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Il caso del ristorante vietato ai bambini? Per fortuna in Italia non è una moda (almeno per ora)

gennaio 30, 2014 Benedetta Frigerio

Lino Stoppani, presidente di Fipe, commenta per tempi.it il caso del locale bresciano chiuso ai minori di 10 anni dopo le 21. «Scelta lecita, ma dal punto di vista commerciale può avere svantaggi»

divieto-bambiniSi prega di non urlare, di mantenere un tono di voce basso, di vigilare sui propri figli. Forse bastava questo. Ma il ristorante pasticceria Sirani a Bagnolo Mella, in provincia di Brescia, si sono spinti oltre: lì dentro i bambini sotto i dieci anni non possono proprio entrare dopo le 21. E benché il caso sia diventato una notizia solo nei giorni scorsi, la decisione è stata presa ben sette anni fa. Lo hanno raccontato gli stessi titolari dell’esercizio all’Ansa. «I nostri clienti sono felici così: quelli a cui non piace possono andare da qualche altra parte».

GIUSTIFICATI MOTIVI. Secondo il presidente della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), Lino Stoppani, «si può discutere la scelta dal punto di vista morale, sociale e commerciale, ma la decisione è legalmente ineccepibile». Il ristorante infatti, spiega Stoppani a tempi.it, «è un esercizio pubblico, ma è anche considerato come casa privata in cui il proprietario può fare determinate scelte». Questo non significa che la prestazione non debba essere garantita. Ma esistono motivi per restringerla: «Fra i giustificati motivi compare, ad esempio, quello di non fare entrare i minorenni nei locali in cui si vendono alcolici, oppure quello di non servire determinate bevande per motivi di credo religioso o di permettere l’accesso solo ai clienti vestiti in giacca e cravatta».

PAESI ANTI-FAMILY? In questo caso però il motivo appare più “futile”: i bambini non sono accettati perché fanno rumore. Per Stoppani «è una scelta commerciale che può avere anche dei contro: a mio parere si poteva trovare una soluzione che accontentasse tutti. Ma il fatto non impedisce a nessuno di andare al ristorante: ce ne sono tanti altri aperti in zona». Il problema si presenterebbe se questa diventasse una moda. Sarebbe come dire che le famiglie in Italia non possono godersi una cena al ristorante. Alcuni giornali per altro hanno scritto che questo accade già in certi paesi non più “family oriented”. In Germania, ad esempio, sono diversi i locali che vietano l’ingresso ai bambini. A non accettarli sono anche certi alberghi svedesi, mentre le catene spagnole di hotel e ristoranti “Iberostar” e “Sandals” vietano l’ingresso ai minorenni. «Mi sembra un modo veramente ideologico di trattare un fenomeno d’élite», commenta il presidente della Fipe.

DISCO BAR E FIGLI. Repubblica ha riportato anche le parole di Roberto Piccinelli, autore dell’annuale Guida al piacere e al divertimento: «Da noi nessuno lo vorrà mai ammettere, ma garantisco che nei locali più trendy il bambino non è mai ben visto. Ricordo quando a Massimiliano Ossini fu impedito di entrare al Coast Music Bar di Porto Cervo all’ora dell’aperitivo perché era in compagnia dei figli piccoli». Secondo Stoppani la questione è semplicemente legata al tipo di clientela: «Ci sono servizi e arredamenti costosissimi in quei posti e l’ambiente non è adatto ai bambini. Tutto qui». Fermo restando che dal punto di vista educativo, prosegue Stoppani, «portare i figli in certi locali non mi pare il massimo. Si tratta solo di una questione di buon senso».

I CINQUE STELLE. Del resto in Italia c’è anche un lungo elenco i alberghi a cinque stelle che preferiscono una clientela esclusivamente adulta. Tuttavia Emilio La Serra, responsabile dell’Ufficio stampa di Federalberghi, ribatte a tempi.it che «si continua a parlare di un fenomeno che non esiste. È ovvio, come lo era vent’anni fa, che ci sono hotel così costosi che normalmente le famiglie non ci vanno. Perciò non sono strutture che agevolano i piccoli. Ma se una persona si presenta con i figli non si può mandarla via. Se mai la struttura chiederà il preavviso necessario affinché possa avvalersi dei supplementi necessari per i bambini».

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12 Commenti

  1. luca scrive:

    esistono ristoranti adatti ai bambini e ristoranti non adatti ai bambini, visto che alcuni non hanno l’educazione di non portare i bambini in posti in cui si annoiano e quindi cominciano a disturbare tutti alle volte è necessario dirlo esplicitamente

  2. VivalItalia scrive:

    So daccordo. So fregnacce..

  3. jherzog scrive:

    da noi in germania non ho ancora trovato un ristorante che non offrisse:

    – menu’ per bambini (piatti a ~5 euro)
    – seggiolone (spesso piu’ di uno disponibile)
    – “reuberteller”, ovvero piatto extra in cui il genitore puo’ mettere parte del proprio cibo per il bambino, che lascerebbe nel piatto tre quarti di un’ordinazione.

    sara’ che con la mia famiglia non frequento ristoranti “in”…

    • Francesco scrive:

      Qui in Italia invece adesso si puo’ portare il cane al ristorante (non so se un cammello si puo’), ma i bambini no, quelli disturbano eccheddiamine.
      Speriamo che almeno le spiagge ce le lascino (libere dai cani, intendo)

      • luca scrive:

        se il cane si comporta bene a chi può dare fastidio? se il bambino strilla, grida e corre… lol spiagge libere dai cani, ma che fastidio ti danno? sono meglio della maggior parte degli esseri umani

        • domenico b. scrive:

          Luca, i bambini strillano, gridano e corrono… ma tu non sei quello che vuole metter su famiglia?
          Se i cani sono meglio degli uomini prova con un cane… tanto dopo quelli dell’UE ti fanno la legge contro la zoofilofobia

          • luca scrive:

            domenico intanto non ho mai detto di volere un figlio, sinceramente non mi sentirei pronto in ogni caso. secondo mai avessi un figlio per qualche anno o vado in ristoranti adeguati ai bambini oppure una sera ogni tanto, quando lui è abbastanza grande pago una baby sitter.

            molti cani sono migliori di molti uomini è diverso da dire che i cani sono generalmente migliori degli uomini

        • Francesco scrive:

          Che fastidio danno i cani in spiaggia? Ma hai presente la media dei padroni di cani in Italia?
          E’ questione di igiene, io quando vado in bagno mi pulisco e se serve mi lavo, i cani appoggiano il loro bel didietro sulla sabbia dove io mi sdraio.
          Lo stesso vale per i fumatori che insozzano le spiagge, non ce l’ho con i cani ma con certi loro padroni (conosco padroni deliziosi).

          Per quanto riguarda i ristoranti, anche li’ e’ questione di correttezza. Ma perche’ vietare l’ingresso ai bambini e non ai cani? Basterebbe scrivere un cartello indirizzato ai genitori…

          Scusate ma mi viene in mente la signora inglese arrestata perche’ non voleva ospitare nella sua pensione, in camera matrimoniale, una coppia non sposata… (per convinzioni sue)

          • luca scrive:

            francesco, intanto non esageriamo, nel mare si scaricano le fogne ora se il sedere del cane tocca la sabbia non è un problema… se il cane fa pupù certo che la si deve raccogliere.
            se poi mi dici che spessissimo i padroni di cani, specie di grande taglia sono degli emeriti cog****i hai perfettamente ragione.
            per le sigarette stesso discorso, se fumi in spiaggia amen, ma non buttare la cicca nella sabia, portati un posacennerino almeno.

            • Francesco scrive:

              Siamo abbastanza d’accordo.
              Stessa cosa (almeno) per i bambini e i loro genitori. Perche’ vietare l’ingresso al ristorante, basta il buon senso.
              No perche’ nella mia citta’ nonostante il buon senso mi devo togliere la c**ca sotto le scarpe almeno 1 volta a settimana.

    • luca scrive:

      appunto se non frequenti al massimo mc Donald e pizzerie…

  4. Luca scrive:

    condivido !

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