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Lettera di una madre al vicepremier inglese: «Lei sbaglia, il fumo ha rovinato mio figlio. Questa è la sua storia»

maggio 9, 2014 Benedetta Frigerio

La lettera di Susan Bedack dopo le parole di Nick Clegg: «Mio figlio si aggira per le stanze come un animale in gabbia. E parla ancora con le voci immaginarie»

La cannabis va liberalizzata: a sostenerlo, firmando un documento sottoscritto da 21 accademici della London School of Economics, è il vice primo ministro inglese Nick Clegg. Secondo il testo di  “Ending the drug wars”, la guerra contro la droga sarebbe un «fallimento costoso», pertanto si incoraggiano esperimenti sulla legalizzazione della marijuana, suggerendone la vendita a prezzi altissimi.
Il documento è stato preparato in vista della Conferenza dell’Onu sulla droga che si svolgerà nel 2016 ma una mamma si è ribellata e ha voluto raccontare in una lettera la sua esperienza per smontare il mito che la cannabis sia inoffensiva.

«SONO FURIOSA CON CLEGG». La donna, Susan Bedack, racconta di quando nel 2005 il figlio cercò di suicidarsi per via delle “voci” che sentiva e che lo istigavano: «Nove anni fa gli fu diagnosticata la schizofrenia». Henry, 28 anni, fino a 16 anni stava benissimo ma ora «si aggira per le stanze come un animale in gabbia. E parla ancora con le voci immaginarie».
Ma ciò che più «mi spezza il cuore è che questo si poteva prevenire. La sua psicosi è stata causata dalla droga più pericolosa, la skunk cannabis, come confermato dagli psichiatri». La madre di Henry spiega anche che «il caso non è isolato: il mondo psichiatrico è pieno di giovani come lui. Per questo sono furiosa con Nick Clegg che ha dato il suo sostegno a un rapporto in cui si consiglia al governo la legalizzazione della cannabis».

IL CAMBIAMENTO. Poi la descrizione di una vita modello: «Era equilibrato e sensibile, era anche artistico e musicale (…). Henry ha scritto anche bellissime poesie e ogni biglietto per la festa della mamma conteneva un versetto che aveva scritto per me. Odiava essere separato dai suoi genitori». Ma nel febbraio 2003, durante l’annuale settimana bianca di una famiglia più che benestante, «ho bussato alla sua porta. Lui mi aprì e tornò a letto. Chiedendogli di alzarsi, andai in bagno e trovai una borsa contenente quelle che sembravano erbe. Sapevo che era cannabis e quasi soffocata dalla rabbia, gridai: “Cosa diavolo pensi di fare?”. E la buttai nel gabinetto». Bedack decise però di non dire nulla al marito Lloyd, guardando «inorridita come mio figlio, sempre all’aria aperta e sportivo, si accasciava nell’inerzia, trascorrendo la maggior parte della settimana addormentato».

«TUTTI LA FUMANO». La famiglia tornò a Monaco, dove abitava in quel periodo, ma lì il ragazzo «smise di praticare sport. Si fece magro e pallido». E quando «gli chiesi se fumava ancora, lui non rispose. Qualche mese dopo trovai altra droga in camera sua. E lui mi disse: “Tutti la fumano”». Intanto il padre si fece assente, «se non stava costruendo i suoi prestigiosi palazzi era fuori a bere e socializzare» ma «quando mio marito lo scoprì si infuriò dicendogli che non lo riconosceva più come suo figlio».
Questo «fu l’inizio dell’alienazione di Lloyd da Henry e l’inizio della fine dei miei 25 anni di matrimonio».

LE VOCI. Il comportamento del ragazzo continuò a peggiorare e l’unica soluzione divenne il ricovero e poiché Henry non voleva, venne internato a forza: «“Mamma, papà”, urlò. Fu il giorno peggiore della mia vita». Una volta uscito il peggio sembrava passato. Il ragazzo si iscrisse all’università ma la mollò subito: «Finì nel baratro più nero della dipendenza e della malattia mentale. Ormai sapevo che faceva uso di skunk, una versione potente della cannabis (…), cominciò a fumarla quando il suo cervello si stava ancora sviluppando, quindi il danno fu molto profondo».
Qualche mese dopo, la donna riuscì a portare a casa il figlio ma due ragazzi nel giro della droga che Henry «ingenuamente chiamava amici, sono entrati mentre dormiva e lo picchiarono: (…) sono quasi morta quando lo trovai». E ora «Henry vive in uno stato di terrore: voci che lo tormentano, sensazione di essere attaccato».

LA MARIJUANA È CAMBIATA. Bedack ci tiene a chiarire che «diversi studi dicono che la marijuana fumata negli anni Sessanta e Settanta aveva un grado di Thc (tetraidrocannabinolo: l’ingrediente che altera la psiche) di circa l’1 o il 2 per cento. Ora è stata quasi completamente rimpiazzata dallo skunk (…) con una media di Thc che va dal 16.2 al 46 per cento». Infine, conclude la donna, «la credenza per cui l’uso della cannabis destabilizza solo le famiglie povere e che è senza costi per quelle educate e ricche è una menzogna, un pericoloso non senso».

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18 Commenti

  1. francesco taddei scrive:

    una storia da raccontare ai giovani e stracannati italiani. e ai politici che hanno il loro voto.

  2. Tommasodaquino scrive:

    mi sembra che il proibizionismo non abbia impedito al ragazzo di drogarsi. Deve cambiare la società! Il problema è educativo! Non ha senso proibire la droga se poi tutta la società l’accetta come cosa normale. Se poi in qualsiasi contesto (anche lavorativo) non viene bollata come sostanza nociva è inutile. Per es. a scuola ti fumi uno spinello! Bene 3 su tutte le materie. Non c’è una posizione ferma dei punti di riferimento per i ragazzi. Quanti professori ho visto banalizzare l’uso della droga “eh bhe che vuoi che sia uno spinello! Non diventiamo moralisti”. Poi però di facciata tutti proibizionisti! ma dai che incoerenza logica! La droga è un male , OGGETTIVAMENTE, non ho bisogno che me li dica lo stato. Abbiamo bisogno che ce lo dica lo stato che la droga sia nociva? Pensiamo che sia davvero questa la soluzione per eliminare la droga dalle scuole? Ma per favore! Anni di proibizionismo non hanno impedito un aumento esponenziale del problema delle droghe. Quando ero più giovane la droga se c’era, veniva consumata da pochissimi ragazzi ed era più tabacco che altro. Oggi nelle scuole medie gira anche di peggio, mi sembra che il proibizionismo non abbia impedito la rovina di molti ragazzi. Eh dai!

  3. Tecnarca scrive:

    Un singolo caso non è statisticamente rilevante.

    – Il Tecnarca

    • Orazio Pecci scrive:

      Finché non capita nel giardino di casa sua.

      • Tecnarca scrive:

        Non sarebbe comunque statisticamente rilevante. Dove sono gli studi che la cannabis conduce alla psicosi?

        Inoltre può essere utilizzata in mille modi. Perché proibire ciò che la natura ci ha gentilmente fornito?

        È un po’ come se io proibissi le gerbere perchè ci sono delle persone allergiche…una totale assurdità.

        – Il Tecnarca

        • giovanni scrive:

          tecnarca, vai a dire a quella madre tutto quello che scrivi, se sei veloce te la cavi con qualche ammaccatura……………

          • Tecnarca scrive:

            Pensi di intenerirmi?

            Io guardo al progresso dell’umanità.

            Ripeto per l’ennesima volta: un singolo caso non è statisticamente rilevante. Quando accetterete questo FATTO, perché di fatto si tratta e non di opinione, vi sentirete meglio.

            E rilancio: dove sono gli studi sulla tossicità della cannabis? Sulla sua presunta capacità di creare psicosi e schizofrenia? Le statistiche correlate? Nada? Perchè non sono sorpreso?

            Mi sembra di essere tornato negli anni trenta, quando un groppuscolo di affaristi decise che la cannabis era negativa per i loro affari e cominciarono a chiamarla marijuana (sfruttando il razzismo imperante all’epoca) e “droga del diavolo” (l’amico Belzebù è sempre dietro l’angolo) e raccontando una sciocchezza dopo l’altra, al solo scopo di terrorizzare la popolazione per raggiungere i propri scopi. Dopodiché incaricarono il nipote dell’allora ministro del tesoro (e banchiere) di combattere un’emergenza inesistente.

            L’alcool e il tabacco mietono vittime ogni anno ma nessuno pensa di abolirli.

            – Il Tecnarca

  4. giovanni scrive:

    Condivido in pieno la FURIA di questa madre!!!

  5. Tulio Lantanide scrive:

    cioè, invece che dare un’occhio alla famiglia disastrata si dà la colpa all’erba? se uno è schizofrenico ci sono motivi metabolici e l’erba non c’entra nulla, come dimostrato da tutte le ricerche che dicono che dove l’uso non è sanzionato dalla legge la frequenza delle psicosi è addirittura inferiore (qualcuno ha letto il vecchio e mai smentito “erba proibita”?)
    e il fatto che la ganja di adesso sia più potente significa solo che se ne fuma di meno, in quantità, per arrivare allo stesso effetto. praticamente un’economia di scala.

  6. Diamante scrive:

    anche l’alcool ha rovinato e rovina ogni giorno molte persone (e non con effetti minori rispetto a quelli delle altre droghe), quindi perché non invocare anche il ritorno al proibizionismo nei confronti degli alcolici?

    • ftax scrive:

      Ma alle dosi adeguate, l’alcool fa bene.
      Per le droghe invece non esiste una dose di soglia: danneggiano comunque.
      Tu invece devi averne bevuto molto, di alcool…

      • Diamante scrive:

        se lo dici tu, io conosco persone che fanno o hanno fatto uso moderato di cannabis, e non hanno subito alcun danno. io personalmente non bevo, né uso cannabis, perché non mi piacciono gli effetti di nessuna delle due. comunque non confondere l’uso moderato del vino, che potrebbe avere qualche effetto positivo a causa degli antiossidanti presenti nell’uva, con l’uso dei superalcolici che non fa mai bene, in alcun modo, anche a piccole dosi affatica comunque il fegato.

        • ftax scrive:

          Tu lo dici, appunto. Non confondiamo l’uso moderato del vino (contenente una percentuale di alcool etilico) con l’uso dei superalcolici.
          Perché allora nascondere che l’uso anche di piccole dosi di cannabis affatica comunque la corteccia cerebrale?

          • Diamante scrive:

            affatica la corteccia cerebrale?! caso mai è il contrario, ne diminuisce l’attività
            comunque qui il problema non è se faccia bene o male, ma se sia giusto che venga criminalizzata la vendita di una sostanza o addirittura il suo consumo, con il motivo che faccia male. se una cosa fa male, per tutelare la salute basta informare le persone sugli effetti negativi, poi ognuno è libero di gestire come vuole la sua salute. anche l’esposizione intensiva ai raggi del sole fa male, ormai è provato, ma non si prevede l’arresto per chi viene sorpreso a starsene sdraiato al sole o per i gestori delle spiagge.

            • ftax scrive:

              Difficoltà a cogliere l’ironia? Invece il problema sta proprio qui.
              Fa bene o fa male? Se fa male alla tua salute in modo che ci possano essere conseguenze letali per altri, o conseguenze onerose per la società civile, allora uno non è libero di gestirsi come vuole.
              Altrimenti le conseguenze sociali (cure sanitarie, …) se le deve pagare tutte lui senza oneri per lo stato.

  7. Francesco scrive:

    Mamma mia quante porcherie!
    Questo articolo è un polpettone di disinformazione, sentimentalismo e propaganda.

    Mi stupisce che un articolo cosi grossolanamente copia-incollato da qualche parte e senza uno straccio di approfondimento sul tema sia addirittura firmato da qualcuno.

    Ad ogni modo basta una banale ricerca (anche solo su wikipedia) per sapere che il fatto che il THC causi schizofrenia è una bufala colossale. La marijuana che fa “sentire le voci” è una grottesca panzana terroristica che non sentivo più utilizzare da anni. (vedi “reefer madness” cortometraggio anni ’30)

    Che questo povero ragazzo inglese fosse depresso e schizofrenico non c’entra nulla con il fatto che consumasse cannabis.Qual’è la correlazione? Non è nemmeno – guarda caso – spiegata nell’articolo; perchè non esiste.

    Ad ogni modo, tutto questo è successo in Inghilterra, dove le droghe leggere sono già illegali. Quindi? qual’è il punto?

    Poi possiamo tutti empatizzare con la madre, ma questa è informazione da quattro soldi.

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