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Per il nuovo Sorrisi non è necessario George Berkeley (ma aiuta a capire Bonolis)

settembre 10, 2012 Antonio Gurrado

Tv Sorrisi e Canzoni letto da Antonio Gurrado
Anno LXI – N° 37, programmi dall’8 al 14 settembre 2012
Direttore: Aldo Vitali
Titolo: Siete pronti per la mia nuova follia?
Tipologia: Magazine
Periodicità: Settimanale
Prezzo: € 1,50
Pagine: 182
Pubblicità: 30,2%
Costo di ogni pagina: 0,8 centesimi

 

Il vescovo irlandese George Berkeley sarebbe fiero di me, se non fosse morto da duecentocinquantanove anni. Per chi ha frequentato liceo e università dopo la riforma Berlinguer, questo Berkeley è il filosofo che si trova sul manuale a mezza strada fra Locke e Hume e di solito non viene studiato perché la fine dell’anno scolastico incombe e il professore è indietro col programma. In più si tratta di poche pagine, sufficienti a esporre la sua teoria cardinale: esse est percipi, ovvero esistere coincide con essere percepiti; se vedo un oggetto, allora esiste; se non lo vedo, non posso dire che esista; per evitare di impazzire al pensiero che gli oggetti (che so, ad esempio il portafogli) svaniscano appena chiudo un attimo gli occhi, posso consolarmi concludendo che l’esistenza continuativa di ogni cosa è garantita dal fatto che Dio continua a guardare tutto, sempre, contemporaneamente. Guardando io Paolo Bonolis sulla copertina di Tv Sorrisi e Canzoni, penso appunto a Berkeley e a come giudicherebbe la necessità, in cui mi trovo, di recensire la nuova versione del settimanale Mondadori senza avere presente come fosse, fino alla settimana scorsa, la versione vecchia. Non avendola dunque mai percepita, potrei ragionevolmente sospettare tre cose: 1) la vecchia versione di Tv Sorrisi e Canzoni in realtà non esiste perché ho visto solo quella nuova; 2) la nuova versione di Tv Sorrisi e Canzoni in realtà non esiste perché, per quanto ne so, potrebbe essere completamente uguale alla vecchia; 3) Berkeley aveva in realtà scoperto in anticipo la formula per fabbricare la Guinness e ne aveva abusato in segreto prima di mettere per iscritto la propria gnoseologia.

Propendo per quest’ultima ipotesi e passo senza meno a recensire il settimanale, che da ogni poro della copertina strilla la propria novità: “Scoprilo! È tutto nuovo” c’è scritto, e anche “Novità: la guida tv”, e anche “Siete pronti per la mia nuova follia?”. Quest’ultima domanda in verità si riferisce al nuovo show di Bonolis, o meglio sarebbe dire al vecchio show di Bonolis che andava in onda già lo scorso anno ma del quale io ignoravo l’esistenza tant’è vero che, sentendo Bonolis parlare di grande novità solo perché ha rinnovato il cast, ci sono cascato come una pera matura: così imparo a non fidarmi delle teorie di Berkeley.

Vecchio o nuovo che sia, Sorrisi è equilibrato. Se lo aprite alla pagina centrale, fatta salva un po’ di inevitabile pubblicità, vi accorgete subito che il giornale è esattamente diviso in due metà. La prima è dedicata a servizi e approfondimenti sul mondo dello spettacolo: oltre a sei pagine di notizie spicce, spiccano la celebrazione dei vent’anni in tv di Maria De Filippi, un’intervista a Simona Cavallari e Giulia Michelini che un giorno leggerò per scoprire chi sono, delle interessanti dichiarazioni con le quali Patty Pravo spiega perché non canta più e le figurine identificative di tutte le centouno candidate al titolo di Miss Italia, che ci saranno molto utili queste sere mentre fingeremo di non guardare la diretta su Rai1. Da queste pagine si evince che per Enrico Mentana sessanta senatrici sono troppo poche per un paese civile, che uno schizzo di Arrigo Sacchi può essere valutato tremila euro e che nel cantante finlandese Mika albergano dei malsopiti sentimenti anticlericali.  Le guide non televisive, che chiudono questa sezione, sono un po’ striminzite: a fronte di tre pagine sul cinema e sette sulla musica (inclusa celebre Superclassifica panoramica) si trovano una sola pagina sulla radio, due su internet, una sui libri, una sulla cucina e una sulla tecnologie. Servono davvero?

(Intermezzo. Cosa sarebbe accaduto se fossi andato dalla mia edicolante e le avessi chiesto: “Mi daresti [siamo arrivati al tu dopo una lunga fase di studio, ma lo usiamo con parsimonia] Tv Sorrisi e Canzoni con tutti gli allegati del caso?”. Mi avrebbe risposto: “Ecco: il giornale, il dvd The Avengers, il dvd Dreamworks Collection, il dvd Fantozzi contro tutti, il dvd Seafood, il dvd Giallomistero, il dvd Ken il guerriero, il dvd Dragonball, il dvd I Grandi Sceneggiati, il libro di Superman, il libro ABC Storie in rima, il libro sul Liberty, il libro sulla Storia della città di Roma nel Medioevo, la sessantacinquesima uscita di Cotto e Mangiato, il centoquarantanovesimo volume di Alan Ford  tory, poi Diabolik, poi Batman il cavaliere oscuro, la Garzantina Universale A-Fri, il dvd dei Red Hot Chili Peppers, il dvd di Lucio Dalla, il cd di Bruce Springsteen, il dvd di George Harrison, il completino da palestra per la bambola Dolce Sophie, il diciassettesimo dei Bicchieri Sfiziosi, il corso dell’Accademia di disegno e pittura, il bicchiere di Topolino e Pippo, il Rosario dell’Angelo Custode, i guanti di Passione Giardinaggio con i semi di basilico Blumen, la ventitreesima uscita della Ferrovia Italiana, il coso dei Supereroi Marvel, la seconda uscita del modellino della mitica 313 di Paperino e la prima uscita di Cake Design. Sono 288 euro e 52 centesimi. Vuoi un sacchetto?”)

La seconda parte di Sorrisi contempla un’ampia guida dei programmi televisivi che supera le ottanta pagine. Non saranno un po’ troppe per soli sette giorni? Fanno dodici pagine al dì, più di quante ne meriti Berkeley sul manuale di filosofia. Nel dettaglio: due pagine per le sei “grandi reti” tradizionali, due per i canali gratuiti del digitale terrestre, tre per quelli a pagamento, tre di pubblicità; ma ogni giorno si apre con le due pagine più importanti quanto alla politica editoriale, ossia la scelta illustrata di sette trasmissioni e quattro film arricchita da un post-it con sopra una selezione degli appuntamenti della giornata. Insomma, dodici pagine per un giorno di tv ormai non sono troppe e in questo caso il rinnovamento grafico è imposto dal proliferare dei canali, come spiega giustamente Aldo Vitali nel suo editoriale: “Fare zapping è diventato impossibile: si perde un sacco di tempo e si rischia di non trovare ciò che ci interessa davvero. Crediamo insomma che oggi la carta sia ridiventata il mezzo più veloce di fare zapping”. Ecco dunque la vera e più profonda novità di Sorrisi: mentre il mondo arranca per stare al passo delle tecnologie che dovrebbero facilitarne l’interpretazione, senza vergogna un settimanale sessantenne inaugura la propria nuova veste grafica spiegando che la maniera migliore per venire a capo di un aggeggio incontrollabile è fare la stessa cosa che si faceva nel 1992, nel 1982, nel 1962, ovvero girare una pagina. Andando all’indietro si fanno passi da gigante.

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