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Leo che fu Lily diventa il testimonial del cambio di sesso per ragazzini. Pronta la terapia per bambini di 9 anni

maggio 20, 2014 Redazione

La Tavistock and Portman di Londra ha pronto un trattamento farmacologico per intervenire sullo sviluppo degli organi sessuali, ancor prima che si manifesti la pubertà.

leo_waddellSi chiamava Lily, ora invece il suo nome è Leo. Ha 12 anni e vive Lowstoft, cittadina del Suffolk, Inghilterra. Non si sentiva felice ad essere una ragazza, così ha iniziato una cura presso la clinica Tavistock and Portman di Londra, e ora può dire di essere un maschio. «Mi sarei ucciso se fossi rimasto una femmina». A raccontare di questo cambio di sesso è il Daily Mail, nei giorni in cui l’Inghilterra si interroga sui trattamenti ormonali per i cambi di sesso in giovanissima età. Leo/Lily è uno dei soggetti su cui sono stati condotti i test che la clinica londinese ha fatto su ragazzini di età compresa tra i 12 e i 14 anni. La struttura ha pronta anche una nuova terapia, da rivolgere a individui ancora più giovani, 9 anni.

IL TRATTAMENTO. La Fondazione Tavistock and Portman è un ospedale che fa parte del National Health Service, è inserita nel sistema sanitario nazionale e può ricevere finanziamenti pubblici. La procedura prevede che ogni mese siano iniettati farmaci, conosciuti come “bloccanti ipotalamici”, che rallentano lo sviluppo degli organi sessuali dei bambini, fermando la produzione di testosterone ed estrogeni. «Il trattamento non dipende dall’età, ma dallo sviluppo sessuale del bambino», spiega al Telegraph Polly Carmichael, direttrice del progetto. Scopo della terapia è bloccare la pubertà ancor prima che inizi, dato che questa si manifesta in età diversa da soggetto a soggetto, per rendere così più facile una successiva operazione di cambio del sesso.

LE PROTESTE. Secondo la Tavistock and Portman non tutti i bambini possono accedere a questi trattamenti: occorre l’autorizzazione dei genitori e l’assenza di disturbi mentali. Ma le limitazioni non bastano a placare le proteste: «Penso che molta gente sarebbe inorridita all’idea che un bambino di 9 anni riceva medicinali che gli impediscono di maturare e svilupparsi normalmente», è il commento di Andrew Percy, deputato conservatore. Un altro conservatore, Mark Pirtchard, ha chiesto di aprire un’inchiesta su quanto sia responsabile fornire un trattamento per soggetti così giovani, specialmente in un momento in cui il sistema sanitario nazionale deve tagliare altre voci ritenute più utili, come ad esempio i medicinali contro il cancro.

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72 Commenti

  1. Su Connottu scrive:

    Hanno trovato il modo di far del male ai bambini peggio dei pedofili

  2. Cisco scrive:

    “occorre l’autorizzazione dei genitori e l’assenza di disturbi mentali.”

    Ci vorrebbero anche per lavorare alla Tavistock and Portman!

  3. giovanni scrive:

    Per favore ditemi che questo articolo è una bufala!!!!

  4. Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

    Nell’articolo si dice: “Per accedere al trattamento occorre […] l’assenza di disturbi mentali”.
    Scusate, ma una bambina di 12 anni che chiede – e non per scherzo – di diventare maschio (ma lo stesso varrebbe se fosse un bambino che vuol diventare femmina) non presenta forse un evidente disturbo mentale?
    Datemi dell’omofobo e del “giudicatore degli altri”. Non mi interessa quello che direte di me.
    Dire che una persona ha disturbi mentali non è un insulto, non è un giudizio e non è fonte di discriminazione, ma è, anzi, un semplice ammettere la realtà, requisito essenziale (quello del realtà) per cercare di risolvere al meglio un problema nel primario interesse di chi ha questo problema. Cioè l’ammettere che Lily ha un problema è il primo passo per aiutare davvero Lily ad uscire da questo problema.
    Questa bambina, invece che una Clinica per il cambio del sesso, aveva bisogno di un bravo psicologo che scavasse a fondo nel suo vissuto, andando a cercare (e poi a risolvere) quei nodi che hanno generato un disagio tale da portarla a richiedere il cambiamento di sesso.
    Ma per gli psicologi è (quasi) impossibile fornire questo tipo d’aiuto (quindi non faccio fatica a comprendere come nessuno abbia davvero aiutato Lily). E vi dico come mai.
    Nel 1973 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) derubricò le anomalie del comportamento sessuale da disturbi (quali sono: non lo dice soltanto la Chiesa, ma lo dice anche la scienza) a “semplici” varianti della sessualità.
    Da quel momento in poi, gli psicologi che hanno comunque cercato di curare tali disturbi sono stati visti come “persone che vogliono risolvere problemi inesistenti”, cioè sono stati additati come matti (ed in certi casi sono pure stati radiati dai rispettivi ordini).
    Invece coloro che meriterebbero di essere radiati sono gli “esperti” (ma sarebbe meglio definirli “inesperti”…) dell’OMS che nel 1973 decisero che omosessualità, transessualismo, ecc… non sono più patologie: infatti bisogna raccontare il fatto che a quellla decisione l’OMS arrivò non analizzando la letteratura scientifica in materia (cosa che sarebbe auspicabile facesse un ente che si prefigge lo scopo di tutelare la salute a livello mondiale), ma “per alzata di mano”, dietro pressione della lobby LGBT. Cioè una cosa così importante per la salute e la vita delle persone è stata decisa con un criterio assolutamente privo di oggettività!!! Questo è il “progresso” verso cui la lobby LGBT (vedi Lunacek, Scalfarotto, Vendola, ecc…) ci sta portando!!! Staffelli dovrebbe portare all’OMS un bel Tapiro d’Oro!!!
    La letteratura scientifrica in materia, invece, conferma che le anomalie della sfera sessuale erano, sono e sempre saranno da considerarsi disturbi (da affrontare e da curare). Cioè tale letteratura, in sostanza, delegittima la decisione (quantomai politica) che l’OMS prese nel 1973.

    • Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

      Quindi l’OMS, un domani, di fronte all’insostenibilità del costo dei chemioterapici potrebbe decidere “per alzata di mano” che il cancro non è più una patologia!?
      Ho paura di sì…
      L’OMS è un organo pubblico (fa parte dell’ONU, di quell’ONU che si preoccupa degli abusi sui minori solo se sono stati commessi da preti cattolici, mentre se a commetterli non sono preti allora va tutto bene…) finanziato dalle Nazioni e, quindi, dai soldi di tutti noi e preposto a risolvere i problemi, non a nascondere la testa sotto la sabbia ed a far finta che i problemi non ci siano…

    • Paolo scrive:

      Sig. Daniele Ridolfi “sentinella in piedi”. Pur comprendendo che le lunghe attese in piedi, dandosi un atteggiamento con un libro in mano, difendendo un assurdo concetto di libertà di espressione possa confondere le idee le ricordo che:
      A) nel 73 l’omosessualità fu giustamente eliminata dalle patologie sulla base di seri e rigorosi studi scientifici a partire da quelli di Evelyn Hooker;
      B) l’Oms eliminò successivamente negli anni 90 l’omosessualità egodistonica (chiarendo che il problema è la distonia non l’orientamento in sè…con buona pace degli ex gay);
      C) di solito la storiella della votazione viene riferita all’Apa…peccato che tale votazione per alzata di mano fu voluta dagli oppositori dell’eliminazione del naturale orientamento omosessuale dalle patologie (come detto decisione presa sulla base delle evidenze scientifiche) che, poverini, si tirarono ulteriormente la zappa sui piedi dato che persero la votazione da loro stessi voluta.
      Comprendo che abbia voluto ammucchiare un pò delle pseudo argomentazioni create ad hoc per supportare la sua ideologia confessionale…però le consiglio la prossima volta di documentarsi meglio.

      P.s. Mi citerebbe la “letteratura scientifica” che invece confermerebbe quanto da lei sostenuto…così tanto per gradire. Non vorrei mai che fossero sempre le solite panzane alla Nicolosi da cui tutta la comunità scientifica ha preso le distanze alla grande.

      • martino scrive:

        Lo faccia lei un bombardamento di ormoni e poi chieda alla letteratura scientifica a quali rischi va incontro.
        Siete di una crudeltà inaudita.
        Buonanotte

      • Bambù scrive:

        Perdirindina!
        Lo studio della Hooker fu serio e rigoroso!
        Condotto su un soggetto composto da attivisti omosessuali con lo “scopo dichiarato di sviluppare un’etica omosessuale”!
        E se non è rigore scientifico questo!
        Mavalà!
        La derubricazione dell’omosessualità dalle malattie mentali fu dovuta a pressioni e intimidazioni di natura ideologica!
        Le stesse pressioni e intimidazioni a cui assistiamo ancora oggi!
        Continuate pure a fare i vostri comodi e a nutrirvi delle vostre frottole, ma non pretendete che ci credano anche gli altri!

        • Giovanni scrive:

          Ommandonnasanta Bambù Lo studio della Hooker fu fatto, nel 1957, somminstrando test psicologici a gruppi di omosessuali ed eterosessuali, chiedendo poi ad esperti del settore, basandosi esclusivamente sui risultati dei test e senza conoscere i soggetti, di individuare quali di loro fossero omosessuali. Gli esperti non riuscirono a individuare le persone omosessuali in percentuale statisticamente significativa rispetto al caso.L’esperimento, che è stato ripetuto ulteriormente più volte da altri ricercatori con gli stessi risultati, dimostrò che gli omosessuali non sono meno psicologicamente adattati del resto della popolazione, come sostenevano invece la psicologia e la psichiatria dell’epoca, che classificavano l’omosessualità come “malattia mentale”

          • Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

            Il test della Hooker valutava soltanto le capacità cognitive delle persone. I risultati del test furono che tra omosessuali ed eterosessuali non c’erano differenze in quanto alla performance cognitiva (che è la capacità di elaborare un pensiero coerente con la realtà).
            Cioè il test della Hooker dice, ad esempio, che un medico eterosessuale ed uno omosessuale possono essere ugualmente bravi nello svolgere il proprio mestiere. Ed io condivido: non è l’orientamento sessuale a discriminare tra una persona capace ed una incapace.
            Il fatto, però, è che il test della Hooker è limitato, in quanto prende considerazione solo uno degli aspetti della mente umana, mentre trascura tutti gli altri: perciò i suoi risultati non possono essere generalizzati (cosa che, invece, l’OMS nel 1973 fece).
            Per fare un esempio: una persona depressa od ansiosa può avere le stesse capacità cognitive (in quanto a capire ciò che legge e che gli viene detto) di una persona non depressa o non ansiosa. Ma questo non significa certo che depressione e ansia non siano problemi da curare.

            • Giovanni scrive:

              Daniele la prossima volta che stai in piedi portati un buon libro di psicologia.

              Una persona dpressa e ansiosa (in senso patologico, cioè senza ragione, non perchè gli è morto il gatto o hanno fatto il Gay Pride) non è affatto in grado di vivere una vita normale, lavorare, studiare, gestire relazioni ecc. Per questo la si considera malata. Se è solo una che si preoccupa molto o ha un temperamento triste, ma vive normalmente non è depressa in senso clinico, non è malata.

              Nel 1973 si è verificato, dopo un serio dibattito scientifico, che i gay non presentavano alterazioni somatiche, non erano distinguibili dagli etero per quanto riguarda le performance intellettive e i test di personalità erano in grado di condurre una vita normale. Quindi non c’erano ragioni di considerarli malati. Il loro diverso orientamento sessuale fa parte della variabilità umana come il mancinismo.

              • Bambù scrive:

                Un “serio dibattito scientifico” si conclude con l’accettazione unanime di una tesi dimostrata incontrovertibilmente, non con una votazione a maggioranza per alzata di mano in cui la tesi ideologicamente prevalente la sfanga per pochi voti.
                Quest’ultimo caso si definisce “pagliacciata”.
                Faresti meglio a studiare tu, invece di consigliarlo agli altri.

                • Giovanni scrive:

                  Bambu’ se per te un libro è troppo leggi almeno gli altri post. Il famoso referendum è stato chiesto da chi non voleva accettare i risultati del confronto scientifico, che era arrivato alla conclusione di non considerare l’omosessualità come una malattia.

                  • Raider scrive:

                    Se se considera il sesso una ‘costruzione culturale’ e l’eterossesualità una ‘prevaricazione di genere’, alla fine, è fatta, l’eterosessualità è una malattia, da diagnosticare precocemente, magari. Gli abusi medici e ideologici, fin dal famoso/famigerato rapporto Kinsey e il conflitto d’interessi gay fra correttezza politica e correttezza scientifica, aggirato col postulato della ‘prevaricazione di genere’ cui rispondere colpo su colpo, giustificano la diffidenza: anche perché quando salta fuori che qualche gay ci ripensa, desiderando tornare allo ‘stereotipo’ di partenza, magari, con qualche supporto, se non vogliamo chiamarla terapia, le proteste salgono al cielo.
                    Il rigore e l’attendibilità scientifica di certe correnti mainstream scientifiche e guarda caso, anche mediatiche e perciò, di grande successo presso il grande pubblico, non hanno ancora chiarito nemmeno se si nasce o si diventa eterosessuali o omosessuali: non è una questione di lana caprina e le conseguenze sul piano sociale, scientifico, etico e personale e a quanto sembra, politico politico sono molto diverse, come dovrebbe essere chiaro. Che vuol dire, a parte il fatto che parliamo di un bambino, che Leo si sente Lily? Se si tratta di squilibrio ormonale, i suoi genitori o tutori potrebbero legittimamente decidere di sottoporlo a una terapia a base di testosterone e Leo sarebbe felice di essere Leo quanto potrebbe esserlo diventando Lily. Terapia e chirurgia farebbero bene a stare lontani da un soggetto giovane per cui una scelta o l’altra si equivalgono, privilegiando, nel decidere che resti maschio, quella brutta cosa che è il sesso in cui ‘il bambino che non lo sa’ e non è tenuto a sapere come considerarsi, è nato. Lo stesso se ci fosse di mezzo, putacaso, un gene gay: i genitori potrebbero decidere di intervenire, ove fosse possibile, già nel grembo materno e fare del nascituro un bambino o una bambina non disorientati sessualmente. Se, invece, non essendoci ancora alcuna tecnica pre-natale di correzione genetica, i genitori decidessero per l’aborto, no problem: non è quello che hanno fatto in Cina e India con le femmine, senza che ci fossero manifestazioni mondiali e e mediatiche di protesta, denuncia, condanna, boicottaggi commerciali, da parte di Amnesty International, Plennad Parenthood, Aclu, Uaar, ecc… Emma Bonino, ecc… Udi, ecc… Arcigay, ecc… LGBT, ecc…? Un bambino è un bambino anche a volerne fare una bambina: cento milioni di bambine sono un femminicidio per cui l’O.N.U. dovrebbe intervenire, fare qualcosa, altro che linee-guide sull'”educazione alla salute”…

                  • Bambù scrive:

                    Che razza di obiezione sarebbe?
                    Che importa chi ha chiesto la votazione?
                    L’importante è il fatto che in un consesso che si vuol definire “scientifico” non contano le opinioni ma i fatti.
                    Contra factum non valet argumentum!
                    Ci tengo a precisare che alla sottoscritta non importa un accidente di niente dell’omosessualità e delle relative fisime.
                    Solo ci tengo a precisare che parlare di “serietà scientifica” riguardo a certe “risoluzioni” chiaramente ispirate a impostazioni ideologiche, da un punto di vista epistemologico è semplicemente ridicolo.
                    Ridicolo almeno quanto i tuoi reiterati inviti ad informarsi e a leggere rivolti a chi (sottoscritta esclusa, ovviamente!) si capisce che ne sa cento volte più di te.

                    • Giovanni scrive:

                      Ma sei analfabeta di ritorno?. Scrivi omosessualità come malattia su Google e potrai leggere decine di articoli che ti danno conto delle ricerche che hanno portato alla decisione del 1973. Che è stata a livello scientifico PRECEDENTE alla votazione. La quale, mi ripeto, è stata l’ultimo disperato tentativo di bloccarla.

                    • Bambù scrive:

                      Non avendo nulla di sensato da obiettare sei passato all’insulto estemporaneo.
                      Se io son analfabeta di ritorno, tu sei analfabeta senza ritorno, e pure fissato con l’ultima parola.

              • Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

                Caro Giovanni,
                è vero che una persona depressa e/o ansiosa ha delle difficoltà a gestire la propria vita, però è anche vero che una persona ansiosa e/o depressa generalmente non presenta deficit cognitivi, visto che una persona depressa e/o ansiosa è generalmente in grado di accorgersi di ciò che le capita intorno (a differenza di uno schizofrenico, che sente e vede cose inesistenti, e di un oligofrenico, che ha dei deficit intellettivi che gli rendono difficile la comprensione di ciò che lo circonda).
                Ora, ribadisco: sebbene ansia e depressione non comportino un deficit cognitivo, ciò non significa che ansia e depressione non siano patologie del sistema nervoso.
                E, per analogia, siccome il test della Hooker si limita ad esaminare le performance cognitive dei soggetti, tale test non è in grado di dimostrare che l’omosessualità non è una patologia.

                • Giovanni scrive:

                  La decisone di eliminare l’omosessualità dal DSM non è stata presa solo in base agli studi della Hooker. Questi son serviti, come fai notare giustamente anche tu, a dimostrare che questa non è una patologia del genere schizofrenia o oligofrenia. Che poi in psichiatria son le malattie propriamente dette.

                  Quindi poteva essere una sindrome psiocopatologica (come l’ansia, la depressione, la sindrome post traumatrica da stress ecc) e anche qui si è visto che non era così, infatti si definisce psicopatia una condizione di sofferenza dell’individuo e nel caso dell’omosessualità egosintonica questo non è. Come dicevi tu un medico omosessuale può essere altrettanto bravo di un medico etero, difficile dire la stessa cosa di un medico gravemente depresso, patologicamente ansioso o addirittura schizofrenico.

                  Restavano solo le sociopatie che sono strane condizioni morbose in cui a soffrire non è il malato ma gli altri, ma anche qui non si capiva a chi arrecassero danno i gay

                  Gli irriducinbili come Nicolosi si son ridotti a chiamarla “ferita”, alludendo a qualche trauma dell’inconscio. Anche questa tesi fu all’epoca respinta, specie grazie alla testimonianza degli psicoterapueti gay, che pur avendo passato decenni sul lettino a fare i conti col loro vissuto non avevano cambiato orientamento.

                  A questo punto si son tutti rassegnati a vederla come un effetto della variabilità della specie umana.

      • LUCA scrive:

        questo non è un problema di omosessualità, è uno stupro bello e buono di un bambino, per altro un bambino con evidenti problemi. infami i medici ed infami i genitori, che invece di aiutarlo lo inondando di ormoni utilizzandolo come cavia di laboratorio.

  5. Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

    Vi chiedo una preghiera per Lily ed anche per chi “la sta sacrificando” sull’altare del (falso) progresso.

  6. Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

    “Sono corrotti, fanno cose abominevoli” (Salmo 13[14],1c).

    Dedicato non a Lily, che è la vittima di tutta questa situazione, ma alla lobby LGBT ed agli operatori di Tavistock e Portman, responsabili di queste nefandezze.

  7. Toni scrive:

    Non hanno limiti , e sono in grado di andare oltre grazie ad una fervida immaginazione malata. Si, perché questa è malattia e non c’è altra spiegazione.

  8. Giovanni scrive:

    Daniele, ma tu quando stai in piedi leggi o guardi solo le figure?

    A parte quello che ha gia detto Paolola Tavistock Clinic di Londra è una delle più famose istituzioni scientifiche nel campo della psicologia. E’ un centro di eccellenza dove lavorano alcuni dei migliori psichiatri e psicologi del mondo.

    Se davvero avesse bisogno di “scavare a fondo nel suo vissuto, andando a cercare (e poi a risolvere) quei nodi che hanno generato un disagio tale da portarla a richiedere il cambiamento di sesso.” non ci sarebbe al mondo miglior posto per farlo.

    Se hanno deciso che la soluzione migliore è fermare lo sviluppo di questa persona in attesa che abbia l’età e la maturità per decidere se davvero vuole cambiare sesso non lo hanno fatto per ideologia. Lo fanno perchè se col tempo questa decisione rientrerà, smettendo le cure potrà completare lo sviluppo come donna, altrimenti la sua trasformazione sarà più facile e meno dolorosa.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Si sa che quando uno parla per partito preso senza avere idea di cosa sta dicendo si espone sovente a figure di cacca.
      Tu in questo momento ne sei ricoperto.
      Neanche Mengele si sarebbe sognato di fare questi esperimenti.

      • Giovanni scrive:

        Stoppanski dove sono finite la combattività, l’ironia e l’arguzia del vecchio caro Jim Tubin? Sei spento, rancoroso e demotivato, Che tristezza!

        Parlandoti come se fossi ancora vivo ti chiedo: cosa dovremmo fare con questa ragazzina, che malgrado la terapia psicologica continua a dire che se resta una femmina si ammazza? Lasciamo fare la consideriamo una martire della “lotta contro il gender”? La portiamo a Medjugore? Gli diciamo che Dio gli ha fatto quel corpo e che se alla mente non va bene non si accettano reclami? Che la deve smettere con questi “pruriti” che non possono essere diritti?

        • Giannino Stoppani scrive:

          Caro Giovanni, non per rincarare la dose, ma “la combattività, l’ironia e l’arguzia” del Tubini si sono schiantate contro il muro di imbecillità eretto da certi dementi esaltati che disprezzano sistematicamente il dialogo costruttivo limitandosi a prendere per le mele.
          Alla ragazzina sarebbe bastato raccontare la verità in luogo di certe stronzate ideologiche per seguire le quali essa è stata ridotta a cavia in mano a gente senza scrupoli e senza coscienza.

          • Giovanni scrive:

            Quale verità? Che Dio non accetta reclami e che lei può ammazzarsi, ma noi non verremo meno ai Sacri Principi?

            • Toni scrive:

              Ci può essere pure questa verità:
              Che quella gran clinica con grandi professoroni in psicologia sono semplicemente una bottega rinomata con dei bottegai. E che le recensioni positive gliele fanno gli amici di Bifocale.
              Che se vai la e gli dici che ti senti un poco elefante, ti attaccano una proboscide.
              Che esistono genitori di cacca, tanto etero o gay (ma su questi ho un sospetto particolare), che a dodici anni le insicurezze te le aumentano e non te le diminuiscono .
              Che con estrema facilità, essendo genitori di cacca, ti fanno sentire patologico e trovano la clinica come la migliore soluzione.
              Non è possibile questa verità?

              • Giovanni scrive:

                Certo! Ora non ti resta che sostenerla con delle prove.

                • Toni scrive:

                  Non ti basterebbero le prove, tu preferisci questa realtà. Faresti finta di non capire, ometteresti ragionamenti e negheresti l’evidenza.
                  Si tratta di un processo degenerativo, è iniziato quando hai stabilito che non esiste natura umana.

                  • Giovanni scrive:

                    Magari servirebbero a te per dimostrare la mia malafede e per riaffermare che la tua coperta di Linus (la natura umana) non è un’invenzione culturale.
                    dai fai uno sforzo, non dovrebbe essere difficile dimostrare che l’erba è verde no?

                    • Toni scrive:

                      Non ti dimostrerò nulla, sarà la stessa “natura umana” che prima o dopo ti prenderà a calci nelle gengive.
                      Per riaffermare la verità che l’erba è verde con voi,…. come diceva quel tizio, ci vuole la spada, perché siete messi troppo male.
                      Per questo non credo alle discussioni.

                    • Giovanni scrive:

                      Guarda non so perchè ma ne ero sicuro che rispondevi così. Vabbè goditi la processione penitenziale e stammi bene (si fa per dire). Ci sentiamo poi, adesso ho il solito droga party con orgetta del mattino.

                    • Toni scrive:

                      Divertiti…. non confondere nell’orgetta uomini e conigli (per via della confusione tra le “nature”). Copriti tutto di condom, perché credo che stilisticamente ti dona !

                    • Giovanni scrive:

                      Perchè? Adoro fare sesso con le coniglie :-) :-)

                    • Toni scrive:

                      Va benissimo… ma metti il condom ! Pure le coniglie meritano di essere salvaguardate.

    • Laura scrive:

      Sembra la descrizione del minuetto: due passetti avanti, uno indietro…tutto a suon di musica, peccato che si tratti di una bambina!

    • Zarathustra scrive:

      Eccolo lì, serviva proprio un “ipse dixit” per giustificare tutto sto scempio!
      Roba da chiodi!

    • Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

      Certo, gli psichiatri e psicologi del Tavistok e Portman sono “i migliori”: sì, i migliori ad applicare le decisioni ideologiche ed antiscientifiche che l’OMS prese nel 1973. In questo senso sono “i migliori” in assoluto!
      Così come, contro ogni evidenza scientifica, ci sono alcuni che vanno dicendo che l’embrione è “un grumo di cellule” e non un essere umano. E poi sarebbe la Chiesa ad essere oscurantista e contraria alla scienza!?
      Tra Chiesa e scienza, in realtà, c’e sintonia! È l’ideologia (LGBT, abortista, ecc…), piuttosto, a fare a pugni con la scienza!

      • Giovanni scrive:

        Guarda che in Inghilterra se un bambino ha problemi, di qualsiasi genere, non solo di identità sessuale lo portano alla Tavistock e non dal Vescovo. Vorrà dire qualcosa, no?

        • Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

          Anche in Italia, se un bambino (o anche uno che bambino non lo è più) ha dei problemi di natura sanitaria, viene portato dal medico…

          Il problema è che, forse, in Inghilterra (m anche negli USA, Olanda, Spagna e nei Paesi cosiddetti “liberal”) i medici e gli psicologi vanno dietro alle storielle ideologiche invece che operare secondo criteri scientifici…

          • Giovanni scrive:

            Daniele i criteri scientifici non sono quello che pare a te. Sono un complesso di procedure applicate sotto controllo in laboratori o cliniche dove lavorano professionisti preparati che pubblicano i risultati delle ricerche su riviste autorevoli. Altri professionisti verificano questi risultati con altre ricerche. Tutto questo non è esente da errori e forzature e nemmeno pretende di esserlo, ma se vuoi mettere in dubbio il lavoro degli psicologi della Tavistock devi farlo producendo dati verificabili che supportino la tua tesi. Non puoi dire che sbagliano solo perché ti sembra impossibile che siano nel giusto.

            • Bambù scrive:

              Ecco, ora ho capito che non sai di cosa stai parlando e pertanto riesci a raggiungere il massimo dell’incoerenza di pensiero persino in due post sulla stessa pagina, evidenziando che scrivi solo per compiacere il tuo spirito di contraddizione.
              Se la cosa ti diverte fai pure.
              Io con uno come te non discuto più.

              • Giovanni scrive:

                Son d’accordo discutere con te è vome farlo con uns motocicletta.

                • Bambù scrive:

                  “Son d’accordo discutere con te è vome farlo con uns motocicletta.”
                  Non ci posso credere, sei tu che mi hai dato dell’analfabeta di ritorno?
                  Torna alle elementari.

            • Daniele Ridolfi (Sentinella in Piedi) scrive:

              Caro Giovanni,
              volevi le prove scientifiche di ciò che ho scritto, sto scrivendo e scriverò nei miei post?
              Ti accontento!

              Qui c’è il primo articolo:

              http://muhc.ca/newsroom/news/dads-how-important-are-they

              • Giovanni scrive:

                Guarda Daniele sono così contento che finalmente qui qualcuno parli di qualcosa di concreto invece dei soliti argomenti tipo ” Ma come fai a pensare che sia possibile?” e “e se qualcuno vuol sposare un paracarro?” che quasi quasi non vorrei neppure farti notare che è uno studio sui topi quello che citi. Non è detto che i risultati siano trasferibili alla specie umana (Si Toni sono un esecrabile topofobo che vuole conculcare il diritto delle topine a coronare il loro sogno d’amore con l’umano che hanno liberamente scelto, adesso calmati e recita un altro rosario) Soprattutto in un campo come questo. L’educazione e la cura della prole nella specie umana sono una cosa davvero particolare.
                Inoltre documenta i danni della totale assenza di figura paterna, nelle coppie omogenitoriali questa esiste, solo che è dello stesso sesso della madre (e viceversa quando si tratta di due uomini)
                Comunque continua così

    • Sydney scrive:

      Sì, ma lo sviluppo fisico di una persona, in questo caso la pubertà, va di pari passo con la conoscenza di sé e il riconoscimento di se stessi come uomo etero, donna etero, uomo gay, donna gay ecc. Interrompere questo sviluppo per dare il tempo di pensarci è un controsenso, e lo dico da inesperta di psicologia. Non hai molto da pensare se il tuo corpo smette di crescere secondo natura, pensi solo con la testa, ma noi non siamo solo fatti di testa, noi viviamo in un corpo che si trasforma e che spesso le sue trasformazioni non rispondano alle nostre aspettative è una cosa normale e non è normale invece che non si impari ad accettarsi per quello che si è, prima di decidere, passandosi una mano sulla coscienza, di cambiare.
      Mio fratello a 3 anni disse a mamma che quando sarebbe diventato femmina avrebbe voluto dei vestiti belli come i miei. Io a 12 anni avevo delle fantasie di diventare maschietto. Mamma e papà hanno lasciato che facessimo il nostro corso e siamo diventati tutti e due adulti eterosessuali. Per quanto riconosca una parte maschile in me, sono contenta di essere diventata una donna in armonia con se stessa. Non so se il caso sia lo stesso, ma molti bambini, che io sappia, sono nervosi e insicuri quando comincia a manifestarsi il proprio sesso. E’ una parte della crescita. Punto. A quell’età non puoi decidere queste cose, come non puoi decidere di farti le tette o il naso. Quella è l’età in cui la saggezza imporrebbe di aspettare che impari da solo ciò che sei, anche a costo di soffrire, perché un po’ di sofferenza fa parte della crescita. Rendere il cambiamento di sesso meno doloroso è una stupidaggine. Il cambiamento di sesso è doloroso. E non perché ci siano le discriminazioni, ma perché di fatto è una cosa che ti cambia radicalmente. Non esiste una vita indolore, togliere tutto il dolore dalla vita significa togliere la gioia, che senza il dolore non esiste.

      • Giovanni scrive:

        Sidney il punto è che non stiamo parlando di adolescenti ordinari con tutte le loro insicurezze e fantasie. Ma di soggetti che davvero non tollerano il corpo in cui si sentono rinchiusi, un gruppo in cui c’è un’alta incidenze di suicidi durante la pubertà. Son cose diverse e quindi van trattate in maniera diversa

    • Giovanni Bonini scrive:

      Anche il dott Money era un luminare, apprezzato e osannato da tutto il mondo scientifico americano, con tanto di onorificenze. Poi il mondo ha aperto gli occhi e si è accorto di che bestia fosse.
      Erano le persone come lei che lo hanno osannato allora.
      Mi dica oggi cosa ne pensa lei e i suoi compagni di merende del dott Money, che si è divertito su una coppia di gemelli omozigoti (oggi entrambe suicidati) a fare i suoi esperimenti per dimostrare che basta la cultura e una buona dose di ormoni a trasformare un uomo in donna (o viceversa), alla stessa stregua della clinica inglese che lei definisci centro di eccellenza.
      Anche durante il periodo nazista i medici che facevano esperimenti su cavie umane in vivo venivano premiati, ed i medici nazisti erano ritenuti all’avanguardia nel mondo, come i medici della DDR sugli atleti che dominavano le olimpiadi.
      Se non le è stato modificata ancora la coscienza, mi dia una risposta sul dott Money e dei suoi esperimenti, che è del tutto sovrapponibile alla clinica Tavistock e Portman.
      Anche a Firenze il prof Maggi ci stava provando a fare questi sperimenti, e grazie a Dio è stato prontamente stoppato.
      Non farei mai a cambio di uno scienziato italiano con uno anglosassone o scandinavo, perché oltre alle competenze scientifiche un buon medico necessita di una anima e di una coscienza, e dalle nostre parti anche se ne trova (di anima e coscienza) alla faccia delle persone che esprimono come lei.

      • Giovanni scrive:

        La mia opinione sul dott Money è la stessa che ho del Dr Nicolosi e di tuti i ciarlatani che vogliono “riparare” i gay. Resta di dimostrare che i medici della Tavistock si comportino come loro e l’onere della prova è il suo.
        In ogni caso, a differenza della vittima del Dott Money i trattamneti che ricevono questi ragazzi non hanno effetti irreversibili

  9. paolo scrive:

    Buongiorno, ha ragione Claudio Pacchialat, assurdo che per una cosa di questo genere, un ragazzino/a, con pochissima esperienza di vita e di sicuro senza nessunissima consapevolezza vera, possano chiedere ed essere accontentati. Chi ha qualche anno sulle spalle sa benissimo di quante cose si pente e semplicemente perché matura e la stessa cosa la vede diversamente. Se vale il principio di accontentare un ragazzino/a in questo perché allora non farlo in altro? Porto di armi, voto, patente, e tutto quanto è permesso agli adulti, del resto come decisione non si può negare che quella in questione è più impegnativa delle altre. La realtà è che satana esiste e si diverte e le prove sono queste, un bombardamento mediatico e pur di saltare agli onori si inventa di tutto, basta osservare per verificare, quante “mode” indotte ( quante cose si presenatno per “buone”)? E quante cose si accettano solo perché le persone sono bombardate e qualcuno dice che va bene? Invece di aiutare davvero, si scimmiotta un aiuto e così che si cerca di omologare l’aberrazione totale. I fatti sono fatti, ci siamo, in alcune nazioni, come eutanasia infantile, aborto post parto, partiti pedofili e altro ancora. Di questo passo dove si arriverà? Al peggio non c’è fine soprattutto quando lo si rincorre. Il tempo è giudice e il disatro arriverà, solo questione ditempo

    • Giovanni scrive:

      Scusa ma guarda che questa terapia è proprio una sospensione della situazione fino a quando LIly/Leo non sarà grande e consapevole. I bambini che presentano disforia di genere in parecchi casi la mantengono anche da adulti e allora adeguare un corpo sviluppato alla mente è un vero guaio. Mantenerlo in stato prepuberale significa avere molti meno problemi dopo, se la disforia rientra semplicemente si smettono le cure e lo sviluppo riparte, se non rientra (come spesso accade) il soggeto è avvantaggiato.

      • Laura scrive:

        Che dopo una “terapia” di questo tipo la bimba mantenga una disforia di genere per tutta la vita non ne dubito assolutamente, anzi mi stupirei del contrario.
        Se invece fosse stata sostenuta adeguatamente da adulti consapevoli e da professionisti (qualora indispensabile), avrebbe potuto recuperare un sano rapporto con la propria identità.
        Mi è capitato più volte di osservare genitori e parenti che hanno proiettato aspettative inattese sul povero figlio, nato con il torto di non essere “adeguato”.
        E questo contesto non riguarda solo l’identità sessuale.
        C’è poi un discorso più ampio sui mezzi di comunicazione, ma qui è meglio stendere un pietoso velo.

      • Zarathustra scrive:

        E quindi, siccome alla fine se vorrà restare donna potrà semplicemente smettere di prendere bombe, è una terapia che tutti dovrebbero intraprendere perché è un bene senza controindicazioni.
        Senza contare che non potrebbe diventare uomo comunque.

        E poi magari mi vieni a dire che mangi solo roba biologica di cui sai la provenienza.

        • Giovanni scrive:

          Intanto non prende ormoni, ma bloccanti ipotalamici. Non vogliono farla diventare maschio, ma bloccare la pubertà per dargli il tempo di maturare e scegliere il suo destino con consapevolezza. Che le cure abbiano o no effetti collaterali non so, ma comunque bisogna vedere se dover intervenire quando il suo corpo sarà sviluppato non è peggio. È una valutazione che non può prescindere dai dati medici che nessuno di voi direi conosce. E neppure io, però io dei medici della Tavistock mi fido.

  10. AndreaB scrive:

    Forse bisognerebbe veramente indagare su chi sono le persone che quella povera bambina ha vicino… Che educazione hanno dato alla loro bambina, che esempio, e in cosa credono. Poi bisognerebbe anche capire quali programmi televisivi ha guardato, almeno dall’anno in poi. Bisognerebbe anche capire perche’ considera il suicidio un alternativa per risolvere i suoi problemi. La storia di quel ragazzo che avevano fatto crescere come una bambina si sta ripetendo.

    • martino scrive:

      Giusto per evidenziare che il LGBT-esimo è una perdita antropologica…..
      La somministrazione dei bloccanti ipotalamici, agendo sull’organismo, induce da una parte la soppressione di alcuni aspetti delle caratteristiche sessuali secondarie, ma dall’altra rischia di creare uno squilibrio di tutti i sistemi neuroendocrini correlati funzionalmente all’ipotalamo, che rappresenta una delle stazioni di controllo delle sensazioni e delle emozioni e da cui originano risposte adattive dell’organismo. Il rischio è una disregolazione emotiva nella relazione mente/corpo. D.ssa Alba Maria Tonarti

      • Giovanni scrive:

        Tutte le terapie hanno effetti collaterali, se provate ad informarvi vedrete che gli stessi medici che usano i bloccanti ipotalamici ne discutono tranquillamente. Il punto è che non vengono somministrati a ragazzini qualunque, ma a soggetti con una lunga storia di disforia tra il corpo e la mente ( bambini che si ostinano a fare pipì nel modo tipico del sesso opposto, che vogliono vestire la gonna se maschi e solo i pantaloni se femmine ecc ecc) per psone così la pubertà è un inferno, il corpo va nella direzione opposta a quella desiderata dalla mente. Forse è il caso di correre qualche rischio.

        • Zarathustra scrive:

          O chissà: magari è la mente che funziona male, non il corpo.

          Ma forse non è follia, è solo “diversamente normalità”.

          • Giovanni scrive:

            Che differenza fa se l’unica manioera di dare pace alla mente è modificare il corpo?

            • Zarathustra scrive:

              Quindi se uno è autolesionista tu lo lasceresti fare per dare pace alla sua mente.
              Anche se si volesse tagliare le gambe.

              La mente non è un meccanismo predeterminato.

            • Zarathustra scrive:

              E insomma ci stai dicendo di buttare alle ortiche la tanto decantata psicologia.
              Quindi pure l’APA è aria fritta.
              E ‘bbravo Giova’!

  11. Leprotto scrive:

    L’omosessualità ha un carattere fortemente destabilizzante e antisociale, quindi senza alcun dubbio patologico. Se avete la mentalità di una casalinga anni cinquanta si intende.

    • beppe scrive:

      leprotto, invece se si ha l’apertura mentale ( e anale ) di scalfarotto …..è una delizia.

  12. Boom scrive:

    Quando Mengele e Vaernet iniettavano ormoni nella gente era crimine di guerra

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La show car a batteria al debutto al Salone di Parigi può contare su di un motore da 170 cv e un’autonomia di 600 km. È una hatchback compatta disponibile a guida autonoma e anticipa 30 futuri modelli elettrici Volkswagen. Una rivoluzione.

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Una sella road da 63 grammi per dimostrare dove la tecnologia può portare ma anche un modello specifico da endurance, che offre comfort e supporto extra, e uno dedicato ai biker più esigenti.

La concept giapponese anticipa il design dei futuri modelli Mitsubishi. È dotata di un powertrain ibrido plug-in con tre motori elettrici. Una soluzione che porta in dote la trazione integrale a gestione elettronica e un’autonomia di 120 km a zero emissioni.

La Casa tedesca dedica un inedito pacchetto high performance alla SUV Q3. A un aspetto decisamente aggressivo si accompagnano cerchi in lega da 19 pollici e sospensioni sportive S Line. Aggiornamenti per le versioni Sport, Design ed S Line Exterior.

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