Google+

La sentenza sugli ovuli mortifica la donna (e il suo mistero). E la mette in vendita

dicembre 19, 2014 Lucetta Scaraffia

La sentenza della Corte europea che stabilisce la brevettabilità, ai fini della ricerca, di un ovulo attivato per partenogenesi apre le porte al mercato farmaceutico

utero-affitto-maternità-surrogataArticolo tratto dall’Osservatore Romano – La sentenza della Corte europea che stabilisce la brevettabilità, ai fini della ricerca, di un ovulo attivato per partenogenesi, che abbia iniziato un processo di sviluppo pur non essendo stato fecondato, apre le porte a nuove frontiere e a nuove possibilità, non solo scientifiche, ma anche per il mercato farmaceutico. Non è un caso, infatti, che la richiesta sia partita da una società di ricerca farmaceutica, la Stem Cell Corporation.

Per la prima volta, infatti, sarà possibile brevettare una parte del corpo umano, come se fosse un manufatto. Al tempo stesso si è limitata la definizione di embrione, prodotto umano protetto dalle leggi. Dimenticando volutamente che prima di essere stati embrioni anche noi tutti siamo stati ovuli, dimenticando cioè che siamo tutti figli e che dobbiamo qualcosa a chi ci ha permesso di venire al mondo, fin dalle prime cellule.

In questo modo, invece, gli scienziati si proclamano padroni del processo vitale, con la possibilità di intervenire per farne ciò che si vuole. È una lunga storia, iniziata con l’aborto, che estende sempre più il potere dell’uomo su un processo che rimane ancora, per molti versi, misterioso. E che, comunque, non è stato inventato dagli esseri umani.

Come al solito, tutto è giustificato con la ricerca scientifica, il bene che i malati ne potranno ricavare. Sarà vero? Soprattutto, vale la pena cercare terapie al prezzo di gravi violazioni del rispetto dell’essere umano? Anche stavolta i sostenitori della sentenza dicono che sono i ricercatori a dover valutare. Ma come è possibile pensare di lasciare una questione così decisiva nelle mani di persone che, ovviamente, vi sono implicate per interessi personali? Come non capire che siamo di fronte a un problema molto più ampio, molto più profondo? Ridurre questa grave questione semplicemente a un cavillo giuridico — cioè al fatto che l’ovulo non può essere qualificato come embrione — mortifica la civiltà.

E non basta: dobbiamo anche ricordare che, con questa sentenza, si aggiunge un altro tassello alla commercializzazione del corpo femminile, già in atto con il mercato degli ovuli e degli uteri. Che fine faranno le donne se la loro specificità, cioè la maternità, viene spezzettata e messa in vendita?

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

4 Commenti

  1. filomena says:

    Spiacente ma la mia specificità di donna NON è certo data dalla possibilità di essere madre, ma dal fatto di essere come ogni altra persona diversa da ognuno di noi. Rivendico il fatto che la maternità è una scelta è non può rappresentare la connotazione per rendere specifica una persona in quanto tale.

    • Giannino Stoppani says:

      Ah, ah, ah!
      Ma no, Filomeno, non ti sgomentare!
      La maternità è una specificità delle donne (XX), mica tua!
      Quando mai s’è mai sentito che gli uomini (XY) partoriscono?!
      E comunque, quando non si ha nulla di vagamente intelligente da scrivere, si può anche passare la mano, eh?!

    • Ale92 says:

      Non capisco cosa intende dire…al di là che una donna può ovviamente scegliere di non avere figli la maternità resta pur sempre una caratteristica, un attributo coessenziale alla donna come la paternità nel caso dell’uomo. Non si può forse paragrafare Terenzio con “mulier sum, muliebris mihi nihil alienum puto”? 🙂

    • Toni says:

      Simpaticona…. quasi inorridisci all’idea di una gravidanza … ti vedo rannicchiare e raggrinzire all’idea. Certo è una scelta, solo per le donne, non per gli uomini. Ma come ogni scelta che si fa qualcosa, sul chi siamo, lo dice. Si può scegliere di non volere figli per uno scopo … più alto (le suore lo fanno, ma non solo queste). Ma se la scelta la fa una abortista, pro eutanasia, una che chiama amore passssssssione, che smercerebbe figli ai gai (tanto a lei cosa frega… ha dichiarato che non sa cosa è un istinto materno) ecc. … su quello che dice la “scelta” di tale amabile personcina …. stendiamo un velo pietoso.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Dopo quattro anni, la SUV americana si rinnova a Detroit. E lo fa con un look rivisto, tanta tecnologia e nuovi angeli custodi elettronici. Top di gamma la specialistica Trailhawk

L'articolo Jeep Cherokee 2018, il restyling debutta a Detroit proviene da RED Live.

Con un look esclusivo e sospensioni più raffinate la Yamaha MT-09 SP va a porsi al vertice della gamma della hyper naked tricilindrica di Iwata. Il suo prezzo è di 10.190 euro f.c.

L'articolo Prova Yamaha MT-09 SP proviene da RED Live.

Nissan propone per il 2018 un restyling di X-Trail che rinnova senza rivoluzionare. Le forme vengono riviste e la lunghezza complessiva aumentata a vantaggio di un bagagliaio più grande. Propulsore e meccanica rimangano invariate. Andiamo a scoprirla

L'articolo Prova Nissan X-Trail 1.6 dCi 130 CVT 2WD Tekna proviene da RED Live.

Sulla breccia da 39 anni, la Classe G ha saputo resistere alle mode puntando su robustezza, affidabilità e su alcuni clienti... "importanti"

L'articolo Classe G, la storia “sporca” della off road Mercedes proviene da RED Live.

DNA OFFROAD Al Salone di Detroit 2018 la Casa della Stella ha presentato la Nuova Mercedes Classe G. Che non ha tagliato in modo brusco i ponti con il passato e – tranquilli –  non si è rammollita: a lei, le SUV moderne fanno davvero un baffo. Nel senso che la G continua ad essere […]

L'articolo Nuova Mercedes Classe G 2018: nel solco della tradizione proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download