TROPPI ERRORI DI BATTITURA. LO RIPUBBLICO ORA:
    Non ci posso credere, qui c’è ancora gente che ciancia di evasione fiscale e speculazione internazionale. Tutta la grande narrazione sull’evasione fiscale e sulla speculazione è solo un gigantesco diversivo, uno specchietto per le allodole, una allucinazione in 3d creata per ingannare il popolo, per nascondergli la vera causa della sua rovina: la spesa pubblica + l’allucinazione collettiva della carta straccia che sembra denaro.
    La spesa pubblica è inutile e parassitaria per definizione, dal momento che agice al di fuori fuori di quel formidabile meccanismo di controllo che è il mercato. Per stare sul mercato, i privati sono costretti a fornire buoni servizi e buoni prodotti a costi ridotti, sennò i consumatori li puniscono. Invece, il dipendente pubblico non ha la necessità di offrire un buon servizio, dal momento che i consumatori sono costretti con metodi mafiosi (le tasse, forma politicamente corretta del pizzo) a pagare quel servizio anche se fa schifo. Vedi l’orrore degli ospedali pubblici e la vergogna delle ferrovie dello stato.
    Non solo, ma lo stato negli ultimi cinquant’anni ha allargato costantemente la spesa pubblica improduttiva e parassitaria, allargando con essa il buco del debito, perché si è diffusa la convinzione che la spesa pubblica faccia crescere l’economia. Ancora ieri a In Onda c’era il solito keynesiano che diceva che “i tagli alla spesa pubblica deprimono l’economia, mentre l’aumento delle tasse non deprime l’economia”. Ma è matto? Possiamo ancora accettare affermazioni come queste senza assaltare i palazzi d’inverno dello satalismo omicida? Le tasse e la spesa pubblica fanno male all’economia anche in una situazione di crescita poiché tramite le tasse vengono sottratte ai cittadini delle risorse che i cittadini potrebbero investre in maniera più proficua, facendo crescere l’economia.Invece lo stato con i soldi estorti non crea altri soldi, ma li distrugge. Rileggersi Von Hayek alla voce “allocazione delle risorse”. Quindi evadere quando l’aliquota fiscale supera i livelli di guardia significa sottrare i soldi all’inceneritore della spesa pubblica e investirli in maniera feconda. Bisogna rileggersi Milton Friedman: “Se l’Italia si regge ancora in piedi è grazie al lavoro nero e all’evasione fiscale… l’evasore in Italia è un patriota”. E naturalmente, rileggersi Von Mises, il quale spiega che il welfare state è una forma molto raffinata di sfruttamento dell’uomo sull’uomo ( http://www.facebook.com/mises.institute/posts/245277805587587 )
    E veniamo all’allucinazione monetaria: dal momento che non può più essere convertito in oro, il denaro che abbiamo in banca se lo può mangiare lo stato quando vuole mettendosi s stampare altro denaro. L’inflazione è una tassa anzi un pizzo occulto mediante cui lo stato svaluta il suo debito ma svaluta anche i beni dei cittadini, provocando l’impennata dei prezzi al consumo (https://www.facebook.com/photo.php?pid=9765742&l=56978fd71b&id=36496893934). Se io stampo denaro, mi arrestano come falsaria: nell’inferno di Dante i falsari stanno in fondo alle malebolge, appena al di sopra dei traditori. Invece se questo peccato mortale lo commette lo stato, nessuno protesta.
    Quindi, io sono allibita quando leggo: “Ma tutti sanno ormai che questo non si può fare riducendo la spesa, per lo meno non nel breve periodo”. Sono allibita perché tagliare la spesa pubblica, ridurla all’osso, è l’unica soluzione. Dire che la spesa pubblica non può essere tagliata equivale a difendere il parassitismo di stato.
    Ma sono ancora più allibita quando leggo: “Ma la Merkel non stamperà. Non in tempo utile. È molto al di sopra delle sue forze e, forse, e questo è peggio, al di sopra della sua intelligenza”. No, vede, senza offesa, se c’è qualcuno che soffre di carenza di intelligenza non è una che si rifiuta di derubare il popolo con l’inflazione, ma casomai chi vuole derubarlo con l’inflazione.
    E mi taccio sugli eurobond. Sono allibita quando vedo Mario Mauro che, con gli occhioni sgranati, invoca qualla forma di furto che sono gli eurobond gettando benzina sul fuoco dell’odio anti-tedesco. Mettere in circolazione gli eurobond significherebbe da una parte derubare i tedeschi, che non è bello, e dall’altra dare ai parassiti della spesa pubblica e del welfare la scusa per continuare a fare i parassiti facendo altro debito:”tanto pagano i tedeschi”.
    Quindi, ora che anche su Tempi devo leggere queste cose, mi resta una sola speranza: che la Merkel tenga duro, che non ceda al ricatto dei parassiti del sud.
    (http://reginadigiove.wordpress.com/2012/06/08/cara-cancelliera-angela-merkel-tieni-duro-io-sto-con-te/)

  3. Luigi Lupo scrive:

    Secondo me a Milano di beni pubblici per fare quello che è proposto nell’articolo non ce ne sono. Dico così perchè, nel caso avessi torto, chi ha scritto l’articolo dovrebbe tenere questa lezioncina al nostro Celeste governatore e farsi spiegare perchè ha speso 560 milioni di euro per il gioiellino che tutti conosciamo e ammiriamo. O forse la spiegazione è semplicemente che quando fu presa la decisione di costruire il grattacielo l’articolo non era ancora stato scritto.

  4. PAOLO DELFINI scrive:

    LA DEVASTANTE SPECULAZIONE FINANZIARIA E LA GIGANTESCA EVASIONE FISCALE PURTROPPO ESISTONO, CHE UNO CI CREDA O NE NEGHI L’ESISTENZA, CHE SIA FAVOREVOLE O CONTRARIO AD ESSE , QUINDI DISMISSIONI PUBBLICHE , TAGLIARE GLI SPRECHI E SNELLIRE LA P.A. AVRANNO SENSO SE SI ABBATTERA’ LA SPECULAZIONE E SI ARGINERA’ L’EVASIONE FISCALE, ALTRIMENTI LA SOCIETA’ DEL BENESSERE DIFFUSO FINIRA’ MOLTO PRESTO,CON CONSEGUENZE IMPREVEDIBILI.-

    • Giovanna Jacob scrive:

      Tagliare gli sprechi?
      La spesa pubblica è uno spreco per definizione, dal momento che agisce al di fuori del mercato.
      Speculazione?
      L’innalzamento dello spread è la logica conseguenza del fatto che i titoli dei Pigs valgono poco o nulla, dal momento che le economie dei rispettivi paesi non crescono più a causa dell’oppressione statale.
      Perché io dovrei comprare con i miei risparmi dei titoli spazzatura come quelli dei Pigs? Per masochismo?
      Ecco, la colpa degli speculatori è che non sono dei masochisti.
      Torturiamoli a morte.
      E spariamo in testa agli zombi crucchi che non vogliono gli eurobond.
      Così tornerà il benessere diffuso.

      • PAOLO DELFINI scrive:

        LA REALTA’ E’ UNA COSA COMPLESSA, AFFRONTARLA CON SLOGANS, FORMULETTE PREGIUDIZI IDEOLOGICI , SARCASMO E FRASI FATTE E’ SOLO TEMPO SPRECATO, GLI SPECULATORI POI NON SONO MASOCHISTI SOLO NEI CONFRONTI DI SE STESSI,IN QUEL CASO HA RAGIONE, MA NEI CONFRONTI DELLE POPOLAZIONI CHE STANNO CREPANDO TUTTI QUESTI SCRUPOLI NON CE LI HANNO, COMUNQUE CHIUDO QUI LA QUESTIONE, PERCHE OGNUNO LA PENSA COME VUOLE E NON POSSIAMO TUTTI PENSARLA ALLA STESSA MANIERA E CERTI PROBLEMI REALI E DRAMMATICI NON SONO RIDUCIBILI A CONVERSAZIONI DA SALOTTO TRA DI NOI , NESSUNO DEVE PERO’ CREDERE DI ESSERE INFALLIBILE O COMUNQUE PIU’ ILLUMINATO DI TUTTI GLI ALTRI , VALE SOPRATTUTTO PER ME MA ANCHE PER IL PROSSIMO
        DISTINTI SALUTI

        • PAOLO DELFINI scrive:

          PS.: IL TERMINE PIIGS ,POI, CHE CERTI PSEUDOGIORNALISTI ANGLOSASSONI HANNO CONIATO CON VOLONTA ‘ DISPREGIATIVA NEI CONFRONTI DI NOI SUDEUROPEI E GLI IRLANDESI MI FA LETTERALMENTE IMBESTIALIRE, E DICO CHE SE NOI SIAMO PIIGS, CON CUI LORO VOGLIONO DIRCI SEMPLICEMENTE PIGS (MAIALI), BE’ GLI STESSI GIORNALSITI SONO DFSR( DIRTY, FILTHY STINKY RATS) SCUSATE LO SFOGO. MA A VOLTE E’ NECESSARIO

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  6. Giovanna Jacob scrive:

    LA REALTA’ E’ UNA COSA COMPLESSA, AFFRONTARLA CON SLOGANS, FORMULETTE PREGIUDIZI IDEOLOGICI , SARCASMO E FRASI FATTE E…..

    In realtà, gli slogans, le formulette, i pregiudizi ideologici il sarcasmo e le frasi fatte ce le hanno quelli che difendono lo stato sociale e danno contro la Thatcher. Oggi nessuno, dico nessuno, a parte quattro gatti che bazzicano per il Chicago blog dicono quello che dico io. Oggi per prendere voti e attirare applausi bisogna dire quello che dice lei: viva lo stato sociale, abbasso la speculazione finanziaria, il liberismo selvaggio ha fallito, non confondiamo il liberalismo col liberismo, tassiamo i ricchi, costringiamo i tedeschi ad accettare gli eurobond. Per fortuna i tedeschi non cederanno mai. E’ la nostra ora più disperata…. aiutami Merkel Kenobi, sei la mia unica speranza

L’Osservatore Romano

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