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La dipendenza da caffeina è sottovalutata

gennaio 30, 2014 Elisabetta Longo

Le persone si scoprono dipendenti quando non possono più assumere caffeina per problemi di salute vari

Gli studiosi dicono che la dipendenza da caffeina sia sottovalutata, che se ne trascurino troppo i rischi, e che non ci sia abbastanza comunicazione a riguardo. L’allarme arriva da un nuovo studio condotto da Laura Juliano dell’American University pubblicato sul Journal of Caffeine Research.

TROPPO CONSUMO. Lo studio dimostra come le persone si dimostrino dipendenti quando per motivi vari non possono più assumere caffè. Come nel caso di gravidanza, allattamento, ipertensione o disturbi di stomaco. Ha spiegato la dottoressa Juliano: “Gli effetti negativi della caffeina non sono spesso riconosciuti come tali perché si tratta di una droga socialmente accettabile e ampiamente consumata che e’ ben integrata nelle nostre abitudine e routine”. Ci sono anche dei limiti da rispettare, relativi ai mg di caffeina che si possono assumere al giorno: “ Gli adulti sani dovrebbero limitare il consumo di caffeina a non piu’ di 400 mg al giorno. Le donne incinte dovrebbero consumarne meno di 200 mg al giorno e le persone che soffrono di ansia o insonnia, problemi cardiaci o urinari, pressione sanguigna alta e incontinenza dovrebbero ridurre notevolmente il consumo”.

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1 Commenti

  1. Roberto scrive:

    concordo in pieno con quanto riportato nell’articolo; la caffeina ha un ottimo effetto stimolatorio generale sull’organismo, ma troppa può diventare anche dannosa oltre che portare alla dipendenza. Al contrario una giusta dose di caffè può portare anche dei benefici: aumenta la concentrazione, dà energia e può migliorare la prestazione sportiva. Con un consumo di caffeina pari a 4 caffè prima di una gara un atleta può rischiare la squalifica per doping

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