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“Monti colga l’occasione”. Gli interventi di Alfano, Formigoni, Mauro, Lupi a Italia popolare

dicembre 16, 2012 Redazione

Questa mattina alla manifestazione del Pdl a Roma sono intervenuti diversi esponenti del partito. Tra cui, con un messaggio, anche il presidente Berlusconi

Mario Monti ha “la stessa chance di federare tutte le forze moderate che toccò nel ’94 a Berlusconi. Ora, se la vorrà cogliere, tocca a Monti”. Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, in un passaggio del suo intervento all’iniziativa Italia popolare. Intervenendo stamattina alla manifestazione, Alfano ha chiarito quale vuole essere la strategia del Pdl: “La nostra idea è di un centrodestra di tutta l’area alternativa alla sinistra. Un’area che ha trovato un uomo con il ruolo di federatore che è Silvio Berlusconi e che, in questo momento, è il nostro candidato, ma dice, ed anch’io personalmente lo dico, che se Monti riunisce tutte le forze moderate ha le stesse chance che Berlusconi ebbe nel ’94”. Ma, sottolinea Alfano, “ovviamente noi siamo interessati solo a un progetto vincente”. E rispetto al rapporto con la Lega, Afano è stato molto chiaro: “Questo Pdl non si farà imporre il candidato premier dalla Lega nord”.

LUPI. Il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi ha invitato Pier Ferdinando Casini a “smetterla con i tatticismi e i rancori. Se crediamo che Monti sia una grande opportunità per tutti i moderati, uniamoci ma non a pezzetti. Monti ha l’opportunità di scendere in campo per unire e non per dividere”. Lupi ha chiarito che “la nascita di Italia popolare non è l’inizio di un nuovo partito, sarà deluso chi vuole la frammentazione. Il nostro è un contributo forte a un Pdl nuovo, che non dimentica la sua storia e il suo leader, Silvio Berlusconi, che è stato il federatore del centrodestra. La nostra storia non può essere quella del populismo o delle divinizzazione, ma della realtà e il nostro partito non è confessionale o dei laici, ma stiamo tutti insieme”. “Berlusconi è la nostra storia e per costruire bisogna partire dalla nostra storia. Berlusconi è il nostro leader e saremo con Monti se sarà il candidato di tutti i moderati”. Lupi, comunque, non si è sottratto all’autocritica: “Dobbiamo riconoscere i nostri errori”.

FORMIGONI. “Dobbiamo portar avanti con coraggio il cammino intrapreso che significa portare avanti la leadership di Angelino Alfano e gli diciamo che da lui vogliamo che con coraggio e senza voltarsi indietro sia il nostro leader”. Lo ha detto Roberto Formigoni in un passaggio del suo intervento a Italia Popolare. Un passaggio che è stato accolto dalla platea da un lungo applauso. “Abbiamo il dovere di costruire un coalizione di forze moderate e non consegnare il Paese alla vittoria della sinistra estrema e per farlo dobbiamo cogliere la disponibilità di Monti a guidare il Paese. Se accetterà di scendere in campo sarà questa volta libero dai lacci della sinistra. Con Monti possiamo farcela e noi saremo ancora protagonisti”. Formigoni ha detto che Monti “non si sottrarrà” alla candidatura a premier.
E parlando della Lombardia: “Il nostro candidato sia Gabriele Albertini. La Lega ha tradito e spezzato l’alleanza con il Pdl e ora non può rivendicare la presidenza della regione”.
Su Berlusconi: “Berlusconi è stato il fondatore del Pdl e sarà sempre un consigliere straordinario”.

MAURO. L’europarlamentare del Pdl, Mario Mauro ha insistito sulla necessità di unire i moderati sotto la guida di Mario Monti perché “è una opportunità che va colta”. Tuttavia, ha aggiunto Mauro, “non dobbiamo iscriverci al lungo elenco di quelli che adorano i tatticismi, che fanno offerte”. E mette in guardia: “Senza la nostra forza non c’è vittoria sulla sinistra”.
Mauro aveva iniziato il suo intervento con una battuta: “Se Massimo D’Alema attacca Mario Monti, definendo la sua eventuale discesa in campo ‘moralmente discutibile’, io mi rassereno perché vuol dire che Monti è di centrodestra”.

BERLUSCONI. berlusconi ha inviato alla manifestazione un messaggio che qui vi riproponiamo: “I principi che enunciate, gli impegni che prospettate, gli obiettivi che ponete sono quelli che hanno caratterizzato la nostra azione di governo, sono quelli che costituiscono parte integrante della storia che abbiamo scritto insieme dal 1994 ad oggi.
Intorno a questi ideali dobbiamo rafforzare e ribadire l’unità del nostro partito, nato dalla volontà di riunire storie e culture diverse la cui divisione, in passato, ha consentito a una sinistra minoritaria nel paese di prendere il potere. E’ un errore che dobbiamo impegnarci a non ripetere. L’unità del nostro movimento è la premessa per costruire un’aggregazione più vasta, che abbia la capacità, la voglia, l’ambizione di vincere di nuovo.
L’Italia dei moderati è maggioranza nel paese. Nell’attuale contesto, se lo riterrà il professor Mario Monti potrà essere il federatore di quest’area. Egli condivide i miei, i vostri, i nostri stessi ideali: quelli della grande famiglia dei Popolari europei.
Abbiamo sostenuto lealmente il governo Monti anche quando non eravamo d’accordo, senza porre mai veti né ricatti, al contrario di quanto ha fatto la sinistr, ma l’azione riformatrice di questo esecutivo non ha potuto contare su una maggioranza omogenea ma è stata spesso costretta a subire l’influenza nefasta della sinistra e della Cgil.
Se Monti accettasse l’invito che più volte gli ho rivolto, da ultima a Bruxelles di fronte alla platea del Ppe, non sprecheremo certo un’occasione storica per vincere le elezioni.
Come nel ’94, però per centrare l’obiettivo della vittoria occorre uscire dagli schemi vecchi e logori, rompere le barriere che si oppongono all’innovazione, mettere in collegamento storie e culture diverse.
Mentre il campo della sinistra è bene organizzato e appare come una macchina da guerra gioiosamente lanciata verso il successo, l’altra parte – la nostra parte – sembra impegnata più in sterili polemiche che non a far fronte comune per battere gli avversari.
Dovremo fino all’ultimo lavorare affinché il progetto dell’unione dei moderati si realizzi. Ma se ciò non dovesse essere possibile, soltanto da noi potrà provenire la forza necessaria per contrastare e battere la sinistra di Bersani e di Vendola.
Noi siamo in campo pronti ad ogni sfida, sicuri di poter rappresentare, tutti insieme, la speranza dell’Italia libera che non si arrende”.

Qui il video della manifestazione.

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4 Commenti

  1. Celso says:

    Stanno farneticando. Alfano candida Berlusconi e Monti. Lupi e Mauro candidano Monti. Formigoni candida Alfano. Poi ci sono anche la Meloni e Crosetto che non si sa chi candideranno. E, dulcis in fundo, Berlusconi dice che bisogna essere uniti. L’unica cosa che li unisce è il fatto di dire minchiate. E, ovviamente, la paura di essere mandati tutti a cagare.

  2. polvese says:

    Lupi dice citando enaudi libera economia viene prima di politica. Poi cita pmi italiane, qualcuno gli spieghi che’ la libera economia di monti non e’ esattamente la Confartigianato o Confcommercio ma coloro che con la finanziarizzazione hanno ammazzato pmi. Sacconi.sul Corr
    iere si spinge a parlare di nuovo degasperi.
    Ma nelle vostre fondazioni, lupi Formigoni e a memoria Mauro ne hanno una a testa ,avete studiato cosafecero degasperi lapira fanfani.?

    Cammina l uomo quando sa bene dove andare si cantava una volta inneggiando al piu societa meno stato. Buona fortuna a voi Probabilmente moderati e classe media si estingueranno prima di voi evolvendo verso una cittadinanza delle pezze al culo percio datevi una mossa ad aggregarli e intanto ricordategli le prossime salassate di fondo salvastati fiscal compact e interessi.

  3. luigi lupo says:

    Se al termine dell’iniziativa fosse stato proiettato sul maxi schermo l’intervento di Alfano alla camera in cui ha decretato la fine del governo, tutte le contraddizioni dei principali oratori avrebbero fatto crepare dalle risate e quindi tutti ci avremmo guadagnato in buon umore.

    Il più forte è stato Lupi che mentre parlava si smentiva, l’oscar mondiale delle contraddizioni è suo, in special modo quando dice “La nostra storia non può essere quella del populismo o delle divinizzazione…” . Basta leggere cosa ha detto di Berlusconi e se non è divinizzazione vorrei sapere cosè, per il populismo non ha ancora capito che era il cemento del PDL.

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