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“Giochi per maschi”, “giochi per femmine”. In Inghilterra non si può più dire

maggio 2, 2013 Elisabetta Longo

La petizione “Let toys be toys” vuole promuovere la libertà dei bambini di giocare con macchinine o bambole, senza bisogno che i grandi magazzini diano indicazioni ai consumatori

La catena inglese di farmacie Boots è stata costretta a rimuovere dai suoi punti vendita le insegne indicative dei giocattoli, se destinate ai bambini o alle bambine. Dopo le polemiche sui mattonicini rosa prodotti dalla Lego per le bambine, si torna a discutere del sesso dei giocattoli.
La polemica è partita dal negozio a fianco al museo della Scienza di Londra, dove i giochi erano divisi in “boys toys” e “girls toys”. Dopo aver visitato il negozio, un cliente ha scritto sul suo profilo Twitter che, nella sezione giocattoli per le bambine erano proposti miniset di cucina o pasticceria, mentre ai bambini costruzioni e giochi scientifici. Questo aveva sconvolto l’utente, che l’aveva segnalato alla Boots.

SCUSE. Un portavoce dell’azienda ha dovuto rispondere con un comunicato stampa ufficiale spiegando di essere stati fraintesi. «Siamo sempre stati orgogliosi di sostenere le donne nella scienza, anche nella carriera nei nostri punti vendita, e siamo rimasti sbigottiti che il nostro tentativo di aiutare i consumatori a riconoscere i prodotti nel negozio sia stato visto come un atto sessista». Il comunicato stampa spiegava anche che verranno presi in futuro provvedimenti per non turbare la sensibilità di nessuno.

PETIZIONE. Nel frattempo in Gran Bretagna impazza la petizione “Let toys be toys”, lasciate che i giocattoli siano giocattoli. La promotrice si chiama Megan Perryman e ha lanciato l’idea qualche mese fa con lo scopo di far capire alle aziende che i bambini sono interessati a una vasta gamma di giochi. «Stiamo facendo campagna nei negozi, per far capire che le ragazze sono anche interessate alla scienza, così come i ragazzi sono interessati a giochi solitamente indicati per femmine. È sbagliato negare ai bambini l’accesso ai giocattoli per via del proprio sesso».
La petizione è partita dopo che il grande magazzino Harrods aveva messo in commercio due libri per bambini. Per le ragazzine c’era il titolo “come essere bellissima”, mentre ai ragazzini veniva spiegato “come essere intelligente”. Anche Harrods si è dovuto scusare per l’incidente.

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5 Commenti

  1. sindar says:

    Pensa quel fantomatico cliente che vita grama che deve trascinarsi…

  2. viccrep says:

    il qualunquismo del tutto uguale per legge è l’ultima grande imbecillità umana che a tutti i costi ci vogliono imporre.
    Ciò che non mi spiego come persone normali che si riconoscono diversi nella realtà quando diventano politici, soprattutto a sinistra, si spogliano della propria identità e improvvisamente donne e uomini si pensano uguali e vorrebbero imporre alla società la loro visione distorta della persona

  3. marzio says:

    Povera Albione!

  4. fsd says:

    mamma mia ma di cosa parlate? i giocattoli sono per chi vuole giocarci. perchè far sentire strana una bambina che vuole giocare con una betoniera?
    non mi pare che ci sia molta sostanza sotto questo articolo

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