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Per Repubblica il matrimonio gay di Hollande è come «il messaggio d’amore del Vangelo»

aprile 24, 2013 Correttore di bozze

Michela Marzano non è solo un deputato del Pd e quindi un’italiana giusta. Michela Marzano è anche una donna che può definirsi nel profilo Twitter «ordinario di filosofia morale all’Université Paris Descartes» e «direttrice del Dipartimento di scienze sociali (SHS Sorbonne)», nonché «collaboratrice della Repubblica…», dove quei puntini di sospensione, non dicendo, dicono tutto. Capirete dunque perché il Correttore di bozze provi sotto sotto una inconfessabile invidia verso questa donna così preparé ed emancipé, e lo perdonerete se da mostruoso esemplare di cattolico retrogrado e maschilista in fondo ne abbia paura. Tanto che per darle una regolata d’ora in poi la chiamerà dispettosamente Michelà Marzanò.

E fin qui i pregiudizi, ora veniamo ai fatti. Oggi madame Marzanò scoppia di felicité sulla prima pagina di Repubblica perché in Francia hanno approvato la legge sul matrimonio e sull’adozione delle coppie omosessuali. Alla faccia dei cattolici medievali, della destra impresentabile, della Chiesa matrigna e del Correttore di bozze. «Sono state centinaia di migliaia i francesi scesi in piazza in questi ultimi mesi per manifestare contro la proposta», scrive Michelà. Dalla finestra del suo ufficio all’université, la deputé del Pd ha dovuto assistere per giorni e giorni all’osceno spettacolo delle strade di Paris traboccanti di feccia invereconda. «Famiglie intere» a fianco di «giovani e meno giovani, cattolici praticanti e militanti dell’Ump, musulmani e simpatizzanti del Front National, tutti insieme contro il “matrimonio per tutti”». Ammazza che schifé.

Giustamente però, esulta Marzanò, «il governo socialista non si è lasciato influenzare e, nonostante le proteste fossero aumentate in questi ultimi giorni», ma soprattutto «nonostante il ritorno fragoroso della morale religiosa», l’esecutivo «è riuscito a tenere la promessa fatta in campagna elettorale da François Hollande». Il nostro gran presidé. «È prevalso ancora una volta il principio di laicità», filosofeggia Michelà, «secondo il quale, in uno Stato democratico e liberale, esiste una netta separazione tra la sfera pubblica e la sfera privata, i poteri politici e le istituzioni religiose». Ed esistendo appunto questa netta separazione tra la sfera pubblica e la sfera privata, le private preferenze sessuali dei cittadini sono diventate la questione nazionale numero uno. Non fa una pié.

Comunque, per farla bré. Veniamo al pù. Alla fine della fiera a Michelà non interessa tanto dare al Correttore di bozze una lezioncina di laicité, quanto piuttosto scagliarsi contro «l’ipocrisia» dei numerosi «donneurs de leçons» che, in Francia come «nella cattolicissima Italia», «pensano che l’uguaglianza sia uno dei cardini della democrazia e della civiltà e poi, in nome della dignità, della natura, della fede religiosa o della tradizione si oppongono alla realizzazione concreta di questa stessa uguaglianza». Ora, il Correttore di bozze essendo molto cattolico è almeno altrettanto ignorante e quindi non sa il francese, ma non per questo una che insegna all’université e scrive sur la République può sentirsi autorizzata a dargli del «donneur de leçons». Senti chi parla, professorina.

E poi bisogna intendersi una buona volta sul concetto di uguaglianza. A maggior ragione adesso che madame Marzanò vuole convertire il Correttore di bozze facendo perno sul «messaggio d’amore del Vangelo», che secondo la filosofa «è un messaggio inclusivo e non esclusivo». Scrive infatti Michelà: nel messaggio evangelico «non esiste una differenza tra un “noi” degno di rispetto e di stima e un “voi” da condannare, emarginare e correggere. Esistono solo tante persone diverse da rispettare nonostante le loro differenze – anzi, da rispettare forse soprattutto grazie alle loro differenze». Su questo non ci piove. Il Correttore di bozze lo sa da quando aveva le braghe corte che ogni essere umano è figlio di Dio e in quanto tale va rispettato. E che Egli ci ama tutti allo stesso modo. Maschi o femmine, bianchi o neri, (embrioni o deputati,) di destra o di sinistra, etero o gay, correttori di bozze o donneurs de leçons presso l’Université Paris Descartes. Ciò detto, però, rispettare tutti «nonostante le loro differenze», o se preferiamo «grazie alle loro differenze», non significa trattare tutti indistintamente. Pane al pane e vino al vino, disse una volta un tizio che portava il nome accentato sull’ultima sillaba come noi filosofi de la rive gauche. Il pane si mangia, il vino si beve. E può darsi pure che qualcuno invece preferisca bere il pane e mangiare il vino. Ma il Correttore di bozze può dissentire o si prenderà dell’enofobo?

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26 Commenti

  1. Su Connottu scrive:

    Quando si arriva a definire amore l’abuso della porzione finale dell’intestino,
    non c’è da sorprendersi se una filosofa della disperazione perde totalmente il senso del reale.
    Bisogna combattere perchè non finiscano di demolire le basi della convivenza tra esseri umani.

    • Mattia scrive:

      Vergognati! Noi gay amiamo con tutto il cuore ed il corpo. Evidentemente tu sai solo giudicare con una visione molto ristretta e maleducata definendo l’amore gay come “abuso dell’ultima parte dell’intestino”.

      • Carcano 91 scrive:

        Mattia,
        Gesù diceva di pensare ai peccati nostri e non giudicare il prossimo.
        Secondo quanto tu stesso affermi tu sei un pubblico sodomita e dici al tuo prossimo di vergognarsi.

      • Q.B. scrive:

        L’inciso di Su Connottu appare un po crudo ma non puoi dirmi che sia tecnicamente errato.

        Poiché resta il fatto che il retto (maschile o femminile, sempre retto rimane) è stato concepito per ben altra funzione, che non serve qui approfondire perché abbiamo cenato da poco. Abuso è sinonimo di uso improprio: come usare il condotto uditivo come portamatite, o nascondere le banconote arrotolate nelle narici. Comportamenti che nell’immediato causano una reazione dell’organismo (dolore, o sbaglio?), alla lunga patologie.

        CIto da wikipedia: Alcuni patologi hanno inoltre ritenuto opportuno definire una sintomatologia nota come bowel syndrome o sindrome viscerale, collegata con questa pratica sessuale (sodomia n.d.r.), che ingloba varie patologie come condilomatosi genitale, emorroidi, proctite infettiva batterico-micotica, fistole anali, ascessi rettali, ragadi anali croniche, amebiasi, gonorrea, sifilide, ulcere anali e linfogranuloma venereo di Nicholas – Favre e congestione prostatica … Un comportamento rude e brusco, insufficiente lubrificazione, o l’uso di oggetti non adatti a questo uso, potrebbero causare lacerazioni alla muscolatura e/o alla mucosa rettale, con conseguenti lesioni che devono essere tempestivamente valutate da un medico. Queste lesioni aumentano di molto il rischio di contagio di diverse malattie.

        Ora mi dirai che nonostante questi rischi tu ti abbandoni interamente al tuo partner dimostrando amore e donazione di te stesso. E io ci credo. Ma non sposta di una virgola il mio giudizio sull’oggettivo disordine del gesto.

        L’amore non può volere il dolore che distrugge l’altro, nemmeno se l’altro te lo offre e si lascia distruggere per “amore”. Non so quanti anni tu abbia. Io abbastanza per avere visto il risultato di vite spese ipnotizzati da “comportamenti disordinati” (mi riferisco anche, ma non solo, all’omosessualità).

        Un Cristiano che possa definirsi tale non ti giudica; ma si inc…zza al vedere qualcuno farsi seriamente del male (e ancora, non mi riferisco solo agli omo).

        • ErikaT scrive:

          Quindi allora sei anche contro il sesso anale uomo-donna e il sesso orale dato che la bocca non serve per concepire?? E che dire della masturbazione ? Anche quella non va bene perchè non porta a procreazione???
          p.s. La logica non è un’opinione

          • Q.B. scrive:

            Ma hai letto la lista degli effetti collaterali correlati alla sodomia? Come la interpreti?

            CIto da wikipedia: Alcuni patologi hanno inoltre ritenuto opportuno definire una sintomatologia nota come bowel syndrome o sindrome viscerale, collegata con questa pratica sessuale (sodomia n.d.r.), che ingloba varie patologie come condilomatosi genitale, emorroidi, proctite infettiva batterico-micotica, fistole anali, ascessi rettali, ragadi anali croniche, amebiasi, gonorrea, sifilide, ulcere anali e linfogranuloma venereo di Nicholas – Favre e congestione prostatica … Un comportamento rude e brusco, insufficiente lubrificazione, o l’uso di oggetti non adatti a questo uso, potrebbero causare lacerazioni alla muscolatura e/o alla mucosa rettale, con conseguenti lesioni che devono essere tempestivamente valutate da un medico. Queste lesioni aumentano di molto il rischio di contagio di diverse malattie.

            • ErikaT scrive:

              Mamma mia, ma lei vuole mettere paura??? A me questa roba non è mai capitata, certo che se una persona ha rapporti violenti e non lubrificati e magari con una persona con un organo genitale grosso allora non so ma questo credo che valga anche per le donne, mica è delicato solo l’ ano, anche la vagina credo che debba essere trattata con delicatezza, quindi rimando al mittente queste sue cose che ha scritto.

      • Q.B. scrive:

        E ancora: anche noi etero amiamo con tutto il cuore e con tutto il corpo. Non dimenticare quanto tua madre (evidentemente etero) ti abbia amato donando tutto il corpo (hai mai visto un parto?) e tutto il cuore per farti esistere. Amore che genera vita. La cogli la differenza?

        • ErikaT scrive:

          No, non colgo differenza, voi etero amate con tutto il cuore? 1) sono anche io etero essendo trans che ama gli uomini 2) dove sta scritto che gli etero siano tutti persone di cuore e i gay no???

      • giovanni scrive:

        Questa è la parola di Papa Francesco a nome di tutti i cristiani sulla questione gay:
        – L’unione tra persone dello stesso sesso difetta degli elementi biologici e antropologici propri del matrimonio e della famiglia. È priva della dimensione coniugale e dell’apertura alla procreazione. Al contrario, il matrimonio e la famiglia che in esso si fonda, costituisce il focolare delle nuove generazioni umane. Fin dal loro concepimento i figli hanno il diritto inalienabile di svilupparsi nel grembo della proprie madri, di nascere e crescere nell’ambito naturale del matrimonio. Nella vita familiare e nella relazione con il proprio padre e la propria madre, i figli scoprono la loro identità e apprendono la loro autonomia personale.
        – Prendere atto di un’oggettiva differenza non significa discriminare. La natura non discrimina quando ci crea uomini o donne. Il nostro codice civile non discrimina quando esige il requisito di essere uomo o donna per contrarre matrimonio, ma riconosce una realtà naturale. Le situazioni giuridiche di reciproco interesse tra le persone dello stesso sesso possono essere sufficientemente tutelate attraverso il diritto comune. Pertanto, sarebbe una discriminazione ingiusta nei confronti del matrimonio e della famiglia attribuire al fatto privato dell’unione tra persone dello stesso sesso uno status di diritto pubblico.
        -Facciamo appello alla coscienza dei nostri legislatori affinché nell’affrontare una questione tanto grave, tengano conto di queste verità fondamentali, per il bene della Patria e delle sue future generazioni.

    • Nick scrive:

      “l’abuso della porzione finale dell’intestino” – ahahahahah, quindi quando gli etero fanno sesso anale con una donna va tutto bene, ma se sono i gay a farlo guai! Diventano i peccatori sodomiti… Ma fatemi il favore voi cattolici di sto ca**o… Avete rotto le scatole con i vostri ideali! Fosse per voi saremmo ancora qua a bruciare le streghe e a esiliare gli scienziati. L’umanità ha già perso troppo tempo per colpa vostra!

      • Q.B. scrive:

        Hai dimenticato le crociate, giordano bruno, i tesori del vaticano, le scarpe del Papa, la biblioteca di alessandria (si, colto da raptus anticattolico un ateo avvelenato è stato capace di attribuire ai Cristiani anche questo), ipazia, le antenne di radio vaticana, l’oppio dei popoli, il segreto della coca cola nascosto negli archivi vaticani (non lo ha detto ancora nessuno, credo, ma tant’è, ca….ata in più ca….zata in meno).

  2. Emanuel scrive:

    La mancanza di contenuti di questo articolo e il tono radical chic sono evidenti segni che i perbenisti come lei attraversano tempi difficili. Ma si sa, la bellezza ci salverà!

  3. ErikaT scrive:

    Non cӏ alcuna differenza fra amore gay e amore etero, sono entrambi degni dello stesso valore e di identica considerazione a livello sociale.
    L’ omosessualità non è una razza a parte, altrimenti sarebbe razzismo pensare una cosa simile, nè è stato individuato un gene gay. Ognuno ama chi vuole e l’ Amore è solo UNO, non esistono diversi tipi di amore, non sono razze! basta!!!
    erikat veganatrav

    • Q.B. scrive:

      Ma sai argomentare senza ricorrere a slogan e frasi fatte?

    • Luke scrive:

      E’ evidente un’immane confusione in te.
      Ciò che dici ha del delirante, oltreché, a giudicare dall’insulsa vacuità infantile dei tuoi “discorsi” aberranti, indice di profonda ignoranza culturale, di pochezza contenutistica.
      Forse, prima di aprir bocca, di dire insulsaggini e dedicare la tua giornata al solo diletto edonistico-anale, sarebbe meglio che aprissi qualche libro serio e cominciassi a studiare, almeno per non fare ulteriori magre figure e tentare di esprimere un qualche tipo di concetto grammaticalmente sensato.

      • ErikaT scrive:

        Ma lei oltre gli insulti ha anche degli argomenti? L’ insulto è il tipico mezzo di chi non ha uno straccio di argomento, lo sa?
        Mi faccia capire: gli omosessuali che hanno rapporti anali sono tutti e solo degli edonisti mentre invece le donne che usano la vagina sono tutte delle sante???

      • ErikaT scrive:

        Se davvero i rapporti anali fossero pericolosi e nocivi credo che la classe medica lo direbbe, invece non c’è alcuna condanna dell’ omosessualità da parte della classe medica, capito? Chi è quindi che deve studiare? Io o lei?

        • Filippo scrive:

          Io dico solo che mi manca la voce di freddy mercury. Non mi risulta che sia morto di vecchiaia, o mi sbaglio?

        • Q.B. scrive:

          Ri-cIto da wikipedia per l’ennesima volta:

          Alcuni patologi hanno inoltre ritenuto opportuno definire una sintomatologia nota come bowel syndrome o sindrome viscerale, collegata con questa pratica sessuale (sodomia n.d.r.), che ingloba varie patologie come condilomatosi genitale, emorroidi, proctite infettiva batterico-micotica, fistole anali, ascessi rettali, ragadi anali croniche, amebiasi, gonorrea, sifilide, ulcere anali e linfogranuloma venereo di Nicholas – Favre e congestione prostatica … Un comportamento rude e brusco, insufficiente lubrificazione, o l’uso di oggetti non adatti a questo uso, potrebbero causare lacerazioni alla muscolatura e/o alla mucosa rettale, con conseguenti lesioni che devono essere tempestivamente valutate da un medico. Queste lesioni aumentano di molto il rischio di contagio di diverse malattie.

          Pare quindi che la classe medica lo abbia detto… ergo?

  4. giovanni scrive:

    Questa è la parola di Papa Francesco a nome di tutti i cristiani sulla questione gay:
    – L’unione tra persone dello stesso sesso difetta degli elementi biologici e antropologici propri del matrimonio e della famiglia. È priva della dimensione coniugale e dell’apertura alla procreazione. Al contrario, il matrimonio e la famiglia che in esso si fonda, costituisce il focolare delle nuove generazioni umane. Fin dal loro concepimento i figli hanno il diritto inalienabile di svilupparsi nel grembo della proprie madri, di nascere e crescere nell’ambito naturale del matrimonio. Nella vita familiare e nella relazione con il proprio padre e la propria madre, i figli scoprono la loro identità e apprendono la loro autonomia personale.
    – Prendere atto di un’oggettiva differenza non significa discriminare. La natura non discrimina quando ci crea uomini o donne. Il nostro codice civile non discrimina quando esige il requisito di essere uomo o donna per contrarre matrimonio, ma riconosce una realtà naturale. Le situazioni giuridiche di reciproco interesse tra le persone dello stesso sesso possono essere sufficientemente tutelate attraverso il diritto comune. Pertanto, sarebbe una discriminazione ingiusta nei confronti del matrimonio e della famiglia attribuire al fatto privato dell’unione tra persone dello stesso sesso uno status di diritto pubblico.
    -Facciamo appello alla coscienza dei nostri legislatori affinché nell’affrontare una questione tanto grave, tengano conto di queste verità fondamentali, per il bene della Patria e delle sue future generazioni.

    • ErikaT scrive:

      Noi non siamo in un’ azienda zootecnica, non siamo conigli d’ allevamento intensivo che debbono prolificare, nè chi prolifica deve avere più diritti degli altri. Ridurre il concetto di amore a prolificazione lo trovo fortemente svilente del concetto di amore stesso e del concetto di persona in sè.

      • giovanni scrive:

        Di Papa Francesco : Dio vuole che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità (cf. 1 Tm 2,4). Per questo ha stabilito con l’uomo un dialogo di salvezza, che è culminato con l’incontro di Gesù Cristo, nostro Signore e compagno di cammino. La Chiesa è chiamata a estendere questo dialogo al consesso umano. Ma il dialogo se vuole essere fecondo deve essere chiaro, sereno, semplice e credibile. Tutto ciò implica il rispetto dovuto a chi vive, sente e pensa in modo differente. Tutti siamo chiamati all’amore di Dio. La chiarezza del dialogo, però, esige una capacità di discernimento in ordine all’affermazione della verità, sulla quale i Pastori non possono tacere. Ciò non significa disprezzo o discriminazione.
        2. L’essere umano è stato creato a immagine di Dio. Questa immagine si riflette non solo nella singola persona ma anche nella complementarità e nella reciprocità dell’uomo e della donna, nella comune dignità, e nella loro indissolubile unità, che da sempre viene chiamata matrimonio. Il matrimonio è la forma di vita nella quale si realizza una singolare comunione di persone, la quale assegna il sentimento pienamente umano all’esercizio della funzione sessuale. Alla stessa natura del matrimonio appartengono le predette qualità della differenza, complementarietà e reciprocità dei sessi, e la mirabile ricchezza della loro fecondità. Il matrimonio è un dono della creazione. Non vi è una realtà analoga che possa eguagliarlo. Non è un’unione qualsiasi tra persone, ma possiede caratteristiche proprie ed irrinunciabili che fanno del matrimonio la base della famiglia e della società. Così è stato riconosciuto nelle grandi culture del mondo.

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