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È vietato dirlo, ma col sesso non si gioca

giugno 10, 2012 Benedetta Frigerio

«La teoria del “gender” ci prepara un mondo dove nulla sarà più percepito come stabile», dice lo psicanalista Tony Anatrella. «I danni provocati dal divorzio non sono nulla rispetto a quelli che può causare l’ideologia Lgbt»

L’ideologia del “gender” «farà sicuramente più danni del marxismo». Lo ha messo nero su bianco monsignor Tony Anatrella, psicanalista di fama internazionale, specialista in psichiatria sociale, docente alle libere Facoltà di filosofia e psicologia di Parigi e al Collège des Bernardins, oltre che consultore del Pontificio consiglio per la famiglia e del Pontificio consiglio per la salute. Il suo ultimo libro, La teoria del “gender” e l’origine dell’omosessualità, appena pubblicato da San Paolo, Anatrella lo ha scritto proprio per mettere in guardia dalle conseguenze – esistenziali e sociali – della teoria che nega la differenza sessuale fra l’uomo e la donna.

Monsignore, cosa può accadere a uomini che crescono incerti delle differenze che vedono?

Ora non si vedono ancora le conseguenze della negazione della differenza sessuale, ma tra una ventina d’anni sarà chiaro: se si va avanti così assisteremo a crisi identitarie gravi, al diffondersi di problemi mentali. La realtà sarà confusa con l’immaginazione e niente verrà più percepito come stabile. Un’incertezza cronica è poi la madre di comportamenti violenti. Il bambino cresce sano e sicuro quando interiorizza la differenza sessuale. Ma è un conflitto accettarla. Se la mentalità lo spinge a non accettare la differenza è più facile che, come accade all’omosessuale, questo cresca depresso, insicuro e incapace di accettare la diversità. I gravi danni psicologici provocati dai divorzi che oggi constatiamo non sono nulla rispetto a quelli che può causare l’ideologia del gender sulle generazioni future.

Lei parla di una crescente diffusione di comportamenti omosessuali. È dovuta solo all’accettazione di questo modello come normale o anche alla prevalenza di una mentalità narcisistica?

Diciamo che la mentalità narcisistica, che rifiuta l’alterità come elemento necessario al compimento dell’uomo, favorisce l’omosessualità. Aumentano i comportamenti omosessuali perché la società, anziché favorire l’accettazione umana del proprio sesso prima e di quello opposto poi, favorisce la regressione alla fase infantile della sessualità in cui non si riconosce l’alterità come positiva. Ma se il bambino non è aiutato a uscire da se stesso e a superare le fasi infantili, come quella anale ad esempio, può incorrere in problemi molto seri: oltre a quello dell’omosessualità ci sono l’alcol, la droga, la bulimia e molti altri.

L’omosessualità dunque non ha un’origine fisiologica, neurologica o genetica? 

Ormai tutti gli studi concordano nell’affermare che è un disturbo della psiche, come già sosteneva Sigmund Freud. L’uomo e la donna sviluppano la propria psicologia interiorizzando il proprio corpo sessuato durante l’infanzia e l’adolescenza. Quando questo non accade, i soggetti non accettano il proprio corpo reale rappresentandone uno che non corrisponde alla loro realtà personale: il corpo immaginato è diverso dal corpo reale.

L’omosessuale, si legge nel suo libro, è possessivo, nel rapporto con l’altro cerca di riempire una mancanza ed è incapace di donarsi. Come può allora la Chiesa chiedergli di vivere nella castità?

La Chiesa afferma che le pratiche sessuali tra persone dello stesso sesso sono atti intrinsecamente disordinati perché l’omosessuale non riesce ad arginare la frustrazione che vive unendosi a chi è uguale a lui. Tanto che, pur vivendo queste relazioni, resta insoddisfatto. Perciò la Chiesa propone alle persone veramente omosessuali (altre possono invece intraprendere un percorso terapeutico che le porti all’eterosessualità) di astenersi dal praticare e di cercare di guardarsi dentro per fondare le loro relazioni su un altro amore che può colmare la ferita, quello di Cristo nella Chiesa. È un cammino difficile, ma è l’unico che permette di vivere in questa condizione serenamente. Ci sono cristiani che hanno questa tendenza e la assumono senza cercare di esprimerla o di praticarla. Alcuni possono avere esperienze, dispiacersene e avere voglia di cambiare, trovando nella fede in Cristo la risorsa per fare il proprio cammino di felicità: all’interno dell’amore della Chiesa ogni uomo può trovare il proprio posto.

Che rapporto c’è tra le lobby Lgbt e la popolazione che dicono di rappresentare? Questi gruppi di pressione rappresentano davvero tutti gli omosessuali?

Le lobby omosessuali fanno molto rumore. Lo si vede chiaramente quando organizzano manifestazioni come i Gay Pride, aperti anche agli eterosessuali per fare numero. Resta il fatto che gli omosessuali rappresentano una percentuale molto bassa della popolazione totale. In Francia un’inchiesta ha dimostrato che nel 2008 solo l’1,1 per cento degli uomini e lo 0,3 per cento delle donne hanno avuto contatti sessuali con persone dello stesso sesso, il che non vuol dire necessariamente che questi siano tutti realmente omosessuali. Parliamo quindi di un’esigua minoranza, con un grande potere nel settore politico e mediatico, che vuole imporre il proprio stile di vita alla maggioranza della popolazione ignara di quello che sta accadendo davvero: i media hanno un potere d’influenza psicologica tale da far passare per cattivo chi solo domanda di capire. Abituano ad accettare come normale anche quello che da sempre l’uomo percepisce come evidentemente problematico. Sono bandite dal dibattito perfino le domande circa l’origine dell’omosessualità.

Insomma un problema che tocca poche persone viene trasformato in una questione epocale. Come è possibile che una lobby che rappresenta una parte minima della popolazione abbia tanto potere?

Per comprendere questo fenomeno bisogna inserirlo in un quadro storico che si evolve a partire dagli anni Cinquanta, quando iniziò a svilupparsi l’ideologia della liberazione sessuale che voleva ridurre la sessualità al suo aspetto infantile e ludico. In seguito, all’inizio degli anni Settanta, si cominciò ad affermare che il piacere sessuale era un diritto primario della persona, quindi anche del bambino. Di qui la diffusione della pederastia e la legittimazione dell’omosessualità. Oggi siamo al punto in cui l’omosessualità viene considerata un’identità grazie al lavoro incessante degli attivisti gay all’interno di tutte le istituzioni più importanti. Come l’Onu e l’Unione Europea, che ora hanno ridefinito l’omosessualità. All’inizio degli anni Settanta gli attivisti gay per imporsi sono arrivati a usare la violenza verbale e fisica: le associazioni omosessuali intervenivano in tutti i congressi medici con metodi anche brutali, strappando il microfono a chi osava sollevare dubbi. E attraverso l’occupazione di posti strategici si sono infiltrati anche nel consiglio di amministrazione dell’Associazione degli psichiatri americani. Così hanno potuto imporre la cancellazione dell’omosessualità dal manuale delle malattie, una risoluzione raggiunta per alzata di mano dopo che a tutti i membri erano state inviate lettere personali: non era mai successo che si prendesse una decisione scientifica per alzata di mano. Da allora è diventato quasi impossibile per i medici affrontare l’omosessualità anche da un punto di vista scientifico. E dopo l’Organizzazione mondiale della sanità, le legislazioni statali hanno cominciato a negare l’esistenza della diversità sessuale, prima accettando l’omosessualità come normale, poi permettendo i matrimoni fra persone dello stesso sesso e infine aprendo all’adozione.

Lei sostiene che gli omosessuali vivono una sofferenza. Se è così, perché nessuno si ribella e chiede di essere aiutato?

Chi ammette il disagio e capisce che non è dovuto dalla società su cui proietta le proprie manie di persecuzione e da cui cerca una conferma che non ha trovato nel genitore, spesso cerca di farsi aiutare. Ma gli attivisti evidentemente o non se ne rendono conto o non vogliono uscirne: dicono di non soffrire, anche se c’è sempre un problema depressivo, di isolamento e di instabilità nei rapporti che si riversa all’esterno con rabbia. Perciò chi si fa aiutare ha spesso paura di dire le cose come stanno: siamo alla follia per cui se un eterosessuale diventa omosessuale gli si fanno congratulazioni, nel caso contrario c’è il disprezzo.

Come giudica la ritrattazione di Robert Spitzer, lo psichiatra più influente dello scorso secolo, che recentemente si è scusato con gli omosessuali per aver constatato l’efficacia della terapia riparativa del dottor Nicolosi?

Ci sono forme di omosessualità che non possono cambiare, altre che possono evolvere e incamminarsi verso l’eterosessualità. Ma se bisogna sempre evitare le terapie repressive, si può anche aiutare a superare la fase infantile della sessualità per correggere l’orientamento di chi intimamente lo desidera e sia quindi disposto a collaborare. Chi afferma questo, però, è perseguitato, compreso Spitzer.

Ha mai ricevuto minacce?

Mi capita di continuo, come a tutti quelli che sostengono quanto argomento io. Per ora non mi hanno ancora denunciato, sebbene in Francia una legge contro l’omofobia ci sia già: un deputato che si è permesso di dire che la famiglia ha un valore superiore a tutte le altre unioni è stato condannato in primo e secondo appello. La Cassazione si è pronunciata per la libertà di pensiero, ma mi domando: quanto durerà questa tregua? C’è una polizia delle idee che si sta sviluppando. E quando un’ideologia ha bisogno del potere della polizia e dei giudici per imporsi, significa che stiamo andando verso uno Stato totalitario. Il problema è che i cittadini non si stanno davvero accorgendo della gravità della situazione, anche perché i problemi che riguardano l’omosessualità sono sconosciuti e trattati come tabù.

Quale può essere la via per contrastare questa ideologia e fermarne la deriva totalitaria? 

Bisogna dire la verità. La Chiesa è rimasta l’unica istituzione a difendere la salute dell’uomo. Ma occorre un maggiore impegno per educare la gente: molti sono complici e giustificano questa ideologia per ignoranza. Spesso anche i preti parlano senza conoscere il vissuto reale degli omosessuali. Bisogna leggere la Bibbia e poi san Paolo che descrive le conseguenze orribili di una società che valorizza l’omosessualità. Sopratutto bisogna coltivare il rapporto con Dio. Infatti, il narcisismo in cui ci troviamo è frutto del rifiuto di Dio. E quindi dell’alterità che sola ci può compiere. Non a caso, in questo mondo che ha dimenticato l’alterità e non conosce il Suo amore, l’uomo non sa più chi è e non ha più un volto, se non quello uniforme della massa che lo plasma. Da qui l’importanza della nuova evangelizzazione di cui parla il Papa, che passa dall’annuncio dell’amore di Cristo all’uomo, sperimentabile nella Chiesa e nella famiglia. E l’importanza dell’educazione a uscire da se stessi per compiersi. Non a caso il Papa continua a parlare della famiglia naturale nonostante gli attacchi. E l’allora cardinal Ratzinger, con cui ho lavorato per anni come membro della Congregazione per l’educazione cattolica, chiese di produrre un documento molto importante in merito all’educazione e all’omosessualità e alla necessaria collaborazione fra uomo e donna. È poi fondamentale l’azione pastorale in sostegno delle famiglie e un impegno maggiore dei cattolici nella difesa delle istanze familiari ed educative anche in politica.

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34 Commenti

  1. sergio casesi scrive:

    Chiudete il buco della serratura, da lì l’uomo non lo vedete… Gli unici ad avere un problema con il sesso siete voi. L’ideologia del “gender” «farà sicuramente più danni del marxismo». Io non riesco a credere a quello che leggo… E’ incredibile che si spaccino parole a vuoto per un saggio di psicanalisi! Non c’è un concetto serio in un tutto l’articolo, non una frase degna di un minimo approccio scientifico o perlomeno logico. Per offendere i diritti e le idee degli omosessuali almeno potreste informarvi. Come si fa a dire che non si riconosce la differenza sessuale?? Al massimo si riconoscono più differenze sessuali, più tipi di sessualità, una maggiore diversità in sostanza.
    Credo leggendo i vostri articoli, ma non smetterò, di sentire l’odore dell’ignoranza, della chiusura mentale, e quell’odore acre di inquisizione che sempre certa chiesa ha amato. Siete degni dell’Opus Dei, non fategli concorrenza.. Avete un problema con il sesso, dovreste fare i conti con le vostre posizioni. Negate a voi stessi una parte enorme della vostra intimità. Avete paura, negate il vostro corpo ma dovreste capire che il corpo è sempre espressione del divino. Negate il piacere per qualche senso di colpa inoculato dalla vostra visione distorta dell’uomo. E dato che vi negate la vita dovete negarla a tutti.. ma sappiate che i cristiani non sono stupidi, e non vi seguiranno anche se continuate con queste atroci crociate. Solo la vostra paura, il senso di colpa e la negazione di voi stessi come esseri autentici e indipendenti, quindi maturi e liberi, spiega certi non-ragionamenti, certe incredibili posizioni.
    …O forse siete solo fascisti timorosi, che vogliono lucrare politicamente con i luoghi comuni delle masse.. oppure siete.. provinciali con la psicosi del vicino di casa, con l’ossessione del giudizio di chi vi conosce…chiudete il buco della serratura che da lì l’uomo non lo vedete!!! vi prego, vi prego, quando fate un incontro pubblico su questi temi avvisatemi che voglio vedervi in faccia dire cose di questo genere!! Grazie

    • viccrep scrive:

      non fai altro che rafforzare quello che spiega tony anatrella, già si sente in te la violenza che lui cita

      • lu8051 scrive:

        … perchè non vedete la violenza e l’ossessione dell’articolo

        • gmtubini scrive:

          E’ vero, non si percepisce violenza nell’intervista, a meno che non si voglia considerare violenta una posizione netta. In compenso si nota facilmente il tono intimidatorio del “misirizzi” di turno della serie: “voglio vedere se hai il coraggio di dirmelo in faccia”… O no?!

          • lu8051 scrive:

            Si, Sergio ha esagerato

            Esistono varie forme di violenza, l’articolo non esprime solamente una posizione netta, ma contiene affermazioni apocalittiche “assisteremo a crisi identitarie gravi, al diffondersi di problemi mentali”, ” le conseguenze orribili”.
            Liberissimi di esporre le proprie ideologie, ma bisogna essere altrettanto aperti a discuterne specialmente quando si rappresenta solo una parte della società e non tutta.

            Francamente, da questa “serie” di articoli si percepisce più ossessione che volontà di discutere, e l’ossessione conduce molto spesso alla violenza

            • gmtubini scrive:

              Fatto sta che da una parte si esprimono opinioni (sì, perché la previsione di conseguenze nefaste per la società umana in seguito all’imposizione universale dell’ideologia di genere è pur sempre un’opinione e non la notte dei cristalli), dall’altra si punta il ditino accusatore riesumando gli stereotipi anticattolici da loggia massonica di periferia come le finte leggende nere dell’opus dei e dell’inquisizione (che palle!) fino ad arrivare alla solita trita e ritrita accusa si omofobia e sessuofobia (che ri-palle!), il tutto indirizzato verso un generico “voi” che pare comprendere una categoria di subumani come gli androidi di “blade runner”. In realtà, ogni volta (o quasi) che su “Tempi” si affronta questo tema, spuntano le immancabili falangi di commentatori a gettone che con i loro “dagli all’untore” dimostrano che le tesi dell’articolo sono serenamente valide, con buona pace dei misirizzi lgbt.

              • lu8051 scrive:

                magari sostituendo l’ossessione con dei ragionamenti più produttivi, quali il dialogo, si otterrebbero risultati diversi.

                Poi guardi, se si va a leggere i forum della “concorrenza”, troverà – a parti invertite – lo stesso meccanismo

                Saluti !

                • gmtubini scrive:

                  Giustissimo, non sarebbe male anche sostituire col dialogo anche i “dagli all’untore”.

                  Saluti anche a Lei!

                  P.S.: e quali sarebbero i forum della “concorrenza”?

                  • sergio casesi scrive:

                    Scusate.. io ho esagerato? Io ho scritto con violenza?? Forse è meglio che tutti rileggiamo l’articolo. C’è così tanta violenza da riempire un palazzo costruito dalla compagnia delle opere per un qualunque amministratore brianzolo. Perchè la violenza da voi esposta è subdola e cattiva, perchè se io posso rispondervi con facilità così non possono fare dei giovani, magari cresciuti in famiglie di CL, e ne ho conosciuti alcuni tristissimi e silenti, che per un articolo del genere, per una discussione del genere si trovano sempre sull’orlo della disperazione. Quale? Quella di essere scambiati per malati, per pericolosi, per deviati. Ma perchè la CASTITà non è vista come una perversione? Se la famiglia è tutto che si sposino anche i preti. E i memores domini, cosi le vacanze sono meglio.. e così magari il clero avrà un ritorno per il corpo, che secondo loro è degno del peccato ma non della gioia. Il malato è il tale intervistato. E’ un malato, ossessivo, profondamente ignorante e maligno. Satana, se esiste, si annida lì, fra parole che condannano invece di amare, nelle frasi che uccidono piuttosto che abbracciare. Chi sostiene certe tesi è lontano dall’amore cristiano, e non c’entra l’ideologia Ciellina o opus dei, che non siano neri… rido.. si vada a leggere i nomi del governo di Franco in spagna… io giuro, specie dopo questo articolo, che qui, in strada, al lavoro, ovunque cercherò di informare i ragazzi che non è vero, che non sono malati, non sono deviati o pericolosi per la società. Sono uomini e donne vive e vere, autentiche e degne di ogni fiducia. SOno certo di essere più cristiano io di tanti altri. E lo farò anche qui, se non mi bannano.. così che se qualche giovane leggerà potrà avere un’altra versione, e capire di avere una speranza. Chi sostiene certe idee è un depravato! il vero depravato sociale!

                    • gmtubini scrive:

                      “SOno certo di essere più cristiano io di tanti altri.” Questa banale frase rivela, in verità, il suo esatto contrario.
                      Tanti saluti.

                    • sergio casesi scrive:

                      Gmtubini
                      perchè l’esatto contrario?? Perchè Anatrella può defnirsi cristiano e definire il cristianesimo e come sono i buoni cristiani e io non posso? E’ il potere di una persona a fare il peso della sua parola? SOno certo di essere più cristiano di Anatrella e di chi la pensa come lui. Lei? ah.. ps.. ha ragione, è banale.. ma in verità… lei sa cosa è la verità vero? Lei consoce la verità come Anatrella e quindi può dire a destra e a manca chi è giusto e chi no, chi è malato e chi no, da che pulpito? Me lo spiega lei quanto non è banale e in verità giusto e non malato?

  2. Marcello scrive:

    Vorrei rivolgere una domanda agli articolisti che – lo dico con tutta sincerità – non presuppone alcuna mancanza di rispetto verso le Vostre posizioni, ma soltanto un desiderio di comprendere.
    Da un lato, sostenete che il sostegno al matrimonio tradizionale non comporta alcuna discriminazione nei confronti delle scelte di vita omosessuali, in quanto le due istituzioni (matrimonio e libertà personali) corrono su piani diversi e le seconde (libertà sessuali) sono patrimonio acquisito della civiltà occidentale (che Voi dite di rispettare totalmente: e non ho motivo per non crederVi); dall’altro lato, lasciate intendere (come nell’articolo in oggetto) che le libertà individuali degli omosessuali (anche quando non si traducono in pretese di equiparazione alla famiglia legittima) sono una minaccia per la società.
    Mi sembra evidente la contraddizione.
    Non Vi sembra più ragionevole spiegare che l’istituto del matrimonio non confligge (anzi, rafforza) la dignità di tutte le persone, ivi comprese di quelle che, nella vita, intenderanno compiere scelte di vita differenti, eventualmente anche omosessuali?
    Cordialità

  3. gmtubini scrive:

    A riprova di quanto riportato nell’articolo, tra i commentatori di FB si è inserito l’indignatissimo “Alle Senti” (ridicolo anagramma di “sentinella” che la Settimana Enigmistica si vergognerebbe di riproporre nella pagina dedicata ai piccoli risolutori!), il quale evidentemente fa parte del manipolo di eroici internauti che si incarica (o è incaricato) di zittire a forza di insulti o a furia di argomentazioni ridicole (il testosterone! Miiiì, allora è una questione d’ormoni e basta una compressa al giorno!) le voci discordanti dal pensiero dominante sull’ideologia di genere. La domanda è: da chi è pagato Alle Sentin? Se ce lo facesse sapere saremmo un bel pezzo avanti sulla questione!

  4. ciro scrive:

    Per me,cristiano/cattolico, tutto si riduce semplicemente nella fede e fiducia in Cristo.
    L´Esempio da seguire e´sempre e SOLO LUI…che la “carne” la conosce ( ma non il peccato) e l`ha santificata.
    Chi si professa cristiano segue Cristo ” Chi mi ama mi segue”..non basta credere..( anche satana crede…)ci vuole l`amore…quello dello spirito.
    La parole della Bibbia(S. Paolo) sono..illuminanti: I figli della CARNE, vivono secondo la carne…i figli dello spirito,vivono secondo lo Spirito….Oggi ci sono troppi figli della carne…!!!
    E troppo pochi che amano e seguono Cristo.

    La Creazione ha una sua logica d`Amore: logica divina. Uomo e donna e loro differenze sono parte di questa
    logica divina.Uomo e donna e famiglia collaborano a questa creazione..c´e´un Disegno univerarlsale.
    Chi si chiama fuori..e´libero di farlo,Dio gli ha dato questa possibilita`ma questo non significa che potra`mai cambiare il corso creativo del Creatore.

    L`Amore che domina il creato non sara`mai vinto.Gesu`Cristo con la sua morte e resurrezione ha gia`vinto.
    Avremo una nuova creazione..nuovi cieli e nuova terra…dove non ci sara`posto per nuove Sodoma e Gomorra.

    La creazione segue il corso..divino!
    E l`Amore ( la caritas e non il sentire umano : sentimento) l`Armonia, l`Ordine trionferanno in eterno.

  5. gmtubini scrive:

    Doverosa spiegazione per il signor Sergio Casesi

    Un cristiano, banalmente, non giudica gli altri, perché non facendolo segue l’insegnamento di Gesù; di conseguenza egli non può giudicare se stesso migliore degli altri. Se vuol veramente essere un cristiano migliore degli altri riconosca di essere peccatore e si penta. Per avere conferma delle mie parole, si legga il Vangelo di Luca capitolo 18, versetti dal 9 al 14.

    • sergio casesi scrive:

      E’ davvero incredibile.. ma va bene, io mi pento. Ma non sarà ancora banale? E mi scusi ma l’articolo di cui parliamo è o non è un giudizio? Espresso diversamente? Forse neanche tanto, poichè spesso il livello è così tremendo da non lasciare dubbi. Così che io non devo giudicare nè giudicarmi, meglio però se mi pento, che vuol dire che mi giudico al ribasso, ma Anatrella, il Papa, Formigoni, e lei potete dare giudizi su tutto e tutti. Lei forse non i sta giudicando?? MA la prego, perdoni la mia banalità… lei che si giudica così non banale, che giudica le mie parole non all’altezza.. di chi? Sua? E allora mi spieghi come arriva a.. questo giudizio. Perchè ad alcuni è permesso giudicare e ad altri no? Il vangelo non vale per tutti? O la vostra è la teoria della superiorità? E perchè mai se lei è così superiore da doverosamente spiegarmi com’è un cristiano non vuole andare a fondo con me sul discorso dell’omosessualità invece di spostare l’attenzione, come spesso si fa qui, su altri temi? Lei, chi crede di essere? Può giudicare me senza essere giudicato? Credo invece che talmente lei sia non abituato al confronto, anzi abituato a parlare con chi la pensa come lei, che non riesce a sostenere il fatto che si possa giudicare in senso non assoluto. Lei crede di conoscere la verità, quindi crede che il mio giudizio sia assoluto, mentre parlo per me, non ho pretese di verità. Ma lei si… Non amate il confronto, non amate la diversità, non amate la differenza. LA prego, risponda a me, se vuole, sui problemi che ho sollevato, anche solo uno: se suo figlio fosse gay?

      • sergio casesi scrive:

        ps dato che.. una precisazione, io non sono gay, ho una splendida famiglia secondo il suo standard…. Anatrella invece? oh…

        • gmtubini scrive:

          Caro signor Misirizzi, a questo punto nutro seri dubbi sulla sua effettiva capacità di percepire la realtà effettuale delle cose poiché tutta la concione che Lei riserva al sottoscritto è assolutamente fuori posto. Io mi sono limitato a constatare dei fatti e a darLe un consiglio, mi si passi il termine, “evangelico” su come essere (o passare per) un buon cristiano. Sulla base di tale insegnamento, io cerco di guardarmi bene dal giudicare Lei o altri e penso ai peccati miei, lo stesso fa sicuramente il Papa e, molto probabilmente, farà anche Formigoni (specialmente di questi tempi).
          Tanti saluti.
          P.S.: non so se mio figlio/a sarà gay (a dire il vero ne dubito molto), tuttavia sono sicuro che egli/ella erediterà la condizione di peccatore/peccatrice dal me e da sua madre, e che noi l’ameremo a prescindere dalla natura dei suoi peccati.

          • sergio casesi scrive:

            Non voglio essere scortese, sinceramente. Ma mi dispiace molto per suo figlio, in generale. Si, sto giudicando.. e pazienza, è un peccato, questo si, ma è un peccato far crescere un figlio in certi ambienti. Misirizzi tua sorella…
            nutro seri dubbi sulla sua effettiva capacità di percepire la realtà effettuale delle cose
            ora pentiti però di avermi giudicato…

            • gmtubini scrive:

              Caro Misirizzi, io non t’ho giudicato, ho constatato dei fatti. Francamente mi pare inutile spiegarti la differenza. Dopo quello che hai scritto su queste pagine forse sarebbe meglio che le tue lezioni sul “vero” cristianesimo e sulla “vera” tolleranza tu le vada a fare altrove. Non so se mi sono spiegato.

              • sergio casesi scrive:

                no, lei non si è spiegato. Cosa fa mi minaccia? Devo aver paura? Mi dica cosa vuole farmi. Devo chiamare la polizia? Tu, dato che ci tieni, offendi e giudichi, e non riesci a capirlo. si.. hai ragione la tolleranza a te non posso spiegarla.

  6. dariotto scrive:

    Quante affermazioni fasulle ampiamente dimostrabili, un plateau di ignoranza e luoghi comuni raramente letti in giro, ad esclusione del tardo medioevo ovviamente. Che schifo leggere queste fandonie speculatrici sulla vita delle persone. E poi ci si chiede perchè la chiesa perde esponenzialmente consensi… A partire dalla interpretazione errata dell’antico testamento cercano ancora di possedere con la violenza quella buia supremazia che per fortuna non gli appartiene più.

    • Enrico scrive:

      La parola di Cristo è molto chiara ed inequivocabile.Ma oggi una larga parte del mondo cattolico reagisce con fastidio al rigore dei precetti ecclesiastici su alcune grandi questioni etiche della società moderna. Ed allora diciamo pure che il cristianesimo è superato e che noi, non potendo rimanere senza religione, ne vogliamo un’altra che consenta a ciascuno di poter distinguere il bene dal male secondo le proprie convenienze.

  7. Federica scrive:

    D’accordo col signor Ciro.

  8. Davide scrive:

    Beh io sono uno di quelli che ad un certo punto hanno guardato in faccia il loro disagio, andando oltre l’omofobia … credo che si possa cambiare e sono felice di quello che sto facendo, non ho mai obbligato nessun omosessuale a fare quello che faccio io, non ho mai insultato un omosessuale che decide di passare la vita con un altro uomo, ognuno la felicità la costruisce come meglio può e vuole ….+
    Al contrario mi sono sentito più volte rivolgere insulti del tipo : bigotto, omofobo, fascista, clericale, ipocrita, disonesto e il mio psicoterapeuta minacciato in più occasioni di denuncia
    Chiedo solo di essere lasciato in pace e di poter dire in tutta libertà che sono cambiato e che sono felice

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