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Fondi Nasko. Lettera aperta del Cav Mangiagalli all’assessore Cantù: «Perché non ci viene a trovare?»

aprile 16, 2014 Paola Bonzi

«È di bugie che stiamo parlando, ma non quelle delle donne povere, forse di quelle delle istituzioni che si limitano ad analizzare freddamente i dati statistici»

All’Assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato Maria Cristina Cantù

Leggo dal Corriere della Sera di oggi: “I fondi Nasko non fanno calare gli aborti”. La cosa mi è arrivata come un pesante pugno nello stomaco.

Da quasi trent’anni il Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli opera nella omonima clinica mettendosi a disposizione delle donne che vogliono riflettere sul senso della loro decisione, esattamente come propone la legge 194 del 22 maggio 1978.

“I dati evidenziano che non c’è correlazione tra il ricorso all’aborto e l’uso dei fondi Nasko”. Siamo un consultorio familiare accreditato, e tutto il nostro operato viene regolarmente rendicontato, verbali dei colloqui compresi, alla ASL che provvede a seri controlli di verifica.

I colloqui svolti dagli operatori del Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli dicono chiaramente che molte donne hanno potuto cambiare idea grazie al tempo, allo spazio e agli aiuti loro dedicati, portando così avanti la loro gravidanza.

Un Suo compagno di partito, essendoci venuto cortesemente a trovare, ha però sottolineato il fatto che le donne possano mentire sulla loro volontà di interrompere la gravidanza per poter ottenere l’aiuto regionale.

“Anche con certificato medico che attesti questa loro intenzione?” ho osato chiedere, e la risposta è stata che sì, il certificato medico può avallare una bugia. Infatti è di bugie che stiamo parlando, ma non quelle delle donne povere, forse di quelle delle istituzioni che si limitano ad analizzare freddamente i dati statistici.

Gentile Assessore, ci ha definito pubblicamente un servizio anomalo; ebbene sì, lo siamo, e per tanti motivi. Restiamo a disposizione degli utenti, infatti, tutti i giorni feriali dalle nove alle diciotto; le persone possono accedere al nostro servizio senza appuntamento, certe di essere ascoltate. Dalla nostra apertura abbiamo ascoltato più di 19.000 donne, e fino al 31 dicembre 2013 sono nati 16.663 bambini.

Si chiederà perché; riporto una frase dei primi tempi della nostra presenza in Mangiagalli, pronunciata da un medico non obiettore che accompagnava una paziente: “L’ho accompagnata perché venga allargata la sua area di libertà”. La libertà consiste nella possibilità di scegliere, ma che scelta possiamo proporre a una donna che non potrà farsi carico del proprio figlio?

I nostri dati ci dicono che se aiutate le utenti decise a interrompere la gravidanza possono anche cambiare idea.

Per rinforzare queste mie argomentazioni vorrei proporre alla Sua riflessione i dati riguardanti le donne che si sono presentate da noi al primo trimestre di gravidanza, tempo utile per poterla interrompere.

Nel 2013 queste assommano a 1.174; di esse solo 341 sono state segnalate per l’utilizzo del Fondo Nasko. Ciò poiché le altre non avevano manifestato chiara volontà di interruzione, ma avevano fatto presente solo il loro stato di povertà, chiedendo un aiuto per sé e il figlio in gestazione. Abbiamo sempre aiutato le donne in difficoltà per la loro gravidanza, con le risorse forniteci da chi, come noi e forse come Lei, crede nel valore della vita nascente.

Prima di gettare definitivamente la spugna vorrò spendere fino all’ultimo centesimo perché sempre più bambini possano nascere. È questo anche il Suo desiderio? Se così fosse l’invito è di venirci a trovare, via della Commenda non è molto distante da Palazzo Lombardia. Certo vi troverebbe anche donne straniere, ma anche donne italiane, ma è questo ciò che conta?

In sincerità di cuore mi sento di affermare che i 4.200.000 euro stanziati nel luglio 2013 per il Fondo Nasko non costituiscono un pericolo per il benessere dei cittadini lombardi, anzi.

E Lei, Assessore, che cosa ne pensa? E che cosa ne pensano i Suoi compagni di Giunta?

Milano, 16 aprile 2014

Paola Bonzi

Direttore Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli

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